A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzate il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).

martedì 28 luglio 2015

A cunservar’a nive. Di Salvatore (Turuccio) Mazzulla.

Inizio anni Ottanta. Turuccio Mazzulla
e Mario Oliva... due grandi in un
mondo mostruosamente grande.
Rispolverando il mio archivio di foto e scritti vari mi è capitato sotto gli occhi questo stupendo - per il valore storico relativo alla Comunità Sanfilese - a firma non mia ma dell’indimenticato caro amico Salvatore (Turuccio) Mazzulla.
Lo ripropongo in questo blog per i succitati due motivi: il ricordo di Salvatore (Turuccio) Mazzulla e... il valore storico relativo alla Comunità Sanfilese.
Perché a San Fili c’è sempre stata gente che ha fatto tanto per salvare la memoria storica della nostra Comunità e per divulgarne i valori in essa racchiusi... gratuitamente per non dire rimettendoci la propria faccia e di tasca propria.
*     *     *
Ci troviamo negli anni Cinquanta.
Mio padre lavorava come apprendista presso il Bar di Salvatore Blasi (u bagnaruotu).
Allora come oggi si mangiavano gelati ma non c’erano, almeno da noi, le carpigiani per produrli in modo artigianale.
All’epoca bisognava procurarsi la materia prima: il ghiaccio.
Il ghiaccio veniva fornito da un signore di Gesuiti.
Non erano dei veri e propri gelati: assomigliavano più ad una granita o ad un sorbetto.
I sanfilesi, in alternativa all’uso del ghiaccio, si erano inventati un altro sistema: “a cunservar’a nive”.
Durante il periodo invernale, in corrispondenza di una copiosa nevicata, si recavano in montagna ed all’interno di alcune fosse naturali, quindi già presenti nel terreno, dove si era già accumulata della neve, ne raccoglievano dell’altra compattandola, così come si fa con i “palloni di neve”, poi la ricoprivano di felci e di terra.
Questo sistema permetteva loro di conservarla per lunghissimo tempo, fino al periodo estivo, periodo in cui veniva prelevata per poi produrre i gelati.
Una di queste fosse naturali esiste ancora in località “Purveracchiu” ed anche questa fa parte delle testimonianze di archeologia industriale presenti nel nostro territorio.
L’inventiva, la capacità imprenditoriale di chi ci ha preceduto non trova oggi riscontro nella San Fili odierna,  il mio  augurio e che i ragazzi di oggi possano riappropriarsi di questo passato glorioso per riportare un giorno questo nostro piccolo centro allo splendore di un tempo.
…. a mio padre.
*     *     *
... un caro abbraccio a tutti by Pietro Perri.
... /pace!

Nessun commento: