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venerdì 29 ottobre 2010

San Fili frana... e non solo letteralmente! (2)

Il territorio di San Fili e sempre più interessato da frane, crolli e smottamenti di varia entità... e non solo letteralmente.
Leggiamo tra l'altro sul quotidiano "La Gazzetta del Sud" di venerdì 28 ottobre 2010: "Problemi sulla condotta adduttrice dell'acquedotto cittadino, tanto che la Sorical ha dichiarato lo stato di allerta nella zona di San Fili. L'acquedotto è quello di Rende e Uniti.
Ebbene le esondazioni del fiume Emoli nel tratto che riguarda il Comune di San Fili, scaturite in seguito alle piogge dei giorni scorsi, hanno causato – fatto sapere dalla stessa Sorical – lo smottamento in più punti dell'adiacente strada dove sono ubicate le condotte, le quali, oltre a condizionare la viabilità della strada da cui si accede alle sorgenti, ha determinato una situazione di instabilità delle condotte che risultano scoperte in diversi tratti.
L'amministratore delegato di Sorical, Maurizio Del Re, e il direttore della società, Sergio De Marco, seguono costantemente l'evoluzione dei lavori coordinati dall'ingegnere Francesco Rocca, responsabile compartimentale di Cosenza".
Tale articolo, in formato anonimo, è stato pubblicato con il titolo "L'esondazione dell'Emoli causa diversi smottamenti".
Un complessivo numero stratosferico di frane, crolli e smottamenti di varia entità che San Fili non ha mai registrato (ovviamente in ristretti periodi di tempo come quello attuale) nel corso della sua millenaria storia... cosa che dovrebbe iniziare a far riflettere finalmente sia gli Amministratori sanfilesi che la comunità Sanfilese stessa. 
E tale riflessione dovrebbe partire dal porsi tutta una serie di domande tipo: avremmo potuto evitare qualcuna di queste frane, crolli o smottamenti?
... inutile dire che la risposta è... "si!". 
La mano di Dio, infatti, spesso e volentieri agisce solo quando la stupidità e l'imbecillità umana presenta forti limiti intellettivi.
Un esempio? ... circa due anni addietro è crollato parte del muro di cinta (quello che da' sulla strada che collega San Fili con la frazione Bucita) del cimitero comunale.
In quell'occasione purtroppo la mano dell'uomo avrebbe potuto far ben poco, se non pregare, per fare in modo che la mano di Dio colpisse in modo così violento il luogo del ricordo dei nostri cari (?) passati nel mondo dei più: un fulmine che si abbatte su un "arberu pizzutu", ammettiamolo pure, non è facilmente "diagnosticabile".
Ciò che era ("doveva") essere prevedibilissimo invece è l'ulteriore crollo di un altro pezzo del succitato muro avvenuto agli inizi di questo mese. Fatto, quest'ultimo, che solo per un miracolo non si è tramutato in una inaccettabile tragedia.
Quando è crollato quet'ultimo pezzo di muro, infatti, a causa di un inusuale temporale d'inaudita violenza (temporale che altro non ha fatto se non appesantire una quasi cinquantenaria pianta di edera rampicante attaccata a tale pezzo di muro), il tutto (mattoni, edera e parte di ringhiera) è finito qulla strada sottostante.
Risultato? ... strada bloccata (incluso un pullman che passava in quel determinato momento) con successivo intervento dei vigili del fuoco. Un secondo dopo o una mezzoretta prima e sarebbe stata una tragedia che con un po' di buonsenso (da parte degli Amministratori comunali e dagli Uffici competenti) si sarebbe potuta evitare almeno da due anni prima. Come? ... ripulendo quella parte di muro da quella inestetica e dannosa pianta rampicante e mettendo in sicurezza l'intero tracciato del muro di cinta del cimitero comunale.
Il costo? ... dalle poche decine di euro (il taglio dell'edera) ai 10 o 15 mila euro (la ricostruzione e messa in sicurezza ti tale muro... anche e sopratutto per il rispetto dei nostri cari estinti.
Purtroppo ormai la res pubblica (non solo a San Fili) è diventata materia di nessuno.
Restando poi in tema di cimitero e del crollo del succitato muro (ossia di quel muro del ripiano inferiore che dà sulla strada che collega San Fili alla frazione Bucita) non posso non pensare che i nostri Amministratori, malgrado tutto questo tempo e malgrado siamo in prossimità della ricorrenza dei defunti, non si siano ancora preoccupati di realizzare, magari in economia, una parvenza di ringhiera (anche in economico legno ed utilizzando magari gli operai forestali del Consorzio di Bonifica) onde evitare che qualcuno (magari qualche bambino sfuggito all'attenzione dei propri genitori), sporgendosi un po' troppo da tale punto, si trovi inconsapevolmente in men che non si dica... al di sotto di tre o quattro metri.
Personalmente non mi va di fare l'uccello di malaugurio, ma, mi chiedo, ci pensano alcuni soggetti che a pagare per l'incompetenza e l'irresponsabilità di quanti avevano l'obbligo di prevenire determinate sciagure... possano  essere anche tali soggetti o i familiari di tali soggetti.
Amministrare la res pubblica o lavorare nel pubblico (al servizio della res pubblica) deve essere innanzitutto una missione, un mettersi al servizio degli altri poiché, non dimentichiamocelo mai, sono gli altri a pagare il nostro mensile.
Spesso sento dire a degli amministratori del nostro paese che loro fanno gli Amministratori per "chiurito", perché non c'è nessuno in grado di sostituirli o semplicemente che non vedono l'ora di chiudere il capitolo ed andarsene a casa. Così come sento dire ad alcuni dipendenti pubblici (anche del nostro Comune) che maledicono il momento in cui hanno accettato questo lavoro invece di fare le valigie ed andarsene in nord'Italia o all'estero. 
Onestamente mi chiedo: ma questi nostri compaesani, ci sono o ci fanno?
Lavorare nel pubblico (da Amministratore o da dipendente) è un onore e una maledizione divina o un privilegio concessoci per diritto di nascita e/o di appartenenza politica (quest'ultimo caso sembra sia stato alquanto frequente in questi ultimi decenni)... anche a San Fili.
*     *     *
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace.

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