A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzare il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).
* * *
Ricordo ad ogni buon file l'indirizzo di posta elettronica legata a questo sito/blog: pietroperri@alice.it

lunedì 11 aprile 2016

U Catanànnu ‘e su paise. (“Ode aru curc’e Catalanu”).

Il dialetto sanfilese? ... ormai si parla solo fuori San Fili.
Un caro compaesano ed amico (Oscar Bruno) da tantissimi anni emigrato in Canada mi ha mandato all’inizio di quest’anno una bellissima poesia dedicata al nostro storico... curc’e Catalanu.
Cos’è o chi è “u curc’e Catalanu” lo sappiamo benissimo tutti i Sanfilesi (almeno quelli con la S maiuscola) ma per chi non lo sapesse ancora o non sia sanfilese dirò brevemente che è un mastodontico e secolare (avrà almeno un quattro secoli di vita... visto la mole) albero di castagno... maschio (ovvero “curcio”, albero non innestato perché diversamente sarebbe “castagna ‘nzerta”) che si trova al centro della villa degli emigranti nella zona (ovviamente a San Fili) conosciuta come “u chijan’i mulini”. Zona che si trova alle spalle del Teatro comunale del paese.
Questo per i non Sanfilesi (e per i Sanfilesi senza la S maiuscola). Per gli altri è tantissimo di più: è parte della propria vita.
Per ritornare comunque al discorso sul... dialetto dimenticato, leggendo il titolo della poesia (... ode aru curc’e Catalanu?) qualcosa mi ha colpito nel titolo della stessa: il termine “catanànnu”.
Personalmente mi reputo un apprezzabile conoscitore del nostro dialetto o, a dirla meglio, del dialetto dei nostri padri e/o dei nostri nonni perché noi oggi a San Fili - diciamo la verità - neanche l’abbiamo più un dialetto: siamo riusciti a perdere, negli ultimi quattro lustri, anche questo.
La domanda che mi ero posto fin dall’inizio fu... ma esiste o è esistita veramente (almeno nel nostro dialetto o ex dialetto) una parola “catanannu” o si tratta di una semplice... licenza poetica? ... da non credere: è esistita e di ciò me ne ha dato conferma lo stesso Dizionario Calabrese dell’Accattatis. E sicuramente non poteva esserci miglior definizione, per il nostro amato “curc’e Catalanu” di quella appunto datagli dal nostro comune amico e compaesano Oscar Bruno: “Catanànnu-a, s. m. e f.  Bisavo, Bisava || E patre e nannu e catanànnu avanza » (L. G. Supera il padre, l’avo e il bisavo) || fig. Uomo o Donna molto decrepita: Va ca si’ ‘nu catanànnu; (...)”.
Detto ciò... godiamoci i versi di Oscar Bruno dedicati al nostro inossidabile... curc’e Catalanu.
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U Catanànnu ‘e su paise.
Di Oscar Bruno.

Jiènnu ppe’ sa via ppe’ ra muntagna.
Arrìeri na picca e su paise,
cce’ sta’ nu guardianu ppe’ difise
ca forza ne tene ppe’ guarda’.

E mo’, chi io vi cuntu de su curciu,
ca nuddru si ricorda quannu e’ natu,
e mancu chira manu chi l’ha chiantatu
ancora vìecchiu, e senza corchia, e’ misu ddra’.

Si u guardi, pare nu monumentu.
Peccatu ca nun si trova a Sangiuvanne,
furtuna ca nasciu a chiste banne
e unuratu, tutti, u vaud’a guarda’.

E forse da vecchiaia ancora parla.
Si l’addimmannu, quant’anni tene,
chissa’ si sangu scurra ‘nta le vene
e ancuna cosa, forse, ma po’ di’.

Mi fiermu ddra’ vicinu a ru guardare.
U vuegliu dumanda’, pecchi’ eni a sa via,
viju ca n’uecchiu sulu si muvia
forse guarda a mmie, ppe’ mi parla’.

E vide mo’, ca rape na gagli’e vucca.
Ccu na vuce, na picca, gargarusu,
“Ohi figlici, nun pensa’ ca sugnu paurusu,
ca troppu malitiempi e’ passatu cca’.”

Na castagna cadìu ‘nta nu grupu.
E vide mo’, nascìu nu bellu chiantune,
de picciriddru, pue, mi fici pue guagliune
passaru l’anni, e ancora sugnu cca’.

Nuddru mi voze fa’ nu ‘nzitu.
De tanti ca ne vidi e cca’ passare,
vuliennumi, ccu amure, maritare
sfurtuna mia, curciu restai cca’.

Era buenu si avia nu chiantunieddru.
Nu figliu, nu nepute, na mugliere,
ma tuttu cuntra a mmie de se manere
ohi figlici... ti dicu... nun cce’ pensa’...

Natra bella cosa mo’, ti vuegliu dire
“nu cane, brutta bestia, m’ha pisciatu.
Ma, bonusia, vascìai nu tacchiu, e l'e’ curramatu,
zueppu restau, de cca’ nun passa cchiu’.

E mo chi m’hau fattu su giardinu.
Si juri mi ‘mprufumanu la mente,
pensa ca cca’, primu, nun c’era nente
ppe’ grazia mia, s’addunanu chi cc’e’ cca’.

Vuegliu campa cchiu de quantu tiegnu.
L’anni li cuntu, ma pue se porta u vientu,
cuntali tu, e pue mi puerti u cuntu
e’ buènu, ca tuttu, pue si sa’.

Passa natra vota ppe’ sa via.
Ti vuegliu dire ancora autri fatti,
nun veni’ menu a chisti patti,
t’aspiettu, nepute bellu, nun tarda’.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... si vis pacem para bellum!

martedì 29 marzo 2016

Storica visita a San Fili del Console Generale USA per il Sud Italia Colombia Barrosse.

