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lunedì 23 agosto 2010

Why I Am not Christian? … il simbolismo della croce (parte seconda).

Difficile dire che forma avesse realmente la croce su cui è stato crocifisso (?) Gesù.
La tradizione attuale vuole che abbia quattro bracci, in tanti (studiosi) però pensano che di bracci la croce su cui potrebbe essere stato crocifisso il figlio di Dio (del Dio dei Cristiani, s’intende) ne avesse invece solo tre: i due superiori e quello (più lungo) inferiore.
Siamo, di fatti, di fronte ad un Tau (T)… nella stilizzata versione greca e non ebraica. E’ l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico e  come tale prende l’identico significato (simbolico) dell’Omega: esso, come ultima lettera dell’alfabeto ebraico, era una profezia dell’ultimo giorno.
Il Tau è l’Omega.
Quindi qual forma migliore potrebbe prendere una Croce se non quella di un Tau (T)?
… non meravigliamoci, quindi, se vediamo tanti uomini di fede portare appeso al collo o al cordone che cinge loro la vita non un crocefisso ma un Tau.
… la forma del Tau, oltretutto, la troviamo anche nella parte inferiore della chiave della vita degli antichi egizi (croce egizia?), ovvero dell’ankh o croce ansata.
Cristo, il figlio di Dio, era giusto, per dar compimento al suo destino, che morisse su una croce e che tale croce fosse possibilmente a forma di Tau (della profezia dell’ultimo giorno).
Uno scrittore, uno scenografo ed un regista non avrebbero potuto fare di meglio. Neanche se lo scrittore si chiamasse Dan Brown.
L’unico problema. secondo un ignorante in materia quale lo scrivente, è che l’assenza del braccio superiore fa decadere uno dei presupposti cardini delle religioni in generale e della religione cristiana in particolare: il collegamento tra il profano (braccio della croce conficcato nel terreno) ed il sacro (braccio della croce che s’innalza a lambire la volta celeste… la dimora della divinità per eccellenza).
Il Dio, nel Tau, potrebbe prendere in se parte della natura terrena degli dei dell’Olimpo.
Ma dopotutto, con Cristo, Dio non si è fatto uomo? … è la religione cristiana con il passare dei tempi… non si è eccessivamente grecizzata? … o meglio ancora, olimpicizzata?
Siamo sicuri, non cristiani (? … Why I Am not Christian?), di credere in un Dio unico? … Cristo ci ha insegnato a pregare il Padre che sta nei cieli eppure noi quando entriamo in un luogo di culto prima di ricordarci che quella è la casa di Dio… ci siamo inginocchiati davanti ai suoi tremila e più intercessori: dei, abitanti, quando non esiliati, dell’Olimpo che metteranno sempre e comunque una parola buona tra noi e Giove ed a volte prenderanno le nostre difese mettendosi contro lo stesso Giove.
Gli dei cristiani ovviamente non si chiamano dei bensì santi, non dei protettori bensì santi protettori.
Ma ritorniamo al simbolismo della croce ed in particolare al simbolismo della croce classica.
Diciamo innanzitutto che il punto focale della croce, il suo centro, altro non è che il Tempio per eccellenza.
… il centro dell’Universo.
Al centro della croce, infatti, si congiungono i quattro bracci (punti cardinali) dell’intero Creato e da tale punto parte (per i quattro punti cardinali) il messaggio divino che tiene in vita (e fa evolvere costantemente) il Creato stesso verso i punti più distanti del proprio infinito.
Est, Ovest, Nord, Sud e tutti i loro valori intermedi si incontrano nel centro della croce, il punto da cui la divinità emana la sua massima essenza: la testa del Dio fattosi Uomo.
Le croci comunque sul monte Calvario sono tre, forse a ricordarci che Dio è uno e trino? … anche il Dio fattosi Uomo?
… il tutto in un perfetto equilibrio tra bene (alla sua destra) e male (alla sua sinistra). L’uomo (Umanità) dopotutto altro non è, nel suo insieme, se non un perfetto equilibrio tra bene e male, tra perfetto ed imperfetto, tra positivo e negativo, tra maschile e femminile, tra bianco e nero, tra…
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… forse continua.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

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