A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzare il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).
* * *
Ricordo ad ogni buon file l'indirizzo di posta elettronica legata a questo sito/blog: pietroperri@alice.it

venerdì 29 giugno 2018

Ed anche questi alberi prima o poi cadranno... magari sulla testa sbagliata.

A volte penso di essere l’unico a vivere nel nostro stupendo... amato/odiato borgo di San Fili.
E’ possibile, infatti, che alcune cose (storture che potrebbero e dovrebbero essere risanate da parte delle Istituzioni e/o di chi dovrebbe intervenire in modo opportuno con una semplicità estrema) li veda solo io?
Eppure, malgrado San Fili sia sempre più (ed io dico “giustamente”) spopolato, non mi sembra di essere l’unico sanfilese in circolazione... lungo corso XX Settembre o nei vicoli e viuzze (non li chiamo “calle”... non siamo a Venezia) del centro storico e delle aree allo stesso adiacenti.
Poi, finalmente, dopo tanto tempo mi vedo fermare da qualche nostro compaesano che mi dice: “Pietro, visto che tu sembri essere più sensibile di tanti altri”, per non dire magari DEGLI ALTRI, “ a San Fili e tra i membri del Consiglio comunale, non è che potresti un po’ interessarti di questo o di quel problema?”
E tra questi problemi, legati alla sicurezza (diciamo “incolumità fisica”) della nostra Comunità nonché al degrado urbano in cui è drammaticamente caduto l’intero territorio comunale sanfilese, vi è sicuramente quello relativo a due alberi (abeti) a rischio di crollo nell’area dell’ex stazione ferroviaria di San Fili.
Due alberi che, semi sradicati, rischiano di cadere sulla stradina che, percorrendo il sottopassaggio ferroviario, collega in alternativa contrada Frassino, contrada Petrone ed il centro abitato del nostro borgo.
Io... provo a lanciare un messaggio (... fischio? ... colpo del tipo “se ci sei battilo”?) al nostro sindaco dottor Antonio Argentino ed al responsabile dell’Ufficio Tecnico di San Fili (area di competenza).
Riporto di seguito copia della lettera trasmessa in data odierna agli stessi con la speranza che... la speranza continui ad essere l’ultima a morire.
*     *     *
Gent.mo dott.
ANTONIO ARGENTINO
SINDACO COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)

Gent.mo Responsabile
UFFICIO TECNICO
COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)

OGGETTO:
Richiesta urgente taglio due abeti semi-sradicati in area campetto di bocce ex stazione di San Fili.

Gentilissimi Sindaco e Responsabile (area di competenza) Ufficio Tecnico di San Fili,
mi è stato segnalato da alcuni concittadini giorni addietro un grave problema che si è venuto a creare nell’area dell’ex stazione ferroviaria di San Fili. Un problema che potrebbe mettere a rischio, se non affrontato adeguatamente ed in tempi brevissimi, la stessa vita o quantomeno l’incolumità fisica di qualcuno che passa nella zona interessata.
Mi riferisco in particolare ai grandi abeti cresciuti in modo spettacolare a ridosso (alcuni all’interno) dell’area adibita in altri tempi come campetto di bocce ad uso dei funzionari ed operai assegnati al gestione della succitata stazione. Due di questi abeti danno l’impressione che si siano in parte sradicati e, considerata l’inclinazione assunta negli ultimi tempi del loro tronco (fusto), sembra stiano cadendo nella zona sottostante interessata dall’accesso non solo a piedi ma anche e soprattutto autoveicolare del sottopassaggio ferroviario.
Credo sia inutile dilungarmi su cosa possa rischiare di comportare una definitiva ed incontrollata caduta degli stessi nel momento in cui qualche nostro concittadino o qualche incauto avventuriero della zona possa trovarsi in quel determinato momento a passare da tale zona.
Chiedo pertanto un immediato intervento risolutivo del problema (sia avvisando gli eventuali proprietari dell’area che in modo preventivo e diretto) e qualora non sia possibile lo stesso di interdire preventivamente (con apposita ordinanza sindacale e transennando nel contempo il tutto) l’intera area al traffico sia a piedi che veicolare.
Tenuto conto che stiamo parlando della sicurezza e della salute dei nostri concittadini nonché del “minimo” di decoro che si richiede ad una cosciente gestione pubblica... confido in un intervento immediato alla risoluzione del problema segnalato dallo scrivente.
Si allegano foto.
Cordiali saluti.                                             

Pietro Perri
GRUPPO MISTO CONSILIARE

San Fili (CS), lì 28 giugno 2018.
(segnalazione trasmessa tramite servizio p.e.c. in pari data).
*     *     *
Non so se riuscirò a smuovere le acque almeno su questo fronte ma... ci provo.
E chissà se da una piccola battaglia (come dopotutto sono piccole tutte le battaglie che da sempre conduco nella mia vita) non possa smuoversi qualche stupidità che possa dar vita in futuro a qualcosa di serio come, ad esempio, rivalutare opportunamente il nostro stupendo... amato/odiato borgo.
*     *     *
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

martedì 19 giugno 2018

‘a Timpa delle Magare. (2/3)


E fu così che, finalmente, il 12 agosto del 2014, accompagnato da mio suocero Pietro Mazzulla (n.d'a.: a sinistra nella foto), raggiunsi il luogo denominato la “Timpa delle Magare” (zona qualche tre o quattrocento metri al di sopra dell’abitato della frazione Bucita di San Fili... sul versante che guarda a San Vincenzo la costa). E tutto ciò avveniva diversi anni dopo dal momento in cui mi ero prefissato di fare tale “salutare passeggiata”.

