Il Blog di Pietro Perri dedicato a San Fili (uno dei più bei paesi della provincia di Cosenza) e ai Sanfilesi nel Mondo.
A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.
sabato 29 febbraio 2020
Questa volta è andata bene, ma sarà sempre così? (Di Francesco Commis).
mercoledì 29 gennaio 2020
San Fili: si abbassa un’altra saracinesca, l’ennesima, chiudendo un’epoca.
Articolo pubblicato sul
Notiziario Sanfilese del mese di gennaio2020... by Pietro Perri.
* *
*
Nel mese di dicembre 2019, al pari di una brutta storia tristemente
annunciata, si abbassa un’altra saracinesca di un altro storico, e sicuramente
insostituibile, esercizio commerciale del paese: l’arciconosciuta gelateria
artigianale del mitico Cenzino Passarelli.
Una gelateria conosciutissima a dir poco a livello internazionale. Sono in
tanti, infatti, che, da non sanfilesi, nel momento in cui fai presente che sei
di San Fili la prima domanda che ti fanno è se c’è ancora la Gelateria
Passarelli, quella vicino al semaforo poco distante della piazza col monumento,
quella che fa quegli stupendi gelati artigianali dagli strani e stupendi gusti,
quella...
Era bello rispondere a tali persone; “Si, c’è ancora. E i gelati che fa
sono sempre unici sia come gusti che come qualità!”
Dal dicembre 2019 purtroppo non sarà più possibile dare questa orgogliosa
(perché la Gelateria Passarelli era motivo di orgoglio per noi Sanfilesi)
risposta.
Purtroppo Cenzino Passarelli, al pari di una brutta storia tristemente
annunciata, verso la fine del mese scorso ha abbassato per l’ultima volta la
saracinesca della sua storica (credo ultracinquantennale) gelateria
artigianale.
Dico “al pari di una brutta storia tristemente annunciata” in quanto nel
mese di settembre dello scorso anno è venuta a mancare prematuramente (aveva
appena 70 anni) nella nostra comunità, tra i tanti ed a pochissimi giorni da
mia madre (a cui presto dedicherò una giusta pagina del nostro bollettino
mensile), anche Maria Colombo ovvero la moglie del caro Cenzino Passarelli.
Maria Colombo era uno dei pilastri della Gelateria Passarelli di San Fili:
sia per l’aiuto materiale che per il supporto morale che assicurava al marito
nella gelateria di famiglia.
Quando appresi del decesso della cara Maria non potei non guardare, in un
prossimo futuro, la saracinesca di quella storica gelateria artigianale
bassarsi per sempre... e così fu.
Per quelli - ovviamente sanfilesi - della mia età (non mi vergogno di dire
che sono del 1961 e che è da un bel po’ di tempo ormai che ho oltrepassato la
soglia del mezzo secolo di vita) il “bar gelateria” di Cenzino Passarelli ha
rappresentato tantissimo ed in parte siamo anche cresciuti con tale esercizio
commerciale.
Nella foto a sinistra: Il
bar gelateria Passarelli... oggi.
Nel bar di Cenzino
Passarelli, infatti, non si giocava a carte, non si fumava, c’erano degli
ottimi gelati e c’erano anche uno o due flipper ed un paio di bigliardini
(calciobalilla).
Per quanto riguarda
l’alternativa, l’unica, allo spazio “sala giochi” riservata a noi fanciulli a
San Fili, che si trovava nel bar Passarelli, almeno fino alla fine degli anni
Settanta era la sala giochi dei fratelli Franco e Romano Zuccarelli.
Il bar di Cenzino
Passarelli e la sala giochi dei fratelli Zuccarelli, un vero e proprio covo di
convinti tifosi juventini, si trovavano a poca distanza l’una dall’altra.
Successivamente qualche
bigliardino (calcio-balilla) lo troveremo anche nel bar della famiglia Gioffré
che aveva acquistato, nel frattempo e verso la fine degli anni Settanta, la
“licenza” da Salvatore “Tuture” Blasi.
