A sinistra: interpretazione della
Fantastica opera del bravissimo Davide Rende (figlio di Geppino).
Streghe, stregoni, magare, fantasmi, spirdi,
umbre, fate, monachieddri e chi più ne ha più ne metta: San Fili
(con i suoi anziani) è una vera miniera in merito. Tutto un mondo a sé che,
purtroppo, più passa il tempo e più cade tragicamente nel dimenticatoio.
Anche questo mondo, come il meraviglioso
mondo di Fantasia (vero protagonista del film "La storia infinita") ha bisogno d'essere salvato da una lenta ed ormai forse
inarrestabile agonia. Per salvare questo mondo c'è un solo modo: qualcuno, in
determinate cose, deve ritornare a crederci.
Diversamente addio streghe, stregoni,
magare, fantasmi, spirdi, umbre, fate, monachieddri e,
tragedia nella tragedia... la mitica "Fantastica".
Luogo prediletto della Fantastica, una
presenza sovrannaturale con tutti gli attributi al posto giusto, è il
cosiddetto "zumpu della Fantastica".
La Fantastica ha sembianze di donna e,
nella memoria popolare sanfilese (quel poco che ne è sopravvissuto), sembra
divertirsi a spaventare i bambini che vogliono incautamente (da soli o con
coetanei) lasciare il centro abitato senza la compagnia di qualche adulto.
Li adocchia, si avvicina a loro e più si
avvicina e più diventa grande... li afferra... li... semplicemente
"li", poiché giunti a tale punto succede qualcosa e d'incanto la
Fantastica sparisce nel nulla, ovvero ritorna nel luogo da dov'era venuta.
E' bella? ... forse all'inizio della
visione, nessuno è riuscito a darmi notizie in merito ed io non ho mai avuto la
fortuna, o la sfortuna, d'imbattermi in lei.
Dicono che sia "u spirdu"
di qualche donna morta nel circondario del paese di San Fili (forse più di una,
da come mi è stato riferito da diversi anziani... almeno due). Dicono che
"aru zumpu da Fantastica" ci sia morta, tanto e tanto tempo
fa, una giovane donna in procinto di sposarsi. Era proprio il giorno del
matrimonio e, chissà come, proprio in quel giorno ed in quel punto dette quello
che doveva essere il suo ultimo addio al mondo. La sua anima in pena vaga
ancora per quel punto... chissà perché, chissà in cerca di chi o di che cosa!
Dicono che la Fantastica indossi ancora il
proprio abito da sposa.
Dicono pure che la Fantastica (almeno
quella che appariva "ara scisa du Canalicchiu") indossasse un
abito nero... da vecchia vedova... o forse da giovane donna impegnata nella
vana ricerca del proprio figlio venuto a mancare da pochi giorni (questo
potrebbe spiegarne l'abito nero).
La Fantastica "da scisa du
Canalicchiu" si differenzia in forma e indumenti dalla Fantastica che
regna nelle vicinanze della fontana di Pulizia... ma non nel fine ultimo:
entrambe cercano (e pertanto bloccano) un bambino o una bambina.
La Fantastica "da scisa du
Canalicchiu" adocchiato il bambino solo, gli gira intorno alzandosi
piano piano da terra: gli gira intorno arrivando quasi a fargli perdere i
sensi... e a volte ci riesce.
"U zumpu da Fantastica":
è posizionato in quella ormai dimenticata via che congiunge Cozzo di Jorio alla
vecchia fontana di Pulizia. Punto questo visibile dalla villetta realizzata di
fronte l'ex palazzo Blasi nei pressi dell'abbeveratoio.
In effetti l'ubicazione, se ci si ragiona
un pochino sopra, non è del tutto strana né tantomeno casuale (ammesso che la
Fantastica non esisti realmente): si trova esattamente ad un punto di fine (o
inizio che dir si voglia) di quello che fu, fino a pochi decenni addietro, il
centro abitato di San Fili.
Da tale punto la Fantastica, infatti,
poteva tener d'occhio oltre che la scesa verso l'originaria fontana di Pulizia
anche, al di sopra de "u zumpu" omonimo anche la biforcazione
per Bucita e per "a Macchia Posta".
Un punto questo che per i bambini d'una
volta (ma anche per quelli di oggi) era bene non oltrepassare se non
accompagnati da qualche adulto di loro conoscenza: "Attientu ca sinno'
ti piglia a Fantastica!"... e magari se non era la fantastica,
certamente era qualche male intenzionato.
