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domenica 12 giugno 2016

150° anniversario dell’Unità d’Italia: i Sanfilesi, con Sante Cesario e non solo, c’erano.

Sapete qual è piazza XV Marzo a Cosenza e dove si trova esattamente? … lo so, avete ragione: siete sanfilesi e non ve ne frega niente… o almeno la pensate, sbagliando, in questo modo.
Dopotutto se lo chiedete ad una ventina di cosentini dove si trova questa per niente famosa piazza, diciannove di loro, cascando dalle nuvole, vi diranno di rivolgervi a qualche vigile urbano.
Chiedete invece ad un cosentino dove si trova piazza Rendano, o piazza Telesio, o piazza della Prefettura, o piazza della Biblioteca civica e tutti sapranno indicarvi in modo elementare ed inconfondibile dove si trovano tali piazze. Peccato che tali piazze in effetti non esistono nella toponomastica della cittadina di Cosenza e che, giunti sul posto, troverete una unica, storica piazza: piazza, appunto, XV Marzo.
A questo punto andate dal sindaco di Cosenza in carica e chiedetegli perché tale piazza si chiama piazza XV Marzo… e non meravigliatevi se lo vedrete titubare nel darvi una risposta. L’attuale sindaco di Cosenza, l’avvocato Salvatore Perugini (n.d'a.: ho scritto l'articolo nel mese di Marzo del 2011), potrebbe anche darvela (non è detto che in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia non abbia sfogliato qualche libro in merito), chi l’ha preceduto, la professoressa Evelina Catizone, sicuramente no.
Dubito sulla preparazione in merito a ciò da parte della Catizone per il semplice motivo che la stessa voleva sostituire il nome di “piazza XV Marzo” con il nome di “piazza Bilotti” o di “piazza Luigi Fera”.
Solo un ignorante (o una ignorante) in materia poteva avere una tale lungimiranza ed apertura mentale: cancellare l’unica pagina di storia provinciale che ci lega al Risorgimento e quindi all’Unità d’Italia.
Piazza XV Marzo ricorda a noi e ai nostri posteri i moti insurrezionali cosentini del 1844. Fu tale stupenda pagina d’orgoglio calabro che convinse i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera a dar vita alla loro sfortunata avventura in terra bruzia.
Tale stupenda storica pagina fu scritta, tra gli altri, anche da un nostro compaesano: il Sanfilese Santo Cesario.
A ricordarci il suo sacrificio ci sono, sparse per Cosenza, tantissime lapidi che testimoniano le sue ultime eroiche gesta.
Santo Cesario venne fucilato nel vallone di Rovito l’11 Luglio 1844. Qualche giorno dopo nello stesso punto, dove oggi sorge l’omonima ara, furono fucilati anche i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera.
Nemo profeta in patria: Santo Cesario, invidiatoci da tanti ed in particolare dal vicino paese di Castrolibero che se n’è voluta accreditare la cittadinanza, non è l’eccezione che conferma la regola.
I Sanfilesi, malgrado tutto, c’eravamo… e ci siamo, anche in piazza XV Marzo a Cosenza.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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