Nella sera di martedì 21 marzo 2016 il Comune di San Fili ha avuto una tanto inattesa quanto graditissima visita: quella del Console Generale USA per il Sud Italia Colombia Barrosse.
Una visita inattesa seppure annunciata da tempo in quanto era stata promessa alla nostra Comunità tempo addietro dalla dottoressa Deborah Guido-O’Grady, responsabile del Public Affairs Officer (cultura, stampa e relazioni esterne) del citato Consolato con sede nella stupenda città di Napoli.
il Console Deborah Guido-O’Grady, 
il sindaco di San Fili arch. Antonio 
Argentino ed il Console Generale USA
 per il Sud Italia Colombia Barrosse.
La dottoressa Deborah Guido-O’Grady era stata già altre volte a San Fili sia in veste ufficiale che per motivi privati in quanto la stessa è discendente di Sanfilesi immigrati, negli USA.  I suoi nonni, Ciro Biagio Guido e Maria Calomeni, infatti partendo da San Fili oltre un secolo addietro raggiunsero il suolo del Nuovo Mondo in cerca di un futuro migliore per loro stessi e per i loro discendenti.
Nell’Agosto del 2014 Deborah Guido-O’Grady era stata nel nostro piccolo borgo, tra l’altro in veste di Console Generale reggente, in occasione della cerimonia di intitolazione d’una piazza a John Dewey, il filosofo americano del XIX secolo che tanto amava l’Italia, e che viene ricordato anche per avere sostenuto il libero accesso all’istruzione da parte di tutte le donne.
Colombia Barrosse e Deborah Guido-O’Grady sono state accolte in piazza san Giovanni da diversi Sanfilesi oltre che dal comandante della stazione dei Carabinieri di San Fili maresciallo Giuseppe Salerno, al maggiore dei Carabinieri Luigi Mieli comandante della Compagnia Carabinieri di Rende e dalle autorità cittadine guidate dal sindaco arch. Antonio Argentino.
Colombia Barrosse e Deborah Guido
O’Grady con il proprio seguito nel
corso della passeggiata nel centro
storico di San Fili.
A farle da ciceroni nella passeggiata tra i vicoli del centro storico di San Fili ci hanno pensato la dottoressa Loredana Nigri (autrice del romanzo storico “Gelusa” per buona parte ambientato nella nostra San Fili), Antonio “Tonino” Romeo (che ha accennato alla storia, all’aspetto artistico ed all’architettura di alcuni edifici sia sacri che laici del paese) e, in qualità di presidente dell’Associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” ed esperto in tradizioni locali, lo scrivente Pietro Perri. Si è parlato, in tale occasione, delle magare e di tanto altro.
A conclusione della serata agli ospiti ed ai presenti è stato offerto un rinfresco “calabrese” all’interno della Sala del Consiglio comunale.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

domenica 27 marzo 2016

UN SANFILESE ALLA CORTE DI PAPA GIOVANNI PAOLO SECONDO.

Siamo negli anni Ottanta del XX secolo e siamo a Roma... nella Città del Vaticano. A fare gli onori di casa (in particolare quando si doveva ricevere i Capi di Stato), nella foto sulla destra, all'epoca c'era un Sanfilese DOC: Marcello Miceli dei baroni di Serradileo (San Fili 19-4-1918 / 17-8-1992). E non era né la prima volta né (in questo caso Giovanni Paolo Secondo) che a questo illustre sanfilese veniva concesso tale onore. Marcello Miceli dei baroni di Serradileo infatti fu Gentiluomo di Sua Santità anche con Paolo Sesto e Papa Giovanni Paolo Primo.
Foto? ... messami in altri tempi a disposizione dall'amico indimenticato Giuseppe... maresciallo Peppe Saggio.
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... Buona Pasqua a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

mercoledì 23 marzo 2016

Qualcuno si è per caso dimesso nel Consiglio comunale di San Fili?

