A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzare il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).
* * *
Ricordo ad ogni buon file l'indirizzo di posta elettronica legata a questo sito/blog: pietroperri@alice.it

martedì 17 aprile 2018

Aforismi e d'intorni by Pietro Perri su Facebook - dicembre 2013.

Scrivendo quasi quotidianamente su Facebook con una certa regolarità immetto nello spazio relativo al "cosa stai pensando" alcune stupide e/o intelligenti intuizioni (aforismi?) che, mi sono detto, perché non li pubblico anche su questo (il mio) blog?
L'idea, ovviamente, non è detto che debba per forza piacere a tutti e quindi essere condivisa… da tutti (io… la condivido).
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3 dicembre 2013.
Se vi chiedessi di pensare ad una santa famiglia (con o senza la S e la M maiuscole) a chi pensereste? ... sicuramente a Maria, Giuseppe e Gesù, vero? ... eppure... che strana famiglia: lei vergine (prima durante e dopo) tra l'altro sposa bambina (e non mi dite che si tratta di pedofilia: finireste all'inferno!), Giuseppe... casto per volontà divina (se è vero che con Maria non c'é mai stato a letto... non crederete che abbia frequentato qualcun'altra... da santo quale poi divenne) e Gesù (l'unico figlio di questa proverbiale famiglia)? ... se non si da' retta a Dan Brown e a delle dicerie di osteria di quart'ordine (come quelle che regolarmente io frequento), cavolo: vissuto e passato al Creatore (ovvero a suo Padre)... decisamente... vergine.
Alla faccia del biblico "crescete e moltiplicatevi".
Il più alto esempio di "famiglia cristiana" è... ma perché Dio me l'ha dato, maschilisticamente parlando?
Per quanto riguarda comunque Maria qualche dubbio sulla sua verginità mai persa malgrado tutto sembra che qualche dubbio ci sia. Sembra infatti che la stessa dallo Spirito Santo (soggetto che ricorda tanto le trasformazioni di Giove in soggetti umani o oggetti e forze presenti in natura quando lo stesso andava a... caccia... di BEEEP!) sia stata"resa donna" tramite l'accesso di un orecchio (non chiedetemi se quello destro o quello sinistro).
Domanda: vuoi vedere che la Maria pur essendo rimasta vergine dalla parte innominabile (chissà poi perché "innominabile")... ha perso la verginità dell'orecchio e quindi non è più... vergine?
... by Pietro Perri (che si assume tutte le responsabilità delle stupidità riportate in questo post!)!

4 dicembre 2013.
Nella vita bisogna sempre cercare di camminare a testa alta.
Dico cercare perché... potrebbe esserci in circolazione qualche architrave alquanto basso cui, se non stiamo attenti e continuiamo imperterriti a camminare a testa alta, ... ahi!
Nella vita alla fine hanno la meglio quasi sempre coloro che pur potendo camminare a testa alta senza bisogno - grazie alla loro statura - di abbassarsi mai... non raggiungeranno mai un punto d'impatto tra l'architrave e la propria testa.
... e poi, non dimentichiamolo mai (ovvero teniamolo sempre ben presente nella testa... sia essa di soggetto alto o soggetto basso): la strada più corta... nella vita... non è mai la strada dritta!
Nella vita... ogni tanto abbassarsi un pochino... non guasta!
... by Pietro Perri.

4 dicembre 2013.
"Bisogna cambiare per non cambiare" ovvero "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" ovvero "Bisogna cambiare... se vogliamo campare".
La prima frase surriportata è una interpretazione della frase centrale (ripresa da "il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa) con una alquanto libera mia interpretazione finale... nella terza frase tra parentesi.
"Bisogna cambiare... se vogliamo che tutto resti com'é e sopratutto che noi si continui a campare" cosa, quest'ultima, che sembra diventi sempre più difficile: in buona parte dell'osannata Europa, in Italia ed in particolare nel Sud d'Italia.
Giuseppe Tomasi di Lampedusa era un siciliano così come siciliani erano i personaggi del suo "elementare" (perché di ciò si tratta: Giuseppe Tomasi di Lampedusa con il suo più rappresentativo titolo letterario - forse l'unico - ... ha scoperto l'acqua calda o l'uovo di Colombo)... romanzo.
Togliamo a tale libro infatti i Mille, ed il resto? ... sono gli s-piccioli o semplicemente i piccioli della Trinacria.
L'opera "il Gattopardo" focalizza l'Italia disunita dell'epoca tenendo conto esclusivamente del Piemonte e della pianura padana, di Roma... e del resto di niente.
La Calabria, e gran parte del Meridione d'Italia, oggi come allora fanno parte... del resto di niente.
Dopotutto non ha scritto un viaggiatore inglese (... o era tedesco?) di fine Settecento: "L'Europa finisce a Napoli... e vi finisce pure male. Il resto? ... è solo un ponte per la Sicilia".
I garibaldini passarono anche per San Fili (in particolare vi passò e soggiornò - anche se per una sola notte - il figlio di Garibaldi... Meno-tti): San Fili (ma anche Cosenza, Catanzaro e Reggio) faceva e continua a far parte non dell'Italia ma... del ponte immaginario costruito da pessimi amministratori per collegare Napoli con la Sicilia... la cultura con la cultura!
... by Pietro Perri!