Cosa cercavo ara Timpa de Magare? ... cercavo semplicemente qualcosa che nel mio immaginario potesse giustificare il perché di tale nome. Cercavo, ad esempio, qualche pianta medicinale (dopotutto le magare sanfilesi erano - qualcuno dice lo siano tuttora - delle erboriste che non temevano confronto con le plurititolate colleghe dei giorni nostri). Cercavo magari un colossale albero di noce intorno al quale le magare paesane potessero, in particolari notti, ritrovarsi e scambiare tra di loro nuove ricette e formule magiche o pregare i loro antichi dei e relative consorti. Cercavo forse degli alberi di nocciolo vergini da cui le nostre donne, perché comunque di tali si trattava, potessero ricavare le loro bacchette magiche e vari attrezzi in legno che sarebbero loro serviti per amalgamare i vari... miracolosi salutari intrugli o i tanto pericolosi filtri d’amore.

Ma forse cercavo semplicemente un luogo e quasi certamente alla fine fu solo questo che trovai in tale punto. Dopotutto chi non crede non ha occhi per vedere oltre il mondo materiale che gli si pone davanti agli occhi. Ed io in quell’occasione purtroppo non credevo.

Mio suocero, indicandomi prima il punto considerato il cuore della Timpa delle Magare e poi un piccolo spiazzo nelle vicinanze dello stesso, mi disse che in altri tempi la gente che andava a lavorare in quelle zone utilizzava quello spiazzo per fare colazione o pranzo... spesso accompagnati dalle mogli e dai propri figli. In alcuni casi più che trattarsi di una colazione di lavoro si trattava di una vera e propria scampagnata familiare magari effettuata nel giorno della pasquetta (du pasc-kune) o del giorno di ferragosto.

I figli a volte erano dei semplici bambini.

Perché specifico questo? ... solo per sottolineare la pericolosità della zona con il dirupo a pochi metri di distanza dal punto in cui si pranzava e con i bambini che non sempre si riusciva a tenere a distanza di braccio (quindi, in caso di pericolo, facilmente acciuffabili).

Avvicinandosi ai limiti del dirupo, parliamo sempre e comunque della Timpa delle Magare, e guardando in basso ai piedi dello stesso... le vertigini, specie se siete un soggetto alquanto impressionabile, prendono il sopravvento sulla vostra salda psiche.

Le vertigini o... le magare? ... magari quelle magare che provando da quel punto a spiccare il volo sulle loro inseparabili scope per far ritorno alle loro case dopo una notte segnata da un diabolico sabba (o magari per fare una capatina al famoso noce di Benevento)... sbagliando qualche parola della obbligatoria formula magica sono precipitate in fondo al burrone e vi si sono spiaccicate ben benino lasciandoci le penne a futura memoria?

Ed ecco allora le madri gridare ai loro bambini mentre questi si avvicinavano al limitare della Timpa delle Magare: - Vieni subitu cca’! ... Ca si ‘nnoni ‘e magare ti piglianu e ti portanu ddra’ sutta ccu loro.

Quanto c’è di vero in quest’ultima ipotesi? ... quasi certamente niente o altrettanto quasi certamente tutto.

Fatto sta che quel luogo sembra effettivamente ipnotizzare quanti vi si fermano a contemplare contemporaneamente l’orizzonte ed il dirupo sottostante, il dirupo sottostante e l’orizzonte...

Da un punto della roccia prende forma uno strano albero. Un albero non più alto di un paio di metri... quasi certamente un semi-bonzai naturale (quel tipo d’albero, come scoprirò in seguito, può raggiungere diversi metri d’altezza. Può raggiungere persino i trenta metri d’altezza... ma non in quel punto ed in quelle condizioni).

E’ uno strano albero... magico anch’esso come è magico tutto il piccolo mondo che in quel momento mi gira intorno.

Ad una vista “tocca e fuggi” mi sembra abbia delle foglie simili a foglie d’ulivo ma ciò che mi colpisce più di tutto in quella brevissima analisi di questo strano albero sono sicuramente i frutti: delle ghiande.

Che albero può essere un albero con le foglie d’olivo e per frutto delle ghiande? ... sicuro che in natura esiste un tale tipo d’albero? ... o il tutto è solo il frutto di qualche incantesimo che mi hanno fatto in quello stesso momento le anime delle magare che ancora si aggirano facendola da padrone in questo luogo tanto misterioso?

Quando nel primo pomeriggio di quella stessa giornata feci la mia solita “vasca” (passeggiata) lungo corso XX Settembre a San Fili accennai ad alcuni miei amici di tale strana pianta. Ci fu chi, incredulo alle mie parole, quasi mi dette del pazzo o credesse che lo stessi canzonando. Ma ci fu anche un caro amico, titolare all’epoca di una piccola impresa boschiva, che ci disse: “Potrebbe essere un ilice. E se sei stato qualche volta alla villa vecchia a Cosenza sicuramente ne avrai visti, senza farci mai caso, tantissimi”.

Potrebbe essere un ilice?

