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domenica 5 giugno 2016

I mitici anni ‘70... a San Fili.

Riporto di seguito un articolo uscito a firma dell’amico Vittorio Agostino sul Notiziario Sanfilese del mese di novembre del 2010. Nella foto collegata all’articolo: San Fili piazza San Giovanni - Estate - Festa dell’Unità edizione 1976 (Nella foto compaiono anche Franco De Rose, Mimmo (Domenico) Greco, Eugenia Cesario, Roberto Esposito, Gianfranco Chiappetta, Vittorio Agostino, Franco Musacchio, Concetta Musacchio, Raffaella Crivaro, Pino (Giuseppe) Leccadito, Giuliana Cirillo, Lorella Argentino e Franco Agostino).
Credetemi... vale la pena rileggerlo.
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Se ancora oggi a distanza di 30 anni si parla con nostalgia degli anni ‘70 (1970-1980), vuol dire che tali anni hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori.
Gli anni ‘70 erano anni di ideali e creatività. Noi giovani di allora credevano in ciò che facevano e nel nostro modo di pensare ed agire c’era di tutto: genio, turbolenza e passione.
Sentivamo, a differenza dei ragazzi di oggi, di avere il futuro nelle nostre mani: su questo fronte siamo stati decisamente più fortunati delle attuali generazioni.
Non sono un nostalgico… ma quel tempo per me e per quelli della mia età è stato bellissimo: allora con poco o niente eravamo felici.
I giovani di oggi hanno a disposizione cose meravigliose, peccato che non sempre sappiano farne buon uso.
Bastava la musica, quella d’allora che fa ballare anche i giovani d’oggi, per creare un’atmosfera magica e di allegria.
Serate magiche in casa di amici con feste da ballo dove si vivevano amori fugaci, magari solo il tempo di rubare un bacio alla ragazza dei propri sogni, o storie destinate a durare nel tempo.
In quel periodo era l’estate a farla da padrone… quelle stupende estati, fatte di Festival della voce e da Festa dell’Unità o altre feste religiose o di partito stracondite di giochi popolari e di tanto prodigarsi di tutti gli organizzatori per l’ottima riuscita di tali manifestazioni.
Ed era proprio l’estate, secondo me, che faceva nascere quella creatività, quelle amicizie che a volte sbocciavano in amori a volte durati solo quell’estate, ma che creavano tante e tanto forti emozioni.
Ed era proprio in estate che si fronteggiavano le contrade del paese in indimenticabili tornei di calcio (nel vecchio stadio in località Uncino) che spesso non terminavano o terminavano in malo modo a causa della belligeranza delle parti in campo.
Come dimenticare, ad esempio, l’accesa competizione non solo sportiva ma anche “patriottica” tra i sanfilesi del capoluogo e i compaesani della frazione Bucita. Non raramente gli incontri tra le due formazioni finivano in modo decisamente poco sportivo… a calci e pugni.
Sempre in estate e sempre di sera, quando il tempo e la tasca ce ne davano l’opportunità, con gli amici c’era il rituale della pizza.
La compagnia base era formata quasi sempre da Fernando Perri (cui piaceva sempre mangiare le tre stagioni, la quarta non gli andava a genio), da Francesco Commis (che mangiava di tutto) e da Ciccio Parise.
Finita la pizza si andava al cinema, all’ultimo spettacolo, quello delle 22.
Il locale preferito dalla compagnia era la pizzeria “Luna Rossa” di Cosenza, nei pressi dell’attuale tribunale.
A portarci sul luogo era Fernando Perri con la sua seicento. Per quanto riguarda il cinema la scelta, a seconda del film che veniva proiettato quella sera, era diversificata: si preferiva normalmente andare al Citrigno ma non si disdegnavano gli spettacoli che davano l’Isonzo, l’Astra o il Supercinema.
A loro, alla compagnia della pizza, spesso ci aggregavamo gli amici “ballerini”: Franco Chiappetta, Sergio Rossiello e (perché no?) il sottoscritto.
Eravamo definiti “ballerini” perché, vestiti alla Tony Manero, quando ne avevamo la possibilità andavamo a ballare in una discoteca di Torremezzo di Falconara.
Con l’inizio dell’autunno e poi con l’inverno, si pensava ad essere un po’ più seri. Eravamo pronti ad affrontare il periodo lavorativo e/o scolastico, ma ciò nonostante lo svago ed il divertimento trovavano il loro giusto collocamento all’interno della settimana.
Era il sabato il giorno a cui dedicavamo il divertimento, andando a ballare a casa di amici o al salone delle feste di Cesario, in piazza San Giovanni, spesso luogo di feste natalizie e di capodanno. Ricordo ancora i gruppi musicali o i solisti che, con i loro indimenticabili trentatré o quarantacinque giri, davano vita a quelle stupende serate: i Pink Floyd, John Lennon, Mina, Lucio Battisti, Mia Martini, Bob Marley, Cat Stevens, Barry White, Led Zeppelin, Julio Iglesias, i Bee Gees, i Pooh, Riccardo Cocciante, Stevie Wonder, Santana, la P.F.M., gli Eagles, i Genesis ecc.
E poi c’era il mangiadischi, abbiamo ancora nelle orecchie il rumore dello scatto che faceva un disco al momento della sua estrazione.
Il mangiadischi era un vero cult degli anni 70 ma con una sorte ben segnata. Terminata infatti la produzione dei quarantacinque giri, il mangiadischi è stato costretto a cedere il passo a strumenti tecnologicamente più avanzati.
Un altro ricordo indelebile sono stati i fotoromanzi, ricordo che mia sorella li leggeva sempre e a casa si trovavano ovunque: nei cassetti, nell’armadio, sui tavoli. Un vero cult dove le storie si leggevano e si vedevano sul cartaceo: storie con lieto fine e storie con un finale drammatico.
Ma di questo e d’altro parleremo un’altra volta.
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Da un articolo firmato Vittorio Agostino... un regalo by Pietro Perri.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

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