... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
Il Blog di Pietro Perri dedicato a San Fili (uno dei più bei paesi della provincia di Cosenza) e ai Sanfilesi nel Mondo.
A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.
martedì 26 luglio 2016
E se per rendere più civile e sicuro San Fili aumentassimo ulteriormente le tasse?
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
domenica 17 luglio 2016
E se aprissimo una “questione morale” anche a San Fili? (2)
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
sabato 16 luglio 2016
E se aprissimo una “questione morale” anche a San Fili?
Quattro anni e due mesi di reclusione l’uno e tre anni di reclusione l’altro.
Ovviamente trattasi di sentenza di primo grado. Sicuramente ci sarà un secondo grado ed altrettanto sicuramente ci sarà anche una sentenza della Corte di Cassazione.
Sicuramente a pagare per l’ennesima volta saranno solo e sempre i cittadini Sanfilesi: già vittime una prima volta nel 1996 (ammanco di circa un miliardo di vecchie lire) quindi nel 2010 (ammanco di circa un miliardo e mezzo di vecchie lire) e vittime di una vergognosa (portata avanti da gente incapace o... disonesta? ... spero, da sanfilese, nel secondo caso) gestione amministrativa che ha caratterizzato gli ultimi 50 anni della nostra Comunità e della nostra cittadina.
Come dimenticare, infatti, i due dissesti finanziari subiti dal Comune di San Fili tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta o i buchi “legali” di una assurda gestione di un controllo tramite autovelox (2000/2005) che in tutti i Comuni d’Italia ha portato profitti... tranne che a San Fili (dove ha portato solo un problema di aumento vertiginoso delle spese legali) o... cavolo: qualcuno sa dirmi che utilità hanno portato al nostro paese i soldi che ci ha elargito la Terna in cambio del deprezzamento del nostro territorio e della nostra salute? ... causa il passaggio dei tralicci dell’alta tensione?
Ok, non voglio colpevolizzare nessuno. Dopotutto ogni popolo (ogni cittadinanza) merita gli amministratori che ha... e i Sanfilesi li meritano in modo egregio. Dopotutto li avrebbero meritati (forse anche di più) anche se avessero votato diversamente nelle ultime tornate elettorali.
A San Fili, dopotutto, e da qualche decennio che ormai esiste una... questione morale. E risolta questa San Fili potrebbe veramente diventare il miglior paese della provincia di Cosenza.
Domanda: cosa ne pensate, amici e fratelli compaesani, se ci sediamo ad un tavolo... da pari e senza primi della classe... ed iniziamo finalmente a parlarne? ... ponendo le basi in tal modo per il futuro affinché certe cose non si verifichino più con... raccapricciante ciclicità?
Io, posso mettermi anche da parte. Il futuro (visto che per me esiste solo il presente) dopotutto non è mio ma dei vostri figli.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
sabato 2 luglio 2016
Adoro essere tra i pochi... visto chi sono i più dalle mie parti.
| San Fili piazza san Giovanni 12 novembre 2015 90° anniversario Monumento ai Caduti. |
A differenza degli ignoranti ... i sapienti e gli acculturati hanno solo certezze.
giovedì 23 giugno 2016
Il personaggio di Jugale a San Fili... oltre la maschera.
martedì 21 giugno 2016
Mary Garret (Mariafrancesca Garritano) è tornata a danzare alla Scala di Milano.
Questo per quanto riguarda la polemica, per quanto riguarda la realtà... le magare di San Fili erano (qualcuna lo è ancora) donne che hanno conservato e perpetrato il sapere degli antichi (un sapere passato da madre in figlia da millenni a questa parte).
domenica 12 giugno 2016
150° anniversario dell’Unità d’Italia: i Sanfilesi, con Sante Cesario e non solo, c’erano.
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domenica 5 giugno 2016
I mitici anni ‘70... a San Fili.
