Foto a sinistra (by Pietro Perri): Dante
Alighieri... alle grotte di Pertosa (SA).
* * *
Giungemmo all’hotel poco dopo le sedici e trenta o poco prima delle
diciassette di sabato 30 ottobre 2010.
L’hotel era proprio come ci era stato descritto dal presidente del circolo
che ha organizzato la gita: un piccolo scorcio di Montecarlo… peccato che non
si trovasse a Montecarlo ma in un punto leggermente isolato.
Si trattava dell’Acteon Palace (quattro stelle per tanti versi meritate) di
Atena Lucana (SA). Stupendo edificio (anche se in via di completamento) dove si
mangia bene e dove la gentilezza del personale nei confronti degli avventori
sembra (poco tempo per metterci la mano sul fuoco) non essere centellinata.
Avevamo a disposizione un po’ di tempo per farci una buona “sciacquata”
e riposarci un pochino prima di ritrovarci, intorno alle diciannove/diciannove
e trenta circa, di nuovo sul pullman diretti alle grotte di Pertosa.
Alle venti e trenta avevamo l’appuntamento con il nostro Dante (perché di
Dante in quella zona sembra ce ne fosse più di uno in circolazione) per fare
una breve passeggiata… all’inferno all’uopo organizzato all’interno di questo
stupendo monumento della natura che sono, appunto, la Grotte del Romito di
Pertosa (CS).
Nella zona antistante l’accesso… all’inferno, c’era un organizzato servizio
d’accoglienza dei turisti (biglietteria, zona dépliant e informazioni,
porticato “zona attesa” ecc.), un piccolo parco in fase di costruzione o di
ristrutturazione, un bar/pizzeria e dei bagni pubblici che oltre ad essere del
tutto gratuiti e strapuliti… non mostravano, accedendo agli stessi, il classico
cestino con le classiche monetine poste all’interno a dare ad intendere agli
avventori che un’offerta per i custodi non avrebbe fatto schifo a nessuno…
tantomeno ai custodi.
Foto a sinistra (by Pietro Perri): Virgilio
alle grotte di Pertosa (SA).
* * *
A proposito: avete fatto caso a come vi guardano brutto i “custodi dei
cessi pubblici” (non credo sia un titolo onorifico questo che o messo tra
virgolette) se non mettete la classica monetina (possibilmente non inferiore ai
venti centesimi… meglio se di cinquanta… pisciare costa) nel famigerato
cestino?
Personalmente se mi trovo sprovvisto di monetine… uscendo dalla porta
d’accesso alla toilette (“pipistop”) mi premunisco immediatamente di toccare
ferro o, in assenza del ferro, qualcosa di meno duro e più carnoso.
Facemmo conoscenza del nostro Dante intorno alle ore ventuno meno qualcosa.
Nel frattempo qualcuno di noi, rimembrando qualche passaggio scolastico della
Divina Commedia, iniziava a chiedersi sul perché ad accompagnarci in tale
viaggio (all’inferno) non fosse stata una guida più esperta tipo… Virgilio.
Il nostro Dante non era eccessivamente alto, aveva la barba e portava il
classico berretto dantesco che, come scoprimmo più tardi) serviva più a
nascondere una eccessiva “zazzera” che a creare ulteriore scenografia.
In ogni caso era decisamente preparato (ottime le spiegazioni delle “scene” che
di volta in volta ci faceva vivere) e bravo nella recitazione di alcuni pezzi
delle… sue cantiche.
Dante nel nostro comune viaggio ci fece conoscere diversi personaggi della
Divina Commedia tutti, con esclusione di Beatrice, debitamente collocati
all’interno dell’inferno: Virgilio, Beatrice, Caronte, Francesca, Ulisse e via
dicendo. Attori, ballerini, cantanti (lirici e non) si passavano il testimone
nel nostro cauto incedere verso le più profonde gole dell’inferno… dulcis in
fundo? … noi, l’Umanità… (Hitler e company, il Capitalismo) alias Lucifero.
Ne è valsa la pena? … vale la pena fare un salto alle grotte di Pertosa? …
si! … anche questo è, cosa strana, un Sud che non fa parte del Sud, un Sud che
dimostra abbondantemente che se vogliamo… possiamo essere anche noi Nord.
Foto a sinistra (by Pietro Perri): Beatrice
incontra Dante alle grotte di Pertosa (SA).
Non è difficile, basta un po’ di onestà (prima di tutti con noi stessi) e
di buona volontà.
Il richiamo di rito? … sul dépliant che spiegava lo spettacolo erano
riportate delle scene che nella pratica non ci è stato dato il piacere di
vedere, ad esempio quella del mangiafuoco. Ma nel complesso è stato comunque un
ottimo spettacolo con protagonisti e comparse che hanno meritato pienamente non
solo il nostro applauso ed i nostri ringraziamenti ma l’intero costo del
biglietto.
Peccato che all’interno delle grotte, per ovvi motivi più che
condivisibili, era vietato usare macchine fotografiche e cineprese.
Alle ventidue eravamo di nuovo in hotel (all’Acteon Palace di Atena
Lucana)… seduti a tavola a goderci la meritata cena… ottima ed abbondante.
A fine cena… tutti a letto con un piccolo compito culturale da svolgere
durante la notte: cercare di capire chi o cosa era Acteon (ovvero ciò che dava
o chi dava il nome all’hotel).
La mattina appena fatta colazione e lasciate libere le stanze, ci dirigemmo
verso il pullman… destinazione Certosa di Padula. Sul pullman, tra l’altro,
decidemmo che, tempo permettendo, nel pomeriggio, dopo aver consumato il pranzo
in hotel, avremmo fatto un salto all’Ikea di Salerno… la mitica Ikea di
Salerno… mitica (nel mio modo di pensare) almeno finché non ebbi la scalogna di
entrarci dentro e vedere (toccando per mano) che tutto era tranne ciò che
finora mi si è voluto far credere.
Credetemi… meglio l’Emmezeta di Taverna di Montalto Uffugo.
Ma l’Ikea, si sa, è l’Ikea… e spesso da San Fili e non solo da San Fili si
organizzano pullman per andare a fare shopping in tale centro commerciale a
trecento chilometri di distanza per comprare… ciò che allo stesso prezzo (o con
pochissimo in più) possiamo trovare a pochi chilometri di distanza.
Foto a sinistra (by Pietro Perri): San Bruno fondatore dei certosini. Statua sulla facciata principale della Certosa.
Alla Certosa di Padula (è la seconda volta che ci andavo) ho potuto
ammirare la famosa ed inimitabile scala senza perno centrale… un vero miracolo
dell’architettura del passato… un’architettura che purtroppo non siamo più in
grado ripetere… i suoi segreti (i segreti dei grandi maestri) si sono persi per
sempre con la morte degli ideatori.
Finita la visita alla Certosa di Padula (vale anche questa la pena d’essere
visitata) e all’Ikea di Salerno (se potete… evitate… nun vi perditi nente!)…
di nuovo sul pullman e questa volta per ritornare finalmente a casa… alla
nostra Cosenza… alla mia amata/odiata San Fili.
* * *
Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
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