Salvatore Capizzano
Questa mattina (martedì 23 Marzo 2016), mentre lavorando mi sono trovato per necessità d’ufficio a passare davanti alla stanza di un collega, rivedo, dopo tanto tempo, un carissimo amico... comune amico d’un altro caro amico. Omonimo di cognome col sottoscritto, quest’ultimo, e tra l’altro mio compagno di lista nelle elezioni comunali svoltesi a San Fili il 30 Maggio dell’anno scorso.
«Allora», mi dice quest’amico, «quanto prima Enzo», ovviamente Perri, «si dimetterà da Consigliere comunale di San Fili?».
«Guarda», gli rispondo io, «che arrivi un po’ tardi: Enzo si è dimesso ormai almeno da un paio di mesi a questa parte.»
Ok, l’ammetto: forse la colpa è anche un po’ mia perché non solo non ho dato la notizia nel mio blog su quest’argomento ma, cosa ancora più grave, neanche ho aggiornato il mio sito base (“SAN FILI BY PIETRO PERRI” all’indirizzo www.sanfili.net) né ho dato i giusti auguri al collega Consigliere comunale subentrante, ovvero a Salvatore Capizzano, al posto del dimissionario Enzo Perri.
Colpa in effetti a metà perché in effetti una parte di notizia, se non in modo analitico (ovvero non riportando i nomi dei protagonisti), l’avevo pur data. Il 20 Febbraio scorso, infatti, comunicavo su questo blog che giorno 25 dello stesso mese si sarebbe tenuto, cosi come di fatti si è tenuto, un Consiglio comunale tra l’altro con un solo ordine del giorno: “Art. 45, comma 1, S.Lgs. 267/2000 - Surroga di consigliere comunale.”
E non solo, su Facebook mi divertivo a scrivere su quanto accadutomi in un colloquio con un caro paesano che non capiva cosa significava una strana parola che compariva nell’Ordine del Giorno della citata convocazione del Consiglio comunale di San Fili. Titolo del post (che riporto di seguito) era “... E SE SCRIVESSIMO IN ITALIANO? ... COMPRENSIBILE ANCHE ARI SANTUFILISI?”:
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Oggi un mio compaesano mi ha chiesto cosa significava una parola presente nell'unico punto all'ordine del giorno della riunione del Consiglio comunale (organismo di cui a volte credo di far parte anch'io.. in quanto legittimamente eletto nella tornata amministrativa del 30 maggio 2015) che si terrà a San Fili giovedì 25 Febbraio 2016 con inizio alle ore 18.
"La parola e...", disse bloccando subito la frase ed avvicinandosi ad una bacheca dove era affisso uno degli avvisi pubblici relativi alla succitata riunione del Consiglio comunale.
"... surroga.", completai io la frase.
"... appunto!" proseguì e concluse questo mio compaesano.
In effetti questo termine sa tanto di surrogato e non di ciò che in effetti dovrebbe significare: sostituzione.
Sveliamo l'arcano: un Consigliere comunale appena eletto ha dato le dimissioni ed al suo posto entrerà (cioè "sarà sostituito" nella carica) il primo dei non eletti nella lista che l'hanno scorso ha vinto le elezioni amministrative sanfilesi.
Esce Enzo Perri (... motivo? ... spero lo dica lui stesso ai propri elettori) ed entra Salvatore Capizzano.
I migliori auguri al mio nuovo compagno d'avventura in questo duro quinquennio in cui ci siamo imbarcamenati (speriamo in piena coscienza dei fatti) alla guida del Comune di San Fili.
E allora? ... perché nel linguaggio burocratico in alcuni casi non usiamo il termine "sostituzione" al posto del termine "surroga"?
... AH, L'ITALIANO DEI TEMPI MODERNI! Fatto per le persone che non capiscono l'italiano.
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Detto ciò che dire se non... si, Enzo Perri si è dimesso ma... nessuna paura. Dopotutto in politica e nella vita amministrativa di una qualsiasi Comunità - quindi anche quella sanfilese - come in quasi tutto ciò che riguarda la vita umana vale comunque il detto “morto un papa se ne fa un altro” quindi “dimessosi un Consigliere comunale... ecco il sostituto”.
Augurissimi al neo Consigliere comunale di San Fili, membro della Maggioranza consiliare (assieme allo scrivente... Pietro “non Enzo” Perri, a Mario Sergi, a Laura David, a Emanuele Malfitano, a Carmine Cesario, Marcello Scarpelli ed ovviamente al sindaco architetto Antonio Argentino), ... il caro amico Salvatore Capizzano che è subentrato al Consigliere dimessosi Enzo “non Pietro” Perri.
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... un caro abbraccio a tutti by Pietro Perri.
... /pace ma... si vis pacem para bellum!

N.B.: ho fatto la precisazione tra “non Enzo” e “non Pietro” perché non vorrei che qualcuno (mio educato compaesano... purtroppo non unico) di limitata lungimiranza abbia difficoltà a capire determinati passaggi.

domenica 20 marzo 2016

Buona Pasqua a tutti... da Oscar Bruno e Pietro Perri.

Siamo appena entrati nel periodo pasquale edizione 2016.
Oggi (20 Marzo), dopotutto, è la Domenica delle Palme.
Personalmente non credo nella resurrezione di Gesù figlio di Giuseppe e di Maria ma... credo in Dio almeno per due buoni motivi: 1) perché così mi hanno insegnato i miei genitori e cui sarò anche per questo sempre debitore e... 2) perché ne ho bisogno.
E poi... non sono “uno stupido ateo e libertino”.
Gesù figlio di Giuseppe e di Maria è stato, è e sarà comunque un ottimo mezzo per raggiungere o quantomeno avvicinarci all’essenza dell’Essere Supremo. E tutto ciò che ci conduce in modo pacifico all’essenza dell’Essere Supremo non può essere nulla di sprecato o di cattivo.
E poi chiunque legge la preghiera che ci ha lasciato in eredità noterà subito che questa preghiera, il Padre Nostro, può essere rivolta a qualsiasi Essere Supremo. Senza distinzione di sesso, di religione o di indirizzo politico.
Ecco un buon motivo per augurare a tutti con un po’ di anticipo, ma - ripeto - comunque siamo nel periodo, una magnifica... Buona Pasqua a tutti.
Che sia tempo di passaggio, e quindi di approccio a nuova vita (stile di vita) per tutti noi. Così come lo è questa giornata in cui per una combinazione cade anche l’Equinozio di Primavera per Madre Natura stessa.
Do’ gli auguri a tutti voi cari lettori di questo blog utilizzando (... sfruttando?) i versi della poesia “Raggio di vita” che l’amico (sanfilese doc) Oscar Bruno mi ha inviato tramite e-mail dal lontano Canada.
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Risuscitato a noi venne
Quel che passò da morte vita,
tale s’avvera quel ch’è presagita: -
“Solo tre dì, e poi a voi verrò”.

Ciò che Lui disse ne fu vero
niun credea il suo presagio,
duro ne fu per loro il suo linguaggio
ch’in terra, sempre, non potea restar.

Tale s’avvera la resurrezione
giungere sarà al Padre santo: -
“Sarete mia sequela, sarà mio vanto
ch’io v’insegnai la giusta verità.

Io sarò per voi raggio di vita
pace ne sarò per tanto male
salvezza ne sarà, la quale,
ch’io v’insegnai amore e carità.

Raggi di luce sarà voi la vita
raggio d’amore e di perdono,
questo è il pegno che vi dono
seguitemi con amore e carità”.

Sorge come sole luminoso
qual solo Lui, è sole di salvezza,
scalda ogni cuore d’ogni ebrezza
che sol col suo calor può cancellar.

Oggi rinnovato n’è l’evento
di Quel che ne sacrifica la vita,
anco sul legno, noi c’invita: -
“Siate fratelli uniti nell’amor”.

Siamo fratelli per quel Figlio santo
pace ed amore sia la giusta meta,
l’odio e la guerra che s’acqueta
e vivere scaldati da quel sol.

