A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzate il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).

sabato 29 ottobre 2011

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passato a miglior vita, a Rende (CS), il nostro compaesano Francesco Blasi.
... aveva 83 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
* * *
... a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace.

venerdì 28 ottobre 2011

... ancora sul Progetto Estate San Fili edizione 2009... è sull'essere Sanfilesi in circolazione.

Da non credere, questa mattina un collega nell’ascensore mi fa: “Pi’… ma aru comune tue cce vonnu misu na bomba?”.
Sapendo che questo è un collega piuttosto educato e sicuro che non fosse una battuta gettata li per li… gli domando il perché di tale affermazione. Diversamente gli avrei detto che è arrivato un po’ in ritardo… dopo gli incendi, le sparatorie, i suicidi e gli omicidi suicidi che ha registrato San Fili in questi ultimi anni… una bomba sarebbe stata solo materiale sprecato.
“Mio figlio”, mi dice questo collega dopo la mia richiesta di spiegazione, “il 2009 ha fatto una serata nel corso del Progetto Estate San Fili ed ancora non ha visto il corrispettivo pattuito e garantito dagli organizzatori! … dicemi tu si mo’ cce jire io a parlare ccu chiri du comune e cce fa vide ccu chine stanno trattannu!
… inutile dire che a tale spiegazione avuta da questo collega… da parte mia è seguito un tanto silenzioso quanto eloquente… “… no commenti!”
Dopotutto cosa avrei potuto dirgli… forse l’indirizzo di chi ha organizzato quell’anno il Progetto Estate San Fili in nome e per conto del Comune? … sono sicuro che li sapeva già! … e se non li sa già… a San Fili chiunque sarebbe disposto a dirgli tali dati senza bisogno che io passi per spia di parte.
Le domande comunque sorgono spontanee: se non siamo in grado di mantenere gli impegni in merito agli anni precedenti… perché San Fili dovrebbe organizzare ulteriori Progetti Estate San Fili tra l’altro con pessimi risultati come quelli degli ultimi anni? … perché la Comunità Sanfilese (perché poi è Lei – la Comunità Sanfilese - che ci rimette realmente la faccia) dovrebbe continuare ad umiliare dei giovani artisti con promesse di contributi che poi finisce quasi regolarmente per disattendere?
Queste domande me l’ero e l’avevo già posta in qualche altra occasione ai miei cari affezionati lettori (qualcuno di questi non fa altro che aspettare che prima o poi paghi per certi miei scritti… ma sta in ciò il maggior piacere nel continuare a scrivere… vedere giorno dopo giorno sparire e quindi deludere le sue insane speranze).
*     *     *
… un caro abbraccio a tutto dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

giovedì 27 ottobre 2011

San Fili? ... un comune ad alta densità mafiosa (e noi Sanfilesi neanche ce n'eravamo accorti).

San Fili? ... "è un comune montano identificato anche come comune ad ALTA DENSITA' MAFIOSA"! ... ed io che ho sempre ritenuto vero il contrario.

