Foto a sinistra: Collocamento dei fichi sui “cannizzi”. Scatto (by Pietro Perri) rubato nei primi anni di questo Millennio a San Fili nei pressi del bivio per la frazione Bucita.
L'articolo riportato di seguito è statu pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di ottobre 2020... a firma di
Pietro Perri.
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Continua
dal Notiziario Sanfilese del mese di settembre 2020.
«All’interno
del Padiglione Italia della frutta presente nel vasto complesso delle
costruzioni riservato alle produzioni agricole nell’area in cui si svolgeva
l’Esposizione Internazionale del 1935 di Bruxelles si respirava anche un po’ di
aria della nostra San Fili.»
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Ritroviamo
il nome di Ettore Giorno e qualche notizia sulla sua ditta per la lavorazione e
la commercializzazione dei fichi di San Fili su due articoli apparsi sulla
rivista (mi sembra fosse un settimanale) “Calabria Fascista”. Entrambi, sembra,
pubblicati il 13 gennaio del 1934.
Dico
“sembra” in quanto per il momento mi sto rifacendo ad un trascritto e quindi
non posso affermare l’esattezza di tale dato. Mi riservo comunque quanto prima
di verificare lo stesso presso la Biblioteca Civica di Cosenza dove copia di
tale rivista dovrebbe essere tuttora gelosamente conservata.
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Il
primo dei due articoli s’intitola
“Un
Encomiabile gesto”
e
di seguito ne riporto il contenuto:
«La
Ditta Ettore Giorno da San Fili, con gesto veramente encomiabile, ha messo a
disposizione di S.E. il Prefetto di Cosenza un notevole quantitativo di fichi
imbottiti confezionati in eleganti pacchetti, per essere destinati agli enti
locali di beneficenza in occasione delle feste - natalizie.
S.E.
il Prefetto ha destinato detti pacchetti ai seguenti Istituti del capoluogo,
tenendo presente il numero dei ricoverati negli Istituti stessi: Ricovero
Umberto I, Ospizio delle Fanciulle, Orfanotrofio Vittorio Emanuele II, Asilo di
Santa Teresa del Bambino Gesù, Istituto della Divina Provvidenza.»
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Il
secondo dei due articoli s’intitola:
“Una
ditta che si distingue”
ed
anche in questo caso ne riporto di seguito il testo:
«S.E.
il Grande Uff. Dott. Roberto Rizzi, Prefetto della Provincia ed il Comm. Ing.
Gino Mancini, Segretario Federale dei Fasci di Combattimento accompagnati dal
Questore di Cosenza Comm. Benigni, dal Cent. Alfonso Luvarà, Segretario
Generale dei Sindacati Fascisti dell'Agricoltura e dal cav. Francesco Piro,
hanno visitato in San Fili la Ditta Ettore Giorno, una Azienda davvero modello
specializzatasi nella manifattura dei fichi secchi imbottiti, in eleganti e
squisite confezioni ormai dovunque conosciuta.
Il
titolare della Ditta sig. Ettore Giorno, con squisita signorilità, ha
accompagnato gli illustri ospiti nella visita attraverso i vari reparti ed ha
loro minutamente spiegato il metodo di lavorazione, improntato a sani criteri
tecnici ed igienici che rende dovunque apprezzatissimo questo prodotto quasi
esclusivamente calabrese.
Il
camerata Giorno, tipico esempio della tenace laboriosità calabrese, ha saputo,
da autentico operaio, attraverso lunghi anni di lavoro assiduo ed onesto,
migliorare progressivamente la propria azienda, aumentandone man mano la
capacità produttiva, perfezionandone l'attrezzatura tecnica, e riuscendo a far
affermare i propri prodotti anche in lontani mercati, oltre che d'Europa,
dell’America Settentrionale e Meridionale; è riuscito insomma, attraverso la
dirittura della propria attività, a creare una salda, vitalissima azienda, che
dà lavoro a numerosi operai, e nel contempo a far espandere ed affermarsi un
prodotto tipicamente calabrese, qual è quello dei fichi secchi.
Questo
per quanto riguarda la figura di lavoratore del camerata Giorno, che per tale
attività ha meritato numerosi premi, benemerenze, ecc. ed ha ricevuto diversi
attestati, oltre che da Enti ed alte personalità, anche dalla Casa Reale, cui
ripetute volte ha inviato saggi della sua produzione.