* * *
Oggi, era dei non credenti (spesso
mettiamo in dubbio persino la nostra stessa esistenza... ma su questo campo non
siamo i primi, l'avevano fatto già gli antichi filosofi greci), e sfruttando le
attuali risorse in campo... potremmo benissimo dire ai nostri bambini: "U
jire e chira parte", indicando il bivio per Bucita, "ca sinno
ti piglianu i Carabinieri".
Anche i Carabinieri, infatti, tanto tempo
fa (ma non proprio tanto!) venivano usati come spauracchio, dai nostri anziani,
per tenere buoni i bambini più turbolenti. A tener idonea compagnia ai
Carabinieri, in questo campo, c'erano anche le iniezioni, i dottori e, per
l'appunto, la Fantastica.
Il problema è che la Fantastica, strano
essere sovrannaturale legato ai ricordi fanciulleschi dei nostri anziani, sembra
non sia stata vista solo nei pressi del famoso ed omonimo "zumpu"
(che certamente ha un non so che di misterioso) ma anche in altre zone della
linea perimetrale del centro abitato di San Fili: alle Coste ad esempio.
In questi giorni, tra l'altro, ho parlato
con un nostro compaesano che afferma di aver avuto, da bambino, un incontro
ravvicinato con questo malefico (?) o semplicemente sovrannaturale essere.
Effettivamente la parola
"malefico" è un po' esagerata nel rappresentare la nostra cara
“materna presenza sovrannaturale” in quanto la Fantastica finora a quanti si
sono imbattuti in lei, quasi tutti bambini, sembra abbia fatto prendere agli
stessi solo una "proverbiale purga".
Il mio intervistato, che mi ha chiesto
giustamente di non fare il suo nome in quanto già da piccolo è stato
eccessivamente preso in giro per quanto da lui raccontato, ha detto che all'età
di sette anni circa (siamo verso la metà degli anni quaranta, poco prima della
fine della seconda guerra mondiale) si trovava a giocare a nascondino (alla
"mmucciareddra", salviamola ogni tanto qualche parola del
nostro glorioso passato!) in via Destre e per l'occasione s'era andato a
nascondere sotto l'arco d'un portone della facciata che dava sulle Coste.
Le Coste, a quei tempi, tutto erano tranne
quel zig zag (più o meno con senso... ma non sempre) di cemento dei nostri
giorni.
Era da solo, il protagonista della nostra
storia... o almeno lui credeva. D'incanto prende forma una strana donna che
ancora oggi gli è difficile descrivere tanta la paura che gli mise addosso in
quell'occasione. Una strana donna che più s'avvicinava e più assumeva forme
gigantesche.
“S'avvicino ulteriormente verso di me”, mi
disse l’ormai anziano signore, “che ero completamente paralizzato dalla
visione, si piegò, mi scrutò dall’alto in basso e dal basso in alto e subito
inizio ad sollevarmi in aria”.
Grazie a Dio, o semplicemente al suo
angelo custode, si sfilò da dosso del bambino la giacchetta che lo stesso
indossava in quel determinato momento, giacchetta che restò nelle mani della
raccapricciante visione. Il bambino, trovatosi in tal modo libero dalla presa,
non ci pensò due volte a scappare via senza mai voltarsi indietro.
Inutile dire che nessuno ha creduto a
quella strana storia. Ci fu infatti chi pensò ad una semplice burla creata sul
momento dalla sveglia mente del bambino (che magari non sapeva giustificare che
fine avesse fatto fare al proprio giacchino) e chi, cercando di giustificare il
pallore in viso e gli occhi rossi dello stesso, si limitò a dire che sicuramente
"ci l'avia fattu u spirdu" o, per l'appunto, "ca s'u
stava pigliannu 'a Fantastica". Un modo come un altro, questo, per
fargli capire che quella, d'ora in poi, sarebbe dovuta essere per lui zona
off-limit.
“Molti mesi dopo, quanto il tutto era ormai
acqua passata”, continua il mio anonimo intervistato, “andando con mia nonna in
cerca di funghi nei castagneti al di là del fiume, nei pressi della fontana di
San Pietro ritrovai, con grande meraviglia (e non senza rinnovata paura) il
giacchino rimasto nelle mani della strana signora”.
Puro racconto di fantasia? ... forse, io
comunque a questo signore ho voluto crederci.
Tra l'altro la versione di questo signore
è suffragato d'un'altra credenza in merito alla Fantastica: per allontanare la
Fantastica da sé, infatti, era (ma forse lo è ancora) necessario gettarle
contro qualcosa che si aveva addosso nel momento dell'incontro.