Ma... che pianta è l’ilice? ... e siamo sicuri che in natura esiste veramente?

Iniziamo a dire che questo mio amico conosceva bene il suo lavoro (dopotutto la lavorazione ed il commercio del legname garantivano, a lui ed alla sua famiglia, il pane quotidiano) e conosceva veramente tale pianta.

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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.

... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

lunedì 18 giugno 2018

A San Fili le more di rovo (spine) si raccolgono seduti s’una panchina... spine annesse.


Camminare lungo corso XX Settembre a San Fili senza rischiare di calpestare una (beep!) di cane (... dicono che porti fortuna ed io spero vivamente che questo tipo di fortuna se la becchino sempre e tutta i proprietari di tali animali) o senza mettere un piede in fallo (complimenti alla giunta guidata dall’architetto Antonio Argentino per l’ottima scelta di pavimentazione imposta alla cittadinanza - visto la pavimentazione precedente - su parte di detto corso) o non rischiare di perdere un occhio grazie ai rovi ed ai rami di acacia che la fanno da padrone in certi punti del nostro tanto principale quanto unico corso... è diventata una vera impresa.
Ora... sulla (beep!) dei cani purtroppo credo ci sia poco da fare (dopotutto non siamo in grado a far capire ad alcuni nostri compaesani quanto sia giusto mettere di tanto in tanto la museruola ad i loro fedeli amici... pensa un po’ se agli stessi (a dire il vero qualcuno si salva) possiamo convincerli che è loro dovere camminare con una palettina ed una bustina con cui raccogliere e dove mettere i bisogni “solidi” dei loro affezionati animali.
E’ loro dovere ed è segno anche di civiltà.
In tanti, credetemi, negheranno d’aver mai avuto un cane in vita loro o, facendo l’analisi della (beep!) dimostreranno che, senza ombra di dubbio, data la consistenza, il colore e l’odore... di tutti può essere quella (beep!) – magari anche di un essere umano e quindi di un nostro compaesano o di qualche immigrato clandestino per giunta neanche ancora giunto nel nostro borgo - tranne che di del proprio impeccabile cane. Perché certe cose, credeteci, il loro cane le fa esclusivamente nel bagno della propria casa (in un apposita sedia) e dopo si fa pure il bidet.
Difficile fare un discorso anche sulla pavimentazione ed in particolare del tratto di pavimentazione che va da piazza san Giovanni al bivio per la frazione Bucita.
Roba da Corte dei Conti e da Procura della Repubblica... visto i risultati (la perfetta riuscita “a regola d’arte”) di un’opera realizzata meno di due anni addietro.
Su una cosa comunque si può intervenire facilmente e quasi a costo zero: una breve pulizia dei prolungamenti di rovi (spine) già in fase di fioritura (quindi more di rovo a breve per tutti lungo corso XX Settembre a San Fili nel tratto di marciapiede che costeggia ciò che resta del muraglione di borbonica memoria (tratto compreso quindi tra la discesa di via Giuseppe Crispini ex via Rampa e piazza Adolfo Mauro ex piazza Rinacchio). Tratto interessato anche dall’invasione di alcuni ramoscelli di acacia (più giustamente conosciuta come “robinia pseudoacacia”).
Una presenza questa che oltre a denotare il menefreghismo dell’Amministrazione in carica nel nostro borgo nei confronti del territorio e della Comunità amministrata rischia di far registrare in tempi anche relativamente brevi qualche brutto incidente a qualche bambino o adulto che dir si voglia.
Non faccio l’uccello del malaugurio (quello semmai lo fanno questi amministratori non intervenendo in merito guardandosi intorno e prevenendo eventuali problema) ma... mi guardo intorno e guardandomi intorno vedo nel mio e nel vostro futuro.
Perché, credetemi, è questo che un buon politico ed un buon amministratore dovrebbero fare: guardar nel futuro dei propri cittadini e dei propri amministrati.
Non avendo comunque possibilità d’intervenire direttamente in merito (pago il fatto d’essere stato esiliato/emarginato per il fatto che non ho voluto limitarmi a fare, da Consigliere comunale di maggioranza, il semplice alza mano in Consiglio comunale) mi sono permesso di segnalare a chi di competenza tale problema.
Segnalazione che trascrivo di seguito.
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Gent.mo dott.
ANTONIO ARGENTINO
SINDACO COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)

Gent.mo Responsabile
UFFICIO TECNICO
COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)

OGGETTO:
Richiesta urgente taglio rovi (spine) e rami acacia (robinia pseudoacacia) lungo corso XX Settembre a San Fili (marciapiedi costeggiante il muraglione).

