A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzare il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).
* * *
Ricordo ad ogni buon file l'indirizzo di posta elettronica legata a questo sito/blog: pietroperri@alice.it

venerdì 28 settembre 2012

Sabato 29 settembre ore 18 Teatro Comunale di San Fili - presentazione del romanzo "Gelusa" di Loredana Nigri.

Sabato 29 settembre con inizio alle ore 18 (tempi tecnici e/o politici esclusi) al Teatro Comunale di San Fili si terrà la presentazione del libro Presentazione del romanzo ”Gelusa” di Loredana Nigri (dalla Costa edizioni).
Alla Presentazione coordinata da Pino Sassano, Libreria Mondadori Cosenza, interverranno Bianca Rende (figlia di Pietro, nostro compaesano delle belle giornate estive) e Andrea Onofrio.
La serata sarà arricchita dai suoni della chitarra di Riccardo Sicilia e dalle voci narranti di Angelo Lombardi, Antonio Mantella, Roberta Sicilia, Pietro Perri (alias “lo scrivente”, in una veste del tutto inusuale), Luciana Sicilia, Milly Pulitanò, Olivia Fallico, Stefania Salerno e Mariella Belfiore.
*     *     *
Per quanto riguarda il romanzo… l’ho letto ma in quest’occasione non ne parlerò più di tanto (mi manca il tempo). Dirò solo che per buona parte è ambientato nella nostra San Fili, che si fa leggere con estrema facilità e che sicuramente meriterebbe una seconda edizione magari in parte, ma solo in una minima parte, riveduta.
Dico ciò da buon consumatore di libri, non da scrittore o da critico letterario, per cui prendete l’affermazione con delle pinze ma senza stringere troppo sulla mia delicata pelle.
*     *     *
… l’appuntamento è per sabato 29 settembre 2012 alle ore 18 (tempi tecnici e/o politici esclusi) al Teatro Comunale di San Fili.
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

lunedì 17 settembre 2012

Cosa vuoi che sia una canzone... al Teatro Comunale di San Fili? ... tutto ed anche altro!


Dal 20 al 28 settembre la residenza TEATRI MERIDIANI diretta da Dante de Rose presenta quattro serate dedicate alla canzone d’autore curate da Renato Costabile.
Quattro protagonisti della musica italiana che si  racconteranno da soli sul palco (o quasi) al pubblico del Teatro Comunale di San Fili attraverso le loro paroile, la loro musica, le loro canzoni.
Quattro musicisti da conoscere in maniera più intima, in una dimensione “unplugged”.
Un viaggio tra le loro storie ma anche tra le nostre, private e comuni, i cui eventi sono sempre marcati da qualche canzone.
La rassegna di San Fili inizia il 20 settembre con Dario Brunori che ha da poco concluso un magnifico tour con il suo gruppo e che ha ormai confermato, con il suo ultimo album “Vol.2 Poveri Cristi”, di essere una delle più interessanti proposte degli ultimi anni nella canzone italiana di qualità , il 21 sarà il turno di Mimmo Cavallo protagonista della musica italiana degli ultimi trenta anni non solo con i suoi album, da “Siamo Meridionali” fino a “Quando saremo fratelli uniti” ma anche con le canzoni scritte per i grandi nomi da Fiorella Mannoia a Zucchero.
Si riprende il 27 con Patrizio Trampetti, membro della gloriosa Nuova Compagnia di Canto Popolare dagli inizi del gruppo fino agli anni ’80, autore di due tra le più belle canzoni di Edoardo Bennato “Un giorno credi” e “Feste di Piazza”, autore anche per tanti altri (da Francesco Baccini a Peppe Barra, da Eugenio Bennato a Roberto Murolo), ma anche attore, compositore di musica per il cinema e per il teatro, che con il suo ultimo album conferma la sua versatilità. Si chiude in bellezza il 28 settembre con Peppe Voltarelli e un viaggio nella sua storia e nelle sue canzoni, dagli inizi con il “Parto delle Nuvole Pesanti” fino agli ultimi suoi album dove Peppe conferma di essere uno dei più originali tra gli autori e gli interpreti della canzone italiana. Un musicista che propone in tutto il mondo  la sua musica e il suo “essere calabrese” in un modo che ridà una nuova dignità e una nuova credibilità alle proposte provenienti dalla nostra regione.

mercoledì 15 agosto 2012

Prima collettiva fotografica a San Fili dal 13 al 23 Agosto… da visitare.

E’ stata inaugurata giorno 13 agosto 2012 a San Fili nella sala conferenze della Biblioteca comunale “Goffredo Iusi” la prima edizione di una collettiva fotografica a cui hanno partecipato sia fotografi professionisti che dei semplici amanti (dilettanti per niente allo sbaraglio, visto le opere esposte) di questa stupenda arte visiva.
Ad esporre le proprie “opere” (in bianco e nero ed a tema libero) si sono ritrovati  gli amici Giuseppe Esposito, Paolo Musacchio, Paolo Muto, Armando Mazzulla, Enzo Pastorelli e, dulcis in fundo (in ordine strettamente alfabetico… da un po’ di tempo a questa pare inizio ad odiare l’ordine alfabetico… dopotutto è solo per colpa sua se nel marzo del 2010 non sono entrato a far parte del Consiglio comunale di San Fili), lo scrivente Pietro Perri.
La collettiva fotografica resterà aperta al pubblico tutti (o quasi) i giorni dalle ore 18 alle ore 22 fino al 23 Agosto prossimo… merita d’essere visitata.
Ovviamente se qualcuno vuole avere conferma dell’apertura non ha che da chiederlo anche al mio indirizzo di posta elettronica o al mio numero di cellulare (presenti sulla pagina di questo blog).
Le opere esposte (stampe quasi tutte 20x30), proprio perché il tema era libero, spaziano a 360 gradi nell’ambito della paesaggistica, delle persone e dei semplici oggetti che riescono a catturare gli occhi di chi sa guardarsi intorno… appunto dei fotografi spesso più semplici amanti (che sanno raccogliere la poesia dell’immagine) che professionisti (non raramente bravi nella tecnica ma freddi nell’esposizione).
Si spazia, in tale collettiva, non solo nel tempo (qualche foto anche se non tanto è leggermente datata) ma anche nello spazio con immagini di San Fili, dei paesi attigui, di note località italiane ma con non altrettanto noti (colmi di significati) scorci che spesso sfuggono agli occhi dei più fino a raggiungere non solo le sponde ma a volte anche l’entroterra di altri Stati che si affacciano sul Mediterraneo.
Personalmente ho presentato quindici scatti che mi riportano a rivivere alcuni dei viaggi fatti all’estero e che mi hanno colpito in modo particolare: Petra in Giordania, il Cairo e qualche immagine della mia crociera sul Nilo in Egitto, la vetta del monte Sinai e via dicendo.
La collettiva di fotografia ha visto il patrocinio del Comune di San Fili e l’organizzazione della Pro Loco… di San Fili.
Il giorno migliore per visitarla? … tutti ma in particolare domenica 19 Agosto quando lungo corso XX Settembre a San Fili si svolgerà la tradizionale “Fiera di Santa Maria degli angeli”. Una manifestazione, quest’ultima, che andrebbe opportunamente riconsiderata, ripensata e quindi rivalutata… se solo ci fosse in circolazione dalle nostre parti (a San Fili) gente culturalmente preparata (purtroppo non basta avere una laurea in tasca per potersi qualificare come tale) per poter capire ciò ed operare (chi ne avrebbe il dovere) di conseguenza.
Complimenti a tutti coloro che hanno accettato di partecipare a tale collettiva fotografica… tranne il sottoscritto (nessuno è perfetto ed io sono il re degli imperfetti) gli altri… decisamente bravi.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

domenica 12 agosto 2012

Aforismi & C. by Pietro Perri (Maggio/Luglio 2012).