Riporto
di seguito un articolo uscito a firma dell’amico Vittorio Agostino sul
Notiziario Sanfilese del mese di novembre del 2010. Nella foto collegata
all’articolo: San Fili piazza San Giovanni - Estate - Festa dell’Unità edizione
1976 (Nella foto compaiono anche Franco De Rose, Mimmo (Domenico) Greco,
Eugenia Cesario, Roberto Esposito, Gianfranco Chiappetta, Vittorio Agostino,
Franco Musacchio, Concetta Musacchio, Raffaella Crivaro, Pino (Giuseppe)
Leccadito, Giuliana Cirillo, Lorella Argentino e Franco Agostino).
Credetemi...
vale la pena rileggerlo.
Se ancora
oggi a distanza di 30 anni si parla con nostalgia degli anni ‘70 (1970-1980),
vuol dire che tali anni hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori.
Gli anni ‘70
erano anni di ideali e creatività. Noi giovani di allora credevano in ciò che
facevano e nel nostro modo di pensare ed agire c’era di tutto: genio,
turbolenza e passione.
Sentivamo, a
differenza dei ragazzi di oggi, di avere il futuro nelle nostre mani: su questo
fronte siamo stati decisamente più fortunati delle attuali generazioni.
Non sono un
nostalgico… ma quel tempo per me e per quelli della mia età è stato bellissimo:
allora con poco o niente eravamo felici.
I giovani di
oggi hanno a disposizione cose meravigliose, peccato che non sempre sappiano
farne buon uso.
Bastava la
musica, quella d’allora che fa ballare anche i giovani d’oggi, per creare
un’atmosfera magica e di allegria.
Serate
magiche in casa di amici con feste da ballo dove si vivevano amori fugaci,
magari solo il tempo di rubare un bacio alla ragazza dei propri sogni, o storie
destinate a durare nel tempo.
In quel
periodo era l’estate a farla da padrone… quelle stupende estati, fatte di
Festival della voce e da Festa dell’Unità o altre feste religiose o di partito
stracondite di giochi popolari e di tanto prodigarsi di tutti gli organizzatori
per l’ottima riuscita di tali manifestazioni.
Ed era
proprio l’estate, secondo me, che faceva nascere quella creatività, quelle
amicizie che a volte sbocciavano in amori a volte durati solo quell’estate, ma
che creavano tante e tanto forti emozioni.
Ed era
proprio in estate che si fronteggiavano le contrade del paese in
indimenticabili tornei di calcio (nel vecchio stadio in località Uncino) che
spesso non terminavano o terminavano in malo modo a causa della belligeranza
delle parti in campo.
Come
dimenticare, ad esempio, l’accesa competizione non solo sportiva ma anche
“patriottica” tra i sanfilesi del capoluogo e i compaesani della frazione
Bucita. Non raramente gli incontri tra le due formazioni finivano in modo
decisamente poco sportivo… a calci e pugni.
Sempre in
estate e sempre di sera, quando il tempo e la tasca ce ne davano l’opportunità,
con gli amici c’era il rituale della pizza.
La compagnia
base era formata quasi sempre da Fernando Perri (cui piaceva sempre mangiare le
tre stagioni, la quarta non gli andava a genio), da Francesco Commis (che
mangiava di tutto) e da Ciccio Parise.
Finita la
pizza si andava al cinema, all’ultimo spettacolo, quello delle 22.
Il locale
preferito dalla compagnia era la pizzeria “Luna Rossa” di Cosenza, nei pressi
dell’attuale tribunale.
A portarci
sul luogo era Fernando Perri con la sua seicento. Per quanto riguarda il cinema
la scelta, a seconda del film che veniva proiettato quella sera, era
diversificata: si preferiva normalmente andare al Citrigno ma non si
disdegnavano gli spettacoli che davano l’Isonzo, l’Astra o il Supercinema.
A loro, alla
compagnia della pizza, spesso ci aggregavamo gli amici “ballerini”: Franco
Chiappetta, Sergio Rossiello e (perché no?) il sottoscritto.
Eravamo
definiti “ballerini” perché, vestiti alla Tony Manero, quando ne avevamo la
possibilità andavamo a ballare in una discoteca di Torremezzo di Falconara.
Con l’inizio
dell’autunno e poi con l’inverno, si pensava ad essere un po’ più seri. Eravamo
pronti ad affrontare il periodo lavorativo e/o scolastico, ma ciò nonostante lo
svago ed il divertimento trovavano il loro giusto collocamento all’interno
della settimana.
