Foto a sinistra (ripresa dal web): Santuario
di Papasidero.
* * *
Sabato 30 novembre 2010 mi sono ritrovato, così com’è ormai mia abitudine
da un po’ di tempo a questa parte, con alcuni colleghi di lavoro in piazza
Loreto a Cosenza (proprio nel piazzale antistante l’edificio in cui svolgiamo
il nostro lavoro) dove ci attendeva il pullman per una delle tante gite brevi
organizzate dal nostro Circolo aziendale.
La partenza era programmata per le ore 8 e 30… alle 8 e 31 eravamo tutti
seduti ai nostri posti ed il pullman iniziava il suo dolce (?) incedere verso
la meta prefissata.
Destinazione Piovarolo? … no!
A Piovarolo infatti non eravamo destinati noi ma il grande ed insuperabile
Antonio De Curtis nel celebre omonimo film (a chi non l’ha visto… consiglio
vivamente di procurarsene una copia e… godersela).
Noi, colleghi forse di Fantozzi in una sua celebre gag, eravamo invece
diretti prima ai confini della Calabria e poi nella provincia di Salerno in una
magica (?) giornata tutta dedicata alla grotte: in mattinata, infatti, ci
saremmo fermati nel comune di Papasidero a vedere la grotta (o le grotte?) del Romito
mentre in tarda serata (ore 20 circa) ci saremmo ritrovati davanti all’entrata
delle grotte di Pertosa (appunto in provincia di Salerno) dove avremmo visitato
le stesse in compagnia di… Dante all’Inferno.
Così era previsto (programmato) e così fu.
E così com’era programmato… anche questa volta a mezzogiorno… colazione a
sacco… la mia maledizione eterna.
Inutile sottolineare che quando io in un programma di una gita leggo la
classica frase “colazione a sacco” o “pranzo a sacco” parto dall’idea che la
cosa più stupida che potrei fare è… prepararmi un paio di panini da portarmi
dietro.
E mai possibile, infatti, che nel luogo dove andiamo non troviamo un
ristorante o un luogo dove mangiare comodamente seduti ad un seppur rudimentale
tavolo un bel piatto della cucina locale?
Questa premessa, inutile dirlo, mi convince, nel classico “pipistop”
autostradale di evitare di comprare panini e similari e di convincere mia
moglie a seguire il mio buon esempio.
Risultato? … nove volte su dieci io e mia moglie finiamo per guardare gli
altri azzannare, a mezzogiorno, i propri panini e noi a far finta di niente…
dobbiamo mantenerci leggeri per problemi di salute… mentale!
Quando eravamo nei pressi di Papasidero il nostro autista ci chiese se
avevamo avvertito il Comune del fatto che noi quella mattina avevamo
programmato di visitare la grotta del Romito.
Risposta? … no!
Chi aveva organizzato la gita fuori porta non pensava fosse necessario.
Il motivo era semplice: dal punto in cui ci avrebbe fatto scendere il
pullman, ci erudì l’autista, al punto in cui era il sito della grotta c’era una
distanza di circa tre/quattro chilometri da fare lungo una strada di campagna
cui il nostro mezzo (decisamente grande) non avrebbe potuto transitare.
Circa tre/quattro chilometri che in discesa non avrebbero sicuramente dato
grandi problemi alle nostre gambe, ma in salita…!
E purtroppo ogni discesa, si sa, impone una salita e viceversa.
Nessun problema almeno per il momento insormontabile. O quanto meno c’era
ancora una speranza. L’autista, fortunatamente, aveva il numero del Comune di
Papasidero. Chiamò ed al nostro arrivo trovammo ad attenderci (all’inizio di
quella rischiata camminata) un pullmanino scolastico pronto a caricarci su e a
portarci a destinazione.
Eravamo in 27… tutti adulti tranne i minori.
Per magia ci ritrovammo tutti stipati come sardine (alcuni, in piedi,
sballottati a destra e a sinistra, avanti ed indietro) all’interno di quel
pullmanino con i sedili destinati ai bambini delle scuole materne o delle
scuole elementari.
Fu un’avventura ma… una stupenda avventura.
Prima di farci scendere, l’autista del pullmanino ci avvisò che (ovviamente
per problemi istituzionali) sarebbe ritornato a prelevarci e a riportarci dove
ci aspettava il nostro pullman intorno alle quattordici.
Prima avrebbe dovuto riportare a casa i bambini delle locali scuole.
Tutto si può dire tranne che il Comune di Papasidero non sia stato gentile
a metterci a disposizione (in modo oltretutto gratuito) tale mezzo di
locomozione.
Arrivammo all’entrata dell’area della grotta del Romito intorno alle ore
undici.
Ad attenderci c’erano due gentili signore (guide), una bionda ed una bruna,
che ci avrebbero accompagnato alla scoperta di quel fantastico luogo.
Un luogo, ve l’assicuro, che vale la pena di andare a vedere… ed è
Calabria! … ed è provincia di Cosenza!
(continua).
* * *
Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
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