Scrivendo quasi quotidianamente su Facebook con una certa regolarità immetto nello spazio relativo al "cosa stai pensando" alcune stupide e/o intelligenti intuizioni (aforismi?) che, mi sono detto, perché non li pubblico anche su questo (il mio) blog?
L'idea, ovviamente, non è detto che debba per forza piacere a tutti e quindi essere condivisa… da tutti (io… la condivido).
*     *     *
26 Maggio 2012.
"Chianciti cuorvi lacrimati piche / vestitivi de luttu carcarazzi / ch'e' muortu lu patrune de li surchi / chi cuvernava tutti s'aceddrazzi" (traduzione per chi non masticasse bene la mia lingua - e speriamo che nessuno la mastichi bene perché vuol dire che in quel caso me l'hanno tagliata e gliel'hanno data a mangiare - "Piangete corvi lacrimate piche / vestitevi di lutto carcarazzi - variante di cornacchia o corvo / ch'è morto il padrone dei solchi - il contadino lavoratore e... fesso - / che dava a mangiare - col suo lavoro - a tutti questi soggetti disonesti). Ogni riferimento all'aristocrazia dei secoli passati, ai politici e portaborse odierni, ai ricchi sfruttatori, alla parte non pulita del clero (il prete in alcuni casi ed in tempi meno sospetti folkloristicamente era indicato con l'appellativo di "corvo") e via dicendo... è puramente voluta.
.^.
12 Giugno 2012.
... stamane mi sono recato al Tribunale di Cosenza. Dovevo testimoniare? ... m'avevano invitato come persona a conoscenza dei fatti. Purtroppo giungo sul luogo dell'invito non ho trovato nessuna tavola apparecchiata per il rinfresco che mi aspettato e... neppure il Giudice: causa rinviata alle calende greche (da pessimo studente m'hanno rinviato agli esami riparatori di settembre).
.^.
13 Giugno 2012.
... a volte pensi di conoscere le persone e per questo ti senti in dovere di salutarle e rispettarle come meritano. Anch'io pensavo di conoscere delle persone finché... non le ho viste testimoniare in un processo che andava a ledere i diritti di alcuni miei familiari: quanta falsità e quanta pochezza nelle loro parole e nelle loro espressioni. Meritano pienamente quello che hanno e gli appellativi con cui sono segnalate tra i passanti. Penso di conoscere delle persone? ... dubito di conoscere me stesso!
.^.
22 Giugno 2012.
Dovremmo riappropriarci del significato delle parole che compongono il nostro vocabolario quotidiano... per evitare di parlare due o tre lingue diverse pur utilizzando i medesimi termini. Spesso, infatti, viviamo l'esperienza d'una nuova Babele solo perché... pensiamo di esprimerci con la lingua dei nostri padri: falso. La lingua che parliamo (o che crediamo di parlare) a volte non è né la lingua dei nostri padri né una lingua definibile tale. Un esempio? ... il verbo "intrattenere" (riflessivo "intrattenersi"): fare indugiare, ritardare... ben diverso dai concetti di "dialogare, confrontarsi, sviluppare intelligentemente". I nostri padri avevano ragione... se solo ci convincessimo d'essere effettivamente fratelli (figli) nei padri (dei - ).
.^.
7 Luglio 2012.
... prima di avere pietà per gli altri... bisognerebbe avere pietà per se stessi! ... solo uscendo dal baratro in cui si è precipitati si potranno avere forze e risorse per aiutare gli altri... ad uscire dal baratro in cui sono precipitati.
.^.
8 Luglio 2012.
Quando la Morte verrà a prendermi... spero mi trovi vivo. Sarebbe imperdonabile, infatti, da parte mia, deludere la Morte... facendomi trovare morto al suo arrivo. Sono sicuro che ci resterebbe terribilmente male, ... la Morte! , se mi permettessi di farLe un tale affronto. (La frase non è mia e non ricordo dove l’ho letta o da chi l’ho sentita… stupenda).
.^.
10 Luglio 2012.
Solo gli sciocchi affrontano di petto la cruda realtà che si para loro avanti. Le persone intelligenti... la evitano. Purtroppo nella vita (alcuni a fasi alterne altri in modo diabolicamente costante)... un po' sciocchi lo siamo tutti. Se così non fosse, ad esempio, sicuramente io... non avrei scritto, riportato... non chiedetemi "... da chi?", questo concetto.
.^.
12 Luglio 2012.
... un mio/a amico/a mi ha chiesto un giudizio su una sua opera. Un'opera in cui lui/lei crede tantissimo. Se volessi essere onesto con lui/lei gli/le direi... lascia stare: dovendo dare obbligatoriamente un voto al tuo lavoro tra uno e dieci... quattro e mezzo o al massimo cinque meno meno. Ovviamente dicendogli/le ciò... mi giocherei la sua amicizia e non dicendogli/le ciò mi giocherei una tra le cose a cui tengo di più: la mia fredda sincerità. Domanda: ... ma perché c***o quest'amico/a appena scoperto/a non ha chiesto ad altri un giudizio sulla sua opera? ... conoscendomi?
.^.
17 Luglio 2012.
Diamine: quei buffoni disonesti di Moody's (la famosa agenzia internazionale di rating) hanno declassato anche la Calabria. Personalmente mi domando e dico: ma come si fa a declassare una regione italiana (come la Calabria) che è senza alcuna classe da quando è stato sciolto il Regno delle Due Sicilie? ... ovvero dal lontano 1860? ... parola d'ordine? ... DECLASSATE MOODY'S! ... il mondo lo vuole.
.^.
17 Luglio 2012.
... dopotutto Lucifero (fautore del sistema repubblicano o quantomeno democratico) quando ha intrapreso la sua lotta contro Dio (fautore della monarchia assoluta) altro non voleva se non far passare il concetto che fosse giusto avere un capo democraticamente eletto dal popolo. Anche oggi, in Italia, Lucifero verrebbe prontamente scacciato dal paradiso (?) e spedito senza possibilità d'appello a passare il resto dei suoi giorni (e sopratutto delle sue notti) all'inferno!
.^.
18 Luglio 2012.
E' da quando i Greci colonizzarono il Meridione d'Italia che a noi Meridionali viene negato un posto nella storia ed il diritto ad autodeterminarci in Italia e nel mondo. Calabria, Puglia e Sicilia sono sinonimi (grazie a tali dominazioni) ormai eterni di... schiavitù usa e getta. E quando qualcuno di noi prova ad alzare la testa? ... a farcela abbassare ci pensano o le Forze dell'Ordine (... prezzolate dagli occupanti Nordisti) o la criminalità di stampo mafiosa (Mafia, 'ndrangheta e Sacra Corona Unita... anch'esse all'occorrenza prezzolate - in vari modi - dagli occupanti Nordisti).
.^.
20 Luglio 2012.
... quando la ricchezza materiale diventa puramente virtuale... a lungo andare anche i ricchi (... già poveri di spirito in quanto privi della speranza di poter migliorare se stessi se non sono in grado di migliorare gli altri) si renderanno conto d'essere diventati terribilmente (materialmente) poveri! ... la mia unica ricchezza? ... la vita condita della costante speranza d'un futuro migliore: quando ammazzeranno la mia speranza mi avranno privato del vero senso della mia vita. (Pietro Perri... oggi).
.^.
29 Luglio 2012.
... se dovessi chiedere scusa a quanti (tra esseri viventi e zombi in circolazione - ma anche rottamati e fuori produzione) ho fatto finora (... chi ha detto che dovrei smettere?) del male... sarei impegnato almeno per le prossime due vite! ... se dovessi stare ad ascoltare quanti (tra esseri viventi e zombi in circolazione - ma anche rottamati e fuori produzione) sarebbero costretti (volontariamente non lo farebbero mai) a mettersi in fila per chiedermi scusa per avermi fatto del male o per avermi costretto a far loro del male... mi giocherei in un battito d'ali dieci o quindici delle mie future vite! ... meglio che ognuno continui per la sua strada: persa stupidamente questa vita almeno mi godrò in santa pace ed alla faccia dei miei insignificanti detrattori) le prossime dodici.
.^.
30 Luglio 2012.
... tanto tempo fa qualcuno(a) mi disse che per me in politica (a San Fili e altrove) non ci sarebbe stato mai spazio... troppo onesto, mi disse. Io gli(le) risposi con la domanda: potreste mettermi almeno una volta alla prova? ... non mi ci hanno messo e mi è rimasto il dubbio (e continua a rimanermi) se avrei potuto o meno migliorare nella mia vita.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

mercoledì 8 agosto 2012

Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (5)