Era il
sabato il giorno a cui dedicavamo il divertimento, andando a ballare a casa di
amici o al salone delle feste di Cesario, in piazza San Giovanni, spesso luogo
di feste natalizie e di capodanno. Ricordo ancora i gruppi musicali o i solisti
che, con i loro indimenticabili trentatré o quarantacinque giri, davano vita a
quelle stupende serate: i Pink Floyd, John Lennon, Mina, Lucio Battisti, Mia
Martini, Bob Marley, Cat Stevens, Barry White, Led Zeppelin, Julio Iglesias, i
Bee Gees, i Pooh, Riccardo Cocciante, Stevie Wonder, Santana, la P.F.M., gli
Eagles, i Genesis ecc.
E poi c’era
il mangiadischi, abbiamo ancora nelle orecchie il rumore dello scatto che
faceva un disco al momento della sua estrazione.
Il
mangiadischi era un vero cult degli anni 70 ma con una sorte ben segnata.
Terminata infatti la produzione dei quarantacinque giri, il mangiadischi è
stato costretto a cedere il passo a strumenti tecnologicamente più avanzati.
Un altro
ricordo indelebile sono stati i fotoromanzi, ricordo che mia sorella li leggeva
sempre e a casa si trovavano ovunque: nei cassetti, nell’armadio, sui tavoli.
Un vero cult dove le storie si leggevano e si vedevano sul cartaceo: storie con
lieto fine e storie con un finale drammatico.
Ma di questo
e d’altro parleremo un’altra volta.
*
* *
Da un
articolo firmato Vittorio Agostino... un regalo by Pietro Perri.
Un caro
abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace
ma... “si vis pacem para bellum”!
sabato 4 giugno 2016
Scherzi a San Fili negli anni Sessanta.
Riporto
di seguito l'articolo a firma di Nuccia Giglio-Carlise apparso nel mese di
maggio del 2009 sul Notiziario Sanfilese ovvero sul bollettino
dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis" di San Fili.
* * *
Scherzi a San Fili negli anni Sessanta.
Di Nuccia Giglio Carlise.
Nei primi anni Sessanta San Fili era un paese abbastanza
tranquillo; poche le macchine e pochi i televisori.
La gente amava trascorrere le serate riunendosi in casa di amici o
in qualche locale pubblico. Uno di questi era il negozio di mio padre Giuseppe
situato vicino il bar Sammarco.
I più assidui frequentatori del locale erano: Rocchino Speziale,
mastro Peppino Mazzola, Eugenio Aiello e qualche volta Marchesani (il padre di
Domenico).
Mio padre nel negozio aveva un po' di tutto: roba di cartoleria,
libri scolastici, articoli da regalo, giornali, riviste, etc.
Aveva anche il banco per il Lotto, Totip e Totocalcio. I
suddetti amici si ritrovavano la quasi ogni sera per giocare al Lotto, per
preparare sistemi e discutere del più e del meno.
Un giorno Eugenio Aiello, che era il più allegro di tutti, propose
a mio padre di fare uno scherzo a mastro Peppino: fargli credere di aver
vinto al Lotto.
Naturalmente loro sapevano i numeri che lui aveva giocato. Così
prepararono una radio, la truccarono per l'occasione e scelsero me come
complice per leggere i numeri vincenti.
Quando arrivò la sera dell'estrazione io, nascosta nel
retrobottega, annunciai i numeri fasulli ad uno ad uno.
Appena mastro Peppino si rese conto che il primo numero era
lo stesso di quello da lui giocato, come pure il secondo, il terzo, il quarto
ed il quinto, credette naturalmente di aver vinto e, non potendo più contenere
la gioia, si tolse il cappello (era d'inverno), lo lanciò in aria ed esclamò:
"Isola, ho fatto cinquina!”.
Poi, salutò allegramente gli amici e se ne tornò a casa per dare
la bella notizia alla moglie.
La sera stessa l'ideatore dello scherzo decise che era meglio dire
la verità a mastro Peppino e gli mandò un ragazzo a casa per
comunicargliela.
