A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

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Ricordo ad ogni buon file l'indirizzo di posta elettronica legata a questo sito/blog: pietroperri@alice.it

martedì 26 marzo 2013

RaiTre Buongiorno Regione (Rubrica a cura della redazione del TGR della Calabria)… in diretta da San Fili. (2)

Quello stesso pomeriggio (n.d’a.: di giovedì 21 marzo 2013) chiamai all’amico Antonio Asta chiedendogli se voleva partecipare ad un servizio in diretta da San Fili che sarebbe stato realizzato dalla redazione del TG3 della Regione Calabria. Inutile dire che lui già sapeva tutto e che già… si era imbucato da solo nell’avventura. Mi disse che avrebbe recitato una poesia del nostro poeta locale Chiacchiara alias don Giovanni Gentile (culercia).
Emanuela Gemelli e Antonio Asta.
Lo richiamai dopo qualche minuto chiedendo allo stesso d’invitare anche il comune amico Massimo Aquino… ovviamente con la sua magica fisarmonica.
… arrivavo in ritardo anche su questo fronte: l’aveva già invitato. Ci saremmo quindi visti tutti la mattina successiva, alle sette (decisamente una tragedia della mia vita… quest’orario) in punto (minuto più minuto meno) in piazza san Giovanni… sperando in una bella giornata. La mattina di giorno 21 (ossia quando feci da cicerone alla giornalista Emanuela Gemelli ed al suo collega – come vorrei ricordare il suo nome per riportarlo in queste pagine - per le viuzze del centro storico di San Fili) infatti… era freddissimo. La primavera, dalle nostre parti, si prospettava ancora alquanto lontana.
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Dovendo andare in onda alle 7 e 30 il servizio (in diretta) da San Fili, l’appuntamento era per le 7 in piazza san Giovanni… di fianco all’ex cinema ora solo Teatro Comunale… arrieti u monumentu!
Ciò significava che io avrei dovuto mettere la sveglia almeno alle 6 e 10… onde poter coprire i tempi che avrei perso nel potersi verificare i classici imprevisti di queste… classiche occasioni: sbagliare vestito, non trovare la cravatta giusta, macchiare la camicia all’ultimo istante, bucare una ruota… ma proprio a me dovrebbero capitare queste cose da film comico di quart’ordine? … nel dubbio, va bene anche la sveglia alle 6 e 10. Dopotutto un’apparizione su RAI3 è pur sempre un’apparizione su RAI3… anche se a carattere regionale.
Alle 7 meno dieci sentii squillare il mio cellulare (… anzi, a dire il vero lo sentì squillare mia moglie. Che inizi ad avere qualche problema d’udito? … si sa, dopo i cinquanta…!): “Pietro? … sono Emanuela!”
Era Emanuela Gemelli che voleva accertarsi che non le dessi buca. Dopotutto… chi, oltre me, poteva parlare… delle magare di San Fili?
“Nessuna paura”, le dissi, “al massimo in tre minuti sono lì!”
Di minuti me ne servirono qualcuno in più (dopotutto abito - ospite di mia moglie - nella frazione Bucita)… ma alle 7 e 5 massimo ero  nel punto dell’impiccagione: 7 in piazza san Giovanni… di fianco all’ex cinema ora solo Teatro Comunale… arrieti u monumentu!
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Alla stazione c'erano tutti / dal commissario al sagrestano / alla stazione c'erano tutti / con gli occhi rossi e il cappello in mano, / a salutare chi per un poco / senza pretese, senza pretese, / a salutare chi per un poco / portò l'amore nel paese.
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Da sinistra: Ottorino Zuccarelli (il sin-
daco), Pietro Perri, Emanuela Gemelli,
Antonio Iaconetti e Amedeo Cesario.
Così recitava il grande Fabrizio De Andre’ nella sua mitica canzone “Bocca di Rosa”. In piazza san Giovanni a San Fili in quella fredda mattina del 22 marzo 2013 malgrado la strarompente presenza dei mezzi di RAI3 (… redazione della Calabria) di gente, in base alle naturali aspettative, ce n’eravamo ben pochi: pochi, buoni, rappresentativi e quindi… più che sufficienti.
In piazza san Giovanni trovai la troupe mobile del TGR della Calabria per quanto riguarda la rubrica “Un paese alla volta” (… e questa volta, che ci crediate o no, era toccato proprio a San Fili!), ovviamente tra il folto gruppo spiccava - indaffaratissima - la giornalista Emanuela Gemelli, il sindaco dott. Ottorino Zuccarelli, Antonio Asta col comune amico Massimo Aquino (maestro della fisarmonica e non solo) accompagnati da un terzo che non inquadrai bene (non mi sembra di conoscerlo), l’avvocato (… imbucato?) Antonio Iaconetti col comune amico Amedeo Cesario (il primo in qualità di Presidente dell’Associazione FareAmbiente ed il secondo - per l’occasione - suo braccio… sinistro), un rappresentante dell’Associazione Ginestra (Associazione che gestisce in questo periodo il Teatro Comunale di San Fili), Antonio e Francesco Rao titolari dell’azienda “Dolci pensieri di Calabria”… con tante leccornie uscite dai loro magici laboratori (… non ultimi, tra queste leccornie, alcuni… paddrun’e ficu).
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Emanuela Gemelli e Franco Rao.
Spiccava, ma decisamente non per molto, su uno dei tavolini approntati per l’esposizione dei prodotti dell’azienda “Dolci pensieri di Calabria” uno stupendo mastodontico uovo di pasqua (… cioccolato al latte… unica pecca almeno secondo i miei gusti… ed anche secondo il mio piccolo problema di “tasso glicemico sotto perenne controllo”) su cui era stato decorato, in modo artisticamente impeccabile, una veduta del nostro amato/odiato paesino di San Fili.
Spiccava… ma decisamente non per molto: basto un assaggio del nostro proverbiale (sempre presente) colpo vento per farlo non solo finire per terra ma anche e soprattutto finire in mille pezzi.
Inutile dire che tutti ci restammo un po’ male per l’accaduto.
Faceva tanta scena e meritava d’essere inquadrato ma… l’uovo (… e non le uova così come avrebbe sperato qualche uccellaccio del malaugurio)… era rotto! … irrimediabilmente.
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“Anto’, hai deciso che poesia recitare?”, chiesi all’amico Antonio Asta.
“… ppecchì, nu’mmi l’à portata tu?”, fu la sua pronta disarmante domanda/risposta alla mia domanda.
“… m’avevi detto forse che te l’avrei dovuta portare io, Anto’?” fu la mia disarmante domanda risposta alla sua disarmante domanda/risposta alla mia domanda.
“Massimo”, disse Antonio rivolgendosi all’Aquino, “… àmu de fuje n’attimu ara casa c’aju de pigliare u libru de Chiacchiara. M’ha de’ accumpagnare ccu ra machina!”
E fu così che per qualche minuto perdemmo di vista Antonio Asta e Massimo Aquino… con sempre più paura, da parte un po’ di tutti, per la riuscita del collegamento.
Antonio e Massimo riuscirono a fare in tempo ad andare a casa del primo, a prendere il libro con le poesie del Chiacchiara (alias don Giovanni Gentile… poeta dialettale sanfilese) e a ritornare in tempo per gli ultimi preparativi (posizionamento dei presenti ecc.) prima del collegamento… via satellite.
Particolare del campanile della Chiesa
Madre o dell'Annunziata.
Nel frattempo io mi ero premunito di dare, alla giornalista Emanuela Gemelli, una poesia di un anonimo sanfilese scritta presumibilmente nella prima metà del XX secolo. Poesia che riporto di seguitò e che servì, di lì a poco e letta dall’Emanuela, ad aprire l’intero servizio.
.^.
Cinta dai monti, / forte, austera: / s'erge nella valle, / come Colosso dell'Ocean.
San Fili bella: / guardata, ornata da castagni / che alle porte, / al cavalier s'inchina.
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… e l’inizio della seconda giornata. Il seguito e, forse, la fine? … alla prossima puntata.
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… un caro abbraccio dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