4 dicembre 2013.
Dopotutto non ha scritto un viaggiatore inglese (... o era tedesco?) di fine Settecento: "L'Europa finisce a Napoli... e vi finisce pure male. Il resto? ... è solo un ponte per la Sicilia".
I garibaldini passarono anche per San Fili (in particolare vi passò e soggiornò - anche se per una sola notte - il figlio di Garibaldi... Meno-tti): San Fili (ma anche Cosenza, Catanzaro e Reggio) faceva e continua a far parte non dell'Italia ma... del ponte immaginario costruito da pessimi amministratori per collegare Napoli con la Sicilia... la cultura con la cultura!

5 dicembre 2013.
Sembra (ma non ci metterei la mano sul fuoco) che John Lennon (il grande John) abbia detto: "Essere onesti può non farti avere molti amici, ma ti farà avere quelli giusti."
... mi sembra che non abbia fatto una bella fine il grande John. Chissà chi deve ringraziare per la sua fine: gli amici o... i nemici? ... è difficile e sopratutto pericoloso... essere onesti in un mondo di disonesti!

14 dicembre 2013.
Adoro gli ignoranti (e non mi riferisco certo a quelli con socratica visione) con cui posso confrontarmi quasi quotidianamente: loro con il loro dire e fare io... con il mio non dire e non fare. E' la loro presenza sul mio cammino che giustifica la mia presenza... sul mio cammino.
... by Pietro Perri.

20 dicembre 2013.
Se c'é un ateo nell'Universo (un vero ateo e non chi si spaccia per tale tranne ricordarsi del suo ipotetico creatore nel momento del bisogno) è sicuramente Dio.
Non ci credete? ... eppure se ci pensate bene è l'unico soggetto, Dio, cui non è dato di credere in un Essere Superiore: se ci credesse e ne avesse anche certezza... non sarebbe Dio o sarebbe al massimo un dio minore... ovvero giusto colui che poteva dar vita ad un mondo tanto imperfetto come il nostro.

21 dicembre 2013.
Ogni volta che mi decido finalmente a correggere i miei difetti (errori?) prima d'aver corretto o quantomeno aver cercato di correggere quelli delle persone che mi stanno difronte... mi rendo tristemente conto d'aver terminato sia il bianchetto che la gomma per cancellare.
Vi prego, amici, se veramente ci tenete al fatto che io finalmente mi metta di cuore e d'impegno a correggere i miei errori... sbagliate di meno!
... by Pietro Perri!

29 dicembre 2013.
Si può anche non crederci ma... non esiste il vuoto nell'Universo: specie quando lo spazio (falsamente vuoto) viene conteso tra un gruppo di pseudo-acculturati (non dico "intelligenti" poiché non sempre una buona dose cultura è accompagnata da una buona dose d'intelligenza... anzi!).
E quando gli acculturati lasciano vuoto il posto che gli spetterebbe di diritto se solo fossero un po' intelligenti per capire tale principio, gli ignoranti in azione si mettono... in azione... e s'impadroniscono di tale spazio.
Da qui prende vita il germe dell'autodistruzione del genere umano: una nuova età della pietra si colloca davanti al nostro esterrefatto... sguardo.
*     *     *
... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

domenica 15 aprile 2018

Aforismi e d'intorni by Pietro Perri su Facebook - novembre 2013.

Scrivendo quasi quotidianamente su Facebook con una certa regolarità immetto nello spazio relativo al "cosa stai pensando" alcune stupide e/o intelligenti intuizioni (aforismi?) che, mi sono detto, perché non li pubblico anche su questo (il mio) blog?
L'idea, ovviamente, non è detto che debba per forza piacere a tutti e quindi essere condivisa… da tutti (io… la condivido).
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6 novembre 2013.
Dicono che la vita su altri pianeti al di fuori della terra... è ormai cosa accertata.
Da non credere: sono millenni che sappiamo tutto ciò... grazie agli scritti degli antichi o alle figure che ci hanno lasciato come testimonianza su rocce e similari gli uomini primitivi.
Persino la Chiesa Cattolica Romana sembra ormai portata a credere in certi... dogmi del passato. Dopotutto... non fu proprio Gesù a dire di... "non essere di questo mondo"?
Il guaio è che di questo mondo, nei duemila anni che ci siamo da poco lasciati alle spalle, lo furono tanti papi e tanti rappresentanti... di Dio sulla terra: Alessandro VI alias Rodrigo Borgia, i fautori della Santa Inquisizione, i vari papa re e via dicendo.
Grazie a questi signori tanti liberi pensatori (ma a volte anche dei semplici handicappati) sono finiti sul rogo o decapitati o... impalati (anche carnalmente).
Gesù: se un giorno dovessi ritornare con la tua navicella sulla terra... ricordami, nel momento in cui abbandonerai di nuovo questo luogo, di darmi un passaggio! ... possibilmente solo andata!

8 novembre 2013.
Vi siete mai fatti un’immagine (visiva) di Dio? … ovviamente del Dio dei cattolici… ed ammesso e non concesso che Dio possa avere un’immagine propria?
… se non ve la siete mai fatta, provateci!
… ecco davanti ai vostri occhi apparire un soggetto anziano, tutt’altro che dal volto pacifico (dopotutto il nostro non è un dio del perdono: è un dio geloso e vendicativo… ce l’insegna benissimo l’Antico Testamento), energico e seduto su un trono… il cui scettro è composto da un fascio di fulmini e saette. A questo punto fatevi un’altra domanda: cosa ci fa Giove (o il suo alter ego Odino) comodamente assiso sul trono del Dio dei cattolici?