Gentilissimi Sindaco e Responsabile (area di competenza) Ufficio Tecnico di San Fili,
in questi giorni (ma vi assicuro che il problema è tutt’altro che di questi giorni) non ho potuto fare a meno di notare il pericolo per i passanti, specie se bambini, che presentano alcuni rovi (ovvero “spine”) e dei rami di acacia (robinia pseudoacacia) che invadono in modo vergognoso il marciapiedi che costeggia il tratto interessato dal cosiddetto “ex muraglione” lungo corso XX  Settembre.
Inutile dire che qualche bambino in particolare ma anche qualche adulto in generale potrebbe nel peggiore dei casi anche rimetterci gli occhi. Ma al di là di ciò credo che mantenere in modo civile una parte tra le più belle e regolarmente frequentate del nostro borgo sia un dovere di chi è delegato ad amministrare il borgo stesso.
Parlo in particolare dei rovi che letteralmente imprigionano una panchina difronte al palazzo ex curia e di alcuni rami di acacia che invadono parte del marciapiedi di fronte all’abitazione del signor Elio Perri. Rovi (spine) e rami di acacia che aventi le radici o direttamente dentro gli interstizi dell’ex muraglione o ai piedi di questi oltrepassando la ringhiera si riversano sul marciapiede stesso
Mi sembra strano che nessun amministratore né tantomeno qualche responsabile comunale né qualche dipendente che per sbaglio si sia trovato a passare da tali punti si sia finora minimamente accorto di questa deprecabile, per non dire vergognosa, situazione. Perché se se ne fosse accorto e non fosse intervenuto adeguatamente sarebbe veramente biasimevole.
Tenuto conto che stiamo parlando della sicurezza e della salute dei nostri concittadini ed in particolare dei bambini nonché del “minimo” di decoro che si richiede ad una cosciente gestione pubblica... confido in un intervento immediato alla risoluzione del problema segnalato dallo scrivente.
Dopotutto... basta nu facigliu e nu pocu ‘e bona volontà.
Si allegano foto.
Cordiali saluti.

Pietro Perri
GRUPPO MISTO CONSILIARE

San Fili (CS), lì 17 giugno 2018.
(segnalazione trasmessa tramite servizio p.e.c. in pari data).
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Signori?!? ... siamo ormai a ridosso della fine della seconda decade del mese di giugno.
Vogliamo aspettare il mese di dicembre per rendere “usufruibile” nel suo complesso il nostro stupendo corso XX Settembre?
Non so se riuscirò a smuovere (è proprio il caso di dirlo) le acque almeno su questo fronte ma... ci provo.
E chissà se da una piccola battaglia (come dopotutto sono piccole tutte le battaglie che da sempre conduco nella mia vita) non possa smuoversi qualche stupidità che possa dar vita in futuro a qualcosa di serio come, ad esempio, rivalutare opportunamente il nostro “oro liquido”.
... se di oro si tratta.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

mercoledì 23 maggio 2018

‘a Timpa delle Magare. (1/3)



Nella foto a sinistra: 12 agosto 2014 – Pietro Perri (alias lo scrivente) ara Timpa de Magare. Sopra l'abitato della frazione Bucita di San Fili.

Nella foto sotto sempre a sinistra: carta topografica della Timpa delle Magare (sopra l’abitato della frazione Bucita di San Fili lato San Vincenzo la costa).

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Era da una vita che avevo sentito parlare della “Timpa delle Magare” al di sopra della frazione Bucita del nostro Comune.

Ne avevo sentito parlare da tantissimo tempo e me l’ero immaginata in migliaia di modi: una spianata di terreno, un dirupo... comunque un qualcosa di magico o quantomeno di misterioso.

Nella mia ingenuità, all’epoca (primi anni ottanta del XX secolo) ero uno sbarbatello senza cognizione di causa e/o di luogo, quando sentii parlare - nel corso di una indagine collegata alla tragedia di Ustica - di un MIG libico caduto sugli appennini calabri nella zona denominata “Timpa delle Magare”. Arrivai persino a pensare che lo stesso, a noi Sanfilesi, ci fosse caduto quasi sulla testa.

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Da Wikipedia, l’Enciclopedia online:

«L'incidente aereo di Castelsilano, spesso citato con la locuzione MIG libico precipitato sulla Sila o simili, è un sinistro aviatorio avvenuto il 18 luglio 1980 sui monti della Sila, in zona Timpa delle Magare, in contrada Colimiti, nell'attuale comune di Castelsilano (CS ora KR), in Calabria. L'incidente coinvolse un MiG-23MS dell'Aeronautica militare libica, il corpo del cui pilota Ezzedin Fadah El Khalil venne ritrovato privo di vita poco distante dai rottami».

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Ma... cosa significa “timpa” e cosa significa “magara”?

Per quando riguarda il termine “timpa”, parola che ci riportiamo presumibilmente dai nostri avi greci, lo stesso può tradursi con “roccia, rupe, burrone, precipizio o stretta tra di monte. E vi assicuro che, considerato che ho avuto il piacere nell’agosto del 1984 di andare a vedere con i miei occhi la “Timpa delle Magare” che si trova al di sopra dell’abitato della frazione Bucita, i surriportati significati nel caso del territorio a noi caro... ci sono tutti.

Del termine “magara” ne ho già parlato abbondantemente in altri miei “pezzi”: sia nel concetto positivo del termine (ovvero nel senso di “guaritrice di campagna”, di erborista ante litteram, di detentrice di un antico sapere trasmesso in via orale da madre in figlia) che in senso negativo (ovvero di strega / fattucchiera).

A San Fili, inutile dirlo, il termine “magara” ha solo un significato positivo ovvero il significato di “guaritrice di campagna”. Ed è proprio grazie a tale significato del termine “magara” che ancora oggi da più parti della regione Calabria tanti di noi residenti vengono raggiunti da telefonate in cui ci viene chiesto come si possa fare a mettersi in contatto con qualcuno delle nostre insostituibili preparatissime e professionali compaesane.

