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venerdì 9 giugno 2017

DEBOLE DI RAGIONE - raccolta di commedie di Peppe Esposito.

“Debole di ragione” (del 2015) è la terza raccolta di commedie scritta e pubblicata dal nostro compaesano Giuseppe “Peppe” Esposito e segue a ruota “Commedie” (del 2004) e “Da pari a pari” (del 2010).
È una raccolta a dir poco strana che si presta a diverse chiavi di lettura: dalla via classica di stile pirandelliano ma con evidenti influssi brechtiani (dove il lettore diventa coprotagonista se non coautore) con qualche influsso della novellistica (con l’esempio portato al suo eccesso) kafkiana.
In essa sembrano trovare giusta collocazione i sei personaggi in cerca d’autore dell'omonima commedia di Pirandello. Sei personaggi, forse qualcuno in meno o forse qualcuno in più, sempre pronti a salire sul palco e sempre in attesa d'un nuovo copione, che nasce giorno dopo giorno e pagina dopo pagina, da studiare e da portare al di là del sipario nell’attimo stesso in cui prende forma.
Un copione che sembra non prendere mai effettiva forma (semplicemente vive e sopravvive a se stesso) ma che alla fine di ritrova paradossalmente con un inizio, un filo conduttore e quasi regolarmente con una inaspettata morale conclusiva.
Tre sono le commedie che compongono questa ennesima fatica del nostro compaesano Giuseppe “Peppe” Esposito: “Debole di ragione” (che da’ il titolo alla raccolta stessa), “Il voto” e “La casa”.
Nelle tre commedie che compongono la raccolta “Debole di ragione” (ma poi “debole di” quale “ragione”? … della propria o dell’altrui… ragione?) sembrano, e secondo me lo fanno, prendere vita i tre fantasmi del “Canto di Natale” di Dickens: il fantasma del Natale passato (Debole di ragione), il fantasma del Natale presente (La casa) e quello del Natale futuro (Il voto). Ovviamente nel caso di Giuseppe “Peppe” Esposito i fantasmi seppur cercano di spiegare un blocco primordiale non trovano via di sbocco né il lieto fine che ci si aspetterebbe da una commedia o da una raccolta di commedie ma concludono il proprio “percorso iniziatico” con “l’ammettere l’irresoluzione della vita terrena”. Nessuna via di scampo, né per i personaggi né per i lettori… così come, appunto, nella commedia che, da inconsapevoli attori, subiamo quotidianamente.
Un percorso iniziatico che si preannuncia proprio con la prima delle tre opere che di fatto dà il nome alla raccolta: “Debole di ragione”. E cos’è, infatti, la commedia “Debole di ragione” se non un vero e proprio percorso iniziatico.
E poi:
... un ateo (Giuseppe “Peppe” Esposito. Ma esistono veramente gli atei?) che descrive il miracolo della processione con le parole di un prete (don Flores) che sa fare bene i propri interessi.
Oppure:
Don Flores (soddisfatto): Eh!… Il miracolo, il miracolo!... E il rancore, l’odio, l’invidia, l’astio, la gelosia, l’inimicizia dove li mettono, lor signori?... Eppure sono tutti là, sotto quel santo, ognuno con le proprie ragioni ma tutti là a soffrire, a sfiorarsi, a toccarsi, a stringersi per non soccombere. (estasiato) Ed eccolo il miracolo!... Uomini, donne che vivono per più turpi desideri l’un contro l’altro aspettando in ogni istante della loro esistenza che si compia la loro miserabile vendetta. Ebbene, lì sotto quelle assi tutti a concorrere uniti per non cadere. (grave) Badi!... Per poco, un nonnulla, il tempo del proprio turno e dimenticano, si aiutano, si parlano, sono lì e non soltanto per non cadere ma per dimostrare d’essere stati bravi a portarlo, il santo. Non è un miracolo questo? (estasiato) È miracolo guarire dalle malattie del corpo, dalle storpiature degli accidenti, dalle deformità della natura oppure riconoscersi fratelli, seppur per un attimo, sotto il peso della fede?
Nelle altre due commedie riscopriamo tra l’altro il pensiero politico, se non la fede, di Peppe Esposito ma con appunto le sue aspettative giovanili e le regolari rinascite da adulto (e questo è il caso de “Il voto”) e ci imbattiamo in una digressione che prova a condurci mano nella mano alla maturazione, a guardare oltre (“La casa” ma anche la stessa “Debole di ragione”).
Il pezzo forte della raccolta in ogni caso è dato dalla commedia “Il voto”. In essa viene messa a nudo la fragilità della perfezione. In essa viene dimostrato che tutto è debole nel sistema a partire dal sistema stesso. E la debolezza viene resa evidente proprio dalla perfezione del sistema: basta un nonnulla per mettere tutto in discussione, per far saltare l’ingranaggio. Basta un singolo idealista che ha fatto del proprio credo filosofico ed ideologico il proprio credo religioso: l'unica fede di Giuseppe “Peppe” Esposito, sembrano gridarci infatti le righe di questa commedia, è il Comunismo.
Dopotutto:
Primo commissario:  ... Il comunismo è una fede, un marchio impresso a fuoco ancor prima che nella carne nel profondo della coscienza e non esiste condanna o tortura che possano cancellarlo.
E se tutto sembra funzionare nel migliore dei modi lo si deve solo al fatto che i personaggi della commedia della vita accettano di recitare il ruolo loro assegnato senza cambiare una virgola del copione, della loro parte.
Che dire, per concludere, se non “complimenti” all’autore?
Il libro, per chi volesse acquistarlo, si trova in vendita sulla piattaforma internet di Amazon. Basta digitare nell’apposito campo di ricerca “Debole di ragione” e/o “Peppe Esposito”.
In alternativa ci si può rivolgere direttamente all’autore.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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