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domenica 5 febbraio 2017

AAA.: San Fili - amministratori locali capaci cercasi.

Sabato 4 Febbraio 2017, opportunamente e preventivamente avvisati, i Sanfilesi si sono visti per l’ennesima volta negare dall’Amministrazione in carica il percorso in auto o altri mezzi meccanizzati un buon tratto di corso XX Settembre; quello che va da piazza san Giovanni (addruv’eni u monumentu ari caduti da guerra quinnici diciuottu) fino all’attuale edificio che ospita la locale Caserma dei Carabinieri (aru biviu ppe Vucita).
Ciò, inutile dirlo, non solo comportando grandi disagi ai residenti ed anche ai non residenti (tipo i pochi fessi provenienti da Cosenza o da Paola e diretti a Cosenza o a Paola) che ancora decidono di avventurarsi per le strade interne del nostro ridente (... e ssi ca si nne fannu risa quannu u canuscenu veramente) borgo. Comportando problemi per gli anziani che provenienti dalla frazione Bucita si sono diretti all’unico ufficio postale sopravvissuto nel territorio sanfilese, comportando grossi rischi per un eventuale emergenza (toccando ferro un’ambulanza o un mezzo dei vigili... non volendo dire altro) e via dicendo.
Per non parlare dei pochi commercianti sopravvissuti, veri e propri eroi del mondo moderno sanfilese, lungo tutto il citato corso.
Il motivo? ... l’ennesima boiata di pavimentazione realizzata l’anno scorso in tale tratto di strada cittadina. Una pavimentazione che avrebbe dovuto risolvere, secondo i nostri esperti scienziati in scelte amministrative comunali, i problemi creati alla cittadinanza dalla precedente pavimentazione realizzata agli inizi degli anni Duemila (2000/2005) dall’allora amministrazione condotta dall’ex sindaco di San Fili Luigi Bruno.
... no comment!
A poco meno di un anno dalla sua realizzazione qu tale nuova pavimentazione si ci è già dovuto mettere mani almeno due volte. Quindi una serie di domande sorge spontanea: il materiale utilizzato è inadatto? ... il lavoro è stato fatto da cani?
... o semplicemente sarebbe finalmente giusto ammettere che dove passano regolarmente mezzi meccanici più o meno pesanti sarebbe meglio - direi “più intelligentemente” - pensare che l’unico materiale utilizzabile in tale punto è il catrame?
E poi... come non complimentarsi con gli amministratori (intendo i burattinai e non i poveri fessi che facciamo da contorno nel Consiglio comunale e che ci vorrebbero presenti solo per alzare o bassare la mano all’occorrenza per approvare ciò che l’imbecillità - non voglio pensare alla disonestà... anche se sotto sotto lo spererei - degli altri ha già deciso) che si sono succeduti a San Fili almeno dal 1970 ai giorni nostri.
E poi, sempre per restare in tema di pavimentazione, credetemi ma... non so se sia il caso di complimentarmi sempre con tali lungimiranti amministratori (o vergognarmi al loro posto) pensando che San Fili quasi certamente è l’unico borgo d’Italia che nel breve tratto di non più di cinquecento metri lineari... presenta in un proprio corso (adibito a sede stradale) la bellezza di ben cinque tipi di pavimentazione diverse.
Davvero... complimenti.
Ma da cittadini si gradirebbe un minimo di intelligenza e capacità di scelta estetica in più.
In ogni caso se fra altri sette o otto anni (io continuo a sperare che San Fili nel frattempo sia diventata frazione di Rende... vista la nostra incapacità - ripeto, non voglio pensare a disonestà – ad autoamministrarci) qualche futuro amministratore dovesse pensare di sostituire nuovamente la pavimentazione di parte di corso XX Settembre... che questa volta sia catrame.
Perché di costosissimi esperimenti fallimentari credo che ormai ne abbiamo fin sopra i capelli.
San Fili ha bisogno di ben altro per un proprio rilancio.
A partire da un discorso sui trasporti, sulla vivibilità, sulla pace sociale, sulla sicurezza di alcuni pubblici edifici, sulla sensibilità pubblica verso alcune famiglie al limite della sopravvivenza, sul territorio vergognosamente compromesso ed a rischio frane pericolosissime, sulla viabilità decisamente compromessa, sulla pulizia interna, sulla cultura, su una imposizione tributaria più consona alla capacità contributiva dei residenti e chi più ne ha più ne metta.
Altro che di lettere anonime e di citazioni, nelle stesse, di strani assalti alle diligenze... dall’una o dall’altra parte che dir si voglia malamente pensare.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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