Il Blog di Pietro Perri dedicato a San Fili (uno dei più bei paesi della provincia di Cosenza) e ai Sanfilesi nel Mondo.
A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.
mercoledì 25 aprile 2012
Il colpo di grazia agli storici e da sempre invidiatici castagneti di San Fili.
lunedì 23 aprile 2012
Rivogliamo il nostro lentissimo treno stile Far West.
Quando ho pubblicato questo post era il lontano 23 aprile del 2012. Ne sono passati anni da quel giorno e da quel giorno sul fronte stazione ferroviaria di San Fili nulla è cambiato... se non in peggio.
Certo solo i romantici possono credere che possa esserci un futuro per quanto riguarda il tracciato ferroviario della vecchia linea Cosenza-Paola. Ma per quanto riguarda l'edificio che ospitava gli uffici della stazione ferroviaria di San Fili con l'annesso spazio circostante?
Possibile che non ci sia un modo (né un reale interesse) per rendere attrattivo e quindi produttivo tale luogo?
Chissà se avessimo bloccato o
quanto meno provato a bloccare (CS) in quel lontano mese di aprile o maggio
1987 cosa sarebbe successo a noi abitanti di San Fili e dei paesi attigui (in
particolare i cuginetti di San Vincenzo la Costa).
Chissà se la storia di San Fili e
quella degli abitanti dei paesi attigui al nostro paese (in particolare i
cuginetti di San Vincenzo la costa) a quest'ora sarebbe stata un po' diversa.
Non l'abbiamo fatto.
Persino io, all'epoca, vedevo
(consideravo) la littorina che collegava Paola con Cosenza come un qualcosa di
ormai sorpassato... troppo lento nei confronti del tempo che si prospettava ai
nostri occhi.
Troppo lento e troppo costoso per
le tasche dell’erario. Dopotutto persino i nostri amministratori dell’epoca
c’avevano assicurato che per noi nulla sarebbe cambiato e se qualcosa sarebbe
cambiato… sarebbe cambiato comunque in meglio.
Erano quelli i tempi d’oro della
lista Spiga (quella guidata da Alfonso Rinaldi, Luigi Bruno, Francesco Gambaro
e company).
Belli quei tempi… peccato fossero i
tempi in cui noi sanfilesi firmavamo una cambiale in bianco a gente incapace
che, a nostra insaputa, aveva ipotecato il nostro futuro per i successivi due o
tre secoli.
In questi gironi (n.d.a.: fine aprile 2012) c’è stato uno sciopero del servizio di trasporto pubblico su gomme (pullman, bus, diligenza o come diavolo volete chiamarli quei mezzi). Il personale che garantisce tale servizio si lamentava per la riduzione delle corse e chissà per cos’altro.
Proprio così: “il personale che
garantisce tale servizio” (autisti, controllori, ditte appaltatrici, gestori)
si lamentava: per il rischio di perdere il proprio posto di lavoro, per lo
stipendio non sempre adeguato al suo impegno, per un lavoro che non è certo
privo di pericolo. Perché per quanto riguarda i viaggiatori da bravi cittadini…
ormai non si lamentano più neanche di questo.
I viaggiatori sanfilesi… non si
sono lamentati neanche quando hanno scoperto che pagavano, a parità di percorso
o a percorso inferiore, molto più dei cugini di Montalto Uffugo.
E poi… con chi dovrebbero
lamentarsi? … è più facile ormai dalle nostre parti giocare una partita a tressette
col morto e rendersi conto che il morto è più vivo di quel che si potrebbe
pensare che… trovare un amministratore locale disposto seriamente ad ascoltarti
e ad immolare un po’ del suo prezioso tempo per vedere se può risolvere (almeno
tentarci) il tuo… troppo terreno problema.
Loro volano alto e vanno veloci.
E fu così che in tante tristi
giornate di questo stupendo (si fa per dire) mese di aprile abbiamo dovuto
sopportare la vista di tante anime sconsolate (studenti e lavoratori/lavoratrici)
che, dopo una vana e lunga attesa, se ne ritornavano quatto quatto alle loro
abitazioni.
Sempre più sconsolate e con una
visione del proprio futuro sempre più negativa.
In Italia c’è la crisi? … non,
dalle nostre parti ci siamo accorti che c’era la crisi anche quando la crisi
non c’era.
Troppo lento quel treno? ... ma
almeno c'era, altro che oggi che per raggiungere Cosenza da San Fili alcuni
giorni siamo quasi costretti a farcela a piedi o in groppa a qualche asinello.
RIVOGLIAMO IL NOSTRO LENTISSIMO
TRENO! … e soprattutto la poesia che si respirava in quell’unico ambiente a
volte stile Far West.
* *
*
Un caro abbraccio dal sempre vostro
affezionato Pietro Perri.
… /pace!
* *
*
Nota ricevuta dal mio caro amico
Antonio Spedale in data 6 maggio 2012.