domenica 24 marzo 2013

RaiTre Buongiorno Regione (Rubrica a cura della redazione del TGR della Calabria)… in diretta da San Fili. (1)

Mercoledì 20 marzo (n.d'a.: 2013), intorno alle 12, ero in riunione nella stanza del mio diretto responsabile (ovviamente parlo del luogo in cui presto l’attività lavorativa che mi concede di vivere dignitosamente ed anche di “finanziare” tutte le mie pagine web) quando sentii squillare il mio cellulare: sul display si leggeva il numero (a me decisamente familiare) del Comune di San Fili.
Esco dalla stanza e rispondo: era una dipendente che mi comunicava che il sindaco, dottor Ottorino Zuccarelli, voleva che il giorno successivo, alle 10 circa, mi facessi trovare in piazza san Giovanni dove ad aspettarmi (si fa per dire… visto che ho dovuto aspettarla io per oltre un’ora e mezza) una troupe di RaiTre.
Inutile dire che non avrei potuto mancare all’appuntamento almeno per tre validi motivi: 1) l’amicizia che mi lega al sindaco Ottorino Zuccarelli; 2) l’amore che nutro per l’amato/odiato mio paesino di San Fili; 3) … stiamo parlando pur sempre di RaiTre.
L’incontro di giovedì 21 marzo (ossia del giorno successivo alla telefonata) serviva a preparare una diretta televisiva che si sarebbe tenuta venerdì 22 (ossia il giorno successivo al giorno successivo alla telefonata) da San Fili - piazza San Giovanni - alle ore 7 e 30 in occasione dell’odierna (ovviamente relativa al 22) edizione della rubrica - all’interno del TG Regionale di RaiTre - “Buongiorno Regione - un Paese alla volta”.
Emanuela Gemelli e Pietro Perri sotto
... u suppuortu du parracu a San Fili.
Io, inutile dirlo, avrei dovuto fare da cicerone per il paese, mostrandone le bellezze e/o le caratteristiche, alla troupe composta in tale occasione dalla giornalista RAI Emanuela Gemelli e dal suo aiutante. Inutile dire che non è la prima volta che svolgo questo sempre più piacevole ruolo. In cambio? … un apprezzatissimo minuto di visibilità a livello regionale parlando - tremate gente tremate - del paese delle magare ovvero delle magare di San Fili.
La camminata, all’interno del centro storico, è stata come al solito affascinante. Nel percorso sono stati ripresi (e poi trasmessi nel corso della succitata rubrica) alcuni “classici” punti del nostro paesino quali le facciate principali della chiesa del Carmine, della Concezione, dell’Annunziata (o Chiesa Madre), dello Spirito Santo e di sant’Antonio abate. Sono stati altresì ripresi alcuni particolari di alcuni edifici (o civili abitazioni) quali il palazzo dei baroni Miceli di Serradileo e della famiglia Gentile, lo splendido portale arabeggiante della casa dei De Franco, “u suppuortu du parracu” e via dicendo.
Decisamente una bella passeggiata. Peccato che la mattinata, dal punto del clima, non è stata delle migliori.
Alle 12 e 30 circa, finito il nostro giro è ritornati in piazza san Giovanni, non nascondo la mia meraviglia nel notare che la stessa piazza era stata invasa da enormi (decisamente spettacolari) mezzi della RAI: l’indomani si sarebbe andati in diretta… via satellite.
A concludere questa prima parte dell’avventura, almeno da parte mia in quanto - così come mi resi poi conto nel vedere la registrazione della trasmissione - per Emanuela Gemelli ed il resto della troupe si era ancora ad appena un terzo dell’opera di preparazione, ci fu solo il fatto che dovetti accompagnare “i miei ospiti” (ciceronescamente parlando) allo stabilimento dell’azienda “Dolci pensieri di Calabria” dei fratelli Franco ed Antonio Rao… nei pressi dello svincolo di villa Miceli.
L’azienda “Dolci pensieri di Calabria” è una delle pochissime realtà serie e produttive rimaste ancora ad operare sul territorio di San Fili. I suoi prodotti più famosi (almeno per noi sanfilesi doc) sono quelli che escono dalla lavorazione dei fichi (… paddruni ecc.) e la lavorazione e commercializzazione di ottimi prodotti dolciari.
… e fu la prima giornata. La seconda? … alla prossima puntata.
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… un caro abbraccio dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

domenica 10 marzo 2013

“San Fili… frana?” o “San Fili… è una frana?”

La frana all'altezza del palazzo Gentile
... mmienzu u puontu.
In un primo tempo avevo deciso di non scrivere niente in merito alla frana che ha colpito il cuore di San Fili (una parte delle coste all’altezza del palazzo della famiglia Gentile, ossia “mmianzu u puontu”) poco dopo la prima metà del mese di gennaio di quest’anno.
I motivi per non parlarne erano tanti e non starò certamente qui ad elencarli.
Poi… una ventina di giorni dopo… qualche decina di metri più in là (ovvero all’altezza dell’edificio comunale del nostro amato odiato paese… ecco doversi registrare un’altra significativa frana… sempre lato costa e, questa volta, a mio ignorante parere, anche decisamente più significativa e pericolosa.
Ed è stata proprio questa seconda frana che mi ha convinto ad andare a toccare con mano (piedi, occhi e macchina fotografica) la realtà dei fatti.
Una bella mattina di questo mese (marzo 2013), infatti, ho deciso di fare un’avventurosa solitaria passeggiata lungo un tratto del nostro stupendo torrente (… jume?) Emoli. Vi assicuro che ne è valsa la pena: malgrado la nostra stupidità nel non saper apprezzare, valorizzare e soprattutto salvaguardare (uno dei motivi che hanno dato origine alle frane è proprio la mancata salvaguardia di tali posti) quanto Madre Natura ci consegnato in prestito… anche nel nostro piccolo territorio comunale abbiamo dei luoghi a dir poco stupendi.
La frana all'altezza dell'edificio comu-
nale di San Fili.
Iniziai la mia “passeggiata” scendendo dalla scalinata che da piazza san Giovanni porta alla fontana di Palazia (o Palazzia?) e proseguii lungo il torrente (soffermandomi ad ammirare i resti della cosiddetta “cascata” ovvero della piccola diga che riforniva d’acqua e quindi d’energia una delle nostre storiche centrali idroelettriche) fino a raggiungere il ponte di Crispini per poi, da tale punto, risalire verso “u Canalicchiu” e ritrovarmi su piazza Rinacchio (intestata dall’amministrazione guidata da Luigi Bruno al medico Aldolfo Mauro).
E’ stata, ripeto, una stupenda passeggiata, tra l’altro non molto difficoltosa (se non in un paio di punti) che consiglio a tutti... per apprezzare meglio ciò che immeritatamente abbiamo.
A fine passeggiata mi è sorto il dubbio su come avrei potuto intitolare questo articolo: “San Fili… frana?” o “San Fili… è una frana?”
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… un caro abbraccio a tutti… by Pietro Perri.
… /pace!

sabato 2 febbraio 2013

Quando a San Fili ci si ammazzava durante le campagne elettorali.