8 novembre 2013.
Dicono che la religione cristiano/cattolica (ovvero quella religione in cui siamo nati e cresciuti gran parte dei popoli delle sponde del Mediterraneo del Nord… Italia, Francia, Spagna Grecia ecc.) sia una diretta discendente della religione ebraica… ante Cristo.
Potrebbe anche darsi… ma in questo caso saremmo difronte ad una religione monoteista con una concezione che lascia ben poco spazio alla venerazione… d’un santo (sotto-dio?) al giorno… spesso e volentieri anche più di uno al giorno: uno all’ora!
… altro che santa Trinità: piazza di Spagna (famosa anche per la scalinata che porta a Trinità dei Monti), credetemi, l’ho trovata solo a Roma o al massimo, fuori Roma, come insegna luminosa su qualche atelier di alta moda. La religione cristiano/cattolica, se vogliamo essere seri (ed io su certe cose lo sono) al limite al limite è figlia del politeismo greco… romano.

8 novembre 2013.
Se Dio, il Dio dei cristiano/cattolici, è uno… io non so contare: ne vedo almeno tre.
Poi mi chiedo: chi è (a volte anche cos’è) Dio e mi rendo conto che effettivamente - nel mio immaginario - è uno. Cavolo: vuoi vedere che il mio credo, la mia religione… non è quella cristiano-cattolica? … e pensare che non sono né musulmano, né buddista, né… un ateo!
Un giorno però (... forse!) mi ritroverò faccia a faccia con Dio (... scoprendo magari che non è fatto... a mia somiglianza... ne sarei alquanto deluso!) e ci faremo una bella risata assieme... su tutte le cavolate che hanno detto, scritto e professato le varie religioni che si sono fatte una “concezione visiva” di Lui.

8 novembre 2013.
Sono in tanti (ovviamente studiosi della materia ed altrettanto ovviamente... non di parte) che la religione cattolico/cristiana (o cristiana in generale) - così come la conosciamo o pensiamo di conoscerla oggi - non sia stata fondata da Gesù figlio di Giuseppe bensì da Saulo di Tarso... alias il Paolo che si scontrò con Dio (... o era Cristo?) lungo la via per Damasco.
Dopotutto... Gesù (... acclamato dai suoi successori come “il Cristo” più per giustificare la loro esistenza... che l’esistenza del loro maestro) era un ebreo e parlava solo di voler riformare, riportandola alle origini, “l’espressione di fede” nei confronti del Padre (... che stava nei cieli... così come indicato nel Vecchio Testamento) e non fondare una nuova religione.
Quindi: Gesù figlio di Giuseppe era tutto tranne che... un cristiano! Un ebreo (e Lui lo era) infatti non può che essere... un ebreo. Qualcuno può andarlo a riferire anche ai successori di Pietro in quel di Roma?

9 novembre 2013.
Certo l'ignoranza (quella offensiva... quella in azione... e non quella che appartiene alla gente che educatamente ammette il proprio stato e cerca un modo per uscirne civilmente... confrontandosi con gli acculturati ed in educato silenzio cibandosi del loro sapere) è pur sempre... una malattia: la peggiore delle malattie che colpisce l'uomo fin da quando emette il suo primo vagito.
La domanda comunque che mi pongo io in questo momento - ovviamente collegata agli ignoranti in azione - è la seguente: "E' meglio per tutti bloccarli e quindi affrontarli questi soggetti quando fissano i propri occhi nei nostri occhi o... sperare che gli stessi si accorgano d'aver sbagliato soggetto e se la diano a gambe... e far finta di non averli mai incontrati?"
Personalmente propenderei per la seconda ipotesi.
Ritengo il mio tempo da ignorante troppo importante (potrei dedicarlo per sfruttare qualche acculturato che potrei incontrare lungo il corso del mio cammino) che perderlo confrontandomi con soggetti senza possibilità di salvezza.
Beata ignoranza!

14 novembre 2013.
Se c'é un ateo nell'Universo (un vero ateo e non chi si spaccia per tale tranne ricordarsi del suo ipotetico creatore nel momento del bisogno) è sicuramente Dio.
Non ci credete? ... eppure se ci pensate bene è l'unico soggetto, Dio, cui non è dato di credere in un Essere Superiore: se ci credesse e ne avesse anche certezza... non sarebbe Dio o sarebbe al massimo un dio minore... ovvero giusto colui che poteva dar vita ad un mondo tanto imperfetto come il nostro.

15 novembre 2013.
Napoleone Bonaparte e Adolf Hitler? ... due pazzi (... almeno così li ha bollati la storia... dei vincitori di turno: gli ignoranti in azione!)!
... in effetti loro non sono altro che la logica conseguenza decadenza (sociale ed economica) registrata nei decenni che li hanno preceduti.
Decadenza che stranamente (forse non tanto) ha molti punti in comune in entrambi i casi e purtroppo ha tantissimi punti in comune con l'attuale situazione che stiamo vivendo da qualche decennio in Europa.
Dobbiamo forse preoccuparci? ... o semplicemente (in modo passivo) dovremo prepararci a battere le mani e sventolare i nostri fazzolettini (accompagnando il tutto con grida di giubilo) al nuovo Napoleone o al nuovo Adolf?
... tutto, nella storia, risponde ad una logica conseguenza... se solo la gente sapesse interpretare le... logiche conseguenze!