E’ vero, il bambino protagonista del
racconto non gettò nulla contro la Fantastica... ma le lasciò in pegno, pur non
volendo, il proprio giacchino.
* * *
Nei pressi di questa zona (le Coste) o in
un punto ben visibile da questa zona tanto e tanto tempo fa (ai tempi dei
briganti) sembra ci sia morta, uccisa per errore, una giovane donna di nome
"Stella" o "Estella". Questa notizia fa parte dei classici
racconti dei nostri anziani seduti intorno al focolare (pertanto gli storici,
tenuto conto che tutte le leggende hanno una base di verità, sono pregati di
fare opportune ricerche in merito... io per fortuna non sono uno storico e, pur
rischiando censure su censure, posso prendermi il gusto di soprassedere su
determinate cose! Il giorno che sarò pagato come pagano gli storici,
presumibilmente metterò da parte la ricerca popolare per dedicarmi alla ricerca
documentale... ma sarà un brutto giorno quello per me!).
Non sono a tutt'oggi riuscito a capire,
pur parlando con diversi anziani, esattamente chi fosse questa
"Stella" o "Estella": madre, donna, giovane in età da
marito? ... né come mai si trovasse nel punto in cui fu uccisa per errore (qualcuno
afferma che era diretta da alcuni parenti, o dal fidanzato, datisi alla macchia
in quanto appartenenti ad un gruppo di briganti) si dice dai gendarmi. Non sono
riuscito neanche a capire esattamente dove venne uccisa: qualcuno dice alla via
che da via Destre porta alla base "du Canalicchiu", ma
un'altra versione vuole che venisse uccisa mentre stava passando il ponte di
Crispini e che venisse seppellita alla base del ponte stesso.
Non so neanche se questa
"Stella" o "Estella" sia una figura reale o immaginaria, ma
siccome il fine che mi sono prefisso è quello di salvare un po' della nostra
"memoria popolare" (senza la quale la nostra comunità cesserebbe
definitivamente di esistere o di definirsi tale), non posso fare a meno di
parlarne.
Fatto sta che "nu bellu spirdu"
alla fine di via Destre, nei pressi "da terra 'e Mappa", alle Coste,
alla base "du Canalicchiu" o al ponte di Crispini per
mantenere buoni i bambini ci stava veramente bene.
Specie se "u spirdu unn'era
malignu cumu u volianu veste"... e che, proprio per questo, invece di
prendere raccapriccianti nomi, si facesse chiamasse semplicemente
"Fantastica"... fantastica in più d'un senso.
Proprio così, quasi fosse una premurosa
madre che non vuole che i suoi pargoli si allontanino dal centro abitato e si
sperdano nelle campagne circostanti: non mi meraviglierei che fosse l'anima
d'una madre in pena morta nella vana speranza di ritrovare il proprio bambino
imprudentemente allontanatosi da casa.
Un essere grandissimo, la Fantastica, a
dir poco gigantesco: con le sue gambe congiungeva i due punti più distanti del
trivio in cui appariva (imbocco strada per Bucita o alla base "du
Canalicchiu").
Oggi i più siamo vaccinati a certe credenze:
oggi i più siamo vaccinati anche ai classici soggetti religiosi (Cristo, santi
ecc.)... almeno finché non abbiamo bisogno di loro e, ricevendone grazia, non
ci rendiamo conto finalmente dei nostri limiti e della loro inconfutabile reale
presenza.
Esiste veramente la Fantastica? ... o per
lo meno (tenuto conto che ormai non se ne parla più da tanto tempo), è esistita
veramente la Fantastica?
Se è esistita veramente: che fine ha fatto
adesso? ... chi era?
Personalmente ho fatto mia
quell'affermazione di un notissimo scrittore (tanto noto da non venirmi mai a
mente il suo nome) che recita in questo modo: "Non è vero, ma ci
credo!". Proprio così: so benissimo che è tutta una grossa panzana la storiellina
sulla Fantastica di San Fili... ma siccome sono libero di farlo, preferisco
credere che esista veramente questo strano ed amorevole (materno) essere
sovrannaturale.
Voi no? ... e se un giorno l'incontraste?
... dopotutto sono in tanti, anche se preferiscono restare nell'anonimato, i
sanfilesi che asseriscono d'essercisi almeno una volta nella loro vita
imbattuti.
* *
*
Sembrava che il discorso
sulla Fantastica si dovesse chiudere con tale "ricerca popolare" che
tra l'altro era ben lungi dall'essere resa nota ai più: così non è stato.