Inutile descrivere la reazione del nostro mastro Peppino che
prima rimase deluso e poi, in un impeto di rabbia, tirò giù dal tavolo di
cucina (apparecchiato per la cena) la tovaglia mandando a terra piatti e
bicchieri.
Per un po' di tempo non si recò nel negozio di mio padre ma la
rabbia sfumò presto e dopo pochi giorni mastro Peppino tornò a riunirsi
con gli amici di sempre.
*
* *
Un caro
abbraccio a tutti by Pietro Perri.
… /pace.
venerdì 3 giugno 2016
Universitas Sancti Felicis”: il perché di un nome.
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lunedì 30 maggio 2016
Prima o poi qualcuno, scendendo per la cava nella frazione Bucita... si romperà le corna (magari senza neanche averle).
Prima o poi qualcuno si romperà le corna... (magari senza neanche averle) e ciò gli succederà scendendo per la cava (mi dicono si ci chiami così nel tratto - scisa? - che collega via Danise con via santa Lucia nella frazione Bucita di San Fili).
Una Sconcezza (decisamente con la S maiuscola) che non solo si presenta come una vergogna per una paese civile (oltretutto risolvibile con lavori in economia per una cifra sicuramente alquanto ridicola per un paese che può pensare di prendersi il lusso di sprecare ancora decine di migliaia di euro per alcuni lussi di cui potrebbe e dovrebbe fare a meno... circa cinquantamila euro per la piscina comunale, ad esempio. Senza parlare del finanziamento di strani progetti culturali di nessuna utilità né presente né futura per chi - tra noi - paga le tasse... e non mi riferisco a progetti di due o trecento euro) rischia di creare non pochi problemi alla cittadinanza amministrata.
Lo stesso rispetto che dovrebbero ovviamente portare i dipendenti comunali (o di aziende che collaborano col Comune e che sono quindi pagati con soldi pubblici) nei confronti della Comunità Sanfilese tutta.
giovedì 12 maggio 2016
Riuscitissimo il primo raduno di bikers in territorio di San Fili.
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Foto scaricata dal diario Facebook
di Giovanni Primerano.
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giovedì 5 maggio 2016
Ricordando l’insegnante Maria (Alba) Ruffolo.
Nella foto a sinistra: prima elementare - anno scolastico 1968/1969 - insegnante
Maria (Alba) Ruffolo. Ricordo come un sogno che quel giorno l’insegnante non
volle farsi fotografare con la nostra aula. Mi sembra che la motivazione fosse
legata al fatto che ne aveva fatte già tantissime di foto con i suoi alunni. L’insegnante
cercò di portarci tutti alla conclusione del ciclo scolastico. Per lei ogni
alunno perso per strada era una freccia che la colpiva dritta al cuore. Quasi il
dover ammettere un suo fallimento. La foto se non vado errato venne scattata
dallo studio fotografico di Egidio De Luca.
* * *
Nel mese di marzo 2016 è passata a miglior vita l'insegnante ("signora maestra") delle Scuole Elementari... Maria (Alba) Ruffolo.
Grazie all'amore per la sua professione (più una missione a dire il vero
per lei che una professione) in tanti sanfilesi abbiamo imparato a scrivere, a
leggere... e qualcuno anche a pensare con la propria testa.
Io, nei cinque anni che l'ho avuta come insegnante nell'edificio scolastico
di via Marconi, grazie a lei - o forse per colpa sua, sarebbe più il caso di
dire - sono rimasto abbagliato nel capire/subire la magia che scaturisce da una
penna (magari nera bic) che imbratta un foglio di carta bianca: il nulla prende
forma sotto i tuoi occhi e tu ti illudi pure che il risultato sia frutto ella
tua mente; tu t’illudi che la tua mano guidi la penna mentre traccia una linea
piena di punti, stacchi, rialzi, semplici macchie che immortalano la tua vita o
la vita degli altri o danno vita all'inesistente che diventa personaggio al
pari dei personaggi in cerca d'autore di pirandelliana memoria.