Suono di squilla e di campane
pace ed amore sia l’avvenimento,
sia tanta gioia in tal momento...
... AUGURO...
BUONA PASQUA DEL SIGNOR.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri e - in questo caso - dall’amico Oscar Bruno.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

sabato 12 marzo 2016

E se una promessa elettorale non fosse solo una promessa elettorale?

Tra le cose che si promettono, a volte in modo esplicito o a volte in modo più o meno velato, nel corso di una qualsiasi campagna elettorale sicuramente di garantire la pulizia delle strade e delle vie interne al centro abitato, un minimo d’ordine lungo il corso principale del paese e la sicurezza (incolumità) dei cittadini cui ci daranno la fiducia... anche votandoci contro o non recandosi neanche al seggio elettorale.
Intendiamoci, non si promette solo questo ma si promette tantissimo di più... ognuno dei candidati secondo le proprie capacità imponitorie. C’è chi promette la creazione di posti di lavoro, chi promette (... o minaccia?) la cessazione di posti di lavoro, chi promette la luna e chi promette cultura e cambio delle regole.
Inutile dire che gli ultimi, ovvero chi promette cultura e cambio delle regole, qualora per un puro sfortunato caso dovrebbe venire eletto, tra l’altro tra le fila della maggioranza, dovrà affrontare un quinquennio tutt’altro che facile.
Ritornando comunque alle tre promesse base di questo articoletto - promesse che anche se non fatte sono da ritenere tali (dopotutto siamo nel campo dell’ordinaria amministrazione) - ovvero, repetita juvant, garantire la pulizia delle strade e delle vie interne al centro abitato, un minimo d’ordine lungo il corso principale del paese e la sicurezza (incolumità) dei cittadini... non posso non pensare a tre piccoli problemi (facilmente ed intelligentemente risolvibili) che quotidianamente mi capitano sotto gli occhi: alcuni ’ntruoppicaturi (punti d’inciampo) presenti nei paraggi della piazzetta Madonnina, i cestini pubblici (alcuni decisamente pericolosi) presenti lungo corso XX Settembre e lo scivolo che si trova nella bambinopoli vicino piazza Rinacchio.
Una soluzione intelligente? ... i mattoni possono essere rialzati con un secchio di sabbia, cestini e scivolo per il momento togliamoli.
Le foto che allego parlano da sole.
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

giovedì 18 febbraio 2016

Un gradito regalo: "Pietro, siamo ancora amici?"

Nella foto a sinistra...
mio padre agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso (tra il 1972 ed il 1974). Intento a scavare delle buche sul marciapiede soprastante ciò che restava ancora in essere del  "muraglione" voluto, a San Fili (CS) dai regnanti del Regno delle Due Sicilie negli anni Trenta del XIX secolo. Tali buche servirono a piantarci degli alberi per abbellire la stupenda passeggiata che offre corso XX Settembre. Alberi che poi qualcun altro nella famiglia (lo scrivente per la precisione) in qualità di consigliere comunale di San Fili e per una accertata subentrata pericolosità degli stessi per l'incolumità pubblica, tra il 12015 ed il 2020, non potendoli far sostituire... li fece estirpare. Si chiudeva un ciclo tra padre e figlio.

Ma... SIAMO ANCORA AMICI.

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Mio padre - Perri Salvatore - è morto nel 2003 all'età di 85 anni. Era in ospedale ormai da qualche giorno... più per controlli che per il fatto che si sospettasse qualcosa in merito a ciò che stava per accadere.

Il giorno prima, dopo circa 36 ore che gli stavo a fianco ininterrottamente augurandomi una meritato istantaneo cambio che sembrava non venisse mai, lui si rese conto che io stavo per dare di volta di cervello.

«Pietro...», mi disse, «... non essere nervoso, non ti arrabbiare!» e pensando che ce l'avessi con lui (come se potevo avercela contro di lui) continuò il suo ultimo "sproloquiare" con una stupenda domanda... una domanda che mi accompagnerà per il resto della vita: «Pietro, siamo ancora AMICI?»

Fu in quel momento che mi resi veramente conto, malgrado quanto per anni hanno cercato invano d'inculcarmi in testa alcuni impareggiabili insegnanti, che c'é una grandissima differenza tra l'ESSERE PARENTE e l'ESSERE AMICO e che non è detto che un padre, un fratello o un altro soggetto con legame di sangue con te stesso sia anche - e per forza - un... AMICO.

Gli dissi di non preoccuparsi per me, gli dissi... «Posso non esserti amico?», già: si può non essere amico del proprio padre? ... io a mio padre continuo a ringraziarlo per tale bel rapporto che era riuscito a cucire tra me e lui. Non il rapporto tra un padre ed un figlio ma il rapporto... d'amicizia tra un padre ed un figlio.

Posso anche calpestare - amorevolmente ricambiato - un rapporto di parentela ma, credetemi, per quanto mi sarà possibile... per quello che ha saputo insegnarmi mio padre... il rapporto di amicizia che avrò instaurato tra me ed un'altra persona... sarà sempre e comunque SACRO!

Non hai amici? ... non illuderti: malgrado i tuoi mille ed uno contatti, malgrado i tuoi diecimila conoscenti... non sei l'unico... ed io non t'invidio.

forse non ne ho neanche io di amici ma... ti assicuro che uno, nella mia e nella sua vita terrena, l'ho avuto: grazie... papà!

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Un caro abbraccio a tutti by Pietro Perri.

... /pace!

martedì 16 febbraio 2016

FINALMENTE UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL...

