Nella foto a sinistra (archivio
Ciccio Cirillo): Primi anni del XX secolo. Il Muraglione di San Fili...
integro.
L’articolo che riporto
di seguito è apparso sul Notiziario Sanfilese del mese di aprile del 2017 a
firma di Pietro Perri.
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Forse è una domanda stupida e che come
tale non merita neanche una risposta (altrettanto stupida o intelligente che
dir si voglia) ma io, nella mia stupidità, da sanfilese a sanfilese voglio
farla lo stesso: sapete cos’è (o forse cos’era) il Muraglione? ... inutile dire
che parliamo di un qualcosa che è presente nell’abitato di San Fili e non di un
qualcosa in cui potremmo imbatterci senza grossi problemi nella maggioranza dei
comuni d’Italia se non del mondo.
Ok, a scanso d’equivoci ed al fine,
soprattutto, di non far fare qualche brutta figuraccia a qualcuno dei nostri
“amati lettori sanfilesi doc” ve lo dico io: il Muraglione (notare la emme
maiuscola) per quanto riguarda San Fili è quel mastodontico muro in pietra che
sostiene il tratto di corso XX Settembre compreso tra l’ex piazza Rinacchio
(attuale piazza Adolfo Mauro) e l’ex piazza Caserma (attuale piazza Mario Nigro).
Tale spettacolare opera venne realizzata -
oggi diremmo “a tempo di record” - nel corso degli anni Venti del XIX secolo in
occasione della realizzazione della strada di collegamento tra la città di
Cosenza e la cittadina di Paola. Per la cronaca il 1830 la strada che collegava
Cosenza con Paola, denominata “traversa di Paola”, veniva considerata «
compiuta ed aperta al pubblico passaggio » (nota ripresa da “Vie di
comunicazione strade e tratturi nel comune di San Fili / XIX-XX sec.” di Mario
Spizzirri).
Agli inizi il Muraglione, almeno così
sembra di capire anche da alcune foto scattate all’inizio del XX secolo, era
un’opera unica ovvero non presentava il distacco all’imbocco di via Giuseppe
Crispini (ex via Rampa).
Il succitato distacco quasi certamente è
stato realizzato in occasione della costruzione della locale, “ex”
stazione ferroviaria di San Fili. Costruzione avvenuta appunto agli inizi del
XX secolo (la stessa resterà aperta al pubblico servizio dal 1915 al 1987).
Quello del distacco ottenuto con la
realizzazione della scesa della “rampa” fu il primo lacerante colpo inferto
all’imponente Muraglione di San Fili.
Il primo ma certamente non l’ultimo. Il
progresso, infatti, anche in tale campo ed anche se in certi casi fa rima con
“regresso” quasi mai tiene conto del passato (quindi della storia) né tantomeno
del futuro di una Comunità.
(continua).
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Un caro abbraccio a
tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
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