Pillole di storia paesana… by Pietro Perri.
Ci fu un tempo in cui a San Fili (CS) la politica era tutt'altro che "pacifica, indolore e civile". Un tempo tra l'altro neanche tanto lontano... poco più di sessanta anni addietro.
Il 7 Aprile del 1948, per la precisione, è avvenuto a San Fili un brutto fatto di cronaca legato alla elezioni politiche. E' stato ucciso, infatti, un certo Pietro Mazzulla da un appartenente alla famiglia Palermo (Palermo Remo per la precisione).
Il fatto è riportato anche nel saggio "Madonna pellegrina" (sottotitolo "La campagna elettorale del 18 Aprile 1948 in Italia e in Calabria") scritto da Pileria Pellegrino ed edito da Periferia.
Inutile dire che il saggio ha ben poco a che dividere con la Madonna: sulla copertina compare infatti uno scudo crociato con la scritta "LIBERTAS" all'interno (... mi sembra mi ricordi vagamente qualcosa questo simbolo) ed un'aureola al di sopra dello stesso.
Riporto di seguito l'esatto passo così come trascritto nel suo saggio da Pileria Pellegrino (passo che la stessa, afferma nelle note, ha preso dal giornale "La Battaglia Calabra" del 26 aprile 1948):
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Il 7 corrente nella frazione Bucita del comune di S. Fili alle ore 18,30, tale Palermo Remo della DC, a seguito di animata discussione di natura politica, esplodeva vari colpi di pistola contro elementi comunisti, ferendo gravemente al torace ed all’inguine il conterraneo Mazzulla Pietro, ed alla mano sinistra tale Cavaliere Biagio. Il Mazzulla è deceduto la mattina del giorno successivo. I social-comunisti hanno fatto carico dell’accaduto all’atmosfera creata dall’accesa propaganda tenuta dal parroco di Bucita. Successivamente, una Commissione composta dai rappresentanti del Fronte e capeggiata dall’on. Gullo, si è recata presso S.E. l’Arcivescovo al quale ha segnalato la opportunità di richiamare i parroci affinché durante l’esercizio del proprio ministero si astengano da svolgere propaganda politica.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro perri.
… /pace!

domenica 27 gennaio 2013

Facebook Auschwitz ed il giorno della memoria… by Pietro Perri.