* * *
Pietro,
mi permetto di segnalare un piccolo
errore di stampa riportato sulla foto, riguardante la stazione di San Fili,
allegata all'articolo "Rivogliamo il nostro lentissimo treno..." e
cioè: in luogo di "Ferrovie Italiane 1932"
sarebbe stata più corretta l'indicazione "Ferrovie Italiane 1962" (o
in ultimo 1972 e non 1982) dal momento che la littorina Aln 56 (in primo piano
nella foto) ha prestato servizio, da quello che mi risulta, non oltre il
1980 e, la seconda Aln 64, ha iniziato a circolare dal 1955. Poi ci sono altri
particolari della locomotiva GR 981, ma mi fermo qui.
Consulto sempre volentieri il blog
e porgo cordiali saluti,
Antonio
Spedale.
sabato 21 aprile 2012
Cartoline su Ebay per riscoprire la San Fili che fu.
E quello che è capitato qualche giorno addietro anche a me. Cercavo (non
che ne avessi bisogno) qualche immagine di San Fili su internet e guarda un po’
in cosa finisco per imbattermi: due cartoline di San Fili in vendita, appunto,
su Ebay.
Tale notizia sarebbe alquanto stupida... se si trattasse però di cartoline
di un altro paese magari a vocazione turistica (ossia un paese che di nuove
cartoline ne vede stampare non dico a cadenza annuale ma almeno a cadenza
decennale) e se si trattasse di cartoline con immagini relativamente recenti e
quindi prive di qualsivoglia significato storico, sociale o culturale.
Le cartoline in cui mi sono imbattuto, invece, ci ripropongono il San Fili
dei primi anni venti del XX secolo.
La prima la conosciamo bene tutti o quasi tutti a San Fili. La foto è stata
scattata, lungo corso XX Settembre, dall’ex piazza Municipio del paese (ovvero
“mmienz’u puontu”), guardando verso la chiesa del Carmine: sulla
sinistra è riconoscibilissimo il palazzo di donna Vienna Gentile.
All’epoca in tale punto si trovavano più saloni di barbiere e più botteghe
artigiane. Negozi di frutta e via dicendo.
Piazza Municipio fino alla metà degli anni Cinquanta del XX secolo era il
cuore pulsante della vita sociale di San Fili. E’ dopotutto la cartolina che
ripropongo in questa pagina ne è la viva (si fa per dire) testimonianza.
L’altra stupenda cartolina che ho trovato in vendita su Ebay (cartolina che
riporto sempre in questa pagina all'inizio dell'articolo ci propone
invece uno scorcio di piazza Rinacchio, ovvero dell’ingresso “principale” (così
come recita la didascalia sulla cartolina stessa) del paese.
Questa seconda cartolina è decisamente stupenda (anche per i colori
acquarellati che propone) e sicuramente poco conosciuta dai sanfilesi.
Sulla sinistra ritroviamo il palazzo Nigro, proseguendo oltre notiamo il
palazzo dei Marsico e parte, appunto, di piazza Rinacchio.
Nella cartolina si notano anche delle persone e si nota anche una stupenda
macchina d’inizi novecento.
Per la cronaca le cartoline erano state quotate intorno ai 50 (cinquanta)
euro l’una.
* * *
Un caro abbraccio a tutti dal vostro sempre affezionato Pietro Perri.
… /pace!
venerdì 20 aprile 2012
San Fili 1929... una foto per non dimenticare.
Lucio Dalla e San Fili, ovvero gli “Insostenibili tremori” di Pietro Aloise.
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| Lucio Dalla |
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| Copertina del libro INSOSTENIBILI TREMORI di Pietro Aloise |
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| Pietro Aloise. |
lunedì 2 aprile 2012
Quando San Fili si scontra con la vita dei giganti del suo tempo.
domenica 1 aprile 2012
Aforismi & C. by Pietro Perri (parte dodicesima).
domenica 18 marzo 2012
San Fili un paese in vendita? Peccato non si trovi un acquirente.

La foto a sinistra (panorama di San Fili) è una rielaborazione grafica by Pietro Perri.
* * *
Ho pubblicato questo post (su questo blog e sul “Notiziario Sanfilese”) nel mese di marzo del 2012. Ne è passato di tempo da quel giorno, dopotutto quando riprendo il post è il 24 agosto del 2024, ma una domanda sorge spontanea: è cambiato qualcosa su questo fronte, dal punto di vista demografico, a San Fili?
La popolazione è aumentata? E’ arrivata nuova gente a ripopolare il centro
storico del nostro borgo e quindi a far sparire quei vergognosi (per più di un
motivo) cartelli con su scritto “vendesi” attaccati ai portoni o alle finestre
di tanti edifici da tempo disabitati? Corso XX Settembre ha ritrovato nuova
vitalità di sera quando non ci sono iniziative ludiche o mangerecce in
programma?