Dispiace tantissimo che
anche questa ricchezza tutta sanfilese abbia cessato di esistere e che resterà
per sempre come piacevole ricordo in quanti hanno potuto gustare in quei
limitati metri quadri l’ottimo gelato artigianale di Cenzino Passarelli.
Dispiace che il caro
Cenzino, per sua volontà o per incapacità d’altri, non abbia passato ad altri
in eredità quel suo bagaglio d’esperienza di maestro gelataio che in tanti gli
abbiamo invidiato.
A me personalmente
resterà in bocca per sempre il piacere inconfondibile del suo gelato al limone
ed all’amarena con dentro i noccioli dei relativi frutti a dimostrazione della
naturalezza degli ingredienti base utilizzati. Gelati sempre accompagnati dall’invito
a stare attento, proprio per la presenza dei noccioli, a quando addentavo il
magico fresco intruglio.
Ed anche il consiglio
che davo ad alcuni amici e/o colleghi di Cosenza quando mi dicevano che vi
avrebbero fatto quanto prima un salto: “Quando vi trovate a quattrocchi col
caro cugino (era così che ci chiamavamo tra noi a causa di una lontana
parentela)”, dicevo loro, “chiedetegli di farvi assaggiare, se ne ha ancora un
pochino da qualche parte, il gelato alle “jujume” (giuggiole) e poi...
si che mi direte di aver toccato il paradiso del gelato artigianale.”
E loro di rimando: “Ma a
noi ci hanno consigliato di assaggiare anche il gelato alle patate della Sila o
ai cetrioli.”
Che dire, effettivamente
in quel laboratorio ce n’era per tutti i gusti.
San Fili, la San Fili
che fa notizia positiva, ha perso un altro dei suoi inestimabili tesori. Un
vero e proprio ambasciatore nel mondo di ciò che significava il nostro essere
Comunità.
* * *
Un caro abbraccio a
tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
martedì 17 dicembre 2019
La Cina è vi-Cina... molto più di quello che possiamo immaginare. (4)
| Pechino
30 agosto 2019 - visita alla Città Proibita.Nella foto le guide Aurora (a sinistra) e Sole (a destra). |
giovedì 5 dicembre 2019
La Cina è vi-Cina... molto più di quello che possiamo immaginare. (3)
![]() |
| Lintong (Cina). Orietta e Pietro in visita al Museo dell'Esercito di Terracotta. |
mercoledì 6 novembre 2019
La Cina è vi-Cina... molto più di quello che possiamo immaginare. (2)
![]() |
Shanghai (Cina) 24 agosto 2019.
Pietro Perri e la moglie Orietta sulla riva
del fiume Huangpu.
|
domenica 13 ottobre 2019
La Cina è vi-Cina... molto più di quello che possiamo immaginare. (1)
| Pechino - piazza Tienanmen, Agosto 2019. |
lunedì 16 settembre 2019
Notizia flash!
domenica 18 agosto 2019
Quant’è vecchia la leggenda della Fantastica di San Fili? ... un’altra ipotesi. (3/3)
Nella foto a
sinistra (ripresa dal web): U fuossu d'a Fantastica al bivio per la frazione Bucita i
San Fili. Foto by Pietro Perri.
Articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di luglio del 2019... by Pietro Perri.
Nel
Notiziario Sanfilese del mese di marzo 2019 ed in quello del mese di maggio del
2019 ho lanciato l’ipotesi che la leggenda della Fantastica di San Fili (ossia
di quell’essere sovrannaturale che da tempo immemore “protegge come madre
amorevole” i confini del nostro centro abitato) possa risalire almeno a circa
2500 addietro. Ovvero all’epoca in cui la Calabria, e quindi il territorio di
San Fili (non parlo del borgo/villaggio in quanto purtroppo dello stesso non ci
sono dati certi su quando lo stesso possa essere stato fondato), faceva parte
della cosiddetta Magna Grecia.
Che
un piccolo bagaglio culturale dei nostri padri ellenici (i Greci, appunto) sia
rimasto vivo nel nostro DNA dopotutto lo rileviamo anche da alcuni termini che
i nostri padri o i nostri nonni utilizzavano nel loro dialetto (ovvero nella
lingua “viva” parlata fino a qualche decennio addietro nella Comunità
Sanfilese).