Scrivendo quasi quotidianamente su Facebook con una certa regolarità immetto nello spazio relativo al "cosa stai pensando" alcune stupide e/o intelligenti intuizioni (aforismi?) che, mi sono detto, perché non li pubblico anche su questo (il mio) blog?
L'idea, ovviamente, non è detto che debba per forza piacere a tutti e quindi essere condivisa… da tutti.
Io… la condivido.
A proposito: in questo caso mi limito a trascrivere i post che parlano della giornata della memoria edizione 2013.
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27 Gennaio 201.
Giornata della memoria? ... ho la vaga impressione che in Italia in questi ultimi anni quasi tutti soffriamo d'amnesia. diversamente tante cose non potrebbero razionalmente spiegarsi. Ormai ci mancano (?) solo i campi di concentramento e forse qualcuno ha ipotizzato di mettere un semplice reticolato alla frontiera col resto d'Europa. Nessun problema per i soldi necessari: finanzieranno le banche!
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CON UN PENSIERO AD AUSCHWITZ
Se questo è un uomo.
Di Primo Levi.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
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Prima di tutto vennero...
Di Martin Niemoller.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
.^.
All'entrata del campo di concentramento di Auschwitz faceva bella mostra la scritta "Arbeit macht frei" che in tedesco significa: "Il lavoro rende liberi". Eppure l'unica cosa che rendeva veramente liberi all'interno del reticolato di quel campo di concentramento era la morte... la camera a gas. Qualcuno (reduce d'un campo di concentramento), non ricordo più chi, ha scritto che in quei posti senza Dio veniva negato persino il diritto alla morte (alla scelta del tempo e del modo)... un diritto sacrosanto per tutti. "Arbeit macht frei" che in tedesco significa: "Il lavoro rende liberi". Sarebbe bello che tale scritta oggi facesse bella mostra di se a tutte le frontiere (interne ed esterne) dell'Europa Unita e magari davanti alle entrate (anche virtuali) delle banche presenti ed operanti nel Vecchio Continente. "Arbeit macht frei"? ... già, ma quale lavoro? ... le nuove generazioni (decisamente senza speranza e senza futuro... e le vecchie non sono da meno) vivono già da qualche anno in un campo di concentramento (psicologico) cui mancano solo le camere a gas. Affinché il ricordo non muoia perché... "chi dimentica il proprio passato è costretto a riviverlo"!
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Commentando l’estratto di una frase odierna  (27 Gennaio 2013) di Silvio Berlusconi: “Le leggi raziali sono la peggior colpa di Mussolini. Per tanti altri versi, invece, aveva fatto bene”.
... popolo di bigotti: quanti di noi hanno pensato e detto almeno una volta nella propria vita questa frase? ... non solo chi è vissuto al tempo di Mussolini ma anche chi ne ha semplicemente sfogliato qualche pagina di storia sui banchi di scuola. Oltretutto se abbiamo accettato gaudenti l'attuale sistema elettorale (maggioritario col premio di maggioranza) non è forse perché rimpiangevamo quel periodo? Oggi ci sono dei soggetti che pregano in un ritorno rafforzato di Mario Monti alla guida del Governo Italiano eppure... questo Governo le uniche cose che non ha fatto nei confronti di ciò che ha fatto il governo guidato da Benito Mussolini sono la dichiarazione di guerra alla Grecia e l'applicazione delle leggi razziali. Cosa che sicuramente farà non appena la Germania gli darà il suo benestare! Condanniamo il periodo fascista e la maggioranza di noi è felice di avere un governo non eletto dal popolo guidato da un premier cui sono garantiti pieni poteri... incluso quelli di affamare un'intera nazione solo perché... l'Europa (?) lo vuole!
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... cos'é (cosa rappresenta) oggi Auschwitz? ... qualcuno di noi se lo sta chiedendo? ... è esattamente ciò che fu nel corso della Seconda Guerra Mondiale: la negazione della libertà ad esistere imposta ad un popolo senza terra, sparso per il mondo e quindi privo di frontiere: il popolo ebreo. Un popolo che cambia nome ma non sostanza: l'Essere Umano. Ieri fu il caso del popolo ebreo: iniziarono col toglierli il diritto allo studio, il diritto alla parola, il diritto al futuro. Che strano: mi sembra tanto simile, questo preambolo, a ciò che sta succedendo oggi a tanti popoli (Grecia, Italia, Spagna...) ricadenti nell'ambito dell'Europa Unita... ma so che mi sto sbagliando di grosso. Il fantasma di Auschwitz non può essere tornato a far capolino sul Vecchio Continente. Anche se... le premesse ci sono tutte: i banchieri che affamarono la Germania ante Seconda Guerra Mondiale hanno da poco aperto (ed in grande stile) la loro convention!
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Fascista non è solo chi si richiama (a parole gettate li per lì ma non sui fatti) ad una determinata ideologia o chi riempie di frasi assurde ed inumane (inneggianti al famoso ventennio) la propria pagina Facebook, il proprio blog o la propria stanzetta di casa. Fascista non è chi si dichiara anticomunista. A volte (più spesso di quanto si possa credere) il vero ed unico fascista è colui che si traveste da Comunista... e non sa di esserlo. Dopotutto (che il giorno della memoria ricordi anche loro) durante la Seconda Guerra Mondiale a finire nei forni crematori e nelle camere a gas non furono solo gli ebrei tedeschi o di buona parte dell'Europa soggiogata da Hitler. Nelle fosse comuni (nell'impero russo) finirono anche tantissimi ebrei sovietici... per mano dei soldati comandati dal comunista Stalin. La Russia però a differenza della Germania vinse la guerra e chi vince la guerra non può né essere condannato né essere nel torto. Decisamente un mondo di m***a!
... ovviamente ricordiamo che ancora oggi gli italiani (alcuni italiani in particolare) non furono condannati dai Tribunali Internazionali per ciò che fecero in Grecia ai Greci o in Libia ai Libici.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

martedì 15 gennaio 2013

Maria Mayer: la pasionaria santufilise. By Pietro Perri.

