Intervista
a Mirko Onofrio reduce, assieme al grande Dario Brunori ed al resto della band,
del palco del Concerto del I Maggio di piazza san Giovanni in Laterano a Roma.
(Articolo
firmato dal sottoscritto e pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di
Giugno 2017).
* * *
Anche
quest’anno, come ormai da 25 anni a questa parte, a Roma in piazza san Giovanni
in Laterano, si è svolto il tradizionale Concerto del I Maggio. Un prestigioso
incontro musicale organizzato dalle più importanti organizzazioni sindacali
italiane per festeggiare assieme, possibilmente con un minimo di confronto sui
problemi che attanagliano in questo periodo il nostro Paese ed una pacata
riflessione sul mondo del lavoro.
Ma cosa c’entra il Concerto del I Maggio edizione 2017
tenutosi a Roma il primo Maggio scorso con San Fili e quindi con il nostro
bollettino mensile? ... tanto, per non dire tantissimo. Perché San Fili ed i
Sanfilesi erano ben rappresentati sul mitico palco di tale prestigioso
appuntamento. Grazie al grande Dario Brunori (alias Brunori SAS - un cantante
che ultimamente va decisamente per la grande a livello nazionale ed
internazionale), grazie alla band che lo accompagnava (band di cui fanno parte
significativamente integrante i nostri compaesani Mirko Onofrio e Simona
Marrazzo) e grazie ad un simpatico cappellino che riportava in modo
inconfondibile sul frontale la scritta SAN FILI.
Un cappellino, quest’ultimo protagonista nostrano sul palco
del concertone del I Maggio, che avevamo già imparato ad apprezzare, non senza
stupore non appena ci accorgemmo della sua dirompente presenza, non solo in
alcuni concerti di Mirko Onofrio ma anche, poco tempo prima, protagonista sulla
piattaforma televisiva di SKY in una puntata di Edicola Fiore... indossato in
un piccolo sketch dal mitico Rosario Fiorello in una puntata in cui, guarda
caso, era ospite l’ormai nostro illustre compaesano, mi si permetta di dirlo,
Dario Brunori.
Detto ciò potevamo noi dell’Associazione culturale
“Universitas Sancti Felicis” di San Fili non dedicare un meritato spazio all’evento
magari mettendo su una piccola intervista con uno dei protagonisti dell’evento?
... perché, diciamolo e magari gridiamolo pure, su quel palco SAN FILI C’ERA.
Nasce così l’intervista fatta al nostro compaesano Mirko
Onofrio, figlio di Saverio ed Alda Meranda e nipote degli indimenticabili Sante
e Genoeffa.
Intervista che riportiamo di seguito magari in attesa di
incontrare anche, in un futuro prossimo, il grande Dario ed il resto della
band.
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Dario Brunori (Brunori SAS) nel corso
del concertone del I Maggio 2017 a Roma
in piazza san Giovanni in Laterano.
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Quando hai avuto il primo approccio con la musica e quando
hai iniziato a suonare da professionista?
L'approccio
alla musica è avvenuto sin da giovanissimo poiché ho avuto la fortuna di
ritrovarmi i giusti dischi in casa. Di lì in poi il resto è avvenuto tutto
molto naturalmente: dalle prime band della scuola alla Brunori Sas passando per
varie esperienze che man mano mi hanno formato e indotto a scegliere
indubitabilmente la musica come professione.
A parte il lavoro sul campo ho studiato al Dams (indirizzo
musicale) di Arcavacata, quando ancora poteva definirsi tale, e flauto dolce in
Conservatorio a Cosenza. Attualmente studio Composizione Jazz, mia altra grande
passione!
Hai pubblicato raccolte musicali?
Ho effettuato innumerevoli registrazioni di materiale mio e
altrui ma di fatto l'unica pubblicazione ufficiale risale al 2009. Si tratta di
un disco pubblicato da un'etichetta nostrana (Mk Records) che s'intitola
"Les premiers plaisirs" registrato in parte in Italia e in parte in
Francia dove ho vissuto per qualche tempo.
Contiene composizioni mie a metà tra il jazz e il pop
sperimentale. Nel disco suona pure Massimo Garritano e la band in questione,
ancora attiva e prossima a nuove pubblicazioni, si chiama Red Basica.
Collabori in particolare con qualcuno che merita di essere
citato?
