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domenica 26 luglio 2026

SAN FILI (CS)... CON GLI OCCHI DEL POI by Pietro Perri.

Siamo a San Fili (CS) e siamo verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso.
L'originale di questa foto, sono costretto ad ammetterlo, risale a qualche anno prima degli anni Settanta... o al massimo agli inizi degli anni Settanta.
Quella che vi metto oggi a disposizione è un fedelissimo ritocco dell'originale tramite l'uso dell'IA.
Ma la realtà visiva degli anni Novanta era più o meno questa.
Ve lo garantisce uno che ha vissuto sia quegli anni che questo luogo.
Nei primi anni di questo millennio... un colpo di grazia: il ponte che vediamo in foto (qualcuno dice di epoca romana), nel corso di alcuni lavori fatti in zona, sembra sia stato toccato alla sua base da un mezzo operativo pesante: duemila anni di storia vennero parzialmente danneggiati nell'arco di pochi secondi... si diceva, e io lo riporto come un "si diceva".
Il ponte, oggi irraggiungibile per più di un motivo, è chiamato "u pont'e Crispini" ed è uno dei tre stupendi ponti in pietra di fiume presenti lungo il corso del torrente Emoli.
Tutti e tre i ponti sono in territorio di San Fili.
L'area in cui ricade "u pont'e Crispini" (quella a cui penso io è all'incirca, a occhio di un profano nel sistema metrico decimale, 50 metri per 50 metri) è ricca di testimonianze storiche giunte a noi quasi intatte almeno fino, appunto, ai primi anni Settanta del secolo scorso.
In tale area, oltre ai resti del ponte, si POTREBBERO ammirare i resti di un mulino ad acqua (a sinistra in primo piano), tra l'altro riadattato in altri tempi a centrale idroelettrica, una stupenda scalinata in pietra di fiume e una fontana, anche questa stupenda, realizzata sempre in pietra di fiume e che sfrutta una sorgente, forse oligominerale, posta a pochi metri più in alto.
Il corso del torrente Emoli è pieno di tesori di inestimabile valore storico: diversi sono i resti di mulini ad acqua presenti lungo il suo pacato scorrere e ben due degli stessi hanno ospitato impianti di centrali idroelettriche. Vi sono delle accoglienti cascatine e vi sarebbe la possibilità di realizzare, lungo le sponde del torrente, più di un percorso naturalistico degno di nota.
Peccato che in provincia di Cosenza sia da tempo che non si trovino validi cercatori di tesori.



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