22 novembre 2013.
Si può anche non crederci ma... non esiste il vuoto nell'Universo: specie quando lo spazio (falsamente vuoto) viene conteso tra un gruppo di acculturati (non dico "intelligenti" poiché non sempre una buona dose cultura è accompagnata da una buona dose d'intelligenza... anzi!).
E quando gli acculturati lasciano vuoto il posto che gli spetterebbe di diritto se solo fossero un po' intelligenti per capire tale principio, gli ignoranti in azione si mettono... in azione... e s'impadroniscono di tale spazio.
Da qui prende vita il germe dell'autodistruzione del genere umano: una nuova età della pietra si colloca davanti al nostro esterrefatto... sguardo.

25 novembre 2013.
Le religioni, si sa, in particolare quelle monoteiste sono sempre state vicine alle donne.
... in particolare dall'orizzonte conosciuto come "lato b".
(omissis)  non posso non evidenziare il rapporto positivo avuto dalla Chiesa Cattolica nei confronti del gentil sesso nei duemila anni che ci siamo lasciati alle spalle.
Per circa diciotto secoli, ad esempio, il Vaticano ha quasi ignorato la presenza della madre di Cristo nell'Olimpo delle sue sacre venerazioni. Poi ha scoperto che era vergine anche dopo aver partorito e finalmente ha gridato... al miracolo.
Solo con le vergini (sacrificandosi con i vergini), infatti, alcuni papi potevano finalmente... sfiorare il paradiso.
Le donne (specie la cosiddetta "carne fresca"), dicevo, sono state sempre nel cuore (molto più spesso al di fuori del cuore ma vicine al... petto) del clero a tutti i livelli (più si sale nei piani alti e più certe cose sembra siano state apprezzate... nei venti secoli che ci siamo appena lasciati alle spalle). Se oltretutto non le hanno potute invitare alla loro caritatevole tavola e nei loro accoglienti rifugi (vedasi ad esempio il caso di Giulia Farnese e papa Alessandro VI... Borgia I) tanti prelati (... e quanti gesuiti, tra questi) non hanno potuto fare a meno di fare loro una bella festa... su un rogo.
Santa e beata Inquisizione.

28 novembre 2013.
Eppure... che bello se un giorno scoprissimo che Dio esiste e soprattutto che è... donna.
Sai che simpatico vedere il volto di quanti hanno violentato, offeso, umiliato la loro stessa carne: la donna.

30 novembre 2013.
Sempre più spesso sento dire a dei conoscenti e/o amici (omissis) che... "della vita ancora non ci hanno capito un c***o".
Diciamo la verità: nessuno di noi della vita ci ha ancora capito un c***o... né lo capirà mai. Proprio nel momento in cui pensiamo di averla finalmente capita la vita... ecco che ci si rimescolano le regole del gioco malgrado il mazzo di carte pensiamo di averlo ben stretto ed al sicuro nelle nostre mani.
La vita? ... sono sicuro che nessuno di noi umani ci ha capito ancora un c***o (se tu ci hai capito qualcosa... non sei umano: fossi in te... inizierei a preoccuparmi!).
Forse... neanche Dio.
Proprio così, perché se Dio c'avesse capito un c***o sulla vita di noi umani... sicuramente ci avrebbe polverizzato da tempo e si sarebbe dedicato a farsi una partita in solitario a scacchi... invece di rischiare di creare un altro aborto... come il genere umano.
E speriamo che non trovi il bandolo della matassa almeno per i prossimi trenta anni... ovvero per il tempo che vorrei continuare a calpestare il suolo terrestre.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

mercoledì 4 aprile 2018

Ambiente e territorio legge regionale antincendi - Uno strumento indispensabile per la prevenzione e la tutela dell’ambiente.


Articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di marzo 2018 a firma di Franco “Ciccio” Gentile.
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Ponte di Saraca in territorio di San Fili.
“Ambiente e territorio legge regionale antincendi - Uno strumento indispensabile per la prevenzione e la tutela dell’ambiente.”
E’ con questo roboante e interessantissimo testo, che il 20 febbraio del 2018 nella sala dell’ex “Circolo di cultura E. Granata” di San Fili si è tenuto un convegno.
Occorre dire che sia gli intervenuti che coloro che hanno partecipato erano numerosi.
Fra l’altro è intervenuto un certo geologo responsabile della protezione civile…
Questo signore ha riempito di sigle, o meglio di acronimi, le orecchie e le teste dei presenti i quali poco hanno compreso, purtroppo, delle tematiche e problematiche esposte.
Infatti a molti dei presenti è sembrato di ascoltare il solito tran tran degli “scarica barile” sulle responsabilità, dei “doveri”, delle iniziative o autorizzazioni che come prassi vuole, occorre dare.
A questo signore qualcuno, ad esempio il solito rompiglione ovvero lo scrivente, avrebbe voluto chiedere semplicemente se lo stipendio, sia lui che tutti gli appartenenti alla protezione civile, lo ricevono e se lo riscuotono regolarmente.
Non è stato possibile chiederlo perché, tanto per cambiare, non era previsto, in quell’occasione, nessun confronto e quindi nessun dibattito.
Sarebbe stato interessante poter raccontare ciò che accadde durante l’incendio che, nell’estate dell’anno scorso, distrusse gran parte dei nostri decantati “Cozzi”. Ovvero quando quel succitato cittadino rompiglione prese di mira con l’acqua i vigili del fuoco che, fermi sulla superstrada all’altezza del famoso “ponte ‘e Saraca” sulla piazzola d’emergenza sulla superstrada Paola Cosenza, guardavano il fuoco senza preoccuparsi di intervenire in alcun modo. Oppure quando giunse in loco un mezzo leggero della protezione civile senza neanche un goccio d’acqua nel suo seppur piccolo serbatoio.
Eppure di mezzi in quell’occasione ce ne sono stati e pure tanti ma decisamente poco organizzati.
Cosa dire ad esempio dell’intervento di quel canadair, il giorno successivo, che mentre il fuoco continuava a distruggere i “Cozzi” svuotava il suo serbatoio carico di liquido ritardante sulla strada che collega “u Canalicchio” da via Volette con contrada Profico? ... zona, in quell’occasione, per niente interessata al problema dell’incendio?
Questo e tant’altro avrebbe voluto testimoniare il nostro cittadino rompiglione con un suo intervento nel corso del convegno tenutosi giorno 20 febbraio 2018 nella sala dell’ex “Circolo di cultura E. Granata” di San Fili.
Oppure chiedere con quale logica un elicottero dell’antincendio scaricò il proprio serbatoio pieno d’acqua esattamente dove era bruciato il giorno prima mentre quel giorno le fiamme divampavano imperiose ad un centinaio di metri dal tanto provvidenziale quanto inutile, a tal punto, intervento dello stesso?
Che dire allora su questo coordinamento della protezione civile? tutto tranne che l’efficienza, l’efficacia e soprattutto la tempestività degli interventi e la precisione nei lanci del liquido.
Non si può non stigmatizzare, nel corso del convegno, l’impegno indefesso del consigliere regionale intervenuto, relatore della legge sull’ambiente e territorio.
Belle le parole dette nel corso di tale convegno.
Bello anche quando si è parlato della legge o proposta di legge sulla cosiddetta “montagna solidale”.
Ma chissà se un giorno, in questo nostro territorio, vi sarà l’attuazione effettiva di una legge senza ricorrere sempre ad un fiume in piena di parole vuote, senza costrutto alcuno.
Diciamo la verità: questi convegni e queste leggi servono a buttare solo fumo negli occhi e ad architettare come formare sempre nuovi carrozzoni che devono servire a creare posti di lavoro fasulli con stipendi pagati a favore di pochi privilegiati cittadini.
E soprattutto, in prossimità di elezioni.
Frangenti di San Fili.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

domenica 25 marzo 2018

Discesa via Danise alla frazione Bucita? ... un insopportabile problema ormai ultradecennale.

A volte ci vuole poco per stare bene in un determinato luogo. Specie se questo è il luogo in cui si è nati (o quantomeno si è mossi i primi passi della propria vita) e si è più o meno felicemente cresciuti.
Basterebbe, nel poco, anche... un’Amministrazione comunale che sappia garantire (alla cittadinanza di cui ci si è accollati l’onere della gestione) l’ordinaria amministrazione.
E, diciamo la verità: a San Fili, e purtroppo non solo a San Fili, ormai è proprio questo ciò che manca: l’ordinaria amministrazione.
Un’ordinaria amministrazione che non dovrebbe sempre e comunque attivarsi solo quando succedono danni irreparabili alla Comunità ma dovrebbe anche e soprattutto prevenire che gli stessi accadono.
Purtroppo spesso i nostri “solerti amministratori” sono impegnati a ben altro che a pensare ai cittadini che li hanno stupidamente votati (... pur non avendo quasi mai, diciamo la verità, una reale scelta in alternativa: o questi o nulla o peggio).
Ma parliamo d’altro che forse è meglio.
Parliamo, ad esempio, della pavimentazione della salita (o discesa che dir si voglia) di via Danise a Bucita: circa ormai venti anni di costante impraticabilità. Ovvero un continuo problema da quanto qualche amministratore comunale di San Fili ha ipotizzato che su tale discesa si poteva fare una pavimentazione in pietra di fiume, qualche tecnico l’ha progettata e qualche ditta l’ha realizzata.
Visti i risultati... difficile dire tra i tre soggetti succitati sia stato più disonesto o più incompetente (volendo nel secondo caso concedere il beneficio dell’onestà agli stessi) degli altri due.
Fatto sta che, appunto, sono circa venti anni che gli abitanti di questa zona percorrendo tale tratto di stradina urbana con i propri mezzi o semplicemente a piedi anche in condizioni atmosferiche ottimali mettono a rischio la propria incolumità fisica e l’incolumità dei soggetti cui potrebbero incontrare nel loro incedere.
Una vera e propria vergogna segnata da costanti buche, materiali (piastrelle) che si sbriciolano costantemente anche perché in tale tratto non raramente passano anche mezzi pesanti (ma non potrebbe essere altrimenti) e pietre saltate da tale pavimentazione che si trovano ormai sparse dappertutto... sui lati ed anche nel centro della stradina.
Personalmente, a volte anche ottenendo positive risposte (seppur con una risoluzione provvisoria del problema, non raramente in via informale ho fatto presente il tutto al sindaco in carica ed all’Ufficio Tecnico del Comune di San Fili... ma nel giro di n paio di settimane... eccoci punto a capo.
Oltretutto verso gli ultimi mesi dell’anno scorso il sindaco di San Fili mi aveva assicurato in via informale che nel giro di pochi giorni sia sarebbe rifatto l’intero manto stradale di tale zona... ed io ci ho anche creduto.
Purtroppo siamo giunti ormai agli sgoccioli del mese di marzo e solo un piccolo tratto di tale problema è stato preso di petto... ed ho qualche dubbio che sia stato preso di petto nel modo giusto. Ai posteri l’ardua sentenza.
Detto ciò e considerata la vana attesa venerdì 23 marzo corrente mese ho ritenuto opportuno chiedere in modo formale (ovvero per iscritto), in qualità di Capogruppo del Gruppo Misto Consiliare del Comune, al sindaco ed al Responsabile dell’Ufficio Tecnico di San Fili lumi in merito a tale incresciosa situazione nonché una immediata risoluzione definitiva della stessa.
Riporto di seguito il testo della lettera depositata all’ufficio protocollo del Comune di San Fili nella citata data e recante il numero 3146:
*     *     *
Gent.mo dott.
ANTONIO ARGENTINO
SINDACO COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)