L'italiano arrancando non senza fatica da tempo verso il futuro incerto con una candela in mano nel buio più profondo di un tunnel che sembrava non avere fine... "... MIRACOLO!!!", grido trionfante a se stesso, "... una luce in fondo al tunnel."
"... MIRACOLO!!!", gridò a se stesso il greco non appena vide quella luce tanto tanto lontana... a pochi passi davanti a sé. Dopotutto era semplicemente la candela dell'italiano che, reggendo la stessa fra le dita, gioì nel vedere una luce tanto tanto lontana... a pochi passi davanti a sé: la luce prodotta dalla candela del povero greco.
L'italiano ed il greco si ritrovarono al centro del tunnel... con entrambi la propria candela in mano... e con una certezza: alla fine del tunnel non avrebbero fatto altro che trovare il disastroso buio in cui era da tempo caduto il popolo fratello.
MIRACOLO? ... i criminali che giocano a MonoPoli sulla pelle degli altri... alla fine erano riusciti ad uccidere anche la speranza.
Nel silenzio assoluto del tunnel dalla doppia "non uscita"... solo il rumore di due soffi sulle rispettive candele.
E l'odore che si propaga nell'aria quando si spegne piano piano anche lo stoppino ancora per poco incandescente.
Nel buio più assoluto un italiano immaginava di trovarsi difronte un greco (... ma era poi vero?) ed un greco un italiano (... ma era poi altrettanto vero?)... ma non una parola uscì dalla loro bocca né si udirono più passi - seppur attutiti dall'assordante silenzio che la faceva da padrone in quel tetro luogo - andare nell'una o nell'altra direzione.
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... un abbraccio di cuore a tutti (sanfilesi e non sanfilesi visto il tenore del post) by Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

martedì 9 febbraio 2016

C’era una volta a San Fili il Carnevale: un ricordo personale. (1/3)

Nella foto a sinistra: San Fili mese di Febbraio 2007 nei pressi dell’ex piazza Rinacchio (attuale piazza Adolfo Mauro): un attimo della sfilata di maschere organizzata dall’associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” di San Fili.

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Articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di febbraio del 2016. Ovviamente a firma Pietro Perri.

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“Fevraru”, amavano dirci i nostri avi, “eni nu mise curtu e amaru” ovvero è un mese che seppure sia il più breve dei mesi presenti nel nostro calendario essendo di fatti il mese centrale della stagione invernale finiva, e finisce, per essere il più brutto (amaro) mese dell’anno.

Tutto ciò però nella visione degli aduli che comunque devono garantire il sostentamento della famiglia ed un mese come febbraio ha ben poco da offrire a bocche da sfamare se non con un credito da pretendere nelle stagioni primaverile ed estiva. Inutile dire che stiamo parlando d’una società prettamente agricola. Appunto della società in cui vivevano i nostri avi.

Per i fanciulli (anche un po’ cresciuti) oggi come allora la questione era alquanto diversa: Febbraio era ed è il mese della neve (le migliori nevicate a San Fili ad esempio le abbiamo avute intorno alla metà do questo stupendo... corto e amaro mese) e... del Carnevale.

La neve ed il Carnevale per noi sanfilesi normalmente sono due appuntamenti forieri di delizie del palato.

La neve ci delizia con il gelato naturale realizzato amalgamando solo soffice neve con del miele di fichi, Un gelato naturale chiamato scirubetta (forse a richiamare, etimologicamente una delle tante colonizzazioni straniere che ha subito la Calabria nel corso dei secoli: la colonizzazione araba.

Mentre il Carnevale delizia il nostro palato (il palato dei Sanfilesi doc, ovviamente) con la chjina (tipico dolce locale realizzato quasi con materiali/ingredienti di recupero e quindi da considerare, si fa per dire, dolce povero in cui la fa da padrone anche in questo caso il miele di fichi), insaccati vari del maiale e via dicendo.

Alla neve sono poi legati nel borgo di San Fili divertimenti vari quali realizzazione di pupazzi e sfide a paddrun’e nive. Senza comunque sottovalutare il fatto che per i ragazzi delle scuole elementari e medie del paese la neve si tramuta magicamente in una giornata, spesso anche due o tre, dal gustoso sapore del… OGGI NIENTE SCUOLA!

La nostra apprezzabile razione di neve quest’anno (n.d’a.: siamo nel 2016) noi Sanfilesi l’abbiamo avuta poco dopo la prima metà del mese di gennaio. Per quanto riguarda il Carnevale invece abbiamo dovuto attendere, come tutti nel resto d’Italia, la prima settimana del mese di febbraio: il 4 per il giovedì grasso, il 7 per il vero e proprio Carnelevaru, il 9 per il martedì grasso ed il 14 per... Carnelevarune.

Il Carnevale più antico che io ricordi risale alla fine degli anni Sessanta del XX secolo. Credo fosse tra il 1965 ed il 1968.

All’epoca la mia famiglia abitava in contrada Volette: mio padre, da colono mezzadro, lavorava una proprietà dell’ingegnere Giuseppe (Peppino) Blasi... mio compare di battesimo.

Avevo appena cinque o sei anni e, tenuto per mano da mio padre, accedevo su piazza Rinacchio con indosso quella che ricorderò per sempre come la prima maschera di carnevale che avrei indossato. La prima ed una delle poche.

Che ci crediate o no... non ho mai amato tanto travestirmi a Carnevale. E neanche nel resto dei giorni dell’anno.

La maschera, comprata da mio padre credo al negozio di Riccardo Bonanata o al negozio di Pasquale Gentile, era un semplice fogliettino di cartone, neanche tanto duro e quindi facile a rompersi, che riproduceva il viso di un re con annessa corona.

Agli estremi lati della maschera c’erano due forellini collegati l’uno con l’altro da un elastico che ci saremmo fatti passare al di sopra delle orecchie. Due fori per gli occhi ed un naso sagomato che si rialzava dal resto della maschera.

Inutile dire che quasi tutti riconoscevano subito chi si nascondesse dietro la maschera anche se, forse per compiacere il poverino, all’inizio facevano finta di non riuscirci.

(continua).

*     *    *

Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.

... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

sabato 6 febbraio 2016

QUESTO PALO PRIMA O POI CADRA’... E NUN CE VO’ NU MAGU PPE RU CAPIRE.