Questa scioccante affermazione la si legge nella premessa di cui alla delibera di Giunta del Comune di San Fili n. 98 del 20 ottobre 2011 pubblicata sull'Albo Pretorio Online in data 25 ottobre 2011. E' un errore di chi ha redatto la delibera (e quindi di chi l'ha letta e sottoscritta)... o la Comunità Sanfilese è finita veramente nella merda?
Inutile che sarebbe bello sapere da chi ha redatto tale delibera da dove ha preso tale eclatante notizia, a che fine ha evidenziato tale punto in tale delibera ed anche e soprattutto chi sono i Toto’ Riina e i Bernardo Provenzano sanfilesi (conoscere infatti le potenzialità di alcuni compaesani potrebbe sempre e comunque fare comodo).
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La cosa giusta sarebbe, ovviamente, chiedersi, da persone corrette ed oneste (non da truffatori da quattro soldi nei confronti dello Stato e delle Istituzioni) cosa significa essere “un comune ad ALTA DENSITA’ MAFIOSA”, cosa significa “sistema mafioso” e ancor più a chi beneficerebbe un tale encomiabile riconoscimento (quello di “MAFIOSO”) a San Fili.
Personalmente preferirei che San Fili, anche e soprattutto dalle istituzioni superiori, venisse riconosciuto come un comune laborioso, onesto e a grande attrazione turistica. Certi sotterfugi, infatti, non fanno altro che affamare i più per garantire gli interessi non solo di pochi ma… dei soliti pochi.
Vogliamo parlarne e seriamente? … iniziamo ad isolare quei cari compaesani (spesso dei semplici acquisiti) cui vanno in testa queste straordinarie (decisamente egoistiche e personali) idee. Questo, credo (mi si permetta dirlo), è l’unico “pensiero mafioso” sanfilese.
… l’incapacità… è mafiosa!
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato (ora anche “mafiusu”) Pietro Perri.
… /pace!

martedì 25 ottobre 2011

Problemi alla scuola di San Fili? ... Brunetta e la Gelmini sono un'altra cosa… un anno dopo.

Il 14 novembre 2010 (ossia circa un anno addietro) pubblicai su questo blog una tiratina d’orecchi nei confronti di chi gestisce (in quell’occasione a parere del sottoscritto non proprio in modo encomiabile) l’Istituto Comprensivo Statale di San Fili e degli Amministratori del Comune di San Fili. Temi portanti di questa tiratina d’orecchi fu la pericolosa situazione in cui versava l’edificio che ospita la Scuola Media del paese e la mancata presenza della rappresentanza scolastica alla manifestazione in ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Di quest’ultimo tema riporto di seguito (in corsivo) i relativi stralci… affinché il ricordo non muoia e affinché… il somaro non cada due volte nella stessa buca.
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Quest’anno infatti sembra che non solo  nell’Istituto Comprensivo Statale di San Fili (zona scuole elementari) non si sia rispettata la ricorrenza della “Festa della Mamma” (qui lo dico e qui lo nego... sono parole che mi sono state riferite) ma cosa decisamente più tragica e vergognosa… per la prima volta in circa un secolo di storia… nella ricorrenza dei caduti (quattro novembre tenutasi giorno sette)... davanti ai monumenti di piazza san Giovanni e di piazza Miniaci (da non crederci) non c’era la benché minima presenza delle scolaresche del paese.... mi piacerebbe sapere di chi è la colpa di tale dimenticanza. … perché non credo (non voglio credere in cuor mio) che ciò sia solo una ripicca da parte degli insegnanti e/o dalla dirigente scolastica nei confronti degli amministratori comunali a seguito di qualche sgarbo subito dagli stessi.