Gent.mo Responsabile
UFFICIO TECNICO
COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)



OGGETTO:  
Richiesta urgente intervento risolutivo problema via Danise.


Gentilissimi Sindaco e Responsabile (area di competenza) Ufficio Tecnico di San Fili,
con la presente mi permetto di segnalare in via ufficiale un problema ormai quasi ventennale che continua ad assillare buona parte della comunità dei residenti nella frazione Bucita del nostro Comune: la discesa di via Danise.
Un problema che malgrado sono sicuro sia perfettamente a conoscenza da sempre non solo della Giunta comunale in carica ma anche che dello stesso Ufficio Tecnico continua regolarmente ad essere sottovalutato nella sua gravità e quindi rinviato come risoluzione.
Il tratto di strada interessato in tale discesa continua ad essere, purtroppo da quanto dei campioni sia di progettisti che di ditte incaricate vi hanno messo mano, costantemente un colabrodo che mette a rischio l’incolumità dei cittadini sia che gli stessi la percorrano su mezzi meccanici (macchine, moto ecc.) che a piedi.
Lo scrivente chiede pertanto con la presente:

1) la data certa su per un intervento risolutivo del problema di che trattasi (in particolare nel tratto interessato dalla piazzetta di via Danise a piazza Miniaci);
2) se il tratto realizzato su cui si è operato nel corso dell’anno 2017 sia stato realizzato nel rispetto del capitolato di appalto e se siano stati regolarmente verificati dall’Ufficio Tecnico (o da tecnici eventualmente incaricati) se tali lavori abbiano rispettato (in materiali e in lavori effettuati) quanto previsto.

Tenuto conto che stiamo parlando della sicurezza dei cittadini Sanfilesi nonché del “minimo” di decoro che si richiede ad una cosciente gestione pubblica... confido in un intervento immediato alla risoluzione del problema segnalato dallo scrivente.
Si allega foto.
Cordiali saluti.


Pietro Perri
GRUPPO MISTO CONSILIARE


San Fili (CS), lì 23 marzo 2018.
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Non so se riuscirò a smuovere le acque almeno su questo fronte ma... ci provo.
E chissà se da una piccola battaglia (come dopotutto sono piccole tutte le battaglie che da sempre conduco nella mia vita) non possa smuoversi qualche stupidità che possa dar vita in futuro a qualcosa di serio come, ad esempio, rivalutare opportunamente il nostro “piccolo e caratteristico amato/odiato ... borgo antico”.
*     *     *
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

sabato 24 marzo 2018

E se analizzassimo anche l’acqua della fontana/sorgente di via Danise alla frazione Bucita di San Fili?

Fontana di via Danise a Bucita.
Foto di repertorio by P. Perri.
Che San Fili, malgrado tutto e tutti, continui ad avere una rete idrica comunale che fornisce una apprezzabile (quando non buona) acqua potabile agli utenti ce lo ricordano non solo la gente che da Cosenza e dai paesi limitrofi viene regolarmente a fare scorta del prezioso elemento alle nostre fontane pubbliche (abbeveratoi?) ma anche e soprattutto i regolari controlli/analisi d’obbligo che vengono effettuati per richiesta dei nostri amministratori e dei risultati che vengono con la stessa regolarità pubblicati sull’Albo Pretorio online del nostro Comune.
Ciò che però meraviglia un po’ ed un po’ lascia pensare è il fatto che nell’elenco di tali controlli non compaiano mai né la fontana/sorgente di via Danise nella frazione Bucita né la fontana/sorgente Pulizia (quest’ultima con duplice dubbia uscita sia nel chioschetto sottostante che nella piccola fontana sovrastante il vecchio tracciato ferroviario) in contrada Frassino.
Domanda: le acque che sgorgano dalla fontana/sorgente di via Danise alla Frazione Bucita e le acque che sgorgano dalla fontana/sorgente Pulizia in contrada Frassino... sono potabili? ... presentano alte concentrazioni di elementi che potrebbero rivelarsi nel lungo periodo pericolosi per la salute umana?
Certo che mi si potrebbero dare migliaia di risposte (ovviamente tutte inesaurienti) in merito a tali dubbi/domande. Ma è proprio per questo motivo (con la speranza appunto di non farmi una risata sulle risposte che spero mi verranno date) che in qualità di Capogruppo del Gruppo Misto Consiliare del Comune di San Fili che venerdì 23 marzo c.a. ho presentato al protocollo del nostro Comune specifica richiesta in merito ai dubbi stessi.
Ovviamente ho chiesto in ogni caso che nel succitato elenco periodico analisi fontane pubbliche presenti sul nostro territorio (centri abitati) vengano introdotte le succitate fontane/sorgenti. Tenuto conto anche di come le stesse sono state e continuano ad essere utilizzate da ignari cittadini residenti e non.
Riporto di seguito il testo della richiesta depositata presso il protocollo del Comune di San Fili il 23 marzo c.a. e riportante il numero 3145.
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Gent.mo dott.
ANTONIO ARGENTINO
SINDACO COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)