Agli inizi del 2001
l'amico Giuseppe (Peppe) Esposito, lasciata (sicuramente momentaneamente) la
vita politica e scopertasi una innata capacità commediografa, dopo aver messo
in scena la sua prima opera "Mastru Genu", mi chiese se avevo del
materiale, fatticini locali e similari, da proporgli e che lui avrebbe potuto
utilizzare come spunto per un suo nuovo lavoro.
Quasi scherzando gli
parlai della "Fantastica"... e fu la nuova era de "'a
Fantastica"... che solcherà le scene del locale teatro comunale per la
prima volta il 27 luglio 2002... ed è stato un successone.
* *
*
A sinistra: interpretazione della Fantastica (morte di Stella) opera del
bravissimo Davide Rende (figlio di Geppino).
Fin qui la trama dell'opera di Peppe
Esposito, adesso vediamo chi ne sono stati i primi, magistrali, interpreti:
* *
*
Personaggi ed interpreti
Donnu 'Ntonu -Antonio Asta
Matalena - Adele Esposito
Zà Carmena - Tina Giorno
Donn'Affredu - Francesco D'Alessandro
Luvigi 'e Ciorra - Michele Ciancio
Don Micienzu - Armando Belmonte
Tutti membri, ovviamente, del laboratorio
teatrale "Chiacchiara" di San Fili.
La scenografia invece è stata
magistralmente studiata e realizzata dall'architetto Biagio Luchetta.
* *
*
A sinistra: particolare di una scena de "A Fantastica" di Peppe Esposito. Sul palco i bravi Michele Ciancio e Antonio Asta. Foto Pietro Perri.
Dando
un'occhiata, verso la metà di luglio 2002, alla raccolta foto di Francesco "Ciccio" Cirillo fu con grande stupore che trovai tra le stesse
una foto che riportava la seguente didascalia: "San Fili 1961 - strada
verso le Volette: fosso di Stella" (vedi foto a lato).
Mi recai assieme all'amico Antonio Asta
nella zona e chiesi ad un anziano compaesano se sapeva dove si trovava
esattamente "u fuossu 'e Stella".
Sulle prime questo compaesano sembrò
cadere dalle nuvole, poi ci disse che a lui, da piccolo, con il termine "fuossu
'e Stella" veniva indicata una zona (lato Coste) compresa tra la
Chiesa dello Spirito Santo ed il palazzo Gentile ('mmienz'u Puontu).
A
sinistra: San Fili - 1961 - strada verso le Volette - fosso di Stella. (Foto e
Archivio Francesco "Ciccio" Cirillo).
Ovviamente chiesi pure se lui, per sentito
dire, sapesse chi era "Stella". Ci disse che era un brigante, dal
cognome "Stella", fucilato in quella stessa zona, pur non sapendo
dire da chi ed in quale periodo. Il periodo indicato con il termine "brigantaggio",
nella storia e nella nostra zona, infatti sappiamo che è troppo vasto per
indicarlo come dato certo (1650 - 1910) così come non sappiamo dire in quale
periodo si possa parlare a San Fili di brigantaggio politico o di pura e
semplice criminalità.
Le impiccagioni e le fucilazioni sommarie
dei briganti e dei sospettati tali sono però da far risalire ad un periodo
compreso tra il 1650 ed il 1860 (quest'ultima data da far coincidere con
l'unità d'Italia e con la presenza, nella nostra zona, di quel polentone
sanguinario di Pietro Fumel).
Per cui "Stella": brigante o
brigantessa? ... personalmente preferisco, in mancanza di dati certi, la
versione "brigantessa", non fosse altro se non per il fatto che agli
inizi dell'Ottocento a San Fili il nome, di donna e non cognome collegabile a
famiglie locali, "Stella" era comune e stranamente tale nome,
presumibilmente dopo la tragica fine di "Stella" cadrà nell'oblio.
Quest'ultima aggiunta cui avrei potuto
benissimo fare a meno, contro il concetto sacrosanto di "dovere di
cronaca", di parlare, ci fa comunque capire come la "storia di
Stella" sia rimasta impressa, e non certo superficialmente, nella memoria
degli anziani sanfilesi: come mai? ... eppure omicidi, fucilazione,
impiccagioni, giustizie sommarie e via dicendo nei secoli ve ne sono stati
tantissimi anche in un paesino come San Fili che nel XVII e nel XVIII secolo
raggiungeva, se non superava, per numero d'abitanti la stessa popolazione della
città di Cosenza.
L'abbinamento tra "Stella" e la
"Fantastica" mi è stata suggerita, verso la fine del 1999 da
un'anziana, cara e simpatica signora del paese: Maria Maier.
By Pietro Perri.
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