Gli studenti, infatti, sono al di sopra dei profani problemi di vita esistenziale ed insegnare è una missione… non una professione: il futuro della società, non dimentichiamolo, lo creano gli adulti nelle famiglie e gli insegnanti nella scuola.
Non lamentiamoci se viviamo in una società di m***a se le nostre mani (il nostro agire) sono stracolme di questo vomitevole elemento… i ragazzi, i giovani non fanno altro che copiare gli insegnamenti che gli impartiscono i loro stupendi modelli.
*     *     *
Alla Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Scolastico di San Fili (persona tra l’altro che ho sempre rispettato) una preghiera: recuperiamo la gaffe del quattro novembre (al di là di chi è la colpa della mancanza) magari organizzando, ovviamente in collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Fili, un nuovo quattro novembre… a San Fili.
Non lo chiedo io, ma lo chiedono tutte quelle brave persone (tantissimi Sanfilesi) che pur combattendo una guerra che non capivano, con la loro morte ci hanno garantito il benessere che oggi, anche a San Fili, stiamo così vilmente sprecando.
I bambini, i ragazzi (studenti) devono comunque essere tenuti al di fuori delle nostre stupide beghe di sopravvivenza quotidiana.
Che la scuola non sia solo progetti ma ritorni ad essere maestra di vita.… Brunetta, la Gelmini sono un’altra cosa.
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La risposta, inutile dirlo, non si fece attendere né da alcuni insegnanti sul social network Facebook e lungo le strade del paese (che ormai più o meno hanno la stessa valenza) e né dal Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale di San Fili tramite un messaggio di posta elettronica che per diritto di cronaca ho pubblicato immediatamente e successivamente su questo blog.
Ciò che attesi invano furono però sia un benché minimo intervento in merito da parte dell’Amministrazione comunale (accusata in vario modo dalla controparte di aver creato il problema) né in un dato di fatto con una nuova iniziativa da intraprendere  di comune accordo tra le due Istituzioni (perché Scuola è Comune sono delle “Istituzioni”… anche se a volte, come in quell’occasione, se ne dimenticano) al fine di far rivivere agli alunni una tale importantissima ricorrenza.
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Una domanda sorge spontanea: quest’anno i Sanfilesi… dovranno assistere allo stesso miserevole spettacolo di accuse e controaccuse tra l’Amministrazione comunale e la Dirigenza dell’Istituto Comprensivo Statale di San Fili? … o ci sarà data la possibilità di vivere un 4 novembre all’insegna della tradizione patriottica che ha sempre caratterizzato la Comunità Sanfilese tutta? … con tanto di banda musicale e ragazzi delle scolaresche presenti in paese… vestiti di fiocco e grembiule intenti a recitare inni alla pace e soprattutto nel rispetto del 150 anniversario dell’Unità d’Italia?
… credo che abbiamo a disposizione tutto il tempo per evitare una ennesima figura di m***a… sperando che ad evitare il “repetita iuvant” non sia stato necessario proprio questo post.
Dopotutto… Brunetta e la Gelmini sono un’altra cosa… un anno dopo!
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Un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