Ok, qualcuno potrà anche dirmi: "Ma quando passeggi lungo corso XX Settembre a San Fili, non potresti pensare o immaginarti di passeggiare lungo corso Mazzini a Cosenza o corso Rossini a Quattromiglia di Rende?" ... ed in effetti a chi mi dicesse una cosa del genere non potrei dargli torto.
Notate qualcosa di strano nelle foto che allego a questo post amati/odiati concittadini? ... no?
... allora mi sa' che dovrò farmi un nuovo paio d'occhiali in quanto io vedo un palo della luce pubblica terribilmente storto e a rischio di cadere su qualche sprovveduto passante o qualche incauta macchina.
Oh, niente paura: il palo è saldamente assicurato nella sua traballante e pericolosissima posizione grazie a due (invisibili all'occhio umano) fili di ferro.
La foto è l’ho scattata domenica 17 Gennaio scorso e il luogo è nei pressi de "u pont'e picciune" o "chjano ghiande"… a San Fili (e dove se no?). Inutile dire che da quel giorno, così come avrebbero detto i Romani, “niente di nuovo sotto il sole”.
Per chi non ha ancora capito dove ci troviamo esattamente dirò che ci troviamo all’imbocco del centro storico di San Fili… lato bivio per Paola. Esattamente a pochissimi metri della pizzeria SPQR.
Inutile dire che quel palo, dal 17 Gennaio scorso… aspetta e spera. Spera che non venga a scontrarsi con un altro alito di vento (diciamo che ormai basterebbe anche il semplice respiro di un qualsiasi essere vivente… anche minuscolo) per non perdere del tutto… l’ancoraggio al cielo.
Nel dubbio comunque se vi trovate a passare da quelle parti non dimenticate di indossare un casco omologato per minatori o quantomeno portarvi dietro... un ombrello aperto.
Non si sa mai!
Come mai si è piegato su se stesso tale palo? … c’è chi dice che vi abbia sbattuto qualcuno contro ma è sicuramente una grossissima fesseria in quanto nel punto in cui si ì piegato il palo non ci sono segni di scontro. La verità è che tale palo è sicuramente stato piegato dal forte vento che all’inizio di Gennaio di quest’anno ha visitato San Fili provocando, specie in questo punto, diversi problemi.
La piegatura infatti ha messo in evidenza la tragica situazione in cui versa lo stato di tale palo (completamente mangiato all’interno dalla ruggine) e se la situazione dello stesso è da considerare una cartina del tornasole dei pali identici presenti sul territorio sanfilese… non oso pensare a cosa ci aspetta a noi poveri residenti (e contribuenti) presenti nella zona.
Eppure… chi amministra San Fili (ed intendo chi amministra realmente San Fili e non i componenti del Consiglio comunale) dovrebbe iniziare a pensare e possibilmente a prevedere.
Perché prevedere (ovvero fare prevenzione) è meglio che curare. Specie quando nel momento in cui saremo costretti, forzati dagli eventi, a curare, il danno potrebbe già essere stato fatto e risultare un danno per lo più irreparabile.
Perché San Fili ed i Sanfilesi meritano tantissimo in più… da chi?
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

mercoledì 3 febbraio 2016

Tradizionale processione di san Biagio nella frazione Bucita di San Fili.

Oggi mercoledì 3 Febbraio 2016 a Bucita, ovvero nell’unica storica frazione di San Fili, l’appuntamento annuale con la tradizionale processione in onore di san Biagio co-protettore dei residenti nella frazione stessa.
La processione uscirà dalla chiesa di santa Lucia alle ore 16:00. Da qui percorrerà alcune vie, vicoli ed il corso principale di Bucita.
Se verrà rispettata la tradizione (almeno quella che ricordo io per avervi partecipato qualche volta quand’ero fanciullo… ne è passato di tempo) al rientro in chiesa, dopo appunto la processione ed a conclusione della santa messa, si terrà anche il caratteristico rito dell’imposizione delle candele alla gola dei fedeli presenti.
Questo perché san Biagio è considerato il protettore delle gole per aver salvato, sembra, un bambino da morte certa perché stava soffocando a causa d’una spina di pesce.
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… un abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace (n.d’a.: “si vis pacem, para bellum)!

domenica 31 gennaio 2016

ANCORA SULLA BAMBINOPOLI DA PRELUDIO-HORROR… SANFILESE.