Gent.mo Responsabile
UFFICIO TECNICO
COMUNE DI
87037 SAN FILI (CS)

OGGETTO:
Richiesta inclusione fontana via Danise e sorgente Pulizia nell’elenco delle analisi regolari fontane rete idrica pubblica cittadina.

Gentilissimi Sindaco e Responsabile (area di competenza) Ufficio Tecnico di San Fili,
nel complimentarmi la regolare pubblicazione delle analisi dell’acqua della rete idrica pubblica cittadina (segno inconfutabile che ci tenete alla salute della Comunità Sanfilese) continuo a notare con dispiacere però che all’elenco delle fontane sotto osservazione continua a mancarne qualcuna che, in quanto molto frequentata da gente non solo residente nel nostro Comune, meriterebbe di essere inclusa in tale meritevole elenco.
Mi riferisco in particolare:

1) fontana/sorgente di via Danise alla frazione Bucita;
2) fontana/sorgente Pulizia in località Frassino (questa in particolare sia per quanto riguarda il punto di prelievo al di sopra dell’ex tracciato ferroviario e sia agli ugelli nel sottostante chioschetto).

Nel caso della fontana/sorgente di via Danise tengo a sottolineare che mi sono giunte in modo informale preghiere di interessamento da vari concittadini del luogo preoccupati (credo a giusto motivo) per la salubrità dell’acqua che fluisce dalla stessa.
Tenuto conto che stiamo parlando della sicurezza dei cittadini Sanfilesi nonché del “minimo” di decoro che si richiede ad una cosciente gestione pubblica... confido in un intervento immediato alla risoluzione del problema segnalato dallo scrivente.
Si allega foto.
Cordiali saluti.

Pietro Perri
GRUPPO MISTO CONSILIARE

San Fili (CS), lì 23 marzo 2018.
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Non so se riuscirò a smuovere (è proprio il caso di dirlo) le acque almeno su questo fronte ma... ci provo.
E chissà se da una piccola battaglia (come dopotutto sono piccole tutte le battaglie che da sempre conduco nella mia vita) non possa smuoversi qualche stupidità che possa dar vita in futuro a qualcosa di serio come, ad esempio, rivalutare opportunamente il nostro “oro liquido”.
... se di oro si tratta.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

Non ci vuole un indovino penso ma la strada che collega l’abitato di San Fili all’abitato di Bucita... franerà!

Articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di marzo 2018... by Pietro Perri.
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StradaSan Fili - Bucita... frane in corso.
Potete anche non crederci ma... la strada che collega il centro abitato di San Fili con il centro abitato della frazione Bucita prima o poi franerà!
E questo “franerà” non si riferisce ad un tempo alquanto remoto ma ad un tempo relativamente vicino: forse un anno, forse due... al massimo dieci.
Dite che sto facendo l’uccello del malaugurio? Dite che sono un mago in incognito? Dite che sto “picciando” l’Amministrazione comunale in carica perché ce l’ho con la stessa?
Niente di tutto questo e ciò per due validi motivi: 1) l’Amministrazione comunale in carica non ha bisogno di alcuni “piccio” da parte mia e/o da parte di nessun altro. Riesce a “picciarsi” benissimo da sola e su questo fronte non ammette interferenze da nessuno e da nessuna parte; 2) per capire - indovinare - che quanto prima ci troveremo ad affrontare questo increscioso problema basta percorrere il tratto incriminato... a piedi o comodamente assisi nel sedile della propria autovettura.
Proprio così, non ci vuole molto a rendersi conto che tale brevissimo tratto di strada è interessato in almeno quattro o cinque punti a scivolamento del manto stradale.
In alcuni casi siamo difronte a delle vere e proprie... devastanti frane tristemente annunziate. Devastanti anche perché alcune delle stesse potrebbero (e sicuramente lo faranno) interessare anche qualche edificio abitato.
La prima, è forse la più importante, si trova a San Fili al bivio per Bucita, ne abbiamo poi una nei pressi della chiesa del ritiro o di santa Maria degli angeli, una tra tale chiesa e il plesso delle scuole medie di San Fili ed un’altra, dulcis in fundo, all’entrata dell’abitato della frazione di Bucita. Tralasciando smottamenti minori.
Diciamo la verità: il tratto di strada che collega, per ora ma ancora non per molto, il centro abitato di San Fili con il centro abitato della frazione Bucita è un vero colabrodo che non lascia nulla di buono da presagire.
Domanda: ammesso e non concesso che a San Fili si faccia politica... non sarebbe giusto parlare anche di ciò prima che sia troppo tardi?
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

sabato 3 marzo 2018

Ricordi di un recente passato: il gioco delle bocce a San Fili.