Un
esempio su tutti e per tutti è il termine catuoju (stanza sottostante
normalmente adibita al ricovero degli animali domestici (maiali, pecore,
galline, conigli, muli, asini e chi più ne ha più ne metta). E’ giusto
ricordare che non solo a Matera, fino agli inizi degli anni Settanta del secolo
scorso, nei centri urbani del Mezzogiorno d’Italia si coabitava con gli
animali. Lo si faceva anche a San Fili.
Ritornando
comunque al discorso della Fantastica di San Fili e delle sue origini nei due
capitoli precedenti di questo articolo ho cercato di dimostrare quanto sia
possibile che la nostra beniamina altro non sia se non una evoluzione del mito
di Lamia, la stupenda regina della Libia cui più volte il dio Giove/Zeus sembra
non abbia disdegnato la calda alcova.
Abbiamo
visto che Lamia, viene per “ingiusta” (dopotutto era impossibile sfuggire agli
insani desideri del re dell’Olimpo) vendetta amaramente punita da Giunone/Era
che le uccise tutti i figli avuti dal consorte tranne la figlia/mostro Scilla
e, forse, la Sibilla.
A
seguito dell’uccisione dei propri figli, di cui presumibilmente la dea Era
aveva anche fatto sparire i corpi, la regina Lamia inizia un lungo girovagare
intorno ai centri abitati alla vana ricerca degli stessi. Ferma i bambini soli
che escono fuori dai centri abitati e cerca di capire se siano o meno i suoi
figli che non riesce più a trovare.
Li
ferma mostrandosi loro in sembianze angeliche. Più si avvicina ai malcapitati e
più inizia a prendere sembianze terrificanti (nella versione mitologica sembra
presentare la parte superiore del corpo ancora come una bellissima donna ma la
parte inferiore come quella di un serpente il che ci riporta anche al mito
ebraico della creazione e della cacciata dall’Eden: la donna Eva ed il
Serpente).
I
fanciulli che si imbattono in lei vengono dalla stessa a volte semplicemente
posti sotto incantesimo (ammaliati) mentre a volte anche mangiati ma, seppur
svenuti, quasi sempre vengono restituiti in un modo o nell’altro alla propria
legittima madre.
A
San Fili in altri tempi chi rapiva i bambini per non restituirli più erano gli
zingari. Perché, è bene ricordarlo, a creare problemi esistenziali a noi
bambini del secolo scorso c’erano anche loro.
Detto
ciò vediamo le similitudini base che troviamo tra la regina della Libia Lamia e
la nostra Fantastica:
* * *
LAMIA.
Origine:
Mitologia
greca, bellissima regina della Libia ripetutamente sedotta da Zeus.
Azione:
Si
aggira intorno ai centri abitati alla strenua ricerca dei figli uccisigli dalla
dea Era e di cui sembra non si sono più trovati neanche i corpi.
Ferma
i bambini che si allontanano da soli oltrepassando i confini del centro abitato
(predilige i trivii).
In
alcuni miti greci viene confusa con Ecate e Demetra.
Apparizione:
Quando
appare al malcapitato si presenta prima come una donna bellissima per poi,
nell’avvicinarsi, tramutarsi in qualcosa di mostruoso.
Quando
incontra i bambini d soli:
A
volte li mangia ma mangiandoli non ne provoca la morte (oltretutto, come un
vampiro, a lei interessa solo il sangue delle vittime) ed anzi le madri
riescono quasi sempre a ritrovare i loro bimbi illesi... anche se in stato di
catalessi.
Finalità:
Károly
Kerényi nel suo saggio/dizionario sulla mitologia greca specifica anche che il
mito di Lamia era configurabile nelle “favole che le nutrici raccontavano ai
bambini allo scopo di spaventarli e nello stesso tempo di divertirli.”
* * *
FANTASTICA.
Origine:
Presumibilmente
mitologia greca. In recenti ricostruzioni locali si è cercato di darle, come
leggenda, vita propria con inizio verso la fine del XVIII secolo.