Oggi, domenica 31 Gennaio 2016, ho fatto un salto alla bambinopoli di San Fili… quella che si trova difronte all’abbeveratoio nei pressi di piazza Rinacchio e, purtroppo, anche questa volta “ho visto”… per non dire “ho ri-visto”.
Ho ri-visto lo scivolo grande (in quanto ce ne sono due) che persiste in tale area recintata e realizzata dalle Amministrazioni comunali (composte dal Sindaco e dai relativi assessori e/o delegati) di San Fili e… beh, meglio non parlarne (tra l’altro ne ho già parlato abbondantemente on chi di dovere) ma… limitarci a scriverne.
Scrivendo, infatti, sembra che qualche cosa comunque alla fine venga fatta o quantomeno venga presa in considerazione. Un esempio? … i paletti finalmente messi davanti alla panchina nei pressi del bivio per Bucita… a San Fili: ci sono voluti vari anni (sei mesi con l’attuale Amministrazione comunale) ma alla fine ho ottenuto il mio scopo… per un lavoro da fare in economia e per il quale bastavano (e sono sicuro siano bastate) un paio d’ore di lavoro.
Ma torniamo al discorso di oggi e quindi allo scivolo grande della bambinopoli di San Fili o alla bambinopoli stessa (che forse, da persone coscienti, sarebbe perlomeno il caso di chiuderla temporaneamente).
Uno scivolo, questo, da prologo ad un film o ad un telefilm horror. Per la serie… “non portate i vostri bimbi in questa bambinopoli” ovvero “non oltrepassate il cancelletto della bambinopoli del Comune di San Fili”.
Motivo? … appunto lo scivolo.
Uno scivolo che se proprio non è possibile cambiarlo sarebbe quantomeno legittimo o provare ad aggiustarlo tramite qualche artigiano locale (dopotutto di falegnami - alcuni abbondantemente favoriti direttamente o indirettamente dalle Amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del nostro Comune - a San Fili ne abbiamo a iosa) o smontarlo e quindi far sparire il pericolo che lo stesso rappresenta persistendo in tale punto.
E, vi assicuro, è un pericolo reale.
Innanzitutto non c’è più il passamano per salire sullo stesso tramite la scaletta per poi avventurarsi nella pre-macabra discesa.
Poi? … all’inizio della discesa sulla parte a sinistra dell’incauto bambino manca un triangolo di tavola di sicurezza che mette a nudo un buon pezzo di lamiera dello scivolo stesso. Se un bambino si trovasse a restare bloccato con la manina in tale spazio (decisamente al di là di ogni minima sicurezza concepibile)… addio manina del bambino stesso.
Per non parlare del punto di arrivo dello scivolo.
Anche in tal caso le tavole laterali (e di sicurezza) presentano un enorme rischio per gli incauti avventurieri (ripeto: bambini… forse come chi dovrebbe pensare all’incolumità degli stessi prevedendo e non attendendo che il dramma accada)… tenuto conto delle condizioni in cui sono ridotte. Un pericolo ancora maggiore nella stagione estiva (e quindi in un futuro alquanto prossimo) se si pensa che in tale periodo i bambini non hanno ai piedi delle scarpe che garantiscano loro un minimo di garanzia di sicurezza.
Credetemi: questa non è la San Fili che io vorrei… e mi auguro che non sia la San Fili che vorresti anche tu, caro affezionato lettore di questo mio blog. Perché se è questa la San Fili che tu vuoi… vuol dire che siamo su una lunghezza d’onde decisamente… in direzione uguale e contraria.
Quindi? … se proprio come Comune non siamo in grado di gestire una bambinopoli in modo da garantire l’incolumità di chi usufruisce della stessa (e stiamo parlando di bambini)… smontiamola e magari realizziamo al suo posto qualche altro posto macchina impedendo a degli stronzi di automobilisti di accedere lungo corso XX e di parcheggiare in doppia fila in alcuni tratti dello stesso creando grossi problemi anche al passeggio della cittadinanza residente e per bene.
Perché tanti Sanfilesi meritano qualcosa in più… a partire dalla riduzione delle tasse e dalla reale garanzia dei servizi che il pubblico dovrebbe assicurare.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

domenica 10 gennaio 2016

San Fili ed il Baratto(lo) Amministrativo. Ne parleremo nel prossimo Consiglio comunale

Nel prossimo Consiglio comunale di San Fili (che si terrà mercoledì 13 Gennaio 2015 in prima convocazione alle ore 16... in seconda convocazione alle 17) si parlerà - se si svilupperanno tutti i punti previsti all'ordine del giorno - anche di Baratto(lo) Amministrativo (una ulteriore forma di evoluzione del clientelismo politico - nata dalla fervente immaginazione del Governo Renzi... quello del “salvabanche Boschi e company” - che mira a prendere per il c**o gli elettori\contribuenti già forniti di cetriolo nel didietro) nonché della realizzazione del Centro Raccolta Comunale dove si chiederà al 90% ai cittadini\contribuenti sanfilesi di sopportare un nuovo ennesimo aumento del costo del servizio stesso.
Ok, spiegatemi un po': siamo pienamente consapevoli che a San Fili e non solo non tutti sono più in grado di pagare tasse e tributi... e riteniamo giusto e necessario procedere all'aumento delle/degli stesse/i?
E poi... a chi favorirà (... ed a quale prezzo per i contribuenti ancora paganti a fronte di umanamente insopportabili sacrifici) a San Fili il... (sistema quasi sicuramente a conclusione clientelare) Baratto(lo) Amministrativo? ... ovvero assumere a gratis (?) - sforziamoci un po’ di credere ancora agli extraterrestri - dei dipendenti pubblici? ... e chi garantirà in tale sistema chi non è in grado di lavorare a gratis come gli handicappati o i pensionati al minimo ultrasessantacinquenni?
Oltretutto, cosa faremo fare a questi assunti a gratis (difatti aggiungendo umiliazione ad umiliazione) quando già abbiamo del personale in surplus (non dimentichiamo che da tempo si parla - ed in tantissimi lo sperano... non il sottoscritto - di mettere in mobilità una diecina degli stessi perché... inutili e costosi alla macchina amministrativa sanfilese).
Ma forse della mobilità dei dipendenti comunali di San Fili se ne parla semplicemente perché alla fine nessuno avrà il coraggio di prendere sul serio determinate iniziative. Dopotutto quelli degli ipotetici “dipendenti in surplus” sono preziosi voti per le prossime amministrative (malgrado manchino ancora quattro anni per lo svolgimento delle stesse).
La mia proposta? ... innanzitutto tagliamo realmente le tasse ed i tributi locali mettendo tutti nelle condizioni di pagarle/li garantendo (senza umiliarle) quelle fasce sociali che realmente non possono far fronte ai loro obblighi verso l’erario.
Oltretutto quanti vengono affamati da un erario inumano non credo che abbiano obblighi verso lo stesso... in virtù anche e soprattutto dell’articolo 53 della Costituzione Italiana.
Quindi, credetemi, se qualcuno (delle Maggioranza o della Minoranza in seno al Consiglio comunale di San Fili) vi dice che con l’approvazione del Baratto(lo) Amministrativo vi sta facendo un piacere... vi sta solo prendendo per il c**o... doppiamente se riesce nel suo intento di far approvare questa assurda possibilità... per non far pagare a chi non può pagare e che solo per questo dovrebbe essere legalizzato a non pagare.
Questo ovviamente a chi rientrerebbe negli ipotetici privilegi di tale norma. Mi viene da ridere nei confronti di chi in tale norma non ci rientra: perché handicappato e quindi non capace di poter svolgere lavori a gratis per la Comunità Sanfilese, o per gli anziani pensionati ultrasessantacinquenni. E mi viene da ridere anche nei confronti di chi dovrà coprire (i pochi ancora in grado di far fronte al pagamento di tasse e tributi) anche quest’ulteriore mancato introito nelle casse comunali. O dei residenti all’estero che il lavoro potrebbero farcelo... tramite posta aerea.
E poi... che mi dite di quelle persone che finora sono state aiutate a fare qualche giornata chiamandoli (e pagandoli) per farci qualche servizietto quale il taglio dell’erba o cose similari? ... anche questi stupendi voti da tenere presenti alle prossime elezioni amministrative? ... vogliamo negargli anche questa piccola fonte di reddito perché il loro lavoro... a gratis... dovremo pretenderlo da altri?
Credetemi: possiamo tagliare le tasse (oltre che all’erba) razionalizzando i servizi e dicendo basta a lussi che la nostra Comunità (la Comunità Sanfilese) non può più permettersi.
Lo stesso teatro comunale ed attività culturali varie (42 mila e 500 euro nel bilancio preventivo 2015) o la piscina comunale (48 mila euro nel bilancio preventivo 2015)... non sarebbe il caso di parlarne? Queste strutture io non sono del parere di chiuderle se le stesse non influiranno più di tanto ed ulteriormente sulle tasche dei contribuenti sanfilesi. Il Comune può anche intervenire in caso di necessità di manutenzione straordinaria delle strutture... ma non più nella gestione ordinaria delle stesse.
Ovviamente, specie nel caso della gestione della piscina, se ci sono cose non riportate su questo post (tipo particolari accordi sottoscritti con l’Amministrazione comunale) non mi dispiacerebbe che chi li ha sottoscritti (se li ha sottoscritti... cosa che io non so e non credo) li mettesse a conoscenza anche dei lettori di questo post.
Vogliamo darle in gestione a qualcuno: diamogli le chiavi di tali strutture “gratis” per quattro o cinque anni... ma gratis anche per le casse del Comune di San Fili.
Questo “si!”, sarebbe un bel Baratto(lo) Amministrativo... verso tutti. Anche e soprattutto verso chi non è più in grado di pagare tasse e tributi o di chi lo sarà ancora per poco.
Perché a San Fili sono una manciata le famiglie con un reddito superiore ai 1.300/1.500 euro mensili... e sono decisamente pochi chi (magari in nero) supera i 2.000 o i 3.000 euro (cifre comunque ridicole per un nucleo familiare composto da quattro o cinque unità).
Allora, vogliamo parlare anche di Baratto(lo) Amministrativo anche a San Fili?
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

