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giovedì 16 dicembre 2010

San Fili sotto la neve... giovedì 16 dicembre 2010.

Nevicata a San Fili nel Febbraio del 1991.
Foto Pietro Perri.
Stamane (giovedì 16 dicembre 2010) San Fili si è svegliata sono una stupenda coltre di neve bianca.
Si è svegliata sotto una stupenda coltre di neve bianca? … a dire il vero sotto una stupenda coltre di neve bianca, ieri sera, si ci è pure addormentata.
Fuori (purtroppo non mi è concesso di uscire all’aperto per un piccolo problema capitatomi ieri al rientro a casa… nu bellu scivulune supra u pianerottolo) ci saranno all’incirca un dodici o quindici centimetri di neve.
Fa comunque un freddo boia e ciò fa in modo che la neve, malgrado il sole che stamane vince sulle nuvole, la neve ci metta un bel po’ a tramutarsi in acqua e a gocciolare dai tetti delle nostre calde case.
… il silenzio, come il sole, vince sull’assordante rumoreggiare quotidiano.
E’ strana questa neve in questo periodo. E’ strana non per il fatto che abbia nevicato fuori stagione (dopotutto l’inverno, anche se ci vuole ancora qualche giorno per sostituirsi all’autunno, è pur sempre la stagione del cattivo tempo - punti di vista - e quindi anche della neve) ma per la quantità che se n’è accumulata al suolo.
Normalmente a San Fili in questo assaggio preinvernale la neve non ha mai superato lo spessore dei due o tre centimetri… così almeno ricordo io. Le vere e proprie (decisamente storiche) nevicate, infatti, a San Fili si sono verificate sempre nel mese di febbraio… ossia nel mese centrale della stagione invernale.
Quello che caratterizza questa volta questa strana, decisamente sottovalutata (malgrado gli avvisi dei meteorologi) nella giornata di ieri e non solo dal sottoscritto, nevicata è il fatto che è accompagnata da temperature decisamente basse.
La neve ieri non faceva in tempo a cadere (a toccare il suolo) che già ghiacciava. Ritornando dal lavoro (intorno alle 15,00) ho avuto grosse difficoltà a proseguire verso San Fili una volta giunto all’altezza di Monticelli (nei pressi della storica “Chiusa” poco sotto Villa Micelli)… e tali difficoltà non li avevo solo io.
Per fortuna giunto a Villa Miceli e deviato verso San Fili (invece di proseguire come al solito in direzione del bivio successivo (quello in località Macchia della Posta) c’era a nostra disposizione uno spazzaneve che ci ha scortato fino al centro abitato della nostra stupenda ed amorevole cittadina.
A Villa Miceli un pullman faceva scendere i propri passeggeri (nostri concittadini) ponendoli in mano al loro destino… ne ho caricato un paio che ho scaricato poi nei pressi del bar rosticceria “Le Magare” (ovvero dove una volta si trovava il distributore di benzina del nostro ormai dimenticato concittadino Sarro).
L’una era un’amica della famiglia Cribari e l’altro un ospite della Casa Famiglia della frazione Bucita. La prima insegnante per professione l’altro professore per comune dire.
L’uno dopo avermi fatto tutta una serie di complimenti e ringraziamenti per il fatto d’essermi messo a sua disposizione inizia a sciorinare la sua necessità di un paio di scarpe nuove: “Chissà se qualcuno di buon cuore tra i Sanfilesi”, ci dice, “in questo Natale si metterà una mano sulla coscienza e me ne regalerà un paio nuove!”.
… a buon intenditor poche parole. Riporto questo messaggio a te, affezionato lettore. Io il mio dovere, non lasciandolo a piedi a Villa Miceli, l’ho già fatto.
La macchina mi si blocca (le ruote girano a vuoto) proprio all’altezza di uno di quei dossi in plastica che hanno messo (dicono per rallentare il traffico) i nostri previdenti amministratori. Peccato che i nostri previdenti amministratori non abbiano previsto anche la neve ed il gelo: non sono stato l’unico a bloccarmi in tale punto e a non riuscire ad andare avanti se non grazia all’aiuto di due romeni che si trovavano dietro di me col loro camioncino.
Provo persino a mettere le catene. Sull’etichetta (ancora attaccata alla confezione) c’è scritto “facili da montare”… sarà! … dopo il terzo inutile tentativo preferisco rinunciare.
Qualcuno (mio compaesano?) s’incavola per il fatto (causa la mia incapacità a guidare) che mi ero bloccato in quel determinato punto costringendo anche lui a fermare la sua macchina. Prova a superarmi passandomi lateralmente… si blocca nello stesso punto anche lui: sono contento!
Lasciando Villa Miceli ho dato un’occhiata al proseguire della superstrada (ossia in direzione ponte di Santa Venere)… c’era una interminabile coda di macchine… dirette verso Paola o forse stupidamente dirette solamente alla nostra cittadina… per la deviazione sbagliata.
Difficile invidiarli. Difficile pensare (a chi era diretto nella cittadina tirrenica) cosa li avrebbe aspettati nel varco della Crocetta.
Giunto a San Fili cerco un posto dove lasciare la macchina… ritengo stupido proseguire per Bucita almeno con il mio mezzo.
Giungo, dopo solo un’altra sosta obbligata dal ghiaccio presente sul fondo stradale (nei pressi del negozio di alimentari di “Minuzzu u commerciante” - ovvero nei pressi della storica abitazione de “u Summichele”), in prossimità del bivio per la frazione Bucita. Finalmente, esattamente davanti all’abbiveratoju, trovo un punto per parcheggiare in modo, spero, accettabile la mia “Yaris now” rosso Ferrari.
Ripercorro l’intero corso XX Settembre per andare a fare un salto da mia madre: tutto a posto… tranne la stufa a pellet da pulire ed anche con una certa urgenza.
Conclusa anche questa parte della giornata ritorno al bivio per Bucita, guardo la strada che mi si spiana alla vista e decido che forse farmela a piedi fino alla frazione non è dopotutto una cattiva idea.
Per strada poche macchine (nessuna che si fermi per chiedere cosa ci faccio da quelle parti… e fanno bene. Se si fermano dubito che riescano a ripartire), ma si cammina, a piedi, decisamente bene. Giungo a Bucita intorno alle ore 18,00 (non più d’una trentina di minuti dopo) senza nessun problema di sorta: né una scivolata né un tentativo di scivolata… non avevo considerato il pianerottolo di casa.
Conclusione? … una spalla per fortuna semplicemente slogata ed il pollice del piede destro con l’unghia completamente nera. Meglio così, avevo pensato di peggio… anche se da’ fastidio.
Oggi… festa, così com’era ai tempi in cui felici, da fanciulli, si andava a scuola. Dopotutto fuori c’è la neve. Domani? … festa, anche se non ci sarà più la neve.
Mi piace la neve? … tantissimo! … mi piace sicuramente perché mi riporta agli anni della mia spensieratezza. Mi riporta ai giorni di vacanza da scuola, are paddrunate de nive e persino ara scirubetta.
Peccato che in quest’occasione causa la spalla slogata non posso giocare a paddrunate de nive e causa il mio diabete mellito non posso gratificare il mio palato con una rinfrescante e salutare scirubetta realizzata neve condita ccu mele de ficu.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

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