Che ci crediate o no... è a cadenza mensile che mi viene chiesto, tramite telefono o tramite internet, se conosco qualche “magara” del paese e se so come mettermi in comunicazione con le stesse.

Inutile dire che la mia risposta, nell’uno o nell’altro caso, è quasi sempre alquanto evasiva.

Ok, fatta questa breve digressione sui termini “timpa” e “magare” ritorniamo alla traccia di questo brevissimo articolo sul tema della “Timpa delle Magare”.

Dicevo che era da tempo che mi ero ripromesso di fare un salto (ho solo detto “fare un salto”... non ho detto “saltare”) nella zona denominata “Timpa delle Magare” cercando in tal modo di capire il perché di tale toponimo.

Uno dei motivi che poteva giustificare tale toponimo era ad esempio la presenza in tale zona di erbe medicinali o presunte tali. Un altro motivo... era la bellezza mista a pericolosità del luogo stesso. Inutile dire che, una volta giunto nel punto incriminato... propendei ampliamente per la seconda ipotesi. Il luogo, la “Timpa delle Magare”, ai miei occhi si presentò bellissimo, affascinante, misterioso... pericoloso.

Ma andiamo per ordine.

Dopo tanto pensarci e ripensarci finalmente convinsi mio suocero (Pietro Mazzulla, cacciatore ex boscaiolo della frazione Bucita e quindi esperto dei luoghi) ad accompagnarmi, facendomi da guida, alla cosiddetta “Timpa delle Magare”. Per facilitarci il cammino una prima parte (quella più difficile in quanto caratterizzata da un’erta salita che si imboccava in un punto - quasi nel centro - del tratto di strada che collega la frazione Bucita di San Fili con la frazione Gesuiti di San Vincenzo la costa) dello stesso lo coprimmo facendoci accompagnare da Ivan Iantorno con la sua jeep: cinque o seicento metri di difficili tornanti di strada di montagna ce li eravamo felicemente risparmiati. Da quel punto in poi ci saremmo avventurati, dirigendoci verso l’abitato di Bucita, solo in zone pianeggianti quando non in discesa.

Era la mattina del 12 agosto del 2014... non più tardi delle 8,30... diciamo alle 9.

Percorsi due tornanti a piedi ecco mio suocero indicarmi un punto, una roccia ovvero una timpa, posta a pochi metri, poco in basso, dal punto in cui ci trovavamo. Era proprio quella... La magica “Timpa delle Magare”.

Il punto esatto in cui si trovava non era proprio consigliabile da raggiungere ma... come non farsi almeno una foto, magari con l’autoscatto, proprio in quel punto?

Ed eccomi qua, posizionata la mia Canon PowerShot SX50 HS, innescato l’autoscatto, posizionatomi in zona di sicurezza e... click!

I miei piedi poggiavano saldi sulla roccia (la “Timpa delle Magare”). Alle mie spalle, nel momento in cui la mia macchina fotografica faceva il suo dovere, un paesaggio mozzafiato: un dirupo spaventoso e... uno strano albero che, nel momento dello scatto, mi faceva da sfondo. Un albero dalle foglie d’olivo, così mi sembrarono, e ghiande come frutti.

(continua).

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un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.

... /pace ma... si vis pacem para bellum!

mercoledì 2 maggio 2018

La famiglia Luchetta riunita per festeggiare i 90 anni di nonna Ida.

L’articolo che riporto di seguito è stata pubblicato sul Notiziario Sanfilese (ovvero il bollettino dell’Associazione Culturale UNIVERSITAS SANCTI FELICIS di San Fili) del mese di Aprile 2018.
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Nonna Ida Nunziato.
Domenica primo aprile 2018 gran parte dei figli, dei nipoti e dei pronipoti della nostra compaesana Ida Nunziato si sono riuniti non solo per festeggiare assieme la santa Pasqua (che quest’anno cadeva proprio in tale giorno) ma anche per festeggiare il novantesimo compleanno della carissima... madre, nonna e bisnonna.
La signora Ida, infatti è nata il primo aprile del 1928 nella vicina cittadina San Lucido ed è diventata sanfilese grazie al matrimonio col nostro indimenticato compaesano Vittorio Luchetta (deceduto nel 1988).
Vittorio era l’ultimo dei Luchetta (ramo “sinnicuolo”) rimasto a San Fili dopo che tutti i suoi fratelli e sua sorella erano emigrati, nella prima metà del secolo scorso, in più parti del mondo quali il Canada, l’Argentina e gli USA.
Tra il 1954 ed il 1971 comunque Vittorio con la sua dolce moglie Ida misero al mondo, presso la casa paterna sita a San Fili lungo corso XX Settembre nei pressi della chiesetta della Madonna del Carmine, i figli Gioselio, Augusta, Rosalba, Manuela, Antonio, Sante, Franco, Giampaolo e Walter (unico ad essere nato presso la clinica Madonnina di Cosenza e non in casa).
La festa organizzata in occasione del novantesimo compleanno di nonna Ida si è svolta all’interno della casa paterna. Per l’occasione erano presenti tantissimi dei figli con le loro famiglie ed in particolare: il figlio Gioselio da Rende (CS), la figlia Augusta da San Fili con il marito Giorgio, la figlia Rosalba da Bosco di Rovito (CS), il figlio Franco da Montegrino Valtravaglia (Varese), il figlio Gianpaolo di Cerisano (CS) con la moglie Rita ed il figlio Walter da San Fili con la moglie Rosaria.
Rosalba e Augusta Luchetta, 
Ida Nunziato, Giampaolo, Walter 
e Franco Luchetta.
Erano inoltre presenti le nipoti Natascia con il marito Mimmo e Simona con il marito Luigi (figlie di Augusta e Giorgio) nonché i pronipoti  Antonietta, Valerio, Federica, Leon e Sofia; le nipoti Rosellina, e Francesca (con i coniugi Mario e Francesco) ed il nipote Francesco (figli di Rosalba) nonché i pronipoti Luigi Gabriele, Carlotta, Nicolò, Andrea, Lorenzo e Siria; il nipote Alessandro (figlio di Giampaolo e Rita); i nipoti Manuela, Cristian e Pier Paolo (figli di Walter e Rosaria).
E’ giusto inoltre ricordare anche chi, tra i figli ed i nipoti della signora Ida, per vari motivi (di lavoro, di famiglia o di lontananza) non ha potuto essere presente alla bella rimpatriata in onore dei 90 anni della stessa: il figlio Antonio di Anzio (RM) con la moglie Eleonora, il genero Antonio (vedovo della figlia Manuela) ed il figlio Sante di Port Chester (NY - USA) con la moglie Barbara.
Foto di gruppo della famiglia 
Luchetta in occasione dei 90 anni 
di nonna Ida.
Assenti giustificati anche i nipoti Davide e Vittorio (figli di Antonio ed Eleonora) con le moglie Rita ed Alessia nonché i pronipoti Giorgia, Irene, Samuel e Gabriele; i nipoti Jessica e Vittorio (figli di Sante e Barbara) con i coniugi Adam e Shannon nonché i pronipoti Alessia e Tristano; i nipoti Ida, Samantha, Agostino e Valentina (figli di Gioselio ed Elisa) con i coniugi  Marcello ed Emilio nonché i pronipoti Francesca, Francesco ed Asia; i nipoti Katia e Alessia (figli di Manuela ed Antonio) con i coniugi Domenico e Antonio ed il pronipote Giovanni; il nipote Franco (figlio di Augusta e Giorgio) con la moglie Nada ed i pronipoti Giorgia e Augusta e la trisnipote  Giulia.
Erano assenti inoltre la nuora Maria Antonietta moglie di Franco ed il genero Carlo marito di Rosalba.
Assente alla festa ma presente nei cuori di tutti c’era anche la defunta figlia Manuela.
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

mercoledì 25 aprile 2018

E se analizzassimo anche l’acqua della fontana/sorgente di via Danise alla frazione Bucita di San Fili? (2)


Per dovere di cronaca.
Successivamente alla mia richiesta indirizzata al sindaco ed al responsabile dell’Ufficio Tecnico di San Fili sul fatto che, non risultandomi un regolare controllo della potabilità dell’acqua che sgorga dalla fontana pubblica sita in via Danise della frazione Bucita, giorno 18 aprile 2018 ho ricevuto tramite pec (posta elettronica certificata) la seguente comunicazione:
*     *     *
Sig. PERRI Pietro
GRUPPO MISTO CONSILIARE
SEDE

Sig. SINDACO
Dott. ARGENTINO Antonio
SEDE

OGGETTO: analisi acque potabili rete comunale.

In riscontro alla Sua nota del 23/03/2018, acclarata al Protocollo di questo  Ente in pari data al n.ro 3145, circa il controllo periodico delle acque destinate al consumo umano, si informa che per quanto riguarda la fontana- sorgente "Pulizia" la campionatura viene comunque effettuata, anche se con cadenza diversa rispetto alle altre e di cui si allega copia.
Per quanto riguarda la fontana - sorgente "Danise" vista la Sua segnalazione verrà programmata una campionatura durante la prossima verifica.
Tanto per quanto dovuto, si coglie l'occasione per porgere Cordiali Saluti

Il Responsabile U. T.C. - Area Urbanistica
(Geom. Sangermano Giuseppe)
*     *     *
Credo che con questa risposta (specie se alla stessa seguiranno, cosa che non dubito, i fatti) quanti continuano ad apprezzare la bontà dell’acqua che sgorga dalla sorgente di via Danise a Bucita oltre che hai benefici di tale acqua avranno anche la consapevolezza della salubrità della stessa e quindi cesseranno strane e periodiche dicerie in merito.
*     *     *
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

venerdì 20 aprile 2018

Aforismi e d'intorni by Pietro Perri su Facebook – gennaio/aprile 2014.


Scrivendo quasi quotidianamente su Facebook con una certa regolarità immetto nello spazio relativo al "cosa stai pensando" alcune stupide e/o intelligenti intuizioni (aforismi?) che, mi sono detto, perché non li pubblico anche su questo (il mio) blog?
L'idea, ovviamente, non è detto che debba per forza piacere a tutti e quindi essere condivisa… da tutti (io… la condivido).
*     *     *
14 gennaio 2014.
... a volte mi sforzo di fare l'imbecille per non fare sentire inferiori alcuni miei interlocutori. Per quanto riesca comunque nel mio intento... mi rendo conto che questi miei interlocutori sono i rappresentanti d'una imbecillaggine decisamente ultraterrena... ed io sono tutto tranne che un extraterrestre.
Se la mamma degli imbecilli è sempre incinta (lo ricordava persino un mio caro amico qualche giorno addietro in un suo post/commento su Facebook... dimenticandosi la sua mamma è la mamma delle mamme degli imbecilli) alcune meriterebbero l'oscar per la loro opera celestiale.

