Nella foto a sinistra: prima elementare - anno scolastico 1968/1969 - insegnante
Maria (Alba) Ruffolo. Ricordo come un sogno che quel giorno l’insegnante non
volle farsi fotografare con la nostra aula. Mi sembra che la motivazione fosse
legata al fatto che ne aveva fatte già tantissime di foto con i suoi alunni. L’insegnante
cercò di portarci tutti alla conclusione del ciclo scolastico. Per lei ogni
alunno perso per strada era una freccia che la colpiva dritta al cuore. Quasi il
dover ammettere un suo fallimento. La foto se non vado errato venne scattata
dallo studio fotografico di Egidio De Luca.
* * *
Nel mese di marzo 2016 è passata a miglior vita l'insegnante ("signora maestra") delle Scuole Elementari... Maria (Alba) Ruffolo.
Grazie all'amore per la sua professione (più una missione a dire il vero
per lei che una professione) in tanti sanfilesi abbiamo imparato a scrivere, a
leggere... e qualcuno anche a pensare con la propria testa.
Io, nei cinque anni che l'ho avuta come insegnante nell'edificio scolastico
di via Marconi, grazie a lei - o forse per colpa sua, sarebbe più il caso di
dire - sono rimasto abbagliato nel capire/subire la magia che scaturisce da una
penna (magari nera bic) che imbratta un foglio di carta bianca: il nulla prende
forma sotto i tuoi occhi e tu ti illudi pure che il risultato sia frutto ella
tua mente; tu t’illudi che la tua mano guidi la penna mentre traccia una linea
piena di punti, stacchi, rialzi, semplici macchie che immortalano la tua vita o
la vita degli altri o danno vita all'inesistente che diventa personaggio al
pari dei personaggi in cerca d'autore di pirandelliana memoria.
Capii, grazie all'insegnante Maria (Alba) Ruffolo, il potere della
scrittura. me ne feci avvincere e ne restai prigioniero per sempre... e lo sono
tutt'ora! Anche se ora le mie dita non bloccano più una penna nera bic... ma
battono inarrestabili sulla tastiera di un notebook che materializza su un
foglio - sempre e comunque bianco - virtuale pensieri senza senso.
Perché la vita è un foglio bianco su cui scivola la punta, sempre meno
sazia d'inchiostro, d'una penna nera... bic: la penna nera bic che mi ha
insegnato ad usare l'insegnante Maria (Alba) Ruffolo, anche e sopratuttocol
supporto di qualche non sempre meritata staffilata.
Mi resi conto del potere della scrittura (che sarebbe o meno diventata la
mia strada) quando ancora frequentavo la terza elementare... in quell'edificio
scolastico su via Marconi a San Fili.
Quel giorno? ... tema in classe... o forse era una semplice composizione:
Cosa vorresti fare da grande o... parla dell’importanza lavoro nella vita degli
esseri umani.
Non ricordo bene il titolo ma il senso era esattamente questo.
Da buon figlio di un sacrestano per hobby (mio madre Salvatore per circa
mezzo secolo è stato il collaboratore del parroco del paese nella chiesetta
della Madonna del Carmine o del Monte Carmelo) non potevo non conoscere le basi
della religione giudaico-cattolico-cristiana. A partire dall'inizio, ovvero
dalla genesi.
E quindi non potevo non sapere di chi era la colpa di una traccia per un
tema o una composizione come questa: la donna ancora doveva nascere e già aveva
segnato il triste destino dell'Umanità.
Lo svolgimento della traccia iniziava più o meno in questo modo:
"Dio creò l'Universo, creò la terra con tutte le sue creature, creò i
laghi, i fiumi i mari e le montagne, creò l'uomo e... creò la donna. La donna
mangiò la mela ed... eccoci a svolgere un tema sull'importanza del lavoro
dell'uomo" e del desiderio di noi alunni delle Scuole Elementari di San
Fili, agli inizi degli anni settanta del ventesimo secolo, di fare, da grandi,
proprio quel tipo di lavoro.
Ergo?!? … se la donna non avesse mangiato la mela l'uomo non avrebbe avuto
bisogno di lavorare né sicuramente il desiderio di fare alcunché se non godere
di ciò che Dio gli aveva messo a disposizione.
Dopotutto fino a quel momento eravamo graditi ospiti dell’Eden, del
paradiso terrestre.
Ricordo ancora quando la "signora maestra Maria (Alba) Ruffolo"
leggendo quel cappello allo svolgimento del mio tema usci fuori dall'aula e
chiamò a raccolta gli altri insegnanti a portata di mano: doveva portare loro a
conoscenza di ciò che era riuscito a scrivere un proprio alunno della terza
elementare.
Personalmente all'inizio fui preso da un certo timore: "Vuoi
vedere", pensavo tra me e me, "che adesso me le darà di santa ragione
perché ho offeso le Sacre Scritture con questo mio... primo sproloquio?"
E invece no.
Dopo un po' (notando che gli altri insegnanti si complimentavano con la mia
"signora maestra" per la mia arguzia letteraria) iniziai ad
apprezzare il piacere del palcoscenico: scrivendo, con trovate intelligenti o
estremamente stupide, capii quel giorno che si poteva essere senza grandi
sforzi al centro della scena.
E poi, credetemi, tutto ha un inizio - incluso la stupidità umana - ma solo
la scrittura, nel mondo degli umani o quantomeno degli esseri intelligenti o
pseudo intelligenti, non sempre ha una fine.
Ancora grazie, anche se con un po' di ritardo, carissima "signora
maestra" Maria (Alba) Ruffolo per il regalo che mi hai fatto a cavallo
degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso... gradito regalo che ancora
porto... sulle punte delle dita che, incapaci ormai da tempo di stringere una
bic nera, battono incessantemente sula tastiera di un freddo... notebook
d'ultima generazione.
* * *
Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... si vis pacem para bellum!
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