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venerdì 12 dicembre 2014

Morti e feriti per un incidente ferroviario sulla Paola-Cosenza.

L’articolo che riporto di seguito è apparso sulla gazzetta bisettimanale “Cronaca di Calabria” del 17 novembre 1942 e riporta la cronaca del disastro ferroviario avvenuto due giorni prima. In tale disastro ferroviario - uno dei peggiori della storia delle Ferrovie Italiane - morirono 21 persone... una delle quali, Ernesto Albamonte, era sanfilese.
Un motivo per cui pubblico (riporto) tale articolo su questo spazio? ... diciamo tre: 1) sto lavorando ad un pezzo in merito a tale disastro (pezzo in fase di pubblicazione - a puntate - sul Notiziario Sanfilese) ed è giusto mettere anche a vostra disposizione parte dello stupendo materiale che sto raccogliendo in merito; 2) nel disastro è passato a miglior vita anche un nostro compaesano citato nell’articolo stesso; 3) tale articolo mi è costato anche 28 euro a causa di una multa che mi sono beccato in Piazza XV Marzo a Cosenza (ringrazio per il piacere il corpo della polizia Provinciale... una confezione di medicine purganti ai due membri di tale stupendo organismo, di cui le casse provinciali potevano fare benissimo a meno, per non aver minimamente voluto sentire le mie ragioni per quanto fossi la davanti quando facevano “il loro dovere”) e ritengo a tal punto cosa più che giusta valorizzare appieno tale lavoro.
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Morti e feriti per un incidente ferroviario sulla Paola-Cosenza

Il treno 4371, che parte da Paola verso Cosenza, alle ore 4,30, domenica per mancata azione dei freni sul tratto a dentiera fra le stazioni di S. Lucido e Falconara Albanese, retrocedeva assumendo forte velocità.
All’ingresso di una curva di raggio ristretto deviavano le carrozze urtando contro la parete della trincea, mentre la locomotiva, staccata dal treno, proseguiva la corsa.
Si deplorano 18 morti ed una cinquantina di feriti. Trovansi sul posto alte autorità ferroviarie per procedere ad un’inchiesta circa le cause dell’incidente.

I soccorsi
Appena giunta notizia del gravissimo incidente ferroviario, prontamente partivano da Cosenza i soccorsi necessari.
Pronta fu l’azione del Partito: immediato l’intervento dei Gerarchi della Federazione dei Fasci sul luogo del disastro. La Federazione ha messo immediatamente a disposizione macchine, materiale di pronto soccorso e l’opera dei dirigenti, veramente lodevole ed encomiabile, che si sono prodigati nell’assistenza ai feriti, nel ricupero dei morti e con ogni mezzo che valesse a portare un soccorso materiale o morale ai colpiti.
Sul posto giungevano anche tutte le autorità provinciali politiche, amministrative e militari.
Veramente efficace l’azione svolta dal Corpo dei vigili del Fuoco, dalla Croce Rossa, dalla G.I.L., dall’Esercito, dalla Questura, dai Carabinieri, dalla Milizia Ferroviaria, dai medici di Paola, da contadini e privati cittadini che hanno proceduto sul posto ai primi soccorsi.
I feriti più gravi, dopo avere ricevuto le prime cure sul posto stesso del disastro, venivano trasportati all’Ospedale Civile « Principe di Napoli » di Cosenza dove hanno avuto dall’encomiabile intervento di tutto il corpo sanitario, le cure del caso.

Il Federale visita il luogo del disastro e gli infortunati
Il Segretario Federale, appena venuto a conoscenza del grave disastro ferroviario accaduto sulla linea Cosenza-Paola, accompagnato dal Direttore di « Calabria Fascista » si è recato a visitare i luoghi dove è accaduto il fatto luttuoso e i feriti ricoverati nell’ospedale « Principe di Napoli » della nostra città.
Quivi, ricevuto ed accompagnato dai medici di servizio, il Gerarca nelle varie corsie, si è intrattenuto a lungo con i feriti, interessandosi alle loro condizioni ed assicurando ogni assistenza da parte del Partito.
Per tutti il Federale ha avuto parole di conforto.
Accompagnato dal Maggiore Gallotti il Federale ha anche visitato nel reparto della Croce Rossa i tre ufficiali feriti nell’incidente e quindi si è intrattenuto a lungo con i soldati ricoverati nelle varie sale di chirurgia e di medicina. Ai camerati alle armi, attualmente degenti nel nostro Ospedale, il Federale ha rivolto espressioni di viva e cordiale solidarietà e ha assicurato che il Partito è sempre vicino ai soldati e che essi possono liberamente disporre dell’assistenza della Federazione nei loro bisogni.
Il Federale si è recato, quindi, al Cimitero a rendere omaggio alle salme del disastro ferroviario. Nelle cappelle, ove le salme sono temporaneamente esposte, il Gerarca si è incontrato ed intrattenuto con alcuni parenti delle vittime, ai quali ha espresso il cordoglio del Partito.
Nel pomeriggio la Fiduciaria Provinciale dei Fasci Femminili si è recata anch’essa tra i feriti ricoverati nello stesso Ospedale intrattenendosi cordialmente con loro ed offrendo vari doni.