15 gennaio 2014.
Adoro i gatti... anche se non sempre sopporto gli animali... quasi mai a dire il vero!
Adoro i gatti e forse un po' li invidio pure: adoro la loro libertà ed il loro sentirsi di non appartenere a nessuno. Che dignità, nei gatti!
... adoro i gatti e forse un po' li invidio pure: adoro quando fanno le fusa e quando mi ringraziano se faccio un gesto cortese nei loro confronti: è difficile farsi ringraziare da un gatto... ma con un po' d'impegno si ci può anche riuscire.
... il gatto è un traditore? ... quanta umanità riscopro nei gatti!

16 gennaio 2014.
“Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo”... diceva Primo Levi e... diceva pure bene.
Il problema è che ormai nessuno di noi (della mia generazione e delle generazioni immediatamente prossime) ha un passato da ricordare. Quindi? ... prepariamoci a rivivere il passato dei miei nonni e di mio padre (le ultime due guerre mondiali, le dittature nazifasciste e via dicendo): ce lo meritiamo!
Dopo, forse, avremo anche noi un passato da ricordare e la finiremo una volta per tutte di inneggiare a Mussolini e company come fossero stati dei poveri cristi destinati alla croce.
... solo imparando dalla storia gli errori di quelli che ci hanno preceduto potremo evitare di cadere in qualcuno degli stessi errori.
La Storia? ... serve!
... by Pietro Perri!

16 gennaio 2014.
... il crocefisso nelle nostre scuole è la cosa che maggiormente ci ha portato in questa situazione del cavolo. La scuola dovrebbe insegnare la laicità e l'uguaglianza agli studenti. Non la sudditanza di simboli sempre più privi di significato!

16 gennaio 2014.
PUNTI DI s-VISTA: ci sono in tanti ormai in Italia che vorrebbero ritornare alla lira. Alcuni di questi oltretutto senza neanche conosciuta.
Personalmente più che volere ritornare alla lira vorrei che le lire finite illegalmente all'estero negli ultimi cinquanta anni ritornassero in Italia.
Anche se sottoforma di euro!

27 gennaio 2014.
"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo" (Primo Levi).
Primo Levi, simbolo della Shoah e memoria costante (dalla sua uscita dai campi di concentramento nazisti al momento in cui decise di porre fine alla sua esistenza) non ha mai smesso di "imporci" tale concetto.
Il vero crimine è "dimenticare". Il vero crimine è dimenticare non solo di come si sono svolte determinate sciagure ma anche e sopratutto cosa ha acceso la miccia perché tutto avesse inizio e proseguisse in modo indisturbato.
Chi sono i criminali della Seconda Guerra Mondiale? ... solo i Tedeschi di Hitler o anche quanti (Inglesi, Francesi, Russi ed Americani in primis) hanno fatto finta di non vedere tanto il problema non era loro?
... qualcuno ipotizza che in parte tale atteggiamento sia stato portato avanti anche dagli Ebrei non Europei (come se il problema - e forse su questo fronte avevano anche ragione - non era anche loro). Hitler ha potuto fare determinate cose anche e sopratutto perché tanti, del suo tempo, avevano... NEGATO!!! ... così come tanti, oggi, stanno facendo e non solo con gli Ebrei.
Ma forse oggi gli Ebrei non si chiamano più Ebrei ma si chiamano Negri, Africani, Ucraini, Greci... quanto prima anche Italiani, Portoghesi e Spagnoli.
... by Pietro Perri.

27 gennaio 2014.
Ho letto più libri di primo Levi: "Se questo è un uomo", "La tregua", "I Sommersi ed i salvati"... Credo sia uno dei pochi alla fine ad aver capito che non bisogna limitarsi a ricordare la tragedia (in cui arrivò a mettere sullo stesso piano vittime e carnefici) ma anche e sopratutto mantenere fisso nel proprio cervello il perché ed il come... tutto è iniziato.
In poche parole alla fine è arrivato al giusto concetto che... tutti possiamo essere ebrei.
Ed ovviamente non mi riferisco ad ebrei in quanto popolo.

24 febbraio 2014.
Le certezze le danno i colti.
Peccato che i colti nove volte su dieci tutto sono tranne che delle persone acculturare.
Le certezze? ... è più facile che ci vengano elargite dagli ignoranti che dai colti: questi, infatti, sono in numero decisamente maggiore e sono consapevoli della loro superiorità culturale. Solo un ignorante può essere certo - e quindi accettarle e contentarsi senza porre dubbi in merito - delle proprie certezze.
... adoro ed invidio... gli ignoranti che non sanno di esserlo. Anzi, che infondono negli altri le proprie convinzioni e certezze.

