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domenica 28 giugno 2015

Ok, l’ammetto: sono stato al gioco a premi “L’eredità” condotto da Fabrizio Frizzi. (5)

Fu, se non ricordo male, nella tarda mattinata di martedì 16 (... o era mercoledì 17?) dicembre 2014 che ricevetti la telefonata con cui mi si comunicava che avevo passato le selezioni per partecipare al gioco a gioco televisivo di RaiUno “L’eredità”.
Non solo… mi si invitava a presentarmi in studio giorno 23, ovvero poco meno di una settimana dopo, a Roma per la registrazione della puntata o delle eventuali puntate (qualora fossi risultato campione nella prima ed in qualcuna delle successive).
Dall’altro capo del filo questa volta non c’era una voce femminile, come quelle che mi avevano invitato ai provini dopo averne fatto opportuna richiesta, ma… maschile e decisamente professionale: prima di darmi la buona notizia, infatti, preparò il campo per non farmi prendere il classico colpo per l’emozione. Dopotutto… parlavo con Mamma RAI.
“Allora, Pietro…”, stupendo quel tono amichevole del mio interlocutore, “… sei contento? … o ti spiace perché ti stiamo per rovinare la settimana delle feste natalizie?”
Ero contento e poi… di Natale sulla mia strada, pensai, ce ne sarebbero stati tantissimi altri… ma di occasioni come questa, chissà!, forse passato il santo... passata anche la festa.
Dario, questo il suo nome, mi diede tutte le informazioni necessarie (a voce e con conferma tramite messaggio di posta elettronica) ed eccomi intento a preparare la valigia. O meglio: ecco mia moglie intenta a preparare la valigia.
Roma? … aspettaci.
Lunedì 22, nel primo pomeriggio, dovevamo trovarci - io e la accompagnatrice (alias mia moglie) - in un albergo nella zona della Nomentana (ovvero dove si trovavano gli studi televisivi della RAI in cui si registrava il programma “L’eredità")… ovviamente nella capitale.
Non fu proprio facile, in quei giorni, né trovare un mezzo per arrivare dalla nostra San Fili all’Urbe né, giunti all’Urbe, capire esattamente dove si trovasse l’albergo in cui ci era stata riservata la stanza… ma, per niente eroicamente, comunque alla fine (tra l’utilizzo di pullman interregionali, di metropolitana e pullman cittadini) ci riuscimmo. 
La sera? … una pizza, una breve passeggiata e poi dritti a nanna come, o quasi, le galline.
A tenermi un po’ di compagnia nella stanza dell’hotel - oltre a mia moglie - c’erano anche un paio di numeri della “Settimana Enigmistica”, giornale di cruciverba che mi ero portato dietro al fine di tenere un po’ sveglia la mia capacità mnemonica.
E venne la notte del 22 dicembre 2014… e fu la mattina del 23.
La mattina di martedì 23 dicembre 2014 io e mia moglie ci svegliammo prestissimo. La sveglia si ricordò di suonare tanti e tanti minuti dopo. Scendemmo al primo piano dell’hotel e facemmo colazione... a spese della RAI che per l’occasione ci aveva assicurato a sue spese una notte in hotel, una prima colazione e 50 euro di rimborso spese. Oltre alla possibilità di portare un po’ di soldini a casa, se avessimo vinto al gioco, e una piacevolissima visibilità a livello internazionale.
Alle 8 nella hall dell’hotel feci conoscenza degli altri concorrenti incluso la campionessa in carica. Ed alle 8 e 30 conobbi anche, in cane ed ossa - quindi non solo in voce - questa volta, del succitato Dario.
Dario era incaricato tra l’altro di prelevarci dall’hotel, bagagli al seguito, e portarci con la sua utilitaria agli studi televisivi della RAI... della Nomentana.
Per accedere agli studi dovemmo passare un punto di controllo che faceva concorrenza al servizio di guardiania del Pentagono a Washington: nulla era lasciato al caso... per ovvi motivi.
Davanti a noi anche la simpaticissima Anna Moroni. Da non credere: era proprio come la vediamo in TV nella trasmissione “La prova del cuoco”: piccola e dalla voce inconfondibile.
Oltrepassammo la porta d’ingresso ed eccoci all’interno di uno dei templi di Mamma RAI. Quelli, appunto siti nella Nomentana.
Ad aspettarci in uno stanzino (il limbo della trasmissione?) una bravissima e decisamente materna signora. Dopotutto eravamo tutti bambini al primo giorno di scuola: tutto potevamo aspettarci tranne che ciò che ci stava per accadere realmente.
Che ci crediate o no... eravamo in una delle anticamere della RAI.
(continua).
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

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