San Fili 2005 - Chiesa Madre o dell'Annunziata. Foto di gruppo
dopo una festa in onore di san Francesco di Paola. Nella foto (di cui non sono
a conoscenza dell’autore)anche "za Maria" devotissima al santo
patrono di San Fili. Il prete è don Franco Perrone.
Premessa d'obbligo dell'autore.
Il
racconto che riporto di seguito, seppure con il nome cambiato del personaggio
protagonista "za Maria", m'è veramente capitato nel mese di maggio
2002 o giù di lì. "Za Maria" nella realtà è la signora I.,
conosciutissima a San Fili e fuori San Fili per le sue doti "magiche"
(profetiche e taumaturgiche). E' a lei, e a tutte le brave donne di una volta,
che dedico di cuore il seguente racconto.
Za
Maria era e continua ad essere famosa, tra i paesani e non solo, per le sue
capacità divinatorie e taumaturgiche.
Tanto
famosa che persino i pragmatici frequentatori, studenti e professori,
dell’Ateneo sito nella vicina Arcavacata, l’Università della Calabria, alla
fine si son dovuti accorgere della sua esistenza.
Dopotutto
za Maria non era una personalità da nulla, dopotutto za Maria era e resta ormai
per tutti una vera e propria istituzione: per lei, e per i suoi preziosi
consigli e magici intrugli, prendeva il treno da tutta la provincia una
moltitudine di persone.
Za
Maria, è e resta l’ultimo baluardo di un mondo destinato a scomparire con il
dissolversi della fantasia, dell’amore e della solidarietà tra gli esseri
umani.
Lei
rappresentava e rappresenta l’ultimo legame che lega la comunità sanfilese ad
un passato che seppur non tanto remoto ormai non è più: un passato che
affiancandosi alla medicina e alla religiosità ufficiale riusciva egregiamente
a colmare i vuoti che queste due strane entità a volte lasciano tra loro e
l’oggetto del loro esistere… l’uomo.
Za Maria aveva sempre è comunque pronta una risposta a tutto e per tutto, persino a quando le posero la comanda del come mai pur avendo aiutato e salvato tante persone da tanti mali oscuri e brutti, non fu in grado di salvare il marito da uno di questi mali: il cancro.
- Sta scritto che noi possiamo aiutare gli altri, ma non noi stessi e i nostri familiari: è l’amaro che dobbiamo pagare in cambio di questo stupendo dono.
Za
Maria non sbagliava mai, ed io sono sicuro che tuttora non sbaglia, le sue
previsioni, le sue diagnosi e le terapie che ella stessa indicava ai suoi
clienti - pazienti… con l’arte antica e sapiente della scelta e della
miscelatura delle magiche erbe.
Quella
stessa arte che per essere raggiunta, alcuni dotti v’hanno impiegato una vita,
e spesso con risultati inferiori, nei banchi dei vari livelli della scuola.
Dopotutto,
questi, non sono stati né alunni di za Maria né alunni degli insegnanti di za
Maria.
Mi
dicono che quest’arte oggi la chiamano "erboristeria". Una volta si
chiamava semplicemente magia e tante vite, il conoscerla e praticarla, è
costata a tante giovani, anziane, colte e sapienti donne. Forse più vite di
quante le stesse ne avevano salvate praticando questa magica arte.
Strega
era il suo peccaminoso mestiere ed il rogo ne era la sua giusta punizione.
Za
Maria non poteva e non può sbagliare, anche se lei dice che è da qualche anno
che ha lasciato la "professione". Dopotutto za Maria è nata,
cresciuta e vive nel paese delle magare: San Fili. E dopotutto tutti
sanno che lei è una delle ultime detentrici del "libro bianco delle
streghe buone".
Agli
inizi di maggio 2002 mi è giunta una telefonata da una studentessa
dell’Università della Calabria, diceva di essere iscritta al DAMS (un corso
universitario speciale che, se ho capito bene, dovrebbe formare gli artisti,
showman – attori – registi ecc., di domani). Disse di chiamarsi Alessandra e di
essere di un comune attiguo a San Fili. Disse di aver navigato nelle pagine web
del sito "San Fili by Pietro Perri" e d’averle trovate interessanti
per un lavoro che stava realizzando assieme ad alcuni compagni di corso: un
documentario sulle tradizioni contadine e popolari della nostra zona.