Maria Mayer negli an-
ni Trenta.
Ho mai conosciuto Maria Mayer? … strana questa domanda che mi gira in questo momento (ore 19 e 30 di giovedì 10 gennaio 2013) ma non del tutto, ve lo assicuro, campata in aria.
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La pasionaria sanfilese.
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N.d’a.: Il termine “pasionaria” è un appellativo riferito solitamente a personaggi di sesso femminile particolarmente impegnati in attività politiche o ideologiche. In origine fu utilizzato da Dolores Ibárruri, attivista spagnola, come pseudonimo .
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Il mese scorso è venuto a mancare alla comunità sanfilese un altro dei suoi pilastri, dei tanti personaggi che hanno fatto la storia popolare della nostra cittadina: Maria Mayer vedova Iantorno. E’ venuto a mancare, confortato dalla presenza dei propri familiari, alla veneranda età di 97 anni.
Passeggiando lungo corso XX Settembre qualcuno mi ha chiesto chi era questa Maria dal cognome non certo “locale”. Ho risposto che era la madre di Gigino (Luigi) Iantorno, ex caposquadra al Consorzio di Bonifica.
“Ah! … a pasionaria santufilise”, mi sentii rispondere.
Inutile dire che il mio interlocutore era un soggetto appartenuto alla Sinistra (quando la Sinistra - politicamente parlando - era Sinistra) storica del nostro paese… come lo scrivente, dopotutto.
Come dimenticare, infatti, che tra la fine degli anni Settanta (1978) e l’inizio degli anni Ottanta (1983) del secolo scorso fui responsabile del Movimento Giovanile Socialista di San Fili? … bei tempi. Altri tempi!
Fu quando mossi i primi passi nella mia brevissima storia da socialista convinto che m’imbattei, in modo simpatico e degno della nota surriportata, in Maria Mayer in quanto “pasionaria santufilise”.
Fu quando, nella primavera appunto del 1978, in piazza Municipio (mmienzu u puontu), finito il primo comizio della mia vita mi accingevo a scendere, tramite la scaletta a cinque o sei scalini, dal palco che mi aveva ospitato per una ventina, forse meno, di minuti. Ai piedi della scaletta m’imbattei in una simpatica arzilla anziana signora che, abbracciandomi, mi porgeva una rosa rossa dicendomi: “Non ho trovato un garofano”, l’allora simbolo del Partito Socialista Italiano, “ma solo questa rosa e comunque rossa. Consideralo un garofano e che ti apra le porte d’una vita politica segnata di successi per te e per la nostra comunità”. Queste all’incirca le sue parole.
Quella sera poco dopo di me avrebbero parlato i compagni Franco Lonetti e Francesco (Cecchino) Principe. L’occasione, se non erro, erano non delle elezioni ma una tornata referendaria.
Carriera in politica ne feci ben poca, volendo sempre e comunque restare leale ai miei principi e non a diventare lo zerbino di soggetti che comunque valgono meno di me e di tanta bravissima ed onesta altra gente... come te.
Quell’arzilla anziana signora, inutile dirlo, era Maria Mayer (socialista convinta)… la pasionaria santufilise.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

martedì 25 dicembre 2012

Facebook e la profezia Maya... by Pietro Perri.


