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lunedì 5 giugno 2017

Intervista a Mirko Onofrio, reduce del Concertone del I Maggio di Roma.

Intervista a Mirko Onofrio reduce, assieme al grande Dario Brunori ed al resto della band, del palco del Concerto del I Maggio di piazza san Giovanni in Laterano a Roma.
(Articolo firmato dal sottoscritto e pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di Giugno 2017).
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I magnifici 7+1 in attesa di salire sul
palco che ospitava il concertone del
Maggio a Roma in piazza san 
Giovanni in Laterano. Da sinistra: 
Stefano Amato, Simona Marrazzo, 
Taketo Goahara (d.b., m.o.), Dario 
Brunori (alias Brunori SAS), Mirko 
Onofrio, Dario della Rossa, Lucia
Sagretti e Massimo Palermo.
Anche quest’anno, come ormai da 25 anni a questa parte, a Roma in piazza san Giovanni in Laterano, si è svolto il tradizionale Concerto del I Maggio. Un prestigioso incontro musicale organizzato dalle più importanti organizzazioni sindacali italiane per festeggiare assieme, possibilmente con un minimo di confronto sui problemi che attanagliano in questo periodo il nostro Paese ed una pacata riflessione sul mondo del lavoro.
Ma cosa c’entra il Concerto del I Maggio edizione 2017 tenutosi a Roma il primo Maggio scorso con San Fili e quindi con il nostro bollettino mensile? ... tanto, per non dire tantissimo. Perché San Fili ed i Sanfilesi erano ben rappresentati sul mitico palco di tale prestigioso appuntamento. Grazie al grande Dario Brunori (alias Brunori SAS - un cantante che ultimamente va decisamente per la grande a livello nazionale ed internazionale), grazie alla band che lo accompagnava (band di cui fanno parte significativamente integrante i nostri compaesani Mirko Onofrio e Simona Marrazzo) e grazie ad un simpatico cappellino che riportava in modo inconfondibile sul frontale la scritta SAN FILI.
Un cappellino, quest’ultimo protagonista nostrano sul palco del concertone del I Maggio, che avevamo già imparato ad apprezzare, non senza stupore non appena ci accorgemmo della sua dirompente presenza, non solo in alcuni concerti di Mirko Onofrio ma anche, poco tempo prima, protagonista sulla piattaforma televisiva di SKY in una puntata di Edicola Fiore... indossato in un piccolo sketch dal mitico Rosario Fiorello in una puntata in cui, guarda caso, era ospite l’ormai nostro illustre compaesano, mi si permetta di dirlo, Dario Brunori.
Detto ciò potevamo noi dell’Associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” di San Fili non dedicare un meritato spazio all’evento magari mettendo su una piccola intervista con uno dei protagonisti dell’evento? ... perché, diciamolo e magari gridiamolo pure, su quel palco SAN FILI C’ERA.
Nasce così l’intervista fatta al nostro compaesano Mirko Onofrio, figlio di Saverio ed Alda Meranda e nipote degli indimenticabili Sante e Genoeffa.
Intervista che riportiamo di seguito magari in attesa di incontrare anche, in un futuro prossimo, il grande Dario ed il resto della band.
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Dario Brunori (Brunori SAS) nel corso
del concertone del I Maggio 2017 a Roma
in piazza san Giovanni in Laterano.
Quando hai avuto il primo approccio con la musica e quando hai iniziato a suonare da professionista?
L'approccio alla musica è avvenuto sin da giovanissimo poiché ho avuto la fortuna di ritrovarmi i giusti dischi in casa. Di lì in poi il resto è avvenuto tutto molto naturalmente: dalle prime band della scuola alla Brunori Sas passando per varie esperienze che man mano mi hanno formato e indotto a scegliere indubitabilmente la musica come professione.
A parte il lavoro sul campo ho studiato al Dams (indirizzo musicale) di Arcavacata, quando ancora poteva definirsi tale, e flauto dolce in Conservatorio a Cosenza. Attualmente studio Composizione Jazz, mia altra grande passione!
Hai pubblicato raccolte musicali?
Ho effettuato innumerevoli registrazioni di materiale mio e altrui ma di fatto l'unica pubblicazione ufficiale risale al 2009. Si tratta di un disco pubblicato da un'etichetta nostrana (Mk Records) che s'intitola "Les premiers plaisirs" registrato in parte in Italia e in parte in Francia dove ho vissuto per qualche tempo.
Contiene composizioni mie a metà tra il jazz e il pop sperimentale. Nel disco suona pure Massimo Garritano e la band in questione, ancora attiva e prossima a nuove pubblicazioni, si chiama Red Basica.