* * *
Passeggiando lungo corso XX Settembre a
San Fili, e ragionando sopra quanto ci viene difronte nel nostro incessante
peregrinare in su e giù per lo stesso, almeno due cose non possono non colpire
il nostro sguardo e la nostra viva intuizione: il numero delle abitazioni
disabitate ed il numero, sempre più crescente, dei cartelli riportanti la
scritta “vendesi” che compare sulle porte o sui balconi delle stesse.
Intendiamoci, che di tanto in tanto
compaia un cartello con la scritta “vendesi” sulla facciata principale di
un’abitazione non è una cosa per niente scandalosa… specie se tale cartello
sparisce nell’arco di qualche giorno o al massimo nell’arco di qualche mese.
Diventa una cosa decisamente scandalosa e
preoccupante (dal punto di vista economico) se tale scritta persiste dove è
stata affissa per periodo superiori anche all’anno solare. Ciò, infatti, è
segno che le abitazioni presenti sul nostro territorio sono diventate… fuori
commercio. Ciò significa che tali fabbricati non valgono più neanche i soldi
finora spesi per realizzarli o semplicemente spesi per renderli nuovamente
abitabili.
Questa situazione ai cittadini normali
(ossia escludendo gli Amministratori e gli operatori del commercio locali…
visto che da tempo, entrambi questi soggetti, hanno appeso le scarpe al chiodo)
dovrebbe farci riflettere un pochino e chiederci: … cosa sta succedendo a San
Fili? … cosa si può fare per invertire la rotta?
Alla prima domanda è facilissimo
rispondere: da qualche anno a questa parte a San Fili non sta succedendo
esattamente niente e se sta succedendo qualcosa è regolarmente in negativo e di
scarso richiamo per le realtà cittadine che ci circondano.
San Fili, in poche parole, malgrado sia un
paese a pochi chilometri della vicina e sempre più invadente Grande Area Urbana
dell’Asse Rende-Cosenza, malgrado sia vicinissima all’Università della
Calabria, allo svincolo autostradale di Cosenza Nord, al versante tirrenico
della nostra regione (con le attigue cittadine di Paola, San Lucido, Fuscaldo,
Guardia Piemontese e via dicendo), vicinissima alle bellezze naturali della
Sila… in effetti è sempre più un paese isolato, quasi fosse situato non dov’è
situato bensì nel lontano e difficilmente raggiungibile territorio calabrese
dell’Aspromonte.
A conferma di quanto ho scritto in
quest’articolo c’è anche il fatto che se proviamo a passeggiare lungo il
succitato corso XX Settembre dopo le 19 di sera (non solo nei giorni feriali
ma anche nei giorni di sabato e domenica) è sempre più difficile imbattersi in
qualcuno per scambiare con lo stesso qualche parola sul più e sul meno della
nostra comunità, dell’Italia e del resto del mondo.
Assurdo: dopo le 19 o al massimo le 19 e
30 a San Fili subentra il coprifuoco. Eppure, malgrado le battute e le
necessità di scrivere in alcuni atti ufficiali il contrario di questo che sto
affermando in questo periodo, il nostro paese è tutt’altro che un paese “ad
alta intensità mafiosa”.
Il fatto che il mercato edilizio (sia
nuovo che di recupero) a San Fili abbia avuto questo brutto blocco dovrebbe
farci riflettere un pochino a tutta l’intera comunità. Ovviamente parlo di ciò
che è sotto gli occhi di tutti, ovvero del sempre più meno commerciale centro
storico e del fatto che la nuova edilizia in località Cozzi (e non solo
di località Cozzi) abbia avuto un traumatico e per alcuni versi inspiegabile
blocco… chi ha dati per confutare tali mie affermazioni mi farebbe piacere se
me li sbattesse in faccia dimostrando una volta per tutte l’inconsistenza delle
stesse.
Oltretutto in una zona di richiamo
turistico o semplicemente residenziale più che trovarsi difronte a cartelli con
la scritta “vendesi” ci si troverebbe difronte a cartelli con la scritta
“affittasi”… ma non è questo sicuramente il caso di San Fili. San Fili è un
paese in vendita e quanto prima, se continua a camminare sulla strada da anni
intrapresa, non solo sarà un paese in vendita ma sarà un paese… in saldo.
Allora, come invertire questa, per tutti e
non solo per le sempre più magre casse delle attività commerciali operanti sul
nostro territorio, disastrosa (forse ormai incancrenita) situazione? … la cosa
più normale sarebbe sederci tutti (operatori commerciali, rappresentanti
delle Associazioni sociali e culturali del paese, imprenditori, rappresentanti
delle forze politiche, amministratori comunali) intorno ad un tavolo ed
ammettere l’esistenza di un problema… che comunque c’è.
Fatto ciò, che sarebbe comunque un
grossissimo passo, si potrebbe chiedere a chi ricopre determinati ruoli
amministrativi e sociali se vogliono o meno coprire o ricoprire o far coprire o ricoprire tali ruoli.
San Fili un paese in vendita? … peccato
che non si trovi un acquirente!
* * *
Un caro abbraccio a
tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!