Mi
chiese se potevo aiutarli in questo lavoro magari consigliandole qualche
persona particolare di San Fili cui avrebbero potuto parlare di tutto ciò, ed
in particolare di magia, magare e magarie.
Non
potei fare a meno di pensare a za Maria… chi più di lei poteva, per così dire,
tenere una lezione universitaria in merito?
Non
vedevo za Maria ormai da tantissimo tempo, forse da più di un anno, il giorno
successivo (sarà il caso o la magia di za Maria) eccotela venirmi incontro in
modo, a parer mio, per niente casuale: con lei nulla può essere casuale.
-
Za Mari’, ieri sera m’è successo questo e quello.
Le
raccontai, in poche parole, la telefonata intercorsa tra me ed Alessandra.
-
Pietro, mi hanno già telefonato: un altro alunno con un professore, …
Non
credevo, pensai tra me e me, che fosse famosa a tal punto.
-
... al professore gli ho già detto tutto, ma se lo reputi opportuno, parlerò
anche con questa ragazza. Comunque non crederti che possa dirle granché,
dopotutto io non ho fatto studi particolari e la mia magia nasce da qualche
libro di erboristeria e da alcune ricette trovate su alcuni calendari di monaci
del tipo "Fra Pace e Bene". E poi, come ti dicevo, è da tempo che non
pratico più la "professione.
Feci
finta di non capire (dopotutto io ero stato un discepolo della magia bianca e
sapevo che stava mentendo… o almeno volevo crederlo).
-
Za Mari’, però ieri sera ho cercato il vostro nome sull’elenco telefonico e non
l’ho trovato. Che sia registrato a nome di qualcun altro?
-
Petru’, supr’all’elencu nun mi cce truovi, ch’io tiegnu u telefoninu! Comunque, si pigli na carta e na pinna, ti
dugnu u numeru e tu signi… ppe r’ogne necessitate!
Detto
fatto, presi carta e penna, segnai il numero e me ne andai felice pensando tra
me e me: hai capito un po’… non fa più la "professione", almeno così
dice, e per giunta s’è fatta il cellulare.
Sarà,
ma quello che io penso e che anche ‘e magar'e Santu Fili si sono
adeguate ai tempi… restando pur sempre magare.
Una
cosa però mi strugge il cervello: s’è vero che za Maria non fa più la
"professione", cosa che io non credo… e lei lo sa bene…, che fine ha
fatto il "libro bianco delle streghe buone" a cui dissero tenesse
così caramente? Forse qualche altra magara sta prendendo forma
all’orizzonte sanfilese?
* * *
In questi giorni (il 22 luglio 2002 per la precisione), tra l'altro, in un vicolo che collega via Rinacchio con corso XX Settembre (all'altezza dell'ex rifornimento di benzina), andando a trovare i miei anziani genitori mi sono imbattuto con l'amico Franco Crivaro, il nostro caro poeta locale.
-
Ciao, Fra'... a quanto tempo! ... tutto bene?
-
Sì, Pie': tutto bene.
-
De ddrue sta veniennu?
-
Sono andato un attimo ad accompagnare alcuni "stranieri" dalla
signora I.
-
Ed io vado a trovare cinque minuti i miei vecchietti. Ci vediamo più tardi,
Fra'!
Voi
che dite: ... che veramente "za Maria" ha appeso le proprie scarpe da
tennis e la propria racchetta ad un chiodo e veramente non pratica più il suo
stupendo "sport". Per quel che mi riguarda... se un giorno dovessi
avere qualche delusione d'amore o qualche serio problema di salute, so bene a
chi mi rivolgerò. Magari non mi risolverà il problema... ma perlomeno non me lo
farà aggravare come fanno alcuni medici dell'era moderna con i loro
"pazienti" pazienti.
Eppoi,
dalle nostre parti, "nu bellu foraffascinu u gguasta mai! ... ccu tutti
st'uocchi stuarti chi circolanu ppe re vie".
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