Della gita (quattro giorni) fatta a Firenze da me e da mia moglie negli ultimi giorni di giugno di quest’anno, e soprattutto dello schifo di hotel (?) in cui ci siamo imbattuti, ne ho già parlato abbondantemente agli inizi del mese di luglio con i post dal titolo “Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (1) (2) (3) (4)”.
Ciò che per ovvi motivi avevo taciuto in quell’occasione è stato il nome (l’indirizzo, anche se parziale - via Panzani -, l’avevo dato) dell’hotel: l’HOTEL LOMBARDIA di FIRENZE.
Avevo taciuto il nome dell’HOTEL (Hotel Lombardia di Firenze… voglio recuperare) per il semplice motivo che volevo vedere prima cosa succedeva in merito alle segnalazioni che avevo fatto, agli uffici competenti ed anche a qualche ufficio non competente,  non appena ritornammo, mia moglie ed io, al mio amato/odiato paesino di San Fili.
Decisamente amato… se confrontato alla pessima esperienza fiorentina.
Avevo infatti segnalato lo schifo subito in tale hotel (l’HOTEL LOMBARDIA di via Panzani a FIRENZE) allo stesso sindaco di tale stupenda (…? … sicuramente dal punto di vista artistico rinascimentale perché dal punto di vista di quello che offre ai turisti - per civiltà e prezzi - credo che ultimamente lasci alquanto a desiderare… visto la mia esperienza!) ovvero al dottor Matteo Renzi, ai Carabinieri con richiesta d’intervento dei NAS (… esistono? … inizio a pensare che siano frutto solo della mia fantasia visto che quando mi servono e li cerco non li trovo mai!), all’Azienda Sanitaria di Firenze, All’Ente Provincia di Firenze sezione Turismo, alla Guardia di Finanza e via dicendo.
Alcune di queste comunicazioni li ho fatte tramite PEC governativa. Risposte? … zero! … come già accaduto in altre precedenti segnalazioni… tramite l’utilizzo della PEC!
Ieri mattina (martedì 7 agosto 2012) finalmente un primo gradito riscontro alle mie lamentele in merito alla vergognosa avventura subita dal sottoscritto nel mio soggiorno presso l’HOTEL LOMBARDIA di FIRENZE (via Panzani, 19). Tale graditissimo riscontro mi è giunto tramite e-mail da un responsabile (credo) della “Provincia di Firenze - Direzione Sviluppo Economico, Programmazione e Turismo”.
Di seguito riporto il testo di tale e-mail.
*     *     *
Oggetto: reclamo nei confronti hotel Lombardia.
*     *     *
Buongiorno
si porta a conoscenza che a seguito del reclamo presentato allo Sportello Diritti del Turista è stato effettuato un intervento di vigilanza congiunto di Polizia Municipale e ufficio di Igiene e Sanità Pubblica dell'Azienda Sanitaria di Firenze. Dopo il sopralluogo sono state rilevate violazioni sia di carattere amministrativo che sanitario per cui sono stati emessi verbali di accertamento e contestazione e delle prescrizioni di risanamento.
Cordiali saluti.
(firma)
*     *     *
Sono contento di tutto ciò? … per niente!
Non sono contento per vari motivi ed in primis perché credo che sia inaccettabile che turisti (al di là se calabresi come il sottoscritto o se di un'altra parte del mondo) vengano trattati in questo modo… in Italia, o quantomeno in una di quelle città italiane che dovrebbero essere il fiore all’occhiello dell’intera nazione.
Sono contento di tutto ciò? … per niente!
… perché non riesco a capire (a concepire) come mai ancora non si siano mossi alcuni uffici contro certe strutture d’accoglienza, come mai nessuno è intervenuto prima nei confronti dell’HOTEL LOMBARDIA di FIRENZE (dubito che solo io mi sia accorto della realtà di quella struttura… visto tra l’altro diversi giudizi negativi pubblicati da altri ospiti su intenret), come mai ancora non è stato chiuso L’HOTEL LOMBARDIA di FIRENZE o come mai l’HOTEL LOMBARDIA di FIRENZE compare ancora con tre stelle su internet.

A proposito, una cosa per ora l’ho raggiunta: attualmente in quella topaia non si pagano più i 90 euro che ha pagato per una matrimoniale lo scrivente ma solo 55 euro: segno della crisi o segno che qualcuno in quella struttura è rinsavito?
… mi auguro che da tale struttura qualcuno comunque mi telefoni… chiedendomi scusa: me lo merito!
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri!
… /pace (… ih chi sc-kifu!)!

venerdì 27 luglio 2012

Firenze, ah… Firenze! … ma preferisco la Calabria! (3)


“Non ci resta che piangere”... credo che mai film più veritiero sia stato realizzato in onore di una città italiana. Un film ambientato nel XV secolo ma che, cambiando i vestiti ed i mezzi di trasporto, poteva benissimo essere ambientato ai tempi nostri. E dopotutto l’ultima scena, quella del treno guidato da Leonardo da Vinci, sembra proprio affermarci ciò.
Firenze, ah… Firenze … ma preferisco la Calabria!
Dopo il terzo giorno che, con mia moglie, ero a Firenze (dal 24 al 29 Giugno 2012) non potei fare a meno di guardarmi attorno e pensare di mettere nero su bianco alcuni pensieri (diversi da quelli che mi ispirava la fregatura subita dall’hotel in via Panzani in cui ero capitato… e di cui ho ampliamente parlato in precedenti post) che mi passavano di tanto in tanto per la mente.
Pensieri che riporto (numerati) come seguito e… di seguito.
*     *     *
6) C’è polizia in circolazione a Firenze? … si, ovunque (tranne ovviamente dove si aggira - o si aggirava - il mostro): in divisa, in borghese, in moto, in macchina o con unità mobili sui posti più a rischio. La presenza di polizia ovunque a Firenze da’ comunque più l’impressione d’essere presente come deterrente in una determinata zona che per necessità!
7) Simpatici quei mezzi futuristici (che camminano mantenendosi in equilibrio su due ruote parallele), i segway (che non è una brutta parola), e simpatica la loro contrapposizione alle carrozzine trainate dai cavalli o ai palazzi rinascimentali che ti avvolgono nel loro tenero costante abbraccio.
Simpatici questi segway in circolazione per il centro storico di Firenze. Viene da chiedersi se il grande Leonardo (quella da Vinci e non da Firenze) avesse pensato anche a loro nelle sue strabilianti visioni.
8) Dovrebbero obbligare per legge i turisti che si apprestano ad entrare nella stupenda Firenze a fare almeno tre mesi di studio di storia rinascimentale a 360 gradi (… arte, filosofia ecc.) prima di dare agli stessi l’autorizzazione ad accedere alla stupenda città Toscana specie se mossi da un traumatico fai da te.
Ma anche senza un corso full immersion alle spalle i turisti a Firenze si sentono perfettamente a loro agio… catapultati nel XV secolo dopo Cristo a Firenze.
9) Di nuovo su quello strano odore di piscio che t’aveva colpito il primo giorno che avevi messo piede sul sacro suolo della cittadina di Firenze.
… poi passi davanti ad una bancarella che vende oggettistica in pelle, … ce ne sono un’infinità a Firenze!, … pelle vera, dicono. E’ senti di nuovo, ancor più forte, l’odore dolciastro che t’aveva assalito (aveva colpito le tue delicate narici) nel momento in cui avevi iniziato a passeggiare facendoti rapire dai vari “canti” (… vie, vicoli?) che ti si presentavano davanti… a Firenze.
C’è di tutto esposto su quelle bancarelle che alle sette o al massimo alle otto di sera vedrai magicamente sparire sotto i tuoi occhi attenti. Quelle bancarelle sono ovunque, stracariche di borse, portafogli, portamonete, portachiavi… porta, visto che ci sei, anche me!
10) Senti di nuovo l’odore di piscio, cugino diretto dell’odore della pelle (vera pelle) trattata (… conciata?)… col piscio!
Odori sani ed antichi così come sana ed antica è la stupenda citta di Firenze.
11) … nei pressi di ponte vecchio ti scontri con dei ristoranti self service. La prima cosa che ti viene in mente è che li mangerai bene e pagherai un giusto prezzo… mi riprometto che la prossima volta andrò a mangiare in un ristorante normale: pagherò la stessa cosa e forse i prodotti (specie la pasta) avranno una giusta cottura ed un giusto condimento.
Più passano i gironi e più ti convinci che a Firenze molti cuochi non sono in grado di leggere le istruzioni di cottura scritte sulle confezioni della pasta: otto minuti? ... che siano otto e non venti!
12) A scocciarti con la loro invadente presenza non sono i tanti “vu cumpra’” presenti nelle strade, nelle piazze e nei vicoli di Firenze. A scocciarti con la loro invadente presenza non sono neanche i tanti mendicati (decisamente stranieri… forse zingari) in cui t’imbatti attimo dopo attimo (qualcuno, se non stai attento) sdraiato per terra com’é… rischi persino di calpestarlo. A scocciarti con la loro invadente presenza sono i camerieri che come sciacalli in perenne agguato  t’aspettano (a te indifeso turista) davanti alla porta del ristorante dove lavorano. Cercano d’invogliarti ad entrare… forse li pagano anche in percentuale a quanti turisti riescono a fare fessi.
Uno spaghetto al pomodoro? … otto euro più servizio (10%), un furto, un… doppio furto!
13) Firenze comunque è una città che invita (quasi costringe) il turista ed il residente a camminare piano… quasi fossero alla ricerca di qualcosa che hanno preso tanto e tanto tempo fa (magari in un precedente viaggio, magari… nel rinascimento riproposto sul grande schermo dai grandi Massimo Troisi e Roberto Benigni nel film “Non ci resta che piangere”)… foss’anche una semplice lettera dell’alfabeto.
Foss’anche… la lettera “C”!
14) Ritornerò a Firenze? … ‘herto!
*     *     *
… un abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

giovedì 26 luglio 2012

Firenze, ah… Firenze! … ma preferisco la Calabria! (2)


… quando vado in una città che non conosco (ovvero in tutto il resto del mondo oltre il confine della mia amata odiata San Fili) la prima cosa che cerco d’individuare sono il self service della stazione centrale di tale città e… i MacDonald presenti nella stessa.
Dell’uno e dell’altro mi fido come delle mie tasche per prezzo e soprattutto per qualità dei prodotti. Il resto al novanta per cento si rivelerà una truffa... se si cerca di individuare un buon rapporto di ristorazione qualità/prezzo senza avere un amico nella zona che sappia indicarti qualche locale in cui valga veramente la pena avventurarsi.
Un altro ottimo modo per capire se valga o meno la pena entrare in un locale è… guardare la pulizia per terra e soprattutto se ci sono clienti in attesa che un tavolo si liberi. Ma non sempre ciò risponde alle vostre (e mie) aspettative.
A Firenze nei pressi della stazione di Santa Maria Novella ci sono ben due MacDonald: uno all’interno ed uno immediatamente all’esterno… e funzionano perfettamente entrambi. Oltretutto all’interno della stazione c’è anche un ottimo locale self service… frequentatissimo anche dal personale viaggiante delle Ferrovie dello Stato… altra cosa che certifica l’ottimo rapporto qualità/prezzo della roba smerciata in tale locale.
*     *     *
Dopo il terzo giorno che, con mia moglie, ero a Firenze (dal 24 al 29 Giugno 2012) non potei fare a meno di guardarmi attorno e pensare di mettere nero su bianco alcuni pensieri (diversi da quelli che mi ispirava la fregatura subita dall’hotel in via Panzani in cui ero capitato… e di cui ho ampliamente parlato in precedenti post) che mi passavano di tanto in tanto per la mente.
Pensieri che riporto (numerati) di seguito.
*     *     *
1) Una tra le cose che colpisce subito (ovviamente a Firenze) è uno strano odore che s’imbatte con uno dei tuoi stupendi cinque sensi: l’olfatto. Un odore quasi dolce, quasi… di piscio. Eppure la città è pulitissima. Continuamente passano mezzi della nettezza urbana e addetti (spazzini ecc.) ligi al proprio dovere.
Il secondo giorno tale odore non l’avverti più, quasi faccia ormai parte di te. Il secondo giorno anche tu ti senti un po’ bischero, un po’… fiorentino.
2) Firenze è una città multietnica e quindi una città aperta: negri, gialli, verdi… in tale baraonda di razze e colori neanche la presenza del bianco (… ma è poi veramente bianco il bianco?) riesce a crearti stupore.
Senti parlare intorno a te inglese, cinese, giapponese, tedesco, fiorentino (… ma è poi veramente fiorentino?) e chissà in quante altre lingue contemporaneamente: che sia la nuova Babele? … no!
… no, non è la nuova Babele perché in quella moltitudine di lingue più o meno contemporanee ma dannatamente diverse l’una dall’altra ci si capisce tutti e benissimo… perfettamente.
Solo una guardia giurata davanti ad un museo (nei pressi di Palazzo degli Uffizi) dopo aver parlato (o così avevo capito) con degli stranieri passati avanti, mi ferma chiedendomi: “… ma ‘he ‘havolo avrà voluto di’ quello? … mi’ha lo ‘honos’ho bene io l’inglese! … siete ameri’hani?”. Ed io a lui: “… ho ‘hapito quanto te, dopotutto… simu ‘halavrisi!”
3) A Firenze ed in qualsiasi punto c’è sempre qualcuno con una valigia al seguito (… starà arrivando o starà partendo?)  … basta guardarla o guardarlo in faccia per capire cosa cela, per… rubarle o rubagli un pensiero.
Non importa che ora sia della giornata, ne se sia mattina o notte inoltrata: a Firenze c’è sempre qualcuno con una valigia al seguito: un giorno (almeno due) ci siamo stati (a Firenze e con una valigia al seguito) anche io e mia moglie.
4) A Firenze mi manca (… ci manca) il computer? … mi manca (… ci manca) questo blog? … mi manca (… ci manca) Facebook? … no!
Vedo alcuni giovani turisti (americani o giapponesi) camminare con dei tablet (… si chiamano così?) in mano. Non credo visitino Firenze con certe diavolerie tra le mani. Firenze va visitata… a mani, vista, olfatto, tatto e soprattutto mente libera.
5) Poche macchine in circolazione nel centro storico di Firenze, per lo più taxi, motociclette e biciclette. Più biciclette che motociclette e taxi… qualche pullman dell’azienda di trasporto pubblico municipale.
Si vedono in circolazione anche soggetti in piedi su degli strani mezzi a due ruote… parallele ed in equilibrio sull’impossibile: non sono bici né moto. Sono… semplicemente sono! … ricordo di averne sentito parlare tanto e tanto tempo fa in televisione o di aver letto qualcosa in merito a tali mezzi di trasporto su qualche rivista specializzata… in curiosità.
Appena a casa dovrò cercare su internet il nome di tali strani… straordinari mezzi di trasporto.
L’ho fatto oggi (n.d.r.: 25 Luglio 2012). Ho chiesto a Google “mezzi+due ruote+equilibrio” e il dio Google mi ha prontamente risposto: SEGWAY. Difficile continuare a capire cosa mi trovavo difronte ma… Google aveva capito benissimo la mia domanda e mi aveva dato la giusta risposta.
Si trattava proprio di un… segway!
(continua).
*     *     *
… un abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

Firenze... ah, Firenze! ... ma preferisco la Calabria! (1)