I funerali.
Il cuore di Cosenza si è ancora una volta manifestato in occasione dei funerali dei deceduti nel grave disastro ferroviario. Già fin dalla prima notizia l’impressione è stata dolorosa e man mano che i primi feriti son giunti al nostro Ospedale Civile « Principe di Napoli » è stato un soccorrere di cittadini di ogni condizione sociale. Poi durante la notte sono giunte le salme delle vittime, che sono state composte amorosamente in una sala del Nosocomio, e per tutta la mattinata di lunedì è continuato senza sosta il pellegrinaggio pietoso.
Ai funerali ha partecipato tutta Cosenza, e mai come questa volta veramente non v’è esagerazione. Oltre ventimila persone hanno seguito i carri sui quali erano state composte le bare, che erano seguite dai familiari. Vi erano tutte le autorità e gerarchie; tutte le organizzazioni del Partito, sindacali, giovanili; le scuole; gli uffici pubblici; le associazioni patriottiche e combattentistiche, rappresentanze delle forze armate e tutti gli ufficiali di stanza a Cosenza e quelli in congedo.
Dopo la benedizione delle salme si è mosso il corteo interminabile che è passato per le vie di Cosenza, tra fitte ali di popolo commosso, nel mentre tutti i negozi avevano chiuso per lutto cittadino, così come per lutto cittadino avevano chiuso i locali di pubblici spettacoli.
Per via Roma, Corso Umberto, Piazza Costanzo Ciano, Via Sertorio Quattromani. Piazza Tommaso Campanella. Corso Telesio, Ponte San Francesco, Salita Tribunale il corteo si è snodato fra la generale commozione e si è sciolto dopo che è stato fatto lo appello fascista delle vittime.
Innumerevoli le corone, fra le quali quelle delle autorità e dei parenti degli estinti.
Ed ecco i nomi dei morti nel disastro ferroviario (altre due salme, una donna ed una bambina non sono state ancora identificate): Gallanti Fausto fu Aleardo, Aiutante Maggiore de la 162. Legione della M.V.S.N. di Cosenza; Di Maggio beniamino da Napoli, 1. Capo Squadra della M.V.S.N.; De Maria Mario fu Giacomo da Circè, Tenente di Artiglieria di stanza a Castrovillari; Paduano prof. dott. Stefano di Salvatore, Primo Capitano del 17. Reggimento Fanteria e Professore della R. Scuola Commerciale « M. A. Severino » di Cosenza; Caiezza Pasquale di Vincenzo da Alzano, ferroviere; Petrone Mariano fu Giovanni da Cosenza, impiegato dell’Unione provinciale Agricoltori; Prof. Augusto Oro di Mario da Napoli, Libero docente presso quella Università; Albamonte Ernesto di Gaetano da San Fili; Villella Francesco Antonio fu Nicola da Palizzi (Reggio Calabria); Merletti Carmine da Cosenza, Negoziante; Ing. Francesco Lombardi da Cosenza, comandante provinciale dell’U.N.P.A.; Campana Gabriele; Romano Enzo Mario fu Giulio da Cosenza, studente universitario; Gioni Alfredo fu Sebastiano da Castel San Giovanni (Piacenza); Ranieri Eteocle Luigi di Fedele, nato a Cosenza, studente universitario; signora Caiezza; Giuseppe De Napoli di Raffaele.
Alle famiglie delle vittime, presentiamo le sincere condoglianze del nostro giornale.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

2 commenti:

alfredo ha detto...

grandissima testimonianza dei un italia con le palle,solidale nelle istituzioni come nel valore degli uomini,grazie pietro.

alfredo ha detto...

grandissima testimonianza dei un italia con le palle,solidale nelle istituzioni come nel valore degli uomini,grazie pietro.