Scrivendo quasi quotidianamente su Facebook con una certa regolarità immetto nello spazio relativo al "cosa stai pensando" alcune stupide e/o intelligenti intuizioni (aforismi?) che, mi sono detto, perché non li pubblico anche su questo (il mio) blog?
L'idea, ovviamente, non è detto che debba per forza piacere a tutti e quindi essere condivisa… da tutti.
Io… la condivido.
A proposito: in questo caso mi limito a trascrivere i post che parlavano della fine del mondo prevista dai Maya o… dai loro interpreti.
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12 dicembre 2012.
... il 21 dicembre 2012 è vicino! ... meno nove.
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15 dicembre 2012.
... credete nella fine del mondo? ... non ho dubbi! ... anch'io credo nella fine del mondo - ... del mio mondo, perlomeno - . Sono sicuro che si verificherà nello stesso momento in cui io cesserò di respirare quindi... sperate che io cessi di respirare il più tardi possibile... visto che anche voi fate parte del mio mondo. Profezie su profezie comunque sono tante le profezie che si incontrano in questo inizio di millennio... non solo quella dei Maya. C'é stata qualche anno addietro quella di Nostradamus, nel 2008 circa quella della piramide di Cheope, quest'anno quella dei Maya, verso 2030 quella popolana del pugno di sabbia del Cristo e c'é pure quella di san Malachia... sicuramente (a parere di un ignorante come me) la più credibile: Ratzinger sarà il penultimo papa a sedere sul trono di Pietro. L'ultimo (Pietro secondo di Roma) sarà eletto direttamente da Dio!
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... comunque...: meno 5 all'alba. Tic-tac, tic-tac, tic-tac...!
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... e se viene veramente la fine del mondo (il 21 o il 23 dicembre prossimo) non facciamo i soliti cafoni: l'ultimo... spenga la luce e chiuda la porta! ... l'Europa lo vuole!
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... anche l'anno Mille si aspettava la fine del mondo. Non ci fu! ... e non ci fu per un solo fatto a prima vista di secondaria importanza: erano pochi a sapere che quello era l'anno Mille e con un calendario così sfasato sarebbe stato impossibile (anche per un Dio come il nostro) organizzare un evento degno di tale nome (ovvero della "Fine del Mondo"). Oggi sono pochi popoli (alcuni semplicemente sopravvissuti ai loro avi) ad avere i propri calendari sfasati. Tra questi popoli il più famoso è... il popolo Maya!
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21 dicembre 2012.
... delusi della fine del mondo che non c'é stata alle 00.00.00 ed un millesimo di secondo questa notte? ... 'gnurant! ... innanzitutto non era prevista per le 00.00.00 ed un millesimo di secondo fuso orario di Roma questa notte bensì questa notte alle 00.00.00 ed un millesimo di secondo bensì alle ore 6 di questa mattina (fuso orario di Roma) - millesimo di secondo più millesimo di secondo meno - nel pieno rispetto del fuso orario dell'America latina... zona ex territorio Maya. Dite che fa lo stesso? ... che dopotutto le 6 del mattino del 21 dicembre 2012 fuso orario di Roma è comunque passato... indenne? ... che dopotutto siamo già alle ore 9? ... e chi vi dice che non sia stato sbagliato qualche calcolo e che la fine del mondo non sia tata solo rinviata di un 24 o quarantotto ore? ... io, almeno fino alla notte post 23.12.2012, non dormirei tanto tranquillo!
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"I Maya sono da ammirare: finalmente qualcuno capace di diventare famoso per un calendario senza mostrare le tette." (Paolo Attivissimo).
.^.
... poter assistere alla fine del mondo e poter dire un giorno ai tuoi nipotini "C'ero anch'io!", non ha prezzo. Per tutto il resto c'é... MastiCart.
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22 dicembre 2012.