Firenze, ah… Firenze: dopo l’esperienza subita la fine di giugno 2012… ci andrei a passare sicuramente un’altra settimana… invitato dal sindaco Renzi ed a spese del Comune di Firenze perché, onestamente, come i cinque giorni che c’ho passato nella succitata occasione (a partire dall’inqualificabile ed innominabile hotel “tre stalle” in cui ho soggiornato)… a spese mie credo che basti ed avanzi.
Firenze, ah… Firenze: ancora si odono i gemiti rinascimentali dei simpatici Massimo Troisi e Roberto Benigni nel più che azzeccatissimo titolo del film di cui sono stati co-protagonisti “Non ci resta che piangere”.
… ed io ho pianto! … ma ci ritornerei, giusto per vedere se le mie lacrime erano di coccodrillo o di novello bischero. Perché, diciamo la verità, Firenze un po’ bischeri ci fa diventare a tutti coloro che hanno la fortuna (… il piacere?) di calpestare il suo suolo. Un piacere spesso messo su e ai danni degli incauti turisti.
In quei cinque giorni sono passato davanti a tantissimi ristoranti (… decisamente improvvisati, visto la capacità di gestire la cucina da quelle parti! … ovviamente parlo dei ristoranti in cui ho anche avuto il coraggio di entrare!) e mi sono fermato a leggere i menù posti sull’entrata. L’uno (per prezzi e pietanze) a volte era la fotocopia dell’altro.
Ma come si fa, mi domando e dico, propinare (vendere) un piatto di spaghetti (ma potevano anche essere penne o altre cavolate del genere) al pomodoro o al limite all’arrabbiata (il che poco cambia) ad otto o nove euro ciascuno? … ovvero a sedici o diciotto vecchie mila lire? … diamine: stiamo parlando di un piatto di spaghetti al pomodoro e magari pomodoro neanche italiano!
Provate un po’ a chiedervi quanto può costare in materie prime e lavoro un piatto di spaghetti al pomodoro, metteteci poi su un giusto (onesto) rincaro per profitto e traetene le ancor più giuste conseguenze.
Se poi considerate la leggerezza a mettere, da parte dei gestori, gente del tutto incapace (spesso extracomunitari che magari fino al giorno prima hanno cotto semplicemente un po’ di farina mischiata con acqua su qualche pietra riscaldata dal sole o dalla brace) dietro i fornelli… altro che “Non ci resta che piangere”.
Persino un ristorante cinese in cui mi sono imbattuto mi ha fatto rimpiangere un ristorante cinese (gestito dall’amico “Gino”) di via Kennedy nella calabresissima Rende.
In un ristorante, ovviamente siamo ritornati a parlare di Firenze perché in Calabria la cucina e tutta un’altra cosa… decisamente seria, ho chiesto una carbonara pensando che almeno la carbonara da quelle parti la sapessero fare… no comment! … mi verrebbe voglia d’invitare Renzi e company dalle nostre parti… a loro spese, ovviamente (ormai sono diventato un po’ bischero anch’io). Gli spaghetti (se di spaghetti si trattava) erano scotti. Il guanciale? … meglio coprire con un velo pietoso. Le uova? … crema d’uova… onestamente non saprei dire cosa s’intende per “crema d’uova” in culinaria ma vi assicuro che fa decisamente schifo al palato.
Intendiamoci: se vi contentate d’una bistecca (… fiorentina?) alla piastra… quella, si!, la sanno cucinare. Forse perché quella basta metterla sulla piastra rovente e rigirarla di tanto in tanto.
Nei pressi del duomo (… o della basilica di San Lorenzo) un giorno notai davanti all’entrata di un ristorante un cartello con il simbolo dell’Associazione Cuochi d’Italia e con la scritta, al di sotto, “qui c’è un cuoco professionista”.
Entrai, mi sedetti ed ordinai una bella calamarata… ne è valsa la pena: c’era veramente in circolazione un cuoco professionista e la differenza di costo tra un piatto di spaghetti col pomodoro e una calamarata (cannaruozzi ccu calamari aru sucu) era davvero irrisorio.
Alcuni ristoranti poi ti prendono per i fondelli mostrandoti prezzi decisamente più bassi dei ristoranti attigui. Di più basso troverai quasi certamente la qualità perché per quanto riguarda il prezzo… aggiungendo il servizio e gli extra maggiorati (acqua ecc.) vedrai che alla fine avrai pagato la stessa cosa.
… tempo di crisi? … per i fessi!
… i turisti ci boicottano? … non posso dar loro torto! … farei lo stesso anch’io.
(continua).
*     *     *
… un abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

domenica 22 luglio 2012

San Fili brucia? … e a me brucia terribilmente il cuore!


Le fiamme sulla frazione Bucita.
San Fili? ... brucia! ... stupidamente.
San Fili (per ora solo i bellissimi boschi che si possono - mi correggo: si potevano - ammirare sulla storica frazione di Bucita) brucia stupidamente perché sicuramente l'incendio... non si è acceso da solo.
Difficile che un incendio si accenda da solo... in un periodo di crisi come quello che stiamo subendo. Difficile che un incendio si accenda da solo anche in periodi diversi da quello attuale: fatemelo dire… nell’Esercito Italiano ho ricoperto anche l’incarico di comandante di squadra antincendio per interventi su piccoli aerei ed elicotteri… nel lontano 1984… in un gruppo d’aviazione leggera (mitica “Andromeda” nel comune di Pontecagnano… tra Salerno e Battipaglia).
Per infiammarci qualcosa in modo naturale (ossia senza l’intervento della stupidità umana… presente al fatto anche quando spesso e volentieri è assente) è necessario che si combinino contemporaneamente quattro o cinque fattori diversi… quasi impossibile.
Colpa di qualcuno in particolare? ... sicuramente non solo del piromane di turno (che comunque c’è o quantomeno ci sarà): colpa di disastrose scelte economiche ed amministrative che hanno caratterizzato le nostre popolazioni (in primis quella sanfilese) negli ultimi quaranta anni: soldi facili (quelli, tanti, ricavati dalle imprese boschive e quelli, pochi... meno delle briciole, ricavati dai proprietari dei terreni interessati dal taglio indiscriminato dei nostri stupendi castagneti) bruciati ancor prima di produrli.
Ancora oggi, nella penombra della stanza in cui sto scrivendo questa pagine sul mio portatile, sento ronzare sulla mia testa i motori di qualche canadair di passaggio… giunto, chissà perché, decisamente troppo tardi sul luogo del disastro (perché di disastro, anche se ambientale, si tratta).
Strano le fasi di questo strano incendio… più volte quasi spento o spento e più volte, nel giro di un paio di giorni, acceso… decisamente acceso e vivo tanto da distruggere una grossa fetta di stupendo verde castagneto da taglio.
… la combinazione dei succitati cinque fattori non avrebbe avuto la capacità demoniaca di ripresentarsi nell’arco di cinquanta, cento metri… quattro volte nel giro di poche ore.
Una punizione divina? … non credo, anche se coloro che hanno tramutato i castagneti da frutto in castagneti da taglio una tale punizione l’avrebbero ben meritata: i soldi facili… facilmente finiscono in fumo.
San Fili brucia? … come dare torto a quello stronzo che poco elegantemente risponderebbe a questa mia domanda con un semplice  “… era ora!”, perché, diciamo la verità, chi non sa apprezzare ciò che ha… non merita. Ed i Sanfilesi ripetutamente in quest’ultimo mezzo secolo (diciamo negli ultimi sessanta anni) hanno dimostrato di non sapere apprezzare… il proprio fantastico territorio.
San Fili brucia? … e a me brucia terribilmente il cuore!
*     *     *
… un caro abbraccio dal vostro sempre affezionato Pietro Perri.
… /pace!

sabato 21 luglio 2012

E se provassimo a dare un nuovo look a San Fili?