Collabori in particolare con qualcuno che merita di essere citato?
A parte Dario Brunori, nella cui sas milito attivamente sin dagli esordi, ho collaborato con tanti artisti ognuno dei quali mi ha lasciato qualcosa. Penso alla jazzista Chiara Civello, ai cantautori Dimartino, Appino, Niccolò Carnesi, Dente, al rapper Mirko Kiave, al compositore per musiche da film Paolo Vivaldi, agli attori Peppino Mazzotta e Monica Demuru, agli ex CCCP/CSI in un tributo a Robert Wyatt, a Cristina Donà, a Giorgio Canali e molti altri.
Quando hai conosciuto Brunori SAS, come vi siete incontrati e come avete capito che potevate fare un percorso assieme?
Nel 2009 tramite l'attuale tastierista della band nonché mio vecchio amico Dario Della Rossa che ebbe modo d'intervistarlo all'uscita del primo disco.
In quel periodo Brunori, da poco rientrato in Calabria, era alla ricerca di musicisti locali per avviare quello che è stato un percorso straordinario e molto fortunato, e il caso lo ha portato a me e me a lui in un rapporto professionale ma soprattutto d'amicizia che dura ancora oggi e spero per molto tempo ancora perché, a parte tutto, è una persona veramente speciale!
C’è una canzone che ti piace in particolare di Dario?
Naturalmente essendo affezionato a tutto il repertorio non è facile stabilire quale sia il mio brano preferito però posso dire che l'ultimo disco "A casa tutto bene" ha avuto su di me un impatto fortissimo per la sua potenza poetica e la scrittura affatto scontata.
"Don Abbondio" è probabilmente il brano che più di tutti mi ha stretto il cuore!
Chi c’era oltre a te (specificando se c’erano altri di San Fili) e a Dario sul palco del I Maggio a Roma?
In ordine c'erano Simona Marrazzo, appunto di San Fili anch'essa, ai cori ed alle percussioni, Dario Della Rossa alle tastiere, Stefano Amato al basso e violoncello, Massimo Palermo alla batteria e Lucia Sagretti al violino.
Mirko Onofrio nel corso del concertone
del I Maggio 2017 a Roma in piazza san 
Giovanni in Laterano.
Com’è nata l’idea del cappellino con la scritta “San Fili”.
Da Dario Brunori che, come me e Simona, ama particolarmente un paese che, per bellezza e potenzialità, merita di essere maggiormente valorizzato e fatto conoscere ai più! In questo senso il cappellino ha una sua funzione divulgativo-subliminale!
Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai saputo che saresti salito sul palco del I Maggio?
In realtà vi abbiamo già partecipato nel 2015 durante il tour di "Il cammino di Santiago in taxi" ma in tarda serata.
E' stata dunque una grande emozione che si è ripetuta con in più però il carico di responsabilità dovuto all'enorme successo che l'ultimo disco ha avuto a livello mediatico e quindi di aspettative di quanti ci hanno seguito e sostenuto.
Come ci si sente su un palco del I Maggio ed in prima serata (quindi non da riempitivi)?
Come in un film d'azione! Tutto molto rapido ma intenso ed adrenalinico!
Quali sono state le città più importanti in cui avete suonato finora?
Abbiamo suonato praticamente ovunque incluso l'estero ma direi che la città che più di tutte sin dal primo momento ci ha adottati e fatto crescere è stata sicuramente Milano.
Dario Brunori  e la sua band nel corso
del concertone del I Maggio 2017 a
Roma in piazza san Giovanni in
Laterano.
Visto che un tuo spettacolo musicale aveva come filo portante San Fili... mi spieghi il tuo amore (come nasce - oltre al fatto di essere figlio di sanfilesi - e come lo vedi nella tua testa) per il nostro paesino?
Difficile da riassumere in poche parole.
Da sempre San Fili, mio paese paterno, ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della mia immaginazione; l'infanzia che vi ho trascorso è stata indelebilmente segnata da una mitologia che continua a pulsare in vicoli, vecchie case, piazzette, boschi e montagne in cui spesso mi sono perso solitario per assorbirne le energie tutte speciali come anticorpi spirituali per affrontare una realtà che, nel corso del tempo, si è rivelata sempre più inattendibile e vacillante.
Progetti per il futuro?
Tanta musica e perché no? Organizzare un San Fili Music Festival che possa portare gente da tutte le parti d'Italia e restituire al paese l'attenzione e l'amore che merita.
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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