A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

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domenica 22 dicembre 2013

Dal mulino delle fate aru tesoru du Canalicchiu: una stupenda passeggiata naturale tutta sanfilese. (5)

Per chi avesse perso le prime 4 (o qualcuna delle prime quattro) puntate di questo racconto… ricordo che siamo in un sabato degli inizi di Marzo 2013, che da poco si sono registrate due frane sul lato coste del nostro paesino (il lato che si affaccia sul torrente Emoli) ed io sto facendo una bella passeggiata lungo… u jum’e Santu Fili… nel tratto compreso tra la sorgente di Palazia e il ponte Crispini.
*     *     *
Lasciai il piano (perché difatti di un piano ormai si tratta… tant’è stracolmo di sabbia, pietre e materiale di riporto vario) dove una volta c’era la vasca della diga sul torrente Emoli e, inforcando uno stretto sentiero che, costeggiando “u jum’è Santu Fili” porta in breve tempo… dritto dritto al vecchio mulino di Ottorino Perri e quindi al ponte di Crispino.
Il vecchio mulino dei Perri per un certo tempo fu anche sede di una centrale idroelettrica… altri tempi!
Girando intorno alla garitta dove ancora si vedono i comandi per azionare la chiusa della diga ed inforcando il succitato sentiero non potei fare a meno di guardare alla base  della piccola stupenda cascata che ormai stavo per lasciarmi definitivamente alle spalle… sulla mia destra.
Guardai e… ricordai: ricordai la mia cara amica Enrichetta Verbari… del suo dramma e della sua vana voglia di vita.
Ricordai quando un giorno Enrichetta mi chiamò, scorgendomi passare al di sotto della propria abitazione… mmienz’u puontu… mi presentò il marito (di cui non ricordo più neanche il nome: chissà perché ho voluto cancellarlo dalla mia testa) e mi chiese se potevo fargli conoscere un po’ il nostro bellissimo territorio.
Quale miglior modo di far conoscere il territorio di San Fili ad un non sanfilese se non quello di fargli fare una bella passeggiata lungo il corso del torrente Emoli che dalla fontana di Palazia arriva fino al ponte di Crispino? … scendendo da piazza san Giovanni (tramite la scalinata che si trova dietro la “croce”) e risalendo al paese tramite la stradina conosciuta come “u Canalicchiu”?
Il marito della sfortunata Enrichetta mi scattò una foto proprio ai piedi della cascata.
… era contento di quella passeggiata ed era contenta Enrichetta del fatto che avessi accettato di fargli da cicerone. Fu grazie al marito di Enrichetta Verbari (e grazie ad un libro che lo stesso mi regalò in segno di amicizia) che conobbi ed apprezzai la storica figura di “Eleonora Pimentel Fonseca”.
Il libro sotto accusa s’intitola “Il resto di niente” ed è un romanzo storico - ambientato a Napoli nel corso del 1799, di fatti narra gli esaltanti… tragici eventi della Repubblica Partenopea -  scritto da Enzo Striano.
Da leggere… per chi non lo avesse ancora letto.
Ritorno ai giorni nostri ed alla mia stupenda… solitaria passeggiata.
Oltrepasso il ponte di Crispino e mi gioco a testa o croce la scelta tra l’andare a sinistra verso l’attuale centrale idroelettrica (al di sotto del ponte di “santa Venere”) o salire per un sentiero - in parte cementato - che mi porta, non senza un certo sforzo (gli anni inizio a sentirli anch’io) in breve tempo all’altezza della superstrada nel tratto che collega Paola con Cosenza. Alcuni dicono che tale superstrada (… SS107?) si chiami “Silano-Crotonese”… e forse è anche vero ed altrettanto giusto.
Avevo tanti buoni motivi per non andare a sinistra: tanti ricordi ormai lontani e qualcuno anche recente. Tra questi ultimi? … uno solo per tutti: il mio amico Salvatore (Turuccio) Mazzulla.
Proseguendo per quel sentiero, infatti, guardando in alto ed osservando il succitato ponte… chissà, forse per un attimo - un tragico attimo - l’avrei anche rivisto o avrei creduto di rivederlo.
Giunsi, dopo qualche minuto, finalmente a poggiare i miei piedi sull’asfalto della superstrada.
Le macchine, come al solito, sfrecciavano in entrambe le direzioni... incuranti della mia presenza.
Avevo la macchina fotografica a portata di mano e decisi di dirigermi, alla mia destra, verso la galleria realizzata negli anni Sessanta… sotto la collina de “u ‘Ncinu”.
Volevo scattare qualche foto al paese dal ponte che precede tale galleria… ad avere un po’ di coraggio in più e soprattutto a soffrire un po’ meno di vertigini.
Toccata e fuga, null’altro: rieccomi, quasi per miracolo, di nuovo ad attraversare il ponte di Crispino… non dopo aver invano cercato, qualche metro prima, la miracolosa fonte che da Crispino prende anch’essa nome.
A proposito: Crispino con la “C” maiuscola o con la “c” minuscola? … le tesi sono due ed entrambe più che valide. Il problema è capire se il termine si riferisce al cognome di una nota famiglia di San Fili o semplicemente ad una pianta spontanea che cresce (o semplicemente cresceva) nella zona.
Percorrendo il passaggio del ponte non potei non guardare giù e a fine tragitto non potei non girargli intorno e osservare il punto in cui quasi certamente era sepolta la mia amica Stella… colei che, secondo una delle tante tradizioni orali, con la sua tragica morte diede vita alla nostra amata Fantastica (l’essere sovrannaturale che da qualche secolo a questa parte tiene sotto scacco i bambini - e non solo - di San Fili).
(continua).
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… un caro abbraccio a tutti dal vostro sempre affezionato Pietro Perri.
… /pace!

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