E se provassimo a dare un nuovo look al nostro paese… con interventi poco costosi ma soprattutto imparando a vivere più civilmente?
Scorcio di corso XX Settembre a...
San Fili.
Proprio così, perché in alcuni casi ridare un nuovo look al nostro paese potrebbe anche costare pochissimo o non costare del tutto niente; basterebbe un po’ di amore verso lo stesso ed un po’ di buona volontà.
Da parte di chi? … da parte di tutti, incluso noi che (come chi scrive) amiamo trincerarci dietro il nostro moralismo da “non ti curar di lor”, se non per criticarli (cosa che, comunque, dovete ammettere che lo facciamo dannatamente bene), “ma guarda e passa”.
Domanda: avete notato com’è ridotto male (non solo dalle intemperie ma anche dall’inciviltà di qualche compaesano e dall’incuria di chi dovrebbe intervenire e non interviene), su corso XX Settembre (ovviamente a San Fili) il marciapiede che va dal larghetto antistante la storica statua della Madonnina all’ex piazza Rinacchio? … se non l’avete notato significa che da quella zona, a piede, ci mancate almeno da un paio d’anni.
Se date un’occhiata alle panchine presenti in tale tracciato, vi fate una cultura (anche visiva) sulla volgarità dell’erotismo  (secondo me… certificazione del proprio mancato scopo) paesano.  Irripetibili parole e disegni (diciamo “sgorbi”) privi d’ogni capacità artistica ne sono la prova.
Pan...cazza. A San Fili, marciapiede su
corzo XX Settembre.
Su tale marciapiede troviamo persino dei pericolosissimi residui di paletti (metallici) che in altri tempi sostenevano dei cestini (sempre metallici) dell’immondizia.
E poi… come non parlare di quell’aberrante e pericolosissima presenza di alberi (prugni) che persiste da più anni su tale tratto di marciapiede: brutti per quanto riguarda il colore delle foglie (decisamente assurde incastonate nella realtà paesaggistica sanfilese) e pericolosissimi per quanti si avventurano (poiché di avventura si tratta) su tale marciapiede perché, ormai marci nelle radici e nel tronco, rischiano di cadere - non senza brutte conseguenze - da un momento all’altro sui passanti.
E allora? … non sarebbe ora di parlare anche a San Fili di civiltà (ai dementi che non hanno null’altro di meglio da fare che deturpare  i beni pubblici sarebbe bene che qualcuno insegnasse finalmente loro il concetto che esprime la parola “civiltà”) e di ordinaria amministrazione (ripri-stinando in economia il tutto. E poi… quanto costano qualche barattolo di vernice per coprire tali oscenità e sostituire quelle vergognose e pericolosissime piante)?
Corso XX Settembre, non dimentichiamolo, è il primo biglietto da visita che i Sanfilesi mostrano ai turisti e/o a quanti potrebbero avere qualche minimo interesse, sociale o economico che dir si voglia, per il nostro paese.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!


domenica 8 luglio 2012

... eni muortu Ciccarieddru!


Oggi (8 Luglio 2012) al mio paese è stato affisso uno strano annuncio funerario. Strano perché, onestamente, a me ed a tanti altri miei compaesani è stato alquanto difficile abbinare il nome ed il cognome della persona col volto e con la sua storia (storia in parte condivisa da tutti... al nostro paese): Francesco Bartucci di 84 anni e di Rende... non di San Fili.
Poi qualcuno ci disse: "Ma come, non l'avete capito? ... eni muortu Ciccarieddru!". Ed ecco, come d'incanto, aprirsi un eccezionale portone della nostra memoria: i tempi della scuola, la nostra (... spensierata?) fanciullezza, la prima ragazza ed i primi problemi.
E' morto Ciccarieddru... l'autista di uno dei tanti pullman che, negli anni Sessanta e Settanta, da San Fili ci portata a Cosenza e viceversa. E' morta... un'importante parte del nostro passato che stranamente proprio con il suo trapasso... ci fa rivivere quel pezzo di passato.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri-
… /pace!

venerdì 6 luglio 2012

Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (4)


Continua dalla pagina (di questo blog)  “Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (3)”. Ovviamente il nome dell’hotel incriminato in questo racconto e stato coperto da (omissis) in quanto la vicenda è stata segnatala agli uffici pubblici competenti (Finanza, Carabinieri, ASP di Firenze ecc. ecc. ecc.). Chi comunque volesse sapere a quale struttura mi riferisco non ha che da chiedermelo… in privato.
*     *     *
Stupenda la stanza numero 202 dell’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto.
Stupenda la stanza e disponibile e preparato il personale addetto alla reception.
Non ricordo se fosse il terzo o il quarto giorno che… soggiornavo in quella struttura alberghiera (un vero hotel a tre stelle… o a tre stalle, per i gestori della stessa… sembra sia la stessa cosa).
Fatto la nostra colazione (ovviamente al Bar Scudieri in piazza San Giovanni… a Firenze, ovvero ad opportuna distanza della sala colazione dell’hotel in cui pernottavamo) ed io nostro giro antimeridiano, dopo aver pranzato in un ristorante presente nel centro storico di Firenze (… c’è anche qualche buon ristorante in tale zona ma la maggior parte - tre dei quattro in cui sono incappato… sicuramente - danno l’impressione d’essere nati per fottere il turista), io e mia moglie abbiamo deciso di rientrare in hotel per fare una classica pennichella pomeridiana.
Entriamo nella hall (… mi è difficile definirlo “hall”… e non riesco a capire perché… quell’angusto accesso all’hotel dell’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto) e chiediamo la chiave della stanza 202… la stanza che ci era stata assegnata in seconda opportunità quando abbiamo fatto il check in  (pagamento anticipato, diversamente non avremmo potuto accedere alla stanza) al nostro arrivo a Firenze. Alla… stupenda Firenze!
Alla reception c’era una quarta addetta… diversa dagli già conosciuti tre. Non proprio male, oserei dire… ma evito di dire (magari la vista in quella penombra mi ha pure ingannato).
Ci viene consegnata la chiave… ma non, sicuramente, la chiave della stanza 202.
Dopo esserci fatti le pesanti quattro rampe di scale che ci portavano al secondo piano della fatiscente struttura, inserisco la chiave nel buco della serratura e… mistero: la porta non si apre! … mistero? … col cavolo non di Bruxelles ma di Firenze!
Il portachiave (stile ante Prima Guerra Mondiale) in ottone pesante riportava, attaccato sul retro, un pezzettino di carta con scritto 205.
A rifare le otto rampe di scale (quattro a riscendere e quattro a risalire), ovvero a ritornare alla reception per fa notare l’errore, toccò a mia moglie… da bravo maschio… io ero troppo stanco per iniziare e portare a termine tale compito.
Dopo qualche minuto e dopo aver fattoci pesare (non con parole ma con vari sbruffi ed espressioni varie che non lasciavano dubbi in merito) il fatto che non eravamo in grado, io e mia moglie, neanche in grado di aprire una stanza d’albergo… ecco giungere davanti alla porta della nostra stanza l’addetta alla reception… con la chiave (portachiave incluso) che le aveva appena sceso mia moglie.
… inserisce anche lei la chiave nella serratura della stanza n. 202 (ovviamente la chiave il cui portachiave portava attaccato sulla parte inferiore un pezzettino di carta sul quale compariva la scritta 205… sempre quello) e… mistero: la porta non si apre neanche con le mani esperte della signorina addetta, in quel determinato momento, alla reception dell’hotel quell’angusto accesso all’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto!
Che ci sia “u monachieddru” in quell’hotel? … magari giunto al seguito di qualche terrone come il sottoscritto?
Fatto sta che l’addetta alla reception consapevole ormai che qualcosa non andava e che quel qualcosa sicuramente non eravamo certamente io e mia moglie… scende giù (ovviamente portandosi dietro la chiave della stanza numero 205 che non apriva stranamente la stanza numero 202) riscende le quattro rampe di scale e giunta alla reception inizia, tutta allarmata, a fare una serie di telefonate ai colleghi (o alle colleghe) cui la stessa aveva sostituito qualche ora prima.
Risale dopo un cinque o sei minuti… con un altro portachiavi e sicuramente con una altra chiave.
Miracolo: la porta, quella della stanza 202, si apre! … e ci permette, a me ed a mia moglie, di accedere alla nostra meritatissima pennichella fiorentina.
Dentro la stanza, malgrado avessimo lasciato acceso il condizionatore da quando, intorno alle 8 e 30, eravamo usciti a fare la nostra passeggiata mattutina nel centro storico di Firenze… un caldo afoso ed insopportabile.
Eppure avevo posizionato il condizionatore a non oltre 22 gradi centigradi.
Dimenticavo… quel condizionatore, acceso, serve solo per smuovere l’aria e la polvere presente nella stanza. Il fresco è un optional non fornito da questo stupendo hotel a tre stelle… e non a tre stalle!
Un incubo questo soggiorno a Firenze? … ovvero questi quattro giorni passati da me e mia moglie in questa ultima settimana di giugno 2012 nella bellissima città rinascimentale di Firenze? … decisamente no!
Firenze è unica… ci ritornerei domani stesso… ovviamente pernottando in un altro hotel e non nell’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto!
E poi… se non fossi capitato in quest’hotel… cosa avrei potuto scrivere? … oltre a decantare be costosissime  ma decisamente riposanti ed acculturanti bellezze di Firenze?
*     *     *
A conclusione di questo lungo e spero piacevole excursus su quest’hotel fiorentino che, ripeto, ho provveduto a segnalare alle Autorità competenti… non per me ma per quanti, con più problemi del sottoscritto, possano incappare in disoneste situazioni come quella che ho descritto (perché di disonesta situazione si tratta): per chi rischia di arrivare a Firenze su una sedia a rotelle, per chi ci arriva con figli piccoli, per chi… per i turisti perché, si sappia, il turista per uno Stato come il nostro è e deve essere una cosa sacra e non una bestia da spolpare, al pari di sciacalli su una carogna, fino all’osso e poi gettare nella merda.
Ho scritto questo lungo excursus anche per fare un piacere ai giovani che lavorano in tale struttura… per il loro futuro perché, se continuano così, dubito che avranno un futuro.
Chiedo scusa, per questo mio scritto, a tutti gli albergatori onesti di Firenze ed in particolare agli albergatori onesti di via Panzani che, ne sono certo, sono in tanti.
*     *     *
Lasciammo, io e mia moglie, l’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella (… e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto!) intorno alle 9 di venerdì 29 giugno 2012… salutando cortesemente… perché e nello stile di noi terroni… forse nel nostro DNA.
… non ringraziai! ... dopotutto l’unica cosa per cui avrei potuto ringraziare qualcuno dei gestori di quell’hotel e che, dopo quattro giorni, perlomeno ne uscivo con i miei piedi.
… con me postavo anche dietro alcune significative foto dell’interno della stanza 202. Foto che, su richiesta, consegnerò anche alle Autorità competenti.
Portammo le valige e gli zaini al deposito bagagli della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e ci apprestammo a fare un’ultima passeggiata nello stupendo centro storico di Firenze… unico in tutto.
Alle 15 saremmo saliti sul pullman della Simet che ci avrebbe riportati a Cosenza (dove siamo giunti intorno alle 2 di notte). Bel modo per passare la giornata del mio ennesimo compleanno e del mio onomastico.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (3)


Continua dalla pagina (di questo blog)  “Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (2)”. Ovviamente il nome dell’hotel incriminato in questo racconto e stato coperto da (omissis) in quanto la vicenda è stata segnatala agli uffici pubblici competenti (Finanza, Carabinieri, ASP di Firenze ecc. ecc. ecc.). Chi comunque volesse sapere a quale struttura mi riferisco non ha che da chiedermelo… in privato.
*     *     *
Stupenda la stanza numero 202 dell’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto.
Stupenda? … col cavolo! … se Alfred Hitchcok, Wes Crawen, Geroge Romero e l’italianissimo mago del terrore Dario Argento si fossero messi assieme per studiare la scenografia di un loro intrigante e raccapricciante film… non sarebbero stati in grado di fare di meglio di quello che hanno realizzato (non per loro intelligenza, spero) i gestori dell’hotel (tre stelle e non tre stalle) in cui siamo capitati, in quest’ultima settimana di giugno 2012, io e mia moglie in quel di Firenze.
Il più banale degli esempi (dopo ciò che ho scritto finora)? … entrando in stanza (la 202) una delle cose che colpiva immediatamente la tua vista era un angolo di un muro completamente rovinato… mancava il paraspigoli. Domanda: che fine aveva fatto il paraspigoli che mancava in un angolo di un muro della stanza 202 dell’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto? … l’avrei scoperto pochi minuti dopo che l’addetto alla reception che ci aveva consegnato la stanza ci aveva lasciati in pace a disfare i nostri pochi bagagli: era in un angoletto, in bella mostra, sempre della stessa stanza. E se ci fossero stati dei bambini assieme ai loro genitori ospiti di questa stanza? … cavoli loro! … non era questo il problema dei gestori di tale hotel. Loro, i gestori di questo stupendo hotel (a tre stelle e non a tre stalle) hanno altro cui pensare.
Qualcuno ovviamente potrebbe dirmi: “Ma, scusa, prenotando un hotel su internet… non avevi letto i giudizi di chi c’era stato prima di te?”
… qualche giudizio (ne riporto di seguito qualcuno) l’avevo letto ma… si può credere a certe cose?
*     *     *
GIUDIZIO N. 1 (18 GIUGNO 2012): Pulizia carente, stanze con lenzuola e tende vetuste, salviette macchiate. Vista stanza su piccionaia piena di escrementi. Personale inadeguato che prova a truffarti sul prezzo.
GIUDIZIO N. 2 (20 GIUGNO 2012): Probabilmente il peggior luogo dove abbia mai dormito (e non sono una persona schizzinosa). Condizione della camera assolutamente indecente. Odore insopportabile in stanza, probabilmente dovuto alla moquette. Mancanti anche le minime condizioni di igiene e pulizia.
GIUDIZIO N. 3 (13 GIUGNO 2012): Pulizia davvero carente. copriletto sporco e bagno minuscolo.
GIUDIZIO N. 4 (22 MAGGIO 2012): Mancanza ascensore, mobili rovinati e rotti , piccioni a tutte le ore della notte con escrementi sulla finestra male odoranti.
GIUDIZIO N. 5 (27 GENNAIO 2012): Hotel di pessima qualità, avevano problemi a farmi pagare con la carta di credito cosi mi dicono di pagare la mattina seguente dato che non potevano cambiare una 50euro. La mattina dopo vado per pagare e il signore alla reception ha tentato palesemente di fregarmi sul totale del conto. La camera aveva la spalliera del letto che mi cadeva in testa durante la notte perché fissata con delle viti nel muro che ormai si erano staccate... La camera era sulla strada quindi ho dovuto mettere I tappi per le orecchie....
GIUDIZIO N. 6 (11 MAGGIO 2012): E' una bettola (come mi aspettavo).
*     *     *
Personalmente, considerato le mie origini terrone e considerato il nome dell’hotel, non posso che condividere in pieno il giudizio numero 6: “E’ una bettola (come mi aspettavo)”. Purtroppo quell’hotel è anche un hotel a tre stelle (e non a tre stalle) di Firenze ed onestamente tutto mi sarei aspettato tranne che ciò che ho trovato.
A proposito, quando leggete su siti online giudizi e commenti su qualche struttura alberghiera… credete solo nei giudizi negativi. Eviterete fregature ed oltretutto nove volte su dieci sono gli unici giudizi veritieri.
Sulla scrivania che completa il ricchissimo (?) arredo della stanza 202 dell’hotel (omissis) di via Panzani al numero (omissis) a Firenze a pochi passi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella (e, soprattutto, a pochi passi dal Duomo e dal famosissimo e bellissimo campanile di Giotto) c’è anche una abat jour… funzionante? … col cavolo.
Notando che non si accendeva ed escludendo il fatto che la lampadina fosse fulminata o mancasse del tutto… sposto la scrivania per vedere se è attaccata la spina. Era attaccata? … col cavolo.
Oltretutto ammesso e non concesso che qualcuno avesse voluto attaccarla, dove avrebbe dovuto attaccarla? … da non credere: dietro la scrivania (e non certamente nelle vicinanze) non c’era nessuna presa cui attaccare la spina dell’abat jour. In compenso si notava per terra e nel retro della scrivania una tale quantità di sporcizia e polvere che sembrava non venisse rimossa da mesi.
Volete un consiglio? … se andate in gita a Firenze, non dimenticate (scrivitivilu supra n’agendina a caratteri cubitali): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL!
… un hotel decisamente a tre stelle e non a tre stalle. Il guaio è che le uniche tre stelle in cui io mi sono imbattuto in quest’hotel… sono quelle riportate sul tappetino all’entrata dello stesso e che io, così come molti dei tanti ospiti di tale struttura, disonestamente abbiamo calpestato fin dal nostro primo accesso nell’hotel (omissis) che si trova al numero (omissis) di via Panzani a Firenze.
(continua).
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (2).