Capii, grazie all'insegnante Maria (Alba) Ruffolo, il potere della
scrittura. me ne feci avvincere e ne restai prigioniero per sempre... e lo sono
tutt'ora! Anche se ora le mie dita non bloccano più una penna nera bic... ma
battono inarrestabili sulla tastiera di un notebook che materializza su un
foglio - sempre e comunque bianco - virtuale pensieri senza senso.
Perché la vita è un foglio bianco su cui scivola la punta, sempre meno
sazia d'inchiostro, d'una penna nera... bic: la penna nera bic che mi ha
insegnato ad usare l'insegnante Maria (Alba) Ruffolo, anche e sopratuttocol
supporto di qualche non sempre meritata staffilata.
Mi resi conto del potere della scrittura (che sarebbe o meno diventata la
mia strada) quando ancora frequentavo la terza elementare... in quell'edificio
scolastico su via Marconi a San Fili.
Quel giorno? ... tema in classe... o forse era una semplice composizione:
Cosa vorresti fare da grande o... parla dell’importanza lavoro nella vita degli
esseri umani.
Non ricordo bene il titolo ma il senso era esattamente questo.
Da buon figlio di un sacrestano per hobby (mio madre Salvatore per circa
mezzo secolo è stato il collaboratore del parroco del paese nella chiesetta
della Madonna del Carmine o del Monte Carmelo) non potevo non conoscere le basi
della religione giudaico-cattolico-cristiana. A partire dall'inizio, ovvero
dalla genesi.
E quindi non potevo non sapere di chi era la colpa di una traccia per un
tema o una composizione come questa: la donna ancora doveva nascere e già aveva
segnato il triste destino dell'Umanità.
Lo svolgimento della traccia iniziava più o meno in questo modo:
"Dio creò l'Universo, creò la terra con tutte le sue creature, creò i
laghi, i fiumi i mari e le montagne, creò l'uomo e... creò la donna. La donna
mangiò la mela ed... eccoci a svolgere un tema sull'importanza del lavoro
dell'uomo" e del desiderio di noi alunni delle Scuole Elementari di San
Fili, agli inizi degli anni settanta del ventesimo secolo, di fare, da grandi,
proprio quel tipo di lavoro.
Ergo?!? … se la donna non avesse mangiato la mela l'uomo non avrebbe avuto
bisogno di lavorare né sicuramente il desiderio di fare alcunché se non godere
di ciò che Dio gli aveva messo a disposizione.
Dopotutto fino a quel momento eravamo graditi ospiti dell’Eden, del
paradiso terrestre.
Ricordo ancora quando la "signora maestra Maria (Alba) Ruffolo"
leggendo quel cappello allo svolgimento del mio tema usci fuori dall'aula e
chiamò a raccolta gli altri insegnanti a portata di mano: doveva portare loro a
conoscenza di ciò che era riuscito a scrivere un proprio alunno della terza
elementare.
Personalmente all'inizio fui preso da un certo timore: "Vuoi
vedere", pensavo tra me e me, "che adesso me le darà di santa ragione
perché ho offeso le Sacre Scritture con questo mio... primo sproloquio?"
E invece no.
Dopo un po' (notando che gli altri insegnanti si complimentavano con la mia
"signora maestra" per la mia arguzia letteraria) iniziai ad
apprezzare il piacere del palcoscenico: scrivendo, con trovate intelligenti o
estremamente stupide, capii quel giorno che si poteva essere senza grandi
sforzi al centro della scena.
E poi, credetemi, tutto ha un inizio - incluso la stupidità umana - ma solo
la scrittura, nel mondo degli umani o quantomeno degli esseri intelligenti o
pseudo intelligenti, non sempre ha una fine.
Ancora grazie, anche se con un po' di ritardo, carissima "signora
maestra" Maria (Alba) Ruffolo per il regalo che mi hai fatto a cavallo
degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso... gradito regalo che ancora
porto... sulle punte delle dita che, incapaci ormai da tempo di stringere una
bic nera, battono incessantemente sula tastiera di un freddo... notebook
d'ultima generazione.
* * *
Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... si vis pacem para bellum!
sabato 16 aprile 2016
C’era una volta a San Fili... il carnevale: la farsa. (2)
| Il mitico Andrea "Brunello" Commis. |
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