Nella foto a sinistra: Quel che resta del campo di bocce della stazione ferroviaria di San Fili. (Foto by Pietro Perri)

Riporto di seguito un bellissimo articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di febbraio 2018.

L’articolo, firmato dall’amico e compaesano Luigi “Gigino” Iantorno ci fa rivivere un’altra particolare pagina (aspetto?) della storia della stazione ferroviaria di San Fili: il campetto del gioco delle bocce.

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Ricordi di un recente passato: il gioco delle bocce a San Fili.

Di Luigi “Gigino” Iantorno.

Ricordo che, quand’ero ancora giovane, a San Fili c’era anche un campo per il gioco delle bocce.

Questo campo si trovava (e ciò che ne resta vi si trova ancora) nell’area della stazione ferroviaria del nostro paese.

Uscendo dalla sala attesa, ed accedendo sul piazzale antistante i binari, il campo per il gioco delle bocce ce lo si ritrovava sulla sinistra a ridosso del serbatoio dell’acqua della stazione stessa.

D’estate quando dovevo prendere il treno o la littorina per andare al mare non raramente ero costretto ad aspettare, assieme a tanti altri compaesani, una mezzoretta prima di poter salire finalmente su tali mezzi... direzione Paola. Si partiva la mattina per ritornare la sera o nel tardo pomeriggio. Quindi si passava un’intera giornata di divertimento sulla spiaggia della città di Paola.

Il mare di Paola era all’epoca, d’estate, la meta preferita per noi bagnanti di San Fili ed anche per quelli della città di Cosenza o della vicina Rende.

Per la nuova SS (Strada Statale) 107 ci sarebbe voluto la fine degli anni Sessanta e l’alternativa alla tratta ferroviaria Cosenza-Paola (ovvero il passaggio tramite pullman della strada che percorreva il tratto interessato dal valico Crocetta) era tutt’altro che appetibile.

A volte la littorina giungeva con qualche decina di minuti di ritardo in stazione altre volte ero io con i miei familiari ad aver raggiunto con un certo anticipo la stessa. Quindi in un modo o in un altro si era costretti a passare il tempo in attesa di salire sulla littorina e quindi di partire.

La stazione ferroviaria di San Fili offriva vari svaghi agli occhi di noi passeggeri. Specie a noi ragazzi.

Nel piazzale antistante i binari, infatti, alla nostra sinistra, come già detto, c’era il campo di bocce (oltre che ai servizi igienici e ad una stupenda fontana in ghisa che garantiva una tra le migliori acque potabili - fresche e dissetanti - della zona) mentre sulla destra trovavamo un bellissimo giardino recintato nel cui interno c’era anche una vasca con al centro uno zampillo e con all’interno tanti pesciolini rossi e gialli.

Non raramente in tali frangenti era possibile assistere ad una partita di bocce tra ferrovieri cui spesso si aggiungevano anche persone del nostro paese.

Era bello assistere quei signori giocare a bocce specie dopo che gli stessi, a noi ragazzi, spiegavano le regole e lo spirito del gioco.

Il gioco delle bocce è un gioco che prevede una buona dose di intelligenza, una buona mira, fantasia, tecnica e fortuna.

Non è un gioco pericoloso come tanti giochi che praticavamo all’epoca noi ragazzi del paese.

Essendo il campo all’aperto inutile dire che lo stesso veniva frequentato dai giocatori nelle belle giornate ed in particolare in quelle dei mesi primaverili ed estivi.

Per giocare si utilizzavano un certo numero di palle in legno (dette appunto “bocce”) tutte uguali e di una certa dimensione ed una palla decisamente più piccola (detta “pallino”).

Spesso a tale gioco vi si gioca a squadre: “I giocatori di una squadra lanciano a turno la propria boccia, alternandosi coi giocatori della squadra avversaria. L'obiettivo del gioco è quello di avvicinarsi il più possibile con il maggior numero di bocce a una sfera di dimensioni più piccole, detta pallino o boccino che deve essere sempre visibile ai giocatori” (N.d.R.: enciclopedia online Wikipedia).

Purtroppo noi passeggeri di transito nella stazione di San Fili raramente potevamo assistere ad una partita a bocce dall’inizio alla fine. La littorina o il treno infatti non avevano nessuna voglia di aspettare... e neanche noi volevamo farci aspettare più di tanto dalle desiderate spiaggia ed acqua del mare di Paola.

Ricordo che il campetto era costituito da un lungo rettangolo di terra battuta e ben livellata (affinché le palle rotolassero senza intoppi sul terreno di gioco). A delimitare l’area di gioco c’erano delle sponde di legno (così che le palle non fuoriuscissero dall’area di gioco).

Erano sicuramente altri tempi ma che, nelle parti positive, non sarebbe sbagliato che ritornassero in auge. Erano gli anni d’oro della stazione ferroviaria di San Fili.

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Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.

... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!