venerdì 1 gennaio 2016

Natale 2015? … un’altra occasione perduta per San Fili ed i Sanfilesi.

Quest’articolo, solo in parte tagliato (dove sono le parentesi tonte con i tre puntini all’interno) e solo cambiando l’ultima cifra dell’anno, l’ho scritto per il Natale sanfilese edizione 2011.
DOMANDA: Secondo voi è cambiato qualcosa?
RISPOSTA: In peggio... tantissimo.
DOMANDA: Secondo voi prossimo anno sarà diverso?
RISPOSTA: Credete alla Befana o... a Babbo Natale?
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Avrebbe potuto essere un Natale diverso, quello di quest’anno, per San Fili e per i Sanfilesi. Un Natale di rilancio e di una nuova ritrovata voglia di stare e lavorare assieme, in particolare le Associazioni culturali e non operanti all’interno del paese, per il rilancio dell’immagine della nostra stupenda, almeno sulla carta, cittadina.
Invece, come da copione (che tra l’altro peggiora di anno in anno da qualche decennio a questa parte), ecco ritrovarci a vivere un paese senza senso e senza la benché minima speranza di prospettive future (...).
Quello che è mancato anche quest’anno ed anche in questo particolare periodo a San Fili ed ai Sanfilesi è stato il visitatore esterno.
San Fili, malgrado la sua ottimale posizione geografica e strutturalmente strategica (quindi facilissima da raggiungere da ogni parte importante della provincia) continua a non offrire niente di particolarmente allettante persino al classico turismo tocca e fuggi.
Sarà la crisi? … se è così la crisi per San Fili ed i Sanfilesi sicuramente non è legata ai problemi elargitici dall’avvento dell’euro e dall’entrata in Europa ma è una crisi che ormai rischia di perdersi nella notte dei tempi… almeno dalla prima metà degli anni Ottanta.
Quest’anno San Fili ha registrato pochissimi turisti e, soprattutto rientri, nel periodo estivo, di emigrati d’origine sanfilese.
Ma, detto onestamente, perché un cosentino o un turista per caso dovrebbe venire a San Fili? … difficile rispondere a questa domanda. Forse è proprio per questo che chi è deputato a porsela (ovvero gli amministratori locali) è da tempo che hanno rinunciato a porsela.
Difficile? … per niente, in quanto governare un paese come San Fili dove ci si conosce uno per uno (dopotutto non siamo neanche 3000 anime) dovrebbe essere di una semplicità estrema. E allora… dov’è il problema? … come mai, a San Fili, non si riesce a rimettere in moto nel modo giusto l’ingranaggio? E soprattutto: chi ha interesse al fatto che a San Fili nulla cambi in meglio ed anzi il tutto peggiori?
Avrebbe potuto essere un Natale diverso, per San Fili ed i Sanfilesi, quello che ci siamo appena lasciati alle spalle. Avrebbe potuto essere il punto di svolta ed invece… rieccoci qua… intenti a registrare l’ennesima occasione perduta.
Avrebbe potuto essere il primo anno in cui si sarebbe dato vita alla cosiddetta “via dei presepi” che avrebbe riportato in auge (non solo sulla cronaca nera provinciale) il nome del nostro amato/odiato paesino.
Che bello il progetto “San Fili… la via dei presepi” (...).
Sarà diverso il Natale del 2016? … non credo!
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... un caro abbraccio a tutti (con l’augurio di un favoloso 2016) da Pietro perri.
... /pace.