Azione:
Si
aggira intorno al centro abitato di San Fili alla strenua ricerca del figlio
sparito per chi sa quale motivo.
Ferma
i bambini che si allontanano da soli oltrepassando i confini del centro abitato
(predilige i trivii).
Presenta
alcune similitudini anche con Ecate e Demetra.
Apparizione:
Quando
appare al malcapitato si presenta prima come una donna bellissima per poi,
nell’avvicinarsi, tramutarsi in qualcosa di mostruoso.
Quando
incontra i bambini d soli:
A
volte li incanta (i bambini svengono) ma mai ne provoca la morte ed anzi le
madri riescono quasi sempre a ritrovare i loro bimbi illesi... anche se in
stato di catalessi.
Finalità:
Cos’è
(o cos’era) la Fantastica se non una favola che le nutrici/madri raccontavano
(alcune raccontano tutt’ora) ai bambini allo scopo di spaventarli e nello stesso
tempo di divertirli? ... e magari in modo garbato convincerli a non
oltrepassare da soli il limite rassicurante del centro abitato in quanto oltre
quel limite potrebbero imbattersi in orchi in carne ed ossa?
* * *
Un
caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
sabato 10 agosto 2019
Quant’è vecchia la leggenda della Fantastica di San Fili? ... un’altra ipotesi. (2/3)
Nella foto a
sinistra (ripresa dal web): Nei pressi de "u culumbrieddru", uno dei luoghi
in cui appare la Fantastica. Nella foto sotto (sempre a sinistra): Sempre nei
pressi de "u culumbrieddru", un altro dei luoghi in cui appare
la Fantastica. Entrambe le foto sono by Pietro Perri.
Articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di maggio 2019... by Pietro Perri.
In
questi ultimi mesi, da amante della mitologia greca quale sono, mi sono
imbattuto nell’opera Károly Kerényi “Gli dèi e gli eroi della Grecia. Il
racconto del mito, la nascita della civiltà”.
Sfogliando,
si fa per dire in quanto è da un po’ di tempo che cibo la mia mente con gli
e-book (libri elettronici) e non più con i classici libri cartacei, non ho
potuto fare a meno di soffermarmi sulla divina figura di Lamia... un nome,
questo, che sicuramente suonava nuovo alla mia mente ma che, per tanti versi,
per varie caratteristiche del personaggio mi sembrava conoscere decisamente
bene.
La
Fantastica.
Ovviamente
sia nel caso di Lamia che nel caso della Fantastica (personaggio tanto familiare
quanto caro a gran parte di noi Sanfilesi DOC) parlo di esseri sicuramente
sovrannaturali ma altrettanto sicuramente... reali.
Dopotutto
se la gente crede in qualcosa la cosa non può essere che reale. E’ quando cessa
di credere in questo qualcosa che subentrano i problemi: sia per il qualcosa
che per la gente che credeva in ciò.
Ripetere
chi è la Fantastica credo serva ormai a ben poco: anche i non Sanfilesi DOC che
hanno letto alcuni numeri precedenti di questo bollettino non possono che
conoscerla più che bene. Ma... chi è (o “era”) Lamia?
Per
spiegare chi è (o “era”) Lamia mi servirò sia del libro succitato (ma non solo)
che di qualche noticina che ruberò dalla ormai insostituibile enciclopedia
online Wikipedia.
* * *
“Secondo
il mito originale, Lamia era la bellissima regina della Libia, figlia di Belo:
essa ebbe da Zeus il dono di levarsi gli occhi dalle orbite e rimetterli a
proprio piacere. Presto Lamia catturò il cuore di Zeus provocando la rabbia di Era,
che si vendicò uccidendo i figli che suo marito ebbe da Lamia.
L'unica
figlia ad essere risparmiata fu Scilla; probabilmente, anche Sibilla si salvò.
Lamia,
lacerata dal dolore, iniziò a sfogarsi divorando i bambini delle altre madri,
dei quali succhiava il sangue. Il suo comportamento innaturale fece in modo che
la sua bellezza originaria si corrompesse, trasformandola in un essere di
orribile aspetto, capace di mutare forma e apparire attraente per sedurre gli
uomini, allo scopo di berne il sangue.”
(da
Wikipedia)
“Le
lamie, secondo mitologia greca, furono figure femminili in parte umane e in
parte animali, rapitrici di bambini o fantasmi seduttori che adescavano giovani
uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne. Vennero chiamate
anche empuse, sebbene il mito delle empuse, figlie o serve di Ecate, avesse
origini differenti. Nel medioevo il termine venne usato come sinonimo di strega.”
(da
Wikipedia).
Oltretutto
Ecate (l’una e trina a cui erano sacri i trivii) e Lamia in alcuni casi vengono
identificate nella stessa divinità. E personalmente ho sempre avuto il dubbio
se la leggendaria effige della Madonna che si trovava posizionata all’interno
di un muro ai piedi del Canalicchijo (discesa che da piazza Adolfo Mauro
ex piazza Rinacchio ci porta in località Volette prima e Profico poi) più che
raffigurare la Madonna raffigurasse la dea greca Ecate. Sarebbe bello sapere
che fine ha fatto questa effige sparita verso la fine degli anni Sessanta (o
agli inizi degli anni Settanta) del secolo scorso.
Dicevamo
che Lamia, la Lamia che interessa a noi e che sembra abbia tanto da spartire
con la nostra cara Fantastica (in quanto secondo me la figura della Fantastica
non è altro - o quantomeno può anche essere - che uno sviluppo della
storia/leggenda/mito di Lamia) era una regina che governava la Libia e siccome
era bellissima ciò non poteva passare inosservato agli occhi di Zeus, il re, ed
in parte anche padre, degli dei dell’Olimpo.
Zeus
l’amò e da essa ebbe diversi figli e figlie e ciò, com’era prevedibile, non
piacque tanto alla moglie Era che, non potendosela prendere col marito, se la
prese con la sventurata Lamia uccidendole quasi tutti i figli che la stessa
ebbe da Zeus.
Sembra
che dalla strage degli innocenti ante litteram si salvarono solo Scilla e forse
Sibilla.
* * *
“Da
allora Lamia diventò brutta per il dolore e, per invidia, rubava i bambini alle
altre madri. Essa era capace di levarsi gli occhi, affinché questi potessero
vedere quando lei dormiva. Era anche capace di trasformarsi in qualsiasi
figura. Se però si riusciva a catturarla si potevano riprendere vivi i bambini
dal ventre di Lamia.”
(da
“Gli dèi e gli eroi della Grecia. Il racconto del mito, la nascita della
civiltà” di Károly Kerényi).
* * *
Károly
Kerényi nel suo saggio/dizionario sulla mitologia greca specifica anche che il
mito di Lamia era configurabile nelle “favole che le nutrici raccontavano ai
bambini allo scopo di spaventarli e nello stesso tempo di divertirli.”
* * *
A
questo punto credo sia giusto chiederci: non vi sembra che tra la “favola” (?)
di Lamia (quasi certamente un altro nome di Ecate e come tale dea ella stessa)
regina di Libia ed amante di Zeus e la nostra Fantastica ci sia più di una cosa
in comune?
Dopotutto,
anche se non si riesce a capire esattamente quando sia nato San Fili né da cosa
prenda il suo nome, il nostro paesino ricade nella presunta area di Pandosia
capitale del regno degli Enotri ed è giusto sottolinearlo, il nostro territorio
ha subito, e non in modo leggero, l’influenza della Magna Grecia tanto che il nostro
dialetto conserva ancora alcuni termini del greco antico.
E
possibile, quindi, che la figura della Fantastica, come dicevo prima, non di
fatti una evoluzione della figura di Lamia?
Personalmente
il sasso, e vi assicuro che è solo questo che volevo fare, l’ho lanciato. Non
mi farebbe dispiacere comunque sapere un domani che qualcuno dei nostri giovani
promettenti studenti universitari prendesse spunto da tutto ciò e realizzasse
magari una piccola tesi su un personaggio (“presenza”) decisamente fantastico
come... la nostra Fantastica.







