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lunedì 23 novembre 2015

LE VACCHE SACRE DELLA (OMISSIS) SANFILESE.

E' ormai da tanti anni che nei pressi (se non all'interno) del centro abitato della frazione Bucita a San Fili (e non solo nei pressi del valico Crocetta o sulla SS107 versante paolano) ci si può imbattere in mastodontici animali che pascolano indisturbati e senza alcun apparente controllo.
Si tratta di mucche... più vacche che mucche a dire il vero.
Ma non è contro di loro che ce l’ho. Anzi, sapere che sono allevate in modo a dir poco biologico mi fa quasi pensare di andare dai proprietari dell’azienda che li alleva e di chiedere agli stessi qualche fetta di buona carne vaccina da portare sulla mia tavola. 
Dopotutto brucano erba delle nostre zone, respirano la nostra aria e bevono la nostra acqua... cosa si può pretendere di più per ottenere una bella fetta di carne vaccina di alta qualità?
... ovviamente finché tale fetta di carne posso addentarla comodamente seduto alla mia tavola e non, da ambulante priva d’ogni controllo qual è, mi ci devo andare a rompere le corna sbattendoci contro con la mia macchina.
Perché l’incidente, senza così mettermi a fare l’uccello del malaugurio, prima o poi con tali mastodontici animali ci sarà.
E c’è chi afferma che non sarà neanche la prima volta.
Personalmente nel girovagare “sacro incontrollato ed indisturbato” di queste mucche (... ma perché continuo a non chiamarle vacche?) mi ci sono finora imbattuto almeno tre volte negli ultimi dieci o quindici anni. Ed una di queste poteva veramente segnare la mia fine e quella di tanti altri automobilisti che come me percorrevano - appunto dieci o quindici anni addietro - la nuova SS107 che collega la citta di Cosenza con la cittadina di Paola... sul versante paolano.
Quel giorno fu per un puro caso che entrai a velocità decisamente ridotta all’interno di una delle della doppia galleria. All’interno, nella galleria in curva e per niente illuminata, camminavano indisturbate due o tre mucche (... e dalle co’ ste vacche della malora). Un altro paio di volte le ho incontrate nei pressi del valico Crocetta (sempre indisturbate ed incontrollate) al centro della strada... la vecchia SS107, una volta le ho osservate ormai giunte al di sotto del cimitero cittadino (un po’ come dire “dal produttore al consumatore”) e tantissime volte nei pressi del ponte che sovrasta il torrente Franchino nel territorio della frazione Bucita di San Fili.
... non raramente in curva (e quindi difficili da scansare se ce li si ritrova di botto davanti) e sempre in mezzo alla strada. Decisamente un appuntamento con la morte per tanti di noi... un appuntamento a cui prima o poi qualcuno di noi (speriamo chi di competenza e non degli innocenti cittadini) potrebbe giungere in orario.
Domanda (rivolta a chi di competenza... sempre più incompetente): dobbiamo per forza aspettare che qualcuno ci rimetta le penne sbattendoci contro con la propria macchina per affrontare di petto il problema?
... o devo pensare che le vacche sacre della 'ndrangheta non sono solo nel reggitano, nella locride o nel lametino ma sono anche nel nostro amato-odiato paese di San Fili?
A proposito: una delle volte in cui mi ci sono imbattuto qualche anno addietro ebbi modo, - giungendo al bivio di San Fili dalla frazione Bucita - di avvisare un ex maresciallo dell’Arma della situazione di cui ero appena stato testimone e protagonista.
“Marescia’, gli dissi, guardi che sul ponte che collega San Fili con la frazione ci sono delle mucche che pascolano indisturbate e che potrebbero arrecare seri danni (forse anche di carattere mortale) a qualche automobilista.”
Fu stupenda la risposta che mi beccai da quell’impeccabile rappresentante dell’Ordine: “Pietro...”, mi disse, “... quando ti trovi in situazioni del genere... non aver paura: scendi dalla macchina, prendi un bastone che sicuramente troverai nelle vicinanze e... inizia a battere per terra. Vedrai che le mucche si sposteranno e tu potrai facilmente proseguire con la tua macchina.”
Gli dissi che avevo capito e... ripresi la mia passeggiata sempre più avvinto nei miei assurdi pensieri e nella mia sempre più vana voglia di cambiare il mondo. Un mondo fatto giusto a livello di certi soggetti.
Quel giorno - me ne convinsi e ne sono convinto tutt’ora - al bivio di San Fili non mi ero imbattuto in un rappresentante per giunta graduato dell’Arma dei Carabinieri ma... in un esperto nell’allevamento e nella gestione delle vacche.
Ovviamente la sua affermazione mi ha convinto a non rivolgermi più a soggetti in divisa per evidenziare tale problema ma... se un domani dovesse succedere qualche tragedia legata alle vacche sacre della (omissis) sanfilese... lo si sappia: tutti sappiamo, anche le Forze dell’Ordine, di tale problema. E tutti sappiamo che è un problema che persiste da decenni nella nostra zona.
... non solo io!
Non lo so solo io che cammino con in macchina un bastone da battere per terra per far spostare le mucche... se nel frattempo non ci ho sbattuto contro con la mia macchina... e con la mia testa.
Le foto che propongo allegata a questo post non sono un fotomontaggio. Le ho scattate sabato 20 novembre 2015 nei pressi del ponte che sovrasta il torrente Franchino... a Bucita.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

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