Mario Monti nasce il 19 marzo 1943 quindi… in piena Seconda Guerra Mondiale e per giunta in un mese che non è mai passato per sinonimo di fausto nella storia dell’umanità (il buongiorno o la pessimanotte si vedono dall’inizio). Quello che comunque dovrebbe far pensare agli italiani nel caso in cui qualcuno avesse dubbi su un suo operato futuro sono alcuni numeri sul governo da lui presieduto. Mario Monti riceve l’incarico di formare il suo (non quello degli italiani) governo il 13 novembre 2011 (… 13 e novembre? … toccatevi se ancora non l’avete fatto e finché siete in tempo!). Presta giuramento alle 17 (… dico 17!) del 16 dello stesso mese ed il 17 ottiene la fiducia del Senato. Dura in carica 13 mesi e dà le dimissioni nel giorno in cui i Maya (… o gli interpreti dei Maya) avevano previsto la fine del mondo. Io… un po’ di paura a pensare ad un Mario Monti bis… ce l’ho! … e voi?
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23 dicembre 2012.
... oggi è scaduto l'ultimatum collegato alla fine del mondo profetizzata dai profetizzatori (ovviamente del 2012 e non del tempo in cui è vissuto questo stupendo popolo) del popolo Maya. C'era, infatti, qualche dubbio se la stessa si sarebbe verificata il 21 o il 23 dicembre di quest'anno: non i è verificata né il 21 né il 23. Mi spiace per tutti coloro che si sono fatti prestiti qualche giorno addietro sicuri che non avrebbero restituito un cavolo. Domanda: quand'è prevista la prossima fine del mondo?
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

venerdì 21 dicembre 2012

L’archivio di ellisisland.org e i Perri di San Fili: una chiave di lettura.

Foto a sinistra (ripresa dal web): La nave Mendoza, una delle navi che portarono i sanfilesi a Ellis Island.

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Ho voluto accedere anch’io all’opzione di ricerca del sito “Ellis Island“ (all’indirizzo internet www.ellisisland.org  oppure  www.statueofliberty.org/) ed ovviamente non ho potuto fare a meno di immettere il mio cognome (Perri) e come località di partenza... San Fili (o per la precisione al punto “contiene” il nome “Fili”). Risultato? … un elenco di ben 37 nominativi: uomini e donne, tanti adulti ed anche qualche bambino.

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1.    Agata Perri di anni 21, sbarcata il 1 settembre 1910 dalla nave Mendoza - partita da Napoli, nubile;

2.    Alessandro Perri di anni 27, sbarcato il 24 dicembre 1911 dalla nave Caronia - partita da Napoli, sposato;

3.    Alessandro Perri di anni 40, sbarcato il 13 maggio 1924 dalla nave Patria - partita da Napoli, sposato. Sicuramente si tratta del numero due al suo secondo viaggio;

4.    Amedeo Perri di anni 23, sbarcato il 6 maggio 1906 dalla nave Italia (1905) - partita da Napoli, sposato;

5.    Angela Maria Perri di anni 22, sbarcata il 1 luglio 1902 dalla nave Hohenzollern - partita da Napoli, sposata;

6.    Angelo Perri di anni 17, sbarcato il 18 giugno 1901 dalla nave Werra - partita da Napoli, celibe;

7.    Angelo Perri di anni 17, sbarcato il 19 dicembre 1919 dalla nave Duca d’Aosta - partita da Genova, celibe;

8.    Benigna Perri di anni 29, sbarcata il 24 maggio 1905 dalla nave Prinz Adalbert - partita da Napoli, sposata;

9.    Biagio Perri di anni 29, sbarcato il 12 marzo 1903 dalla nave Leone XIII - partita da Napoli, sposato;

10. Carmela Perri di anni 14, sbarcata il 26 maggio 1905 dalla nave Neckar - partita da Napoli, nubile;

11. Carmina Perri di anni 9, sbarcata il 24 aprile 1911 dalla nave Indiana - partita da Napoli, nubile;

12. Carmine Perri di anni 17, sbarcato il 3 maggio 1904 dalla nave Nord America - partita da Napoli, celibe;

13. Carmine Perri di anni 16, sbarcato il 18 aprile 1911 dalla nave Oceania (1909) - partita da Napoli, celibe;

14. Doni Bragio Perri (potrebbe essere “don Biagio”?) di anni 36, sbarcato il 29 maggio 1909 dalla nave Virginia - partita da Napoli, sposato;

