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domenica 30 aprile 2017

La Fantastica di San Fili e le fantastiche di Conflenti... stessa radice?

Dal sito “cara conflenti”
www.caraconflenti.it/S.Nicola.htm
Cercando notizie sulle magare un giorno mi imbattei nel libro “Questioni italiane - Demonologia, antropologia, critica culturale” di Francesco Faeta (editrice Bollati Boringhieri, Torino 2005) e... che strano, ad un certo punto parlava anche delle “fantastiche”:
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Più vicine all’idea di spettro o fantasma sono le fantastiche, che abitano nei casolari abbandonati di campagna. Anch’esse figure esclusivamente femminili, sono visibili e appaiono come donne vestite di bianco, con lunghi capelli sciolti sulle spalle. Spesso sono osservate nell’atto di danzare, anche se tale atto può connotare anche le fate o altre figure quali le pupiddrhe. Ancora la tesi di Pulice riporta alcune testimonianze interessanti. Un’interlocutrice dice: «Vedevo sempre una donna con un bell’abito bianco, come da sposa, ballare nella soffitta della famiglia Mauri». E un’altra: «abitavo vicino al casino dei Mauri, c’erano delle donne che dicevano di vedere una donna vestita di bianco ballare in soffitta, per quanto ho cercato di vederla, non ci sono mai riuscita, ma tutti dicevano che c’era». A Conflenti fantastiche sono segnalate nei pressi dei ruderi della Masseria dell’Acqua e di alcune caselle di campagna non più usate sul versante ovest dell’abitato. A questi personaggi non sono attribuiti tratti positivi o negativi, anche se si ritiene che siano, in qualche misura, custodi dell’edificio che abitano. Se qualcuno si avvicina, dunque, reagiscono con una disposizione di animo malevola o impertinente. Riferisce ancora la signora Lina: «Le fantastiche non fanno niente. Solo si arrabbiano se le prendi in giro, se ti avvicini alla casella dove stanno». Racconta una donna: «Una fantastica mi lanciò una pietra che colpì prima un albero e poi la vummula  (orcio di creta) che cadde a terra senza rompersi». A volte, tuttavia, con tali personaggi è possibile instaurare qualche rapporto, facendosi reciproca compagnia e colloquiando. Dice un’interlocutrice: «Mia zia era convinta di aver visto una fantastica seduta sul davanzale di una finestra che rideva sguaiatamente e mostrava i suoi grandi denti. Da allora era convinta che la fantastica le facesse compagnia e con lei parlava durante la giornata, anzi, quando usciva per andare a prendere l’acqua alla fontana le ordinava di farle trovare il fuoco acceso ed era convinta che quella lo facesse». In generale l’inoperosità delle fantastiche contribuisce a connotarle, più di altre figure sorelle, in modo melanconico. Le loro apparizioni sono connesse alla solitudine e agli stati crepuscolari e, benché esse siano vissute come personaggi affatto distinti e distinguibili, si caratterizzano come manifestazioni intermedie tra quelle degli spirdi (spiriti, anime malevole) o, più propriamente, delle arme (anime benevole) e quelle delle altre figure che stiamo prendendo in considerazione (...).
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A San Fili, inutile ricordarlo, non abbiamo le fantastiche ma abbiamo la Fantastica. Eppure, la cosa è certamente a conoscenza di chi ha letto la mia ricerca in merito a questo stupendo personaggio sovrannaturale che da secoli vive nel nostro paese, le similitudini tra le fantastiche di Conflenti (paese calabrese in provincia di Catanzaro) e la Fantastica San Fili sono tantissime.
Entrambe, ad esempio, vestono (almeno nella prima parte dell’apparizione) un vestito bianco... da sposa o candido come potrebbe essere quello di una Madonna, direbbe qualcuno. Entrambe hanno i capelli sciolti ed entrambe per tanti versi sono numi tutelari delle case a Conflenti e nume tutelare del paese a San Fili.
E tante similitudini sembrano legare il paese di San Fili con il paese di Conflenti... non ultima quella che a Conflenti c’è una contrada chiamata San Fili.
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Nel Notiziario Sanfilese del mese di novembre 2016 ho parlato del possibile collegamento tra la Fantastica di San Fili e le fantastiche di Conflenti (sulla sinistra riporto una foto panoramica di tale paesino in provincia di Catanzaro). Evidenziando anche che a Conflenti esiste una contrada chiamata appunto “contrada di San Fili”.
Personalmente non credo alle combinazioni... tranne quando non ci sbatto violentemente contro con il muso.
Nell’osservare tale foto a primo acchito verrebbe da chiedersi: ma siamo proprio sicuri che sia Conflenti e non San Fili?
A parte ciò comunque è simpatico notare che, come San Fili, Conflenti è un paese collinare e, come San Fili, si trova a 550 metri sul livello del mare.
Come San Fili ha avuto il suo picco di popolazione nel 1951 (dati del censimento svoltosi in quell’anno) con 4472 abitanti contro i 4167 di San Fili. Per quanto riguarda comunque il picco raggiunto dal nostro comune lo stesso si è registrato, con ben 5155 residenti, nel 1921.
Come San Fili anche Conflenti dista pochi chilometri dal mar Tirreno ed il luogo di culto principale è dedicato ad una Madonna (Maria santissima Annunziata per quanto riguarda San Fili ed il santuario basilica Maria santissima delle grazie della quercia di Visora per quanto riguarda Conflenti).
Il luogo dove sorge il santuario (eretto anche in virtù dell’apparizione della Madonna il quel luogo) secondo una leggenda locale sembra che... ancor prima che si parlasse del manifestarsi della Madonna, tale luogo fosse stato il teatro di apparizioni di numerose figure femminili d’incerta origine sovrannaturale. Tra esse prevaleva “una donna bellissima di forme e statura leggiadre “. 
Domanda: vi ricorda qualcosa tale leggenda locale? ... qui, credeteci, Fantastica ci cova.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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