Quanto
alla figura morale e politica del camerata Giorno, è superfluo dire ch'egli ha
sempre dimostrato di essere un degno italiano ed un fascista fedelissimo.
Allo
scoppio della Grande Guerra egli, che trovavasi nel Brasile, si affrettò a
tornare in Patria per compiere il suo dovere di soldato; si guadagnò due Croci
di Guerra.
E'
iscritto al Partito dal 18 novembre 1922, ed ha disimpegnato e disimpegna
tuttavia numerosi incarichi in organizzazioni ed in enti economici del Regime.
Basti
un esempio per dimostrare la tempra di fascista e d'italiano del camerata
Giorno: or sono due anni una ditta francese di Marsiglia, già da tempo
importante cliente del Giorno, gli ordinò un ingente quantitativo di fichi,
condizionando però la commissione al patto che dall'involucro dei singoli
pacchi e pacchetti venisse tolta la fascia tricolore che li avvolge e che ne
costituisce ormai come la marca di fabbrica; il Giorno rispose con una lettera
vibrante d'italianità, rifiutando sdegnosamente la commissione.
S.E.
Rizzi ed il Comm. Mancini, entusiasti della proficua attività del Giorno hanno
esternato allo stesso la loro ammirazione.
Sopraggiunto
il Podestà di San Fili. Prof. Cesario rese doveroso omaggio alle Autorità per
1'onore che rendevano in favore della ridente cittadina.»
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Anche
al solo scopo di chiudere con questa uscita del Notiziario Sanfilese (ovvero il
bollettino dell’Associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” di San
Fili) il discorso su “C’erano una volta i fichi di San Fili... ed anche
l’azienda della famiglia Giorno” voglio riportare, malgrado non del tutto
pertinente al tema portante, un articolo apparso il 6 Febbraio del 1936 sulla
rivista “Cronaca di Calabria”.
Un
articolo che comunque cita il nostro esimio concittadino Ettore Giorno.
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Titolo
dell’articolo è:
“L'on.
Malusardi a San Fili”
ed
eccone di seguito il testo:
«In
occasione della commemorazione della morte del compianto Quadrumviro S.E.
Michele Bianchi, proveniente da Belmonte Calabro è passato da questo comune,
verso l'ore 13, l’on. Malusardi, membro del Direttorio Nazionale del Partito,
accompagnato da S.E. Bellini, dal Federale, dal dott. Luvarà e dalle altre
autorità della provincia.
Il
cav. Ettore Giorno, industriale tipo ben noto anche all'Estero, fascista della
prima ora, ha ricevuto l'on. Malusardi nel suo salone ricchissimo di
benemerenze e di attestati.
Al
ritorno da Cosenza, verso le ore 20:l5 l'on. Malusardi è stato nuovamente
ricevuto dal cennato cav. Giorno e poscia si è portato nei locali del Fascio
ove si era riunita una moltitudine di fascisti che sfidando l'imperversare
della tempesta ha voluto sentire 1a sua simpatica voce ed il suo commosso saluto.
Molto si è congratulato col prefato camerata cav. Giorno e con l'instancabile e
giovanissimo segretario politico prof. Rinaldi Francesco che continuamente
raccoglie stima da parte dei superiori tutti la riconoscenza profonda della
intera popolazione.»
* * *
La
lavorazione e la commercializzazione (ovviamente a portata “industriale”) dei
fichi di San Fili, storicamente parlando, negli anni Cinquanta o verso la fine
degli anni Quaranta del secolo scorso sarà rilevata dalla famiglia Lio (murgheddrina)
per poi scomparire definitivamente verso la fine degli anni Sessanta... e
ricomparire agli inizi di questo millennio grazie alla famiglia Rao.
Lo
scrivente ha parlato abbondantemente della lavorazione e della
commercializzazione dei fichi a San Fili anche con quattro articoli pubblicati,
verso la fine del secolo scorso, sul quindicinale “l’occhio” (giornale a
tiratura locale mirante principalmente al recupero delle tradizioni e della
memoria popolare. Tale giornale era diretto dalla giornalista Marisa Fallico).
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Un
caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
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