Continua dalla pagina (di questo blog)  “Una gita a Firenze (giugno 2012): NON ENTRATE IN QUELL’HOTEL! (1)". Ovviamente il nome dell’hotel incriminato in questo racconto e stato coperto da (omissis) in quanto la vicenda è stata segnatala agli uffici pubblici competenti (Finanza, Carabinieri, ASP di Firenze ecc. ecc. ecc.). Chi comunque volesse sapere a quale struttura mi riferisco non ha che da chiedermelo… in privato.
*     *     *
Firenze? … ah, Firenze! … se non fosse per alcune bettole che si spacciano per hotel e per giunta a tre stelle.
L’hotel in cui siamo incappati io e mia moglie nel nostro soggiorno fiorentino di fine giugno 2012 (ovvero l’hotel omissis che si trova in via Panzani al numero omissis della stupenda città rinascimentale per eccellenza… a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella) più che un hotel ha finito per ricordarmi la locanda del film “Non ci resta che piangere”. Si, proprio quella locanda… la locanda in cui pernottarono i grandi Massimo Troisi e Roberto Benigni.
Differenze in positivo? ... non era necessario pisciare dalla finestra (in alcune stanze tra l’altro - a leggere i commenti di alcuni viaggiatori “faidate aiutandoti con internet”) sarebbe anche pericoloso in quando si rischierebbe di rientrare l’uccello in gabbia coperto da  escrementi di piccione. Differenze in negativo? … sicuramente la colazione ricevuta nel 1500 da Troisi e Benigni era decisamente migliore di quella che abbiamo ricevuto io e mia moglie nel giugno del 2012.
Già, la colazione (inclusa nel costo della stanza)… decisamente non invidiabile: qualche fetta di un formaggio che non solo sembrava emmenthal (era quadrato) ma sembrava anche affettato il giorno prima, qualche fetta di spalla cotta (credo fosse spalla cotta), qualche brioches sicuramente non di giornata così come altrettanto sicuramente non cellofanata e quindi che ti lasciavano in dubbio se non fossero scadute da tempo, del burro a cubettini decisamente… squagliati, un piccolo panino, del succo di frutta (arancia?) in un dispenser self-service (che dispensava anche acqua) e… difficile dire se c’era ancora dell’altro in quella ricca tavola imbandita.
I miei occhi (abituati a ben altre strutture ricettive… a tre stelle e non a tre stalle) si rifiutavano categoricamente di guardare oltre.
Dietro un bancone di uno pseudo bar in quella stanza che passava per sala colazione (categoricamente aperta dalle 7 e 30 alle 9 e 30 del mattino) c’era una matura signora che ti guardava con un’aria quasi spaventata… quasi spaventata che tu gli chiedessi di farti un latte od un caffè.
Non chiedemmo niente, non ci chiese niente, non ci portò niente! … quanta professionalità in quella matura signora. Professionalità da terzo mondo (si fa per dire, perché nel terzo mondo sanno bene come si fa il cameriere… ma qui siamo a Firenze, a pochi passi della stazione di Santa Maria Novella, a pochi passi dal Duomo e dalla torre campanaria di Giotto… in un hotel a tre stelle).
Era la seconda mattina del nostro soggiorno a Firenze quando, svegliatici di buon’ora, io e mia moglie andammo a fare colazione in “the breakfast room” (stanza della colazione) dell’hotel. Era la prima volta e sarebbe stata anche l’ultima. Nelle altre tre mattine la colazione abbiamo preferito farla in uno stupendo bar che, facendo angolo su via de’ Cerretani, dava da un lato su piazza Duomo o piazza san Giovanni: il Bar Scudieri… effettivamente un altro mondo. Un mondo in cui saresti stato il resto della tua vita.
E i prezzi di quest’incanto fiorentino? … abbiamo sempre consumato al bancone e devo dire che i prezzi, al bancone (qualcuno afferma che al tavolo la vita era diversa), erano più che popolari. Dopo una notte d’incubo passata all’interno dell’hotel omissis di via Panzani al numero omissis a Firenze…. cinque minuti passati all’interno del Bar Scudieri ti riconciliavano con la rinascimentale città.
Già, perché passare una notte in quell’hotel (… a tre stelle? … o a tre stalle?) è stato veramente un incubo. Io e mia moglie di notti ce ne abbiamo passato ben quattro: eroi si nasce!
Aprire la finestra della stanza numero 202 sarebbe stato un suicidio immediato… visto il frastuono che sarebbe venuto dall’esterno. Tenerla chiusa? … un suicidio lento ma comunque un suicidio… d’estate e con quel caldo asfissiante.
Mi chiederete: ma perché non hai aperto l’aria condizionata? … l’ho aperta, l’ho aperta ed in un paio di casi l’ho lasciata aperta per l’intera notte.
L’aria condizionata in quella bettola? … era inclusa nel prezzo! … peccato che il sistema di condizionamento era del tipo “Se tieni chiusa la finestra e dentro fa freddo… dentro fa freddo. Se tieni aperta la finestra e fuori fa caldo… dentro fa caldo!”
Detto papale papale il sistema dell’aria condizionata faceva letteralmente pena.
Quell’assurdo marchingegno fissato al di sopra della porta d’accesso una volta acceso sembrava semplicemente smuovere l’aria e la polvere presenti nella stanza (aria pochissima e polvere tantissima).
Pensate che per un paio di giorni abbiamo lasciato l’aria condizionata accesa per l’intera giornata sperando che, rientrando dalle nostre passeggiate nella stupenda città di Firenze, al nostro rientro avremmo trovato una stanza piacevolmente rinfrescata… ma la nostra era (e così si rivelò) solo una infantile speranza.
A questo punto non posso non chiedermi se i filtri di tale marchingegno siano stati o meno sostituiti da quando il marchingegno è stato montato in quel punto di quella parete. Meglio non pensarci.
Quell’hotel (i gestori di quell’hotel) del fatto che a Firenze fosse vissuto anche un soggetto di nome Leonardo da Vinci… decisamente non se n’è neanche accorto.
In circolazione, in quella stanza, c’era un altro marchingegno a ventola (con movimento indotto elettricamente): la presa d’aria del bagno (in quanto il bagno, come ben si può intuire senza bisogno che il lo scriva, in quella stanza è privo di finestre). Pensate funzionasse? … non vi dico quante volte, sperando in un miracolo, ho sperato che premendo l’interruttore relativo (… pensavate fosse automatico l’avvio? … pensavate male!) la ventola desse qualche segno di vita. Purtroppo quella ventola dette solo segni di morte!
Quindi… se andando a Firenze vi capitasse di soggiornare nell’hotel (omissis) sito in via Panzani al numero (omissis) e finiste per vedervi assegnata la stanza 202… pensateci bene prima di fare qualche bella puzzetta.
Dopotutto in quella stanza dovrete starci voi! … perché per quanto riguarda il sottoscritto in quell’hotel non ci metterà più piede… e non perché non mi ci vorranno più! … anche!
(continua).
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!