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domenica 19 marzo 2017

Piccolo borgo antico. Dedicato alla frazione Bucita di San Fili.

Dal “Notiziario Sanfilese” (il bollettino dell’Associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” di San Fili) del mese di Gennaio del 2011.
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La frazione Bucita di San Fili.
Foto by Pietro Perri.
Oscar Bruno, carissimo compaesano di cui riportiamo in questa pagina i versi della poesia “Piccolo borgo antico”, è nato a Bucita (la storica frazione sanfilese), in contrada Ortale, nel lontano 24 settembre del 1936.
Oscar Bruno è figlio di Luigi e di Maria Asta. Il padre è nato e cresciuto nella succitata c.da Ortale mentre la madre proviene dagli Asta di Bucita.
Concluso il ciclo delle scuole elementari ed appena iniziate le scuole medie, Oscar dovette abbandonare gli studi per tutta una serie di problemi che si abbatterono sulla sua famiglia, non ultima una malattia che colpì il padre Luigi. Assieme al fratello divenne pertanto il nuovo sostentamento della famiglia.
Partì, come quasi tutti i maschi sanfilesi dell’epoca, per il servizio militare di leva dove fu assegnato a servizi d’ufficio.
Rientrato al suo paese natio, saldato il debito con la Patria, emigrò, per lavoro, nella relativamente vicina Germania. Dopotutto, pensava Oscar, siamo pur sempre in Europa.
Dopo pochissimo tempo, sempre a causa della cagionevole salute del padre, dovette ritornare nella sua San Fili. Con sommo rancore in quanto si rendeva conto che ogni carriera intrapresa finiva per essere arrestata bruscamente da problemi più grandi di lui.
All’epoca era impossibile trovare un buon lavoro nella propria patria, sia a San Fili che in zone limitrofe. Le cose erano critiche per tutti ma in tanti, grazie al loro cuore di pietra, ti chiudevano le porte in faccia.
Fu così che si aprirono, per Oscar, le porte del Nuovo Continente, dell’America.
Dopotutto doveva pur farsi una vita ed assicurarsi un futuro… anche se lontano da ogni cosa a lui cara. Tutto, per lui, era nuovo: la lingua, il costume, il lavoro, la società.
In America Oscar sposa la figlia di Sabatino Giraldi, un altro sanfilese, e di Concetta De Buono. Dal matrimonio nacquero tre figli che hanno saputo portare onore alle proprie origini.
La figlia nel 1996 risultò seconda al concorso “Miss Italia nel Mondo” e come tale ritornò per un breve viaggio nel paese d’origine dei genitori.
Oscar Bruno, che nel corso della propria vita “americana” e fino alla pensione ha fatto il saldatore, vive a Toronto, in una modernissima città di fronte ad uno stupendo e poetico scorcio di lago.
Da San Fili il nostro eroe poeta manca dal lontano 1994. Precedentemente fece parecchi viaggi nel nostro paesino per visitare i suoi parenti e i vecchi amici… sempre in numero minore, anche perché in tanti, come lui, avevano fatto la valigia abbandonando, per lavoro, il paese natio.
I ricordi son rimasti e non si possono cancellare.
“E’ stata la troppa burocrazia amministrativa Italiana”, ci dice Bruno, “che ci ha costretti a lasciare il nostro amato luogo di nascita, la nostra terra, i nostri cari, le nostre cose che abbiamo appreso, la nostra cultura che l’abbiamo dovuta impiantare in terra straniera. Così, ho dovuto trascinare questo fardello là dove io neanche pensavo”.
Nei suoi ritagli di tempo Oscar si è dedicato a scrivere composizioni letterarie: poesie, liriche e composizioni di libretti per opera. Ha scritto anche in dialetto e la maggiore composizione, ci confessa sempre l’amico Oscar, d’averla dedicata ad un personaggio sanfilese.
Il titolo di tale composizione è... “U chiantu du cuervu”. Non ci dice però chi è questo, sicuramente affascinante, personaggio sanfilese.
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Piccolo borgo appie’ d’una montagna,
sorto un di’ da gente a man sfuggita,
or che tu riedi, e il primo sol ti bagna,
dolci natali desti, o mia Bucita.

Chi da lontan ti guarda, appollaiato,
sotto questi erti monti il cor l’invita,
solingo stai, niun v’è disturbato,
non più fuggiti un di’, ma or Bucita.

Chi ne risiede in te, modesta cura,
non altruista, ma alto nella vita,
ti senti più d’amico a sua bravura,
non dir tu puoi di più, fratel Bucita.

Antiche pietre ergon queste case,
antiche voci, e tante son palese,
chi della mente lustra vergo’ una frase
di questo nobil borgo Bucitese.

La storia che hai mostra il tuo valore,
chi t’edificò d’amor sì prese,
perché la casa fu il suo grande amore
che chiude dentro il cor d’un Bucitese.

Di mente in mente corre il tuo passato,
che lungi la tua storia la intese,
da lungi chi sfuggì qui’ s’è posato,
e ne formò tal borgo Bucitese.

Or, che ho detto tanto e molto bello,
ch’il nostro picciol borgo il cor mi prese,
ogn’un nel suo ricordo ha il paesello,
quale picciol borgo Bucitese.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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