A parte Dario Brunori, nella cui sas milito attivamente sin
dagli esordi, ho collaborato con tanti artisti ognuno dei quali mi ha lasciato
qualcosa. Penso alla jazzista Chiara Civello, ai cantautori Dimartino, Appino,
Niccolò Carnesi, Dente, al rapper Mirko Kiave, al compositore per musiche da
film Paolo Vivaldi, agli attori Peppino Mazzotta e Monica Demuru, agli ex
CCCP/CSI in un tributo a Robert Wyatt, a Cristina Donà, a Giorgio Canali e
molti altri.
Quando hai conosciuto Brunori SAS, come vi siete incontrati
e come avete capito che potevate fare un percorso assieme?
Nel 2009 tramite l'attuale tastierista della band nonché
mio vecchio amico Dario Della Rossa che ebbe modo d'intervistarlo all'uscita
del primo disco.
In quel periodo Brunori, da poco rientrato in Calabria, era
alla ricerca di musicisti locali per avviare quello che è stato un percorso
straordinario e molto fortunato, e il caso lo ha portato a me e me a lui in un
rapporto professionale ma soprattutto d'amicizia che dura ancora oggi e spero
per molto tempo ancora perché, a parte tutto, è una persona veramente speciale!
C’è una canzone che ti piace in particolare di Dario?
Naturalmente essendo affezionato a tutto il repertorio non
è facile stabilire quale sia il mio brano preferito però posso dire che
l'ultimo disco "A casa tutto bene" ha avuto su di me un impatto
fortissimo per la sua potenza poetica e la scrittura affatto scontata.
"Don Abbondio" è probabilmente il brano che più
di tutti mi ha stretto il cuore!
Chi c’era oltre a te (specificando se c’erano altri di San
Fili) e a Dario sul palco del I Maggio a Roma?
In ordine c'erano Simona Marrazzo, appunto di San Fili
anch'essa, ai cori ed alle percussioni, Dario Della Rossa alle tastiere,
Stefano Amato al basso e violoncello, Massimo Palermo alla batteria e Lucia
Sagretti al violino.
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Mirko Onofrio nel corso del concertone
del I Maggio 2017 a Roma in piazza san
Giovanni in Laterano.
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Com’è nata l’idea del cappellino con la scritta “San Fili”.
Da Dario Brunori che, come me e Simona, ama particolarmente
un paese che, per bellezza e potenzialità, merita di essere maggiormente
valorizzato e fatto conoscere ai più! In questo senso il cappellino ha una sua
funzione divulgativo-subliminale!
Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai saputo che
saresti salito sul palco del I Maggio?
In realtà vi abbiamo già partecipato nel 2015 durante il
tour di "Il cammino di Santiago in taxi" ma in tarda serata.
E' stata dunque una grande emozione che si è ripetuta con
in più però il carico di responsabilità dovuto all'enorme successo che l'ultimo
disco ha avuto a livello mediatico e quindi di aspettative di quanti ci hanno
seguito e sostenuto.
Come ci si sente su un palco del I Maggio ed in prima
serata (quindi non da riempitivi)?
Come in un film d'azione! Tutto molto rapido ma intenso ed
adrenalinico!
Quali sono state le città più importanti in cui avete
suonato finora?
Abbiamo suonato praticamente ovunque incluso l'estero ma
direi che la città che più di tutte sin dal primo momento ci ha adottati e
fatto crescere è stata sicuramente Milano.
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Dario Brunori e la sua band nel corso
del concertone del I Maggio 2017 a
Roma in piazza san Giovanni in
Laterano. |
Visto che un tuo spettacolo musicale aveva come filo
portante San Fili... mi spieghi il tuo amore (come nasce - oltre al fatto di
essere figlio di sanfilesi - e come lo vedi nella tua testa) per il nostro
paesino?
Difficile da riassumere in poche parole.
Da sempre San Fili, mio paese paterno, ha avuto un ruolo
importante nello sviluppo della mia immaginazione; l'infanzia che vi ho
trascorso è stata indelebilmente segnata da una mitologia che continua a
pulsare in vicoli, vecchie case, piazzette, boschi e montagne in cui spesso mi
sono perso solitario per assorbirne le energie tutte speciali come anticorpi
spirituali per affrontare una realtà che, nel corso del tempo, si è rivelata
sempre più inattendibile e vacillante.
Progetti per il futuro?
Tanta musica e perché no? Organizzare un San Fili Music
Festival che possa portare gente da tutte le parti d'Italia e restituire al
paese l'attenzione e l'amore che merita.
* * *
... un cordiale affettuoso abbraccio a
tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!
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