15. Ferdinando Perri di anni 18, sbarcato il 24 maggio 1905 dalla nave Prinz Adalbert - partita da Napoli, celibe;

16. Francesca Perri di anni 20, sbarcata il 18 marzo 1908 dalla nave Cedric - partita da Napoli, nubile;

17. Francesco Perri di anni 34, sbarcato il 13 aprile 1903 dalla nave Moltke - partita da Napoli, sposato;

18. Francesco Perri di anni 29, sbarcato il 31 marzo 1899 dalla nave Ems - partita da Napoli, sposato. Quasi certamente si tratta dello stesso Francesco Perri del n. (in quest’elenco) 17 e quasi certamente si tratta di mio nonno paterno;

19. Francesco Perri di anni 35, sbarcato il 20 settembre 1905 dalla nave Prinzess Irene - partita da Napoli, sposato. Leggasi aggiunta al punto 18 di quest’elenco;

20. Francesco Perri di anni 35, sbarcato il 25 settembre 1905 dalla nave Perugia - partita da Napoli, sposato. Strana la somiglianza - per quanto riguarda l’età e lo sbarco del soggetto - di dati tra i numeri dal 17 al 20 di quest’elenco;

21. Francesco Perri di anni 16, sbarcato il 29 maggio 1909 dalla nave Virginia - partita da Napoli, celibe;

22. Francesco Perri di anni 31, sbarcato il 22 marzo 1892 dalla nave Iniziativa - partita da Napoli, celibe;

23. Francesco Perri di anni 41, sbarcato il 18 aprile 1911 dalla nave Oceania (1909) - partita da Napoli, coniugato;

24. Giovanni Perri di anni 25, sbarcato l’11 maggio 1914 dalla nave Europa - partita da Napoli, coniugato;

25. Giovanni Perri di anni 2, sbarcato il 24 aprile 1911 dalla nave Indiana - partita da Napoli, celibe;

26. Giuseppe Perri di anni 37, sbarcato il 12 settembre 1903 dalla nave Città di Milano - partita da Napoli, coniugato;

27. Giuseppe Perri di anni 16, sbarcato il 19 luglio 1909 dalla nave America (1908) - partita da Napoli, celibe;

28. Maria Perri di anni 19, sbarcata il 26 maggio 1905 dalla nave Neckar - partita da Napoli, nubile;

29. Maria Perri di anni 3, sbarcata l’1 luglio 1902 dalla nave Hohenzollern - partita da Napoli, nubile;

30. Paolo Perri di anni 16, sbarcato il 23 ottobre 1920 dalla nave Re d’Italia - partita da Napoli, celibe;

31. Pasquale Perri di anni 30, sbarcato il 28 ottobre 1901 dalla nave Nord America - partita da Palermo, coniugato;

32. Salvatore Perri di anni 21, sbarcato l’11 giugno 1901 dalla nave Tartar Principe - partita da Napoli, celibe;

33. Salvatore Perri di anni 4, sbarcato il 24 aprile 1911 dalla nave Indiana - partita da Napoli, celibe;

34. Salvatore Perri di anni 19, sbarcato il 24 giugno 1913 dalla nave Stampalia - partita da Napoli, celibe;

35. Salvio (Silvio?) Perri di anni 16, sbarcato il 30 gennaio 1903 dalla nave Nord America - partita da Napoli, celibe;

36. Silvio Perri di anni 24, sbarcato il 14 maggio 1910 dalla nave America (1908) - partita da Napoli, coniugato;

37. Simone Perri di anni 16, sbarcato il 10 novembre 1906 dalla nave Nord America - partita da Napoli, celibe.

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Qualcuno si chiederà, spero, a cosa serve proporre questo a prima vista asettico (decisamente personale) elenco. Semplice: serve a capire parte della storia della nostra comunità. Serve a ricordare il nostro passato e, per alcuni versi, a prepararci se non a prevenire, il nostro futuro.

Questa è la tangibile dimostrazione (una delle tante) che l’Italia così come la conosciamo oggi (ovviamente mi riferisco alla parte positiva e non alle truffe, alla corruzione, alla disonestà anche dell’applicazione della giustizia, alla politica sempre meno politica e sempre più interesse personale, alla immorale speculazione e via dicendo) l’abbiamo fatta tutti… soprattutto noi Meridionali.

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Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.

… /pace!