8 marzo 2014.
... un bacione a tutte le donne del mondo (... tranne alcune, pochissime!) con il consiglio - da uomo -: tenete sempre attenta l'attenzione sulla vostra condizione di donna vincente in un mondo di uomini falliti. Auguri a tutte le donne del mondo (... tranne alcune, pochissime!) nel giorno dedicato al loro sacrificio d'essere donne in un mondo di uomini ricordando a tutte/tutti che in ognuno di noi (uomini) esiste una parte di donna ed in ognuno di noi (donne) esiste una parte di uomo. Dopotutto se calpestiamo questo mondo... lo dobbiamo ad un uomo e ad una donna: non esiste un essere vivente che non sia uomo e donna al tempo stesso.
Auguri all'intero genere umano ma sopratutto a te, donna, che dell'essere umano sei il 99% di ciò che lui è, è stato e sarà.
Grazie di esistere, donna.

3 aprile 2014.
... volevo scrivere una brutta cosa contro qualcuno (o alcuni) che se la meritava ma... credo sia stupido sprecare la mia mente e la tastiera del mio notebook per questo qualcuno (o per questi "alcuni"). Dopotutto... non sono bestie. Le bestie... meritano tutta la mia (anche se spesso negativa) considerazione.

4 aprile 2014.
Un papa comunista? ... l'ha detto Ciccarieddru Bergoglio: "Questo è il cuore del Vangelo, io sono credente in Dio e in Gesù Cristo, per me il cuore del Vangelo è nei poveri. Ho sentito due mesi fa che una persona ha detto: con questo parlare dei poveri, questo Papa è un comunista! No questa è una bandiera del Vangelo".
... mi correggo: il comunista era Cristo. Ma allora perché non è stata ancora annullata la scomunica nei confronti dei rossi con falce e martello?

7 aprile 2014.
La domanda che mi pongo da qualche giorno a questa parte è... è più imbecille l'imbecille o è più imbecille chi giustifica gli imbecilli? ... e non ditemi che sono imbecilli entrambi... questa non è altro che una risposta da imbecille!

12 aprile 2014.
In questi mesi ho letto (ed in parte sto leggendo) alcuni libri di Giampaolo Pansa sulla guerra civile svoltasi in Italia tra il 1944 ed il 1947 (anno più anno meno). In tale periodo in buona parte (... la parte peggiore, direi, visto che parliamo di Nord) della nostra penisola si ebbe una vera mattanza di confratelli: in Lombardia, Friuli, Piemonte, Emilia Romagna e via dicendo... nessuno poteva ritenersi veramente al sicuro. bambini, donne e persino soggetti che stavano dalla propria parte potevano da un momento all'altro (magari per semplici ripicche personali che non c'entravano nulla con la situazione politica dell'epoca) potevano trovarsi seviziati, torturati e - sarebbe il caso di dirlo - finalmente fortunatamente uccisi. Tutti erano nemici del nuovo ed il nuovo non era diverso dal vecchio... anzi!
Domanda: possibile che nessuno ci abbia mai parlato di guerra civile alla scuola in Italia? ... se è vero ciò che scrive Giampaolo Pansa nei suoi libri (e non ho elementi per non crederci)... lasciatemelo dire: che Italia (specie quella del Nord, visto che è nel Nord che sono nati il Fascio ed il sanguinario PCI anti-Fascio)... m***a!

12 aprile 2014.
E' morto (giorno 11?) Saverio Strati... l'ultimo vero scrittore calabrese (e, credetemi, siamo ben lontani da un Corrado Alvaro o qualcuno di tale calibro), almeno per ora. Fu uno dei primi scrittori in cui m'imbattei quando frequentai le scuole superiori a Cosenza: era il 1974 o il 1975. Gli strinsi la mano e lessi il suo capolavoro "Il selvaggio di santa Venere". prima del suo libro credo che l'unico libro realmente passato tra le mie mani fosse stato "Cuore" di Edmondo De Amicis. Poi? ... tantissimo ma... cavolo: sono proprio un ignorante!

17 aprile 2014.
... ok, ammettiamolo pure: la madre degli imbecilli è sempre incinta.
Però... fatemelo dire: e se il padre degli imbecilli ogni tanto usasse un pre******ivo o una sera ogni tanto guardasse una bella partita alla TV? ... sono sicuro che il vuoto lasciato da qualche imbecille in meno in giro per la terra... non lo noterebbe nessuno!

18 aprile 2014.
Più passa il tempo... più passo il tempo su Facebook e più mi rendo conto di quanto sia strano questo stupendo (assurdo) mondo virtuale.
Se scrivi una stupidità in un post, ad esempio, vieni preso per uno stupido e vieni "cristianamente" compatito e caritatevolmente accettato.
Se dici una verità... cavolo quanti nemici ti fai! ... almeno nove volte su dieci.
Ok: qualcuno diceva "molti nemici molto onore"... ma a furia di farsi nemici quel qualcuno ha finito per fare una brutta fine... in piazza Loreto a Milano.
Ed io? ... tremo al solo pensarci. Dopotutto in piazza Loreto (anche se a Cosenza) ... ci lavoro.
Ergo? ... i miei nemici non dovranno neanche fare tanta fatica per portarmici!
... by Pietro Perri.

20 aprile 2014.
Gesù? ... non credo sia risorto e pertanto che sia Figlio di Dio (inteso come Essere Supremo o Grande Architetto dell'Universo) se non come siamo figli di Dio tutti noi... anche chi non meriterebbe di esserlo. Ciò che credo (al di là se la sua storia sia una semplice favola costruita a tavolino prendendo spunto da religioni preesistenti) è che comunque è stato un grande uomo che ha pagato per la sua grandezza.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!