domenica 23 ottobre 2011

Serpenti succhialatte e dintorni. Favola di Pietro Perri... e non solo.

Tanto e tanto tempo fa (non poi tanto a dire il vero visto che siamo nella prima metà del XXI secolo)
a San Fili circolavano non solo serpenti giganteschi ma anche serpenti sucalatte (succhialatte).
Era il tempo in cui entrare in una casa, vista le migliaia di fori che c’erano nei muri, per una serpe era cosa decisamente facile.
Tra le varie visitatrici, rettili, delle case dei nostri nonni, sembra ce ne fossero alcune che adoravano succhiare il latte dal seno delle donne… rubando il prezioso alimento ai piccoli in fasce che proprio per questo motivo avevano grossi problemi a mettere su carne e quindi a crescere come madre natura impone.
Sembra che tali serpi, per niente assassine (dopotutto era nel loro interesse preservare sia la vita della
donna che doveva allattare che del bimbo che doveva essere allattato) a dire il vero, ipnotizzando (e quindi addormentando) le balie in fase di allattamento e iniziando a succhiare dal capezzolo delle stesse, per tener buono il bambino mettevano nella bocca di quest’ultimo, a mo’ di ciuccetto, la propria coda.
Sarà vero? … c’è chi dice si! … ma il seguito alla prossima puntata.
*     *     *
Si era nel periodo compreso tra le due grandi guerre: la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
Un periodo questo caratterizzato da una gravissima crisi economica (tutte le grandi guerre sono precedute o da una gravissima crisi economica… o da grandi interessi economici… o da entrambi, ma sempre problemi a sfondo economico).
Quando c’è crisi in giro, tranne chi sta bene, tutti stanno decisamente male… specie i ceti meno abbienti. San Fili, in quel periodo, era la regola che confermava la regola… non l’eccezione.
Quello che però caratterizzava i paesini come San Fili, che tra l’altro registrava 5000 abitanti nel 1950, era che… a tutto dava una giustificazione se non logica comunque misteriosamente (sovrumanamente) accettabile.
E’ in tali periodi, infatti, che soggetti quali la Fantastica, o u monachieddru, o u tesoru da scisa du canalicchiju, streghe e magare, a jocca d’oro cc uri prucini ‘ntuornu… diventano padroni assoluti dell’intera comunità. Tutti, grandi e piccini, sono fatti prigionieri da tali entità sovraumane.
Persino al fatto di un neonato che pur succhiando senza sosta al seno decisamente secco (privo di latte), della madre non riesce a mettere carne addosso c’è una spiegazione logica (?).
Una spiegazione logica? … si… se entriamo nel modo delle favole di Fedro.
… il serpente succhialatte.
A scanso d’equivoci, e per giustizia di fatti nell’individuare una giusta paternità a certe dicerie, comunque voglio sottolineare che tale storiella non è una esclusiva del paese di San Fili ma era conosciuta in più centri abitati della provincia di Cosenza e quasi certamente dell’intera Calabria. Persino Luigi Accattatis la riporta nel suo “Dizionario del Dialetto Calabrese” (pubblicato tra gli anni 1895/1987), almeno nella sua prima parte (n.d.r.: quella pubblicata sul Notiziario Sanfilese del mese di ottobre 2011).
*     *     *
Il fatto che sto per raccontare… mi è stato raccontato da una gentile signora cui era stato raccontato dalla madre cui… inutile continuare: prima o poi a qualcuno che l’ha raccontato per prima sicuramente si arriverà. E se non si ci arriverà… poco interessa alla nostra storia.
Quello che dobbiamo chiarire, per meglio capirci, è l’ambientazione sia relativamente all’epoca in cui si è svolto che al luogo dove si è svolto.
Il luogo, anche senza dirlo… si sarebbe capito comunque, è a San Fili… forse in località Cuozz’e juri (“Cozzo dei fiori”, stupendo toponimo che qualche acculturato compaesano agli inizi degli anni Ottanta - 1980 - o nel secondo lustro degli anni Settanta - 1970 - ha voluto tramutare in “Cozzo di Iorio”… purtroppo a vincere dalle nostre parti è sempre la cultura degli ignoranti) e forse agli inizi del XX secolo o comunque non dopo la fine della II Guerra Mondiale.
In quegli anni si abitava in case piene di buchi, spesso composte da non più di due stanze poste una sull’altra (in cui tra l’altro in quella inferiore venivano allevati maiali, muli, asini e galline) in cui non raramente era facile trovarsi girovagare nella propria abitazione anche animali non invitati quali serpi e company.
In quella zona ed in quel periodo abitava anche donna Filomena con in figlio (non si sa di chi... dopotutto ancora oggi è facile individuare la madre ma non altrettanto facile individuare il padre… e siamo nell’era, sanitariamente parlando, del DNA) appena nato.
Il guaio è che più passavano i giorni e meno il bambino, malgrado stesse quasi sempre attaccato al seno della madre, sembrava mettere carne addosso. Anzi… deperiva di giorno in giorno… così come deperiva la madre.
Che fine faceva il latte di donna Filomena? … possibile che fosse così poco nutriente? … bisognava investigare in merito.
Fuossi u serpente ca si suca u latte?”, chiese donna Genueffa, una delle magare del paese.
Nu metodo ppe ru capire cc’eni!”, gli risposte zu Franciscu presente alla conversazione.
Detto fatto: il pavimento dell’intera stanza fu coperta da una coltre (due o tre millimetri abbondanti) di bianca farina.
Per tutto l’intero pomeriggio e fino a sera inoltrata donna Genueffa e zu Franciscu stettero nelle vicinanze della casa di donna Filomena in attesa che si sentisse qualche bisbiglio o altro che potesse mettere sul chi va là i presenti.
Visto che tutto sembrava inutile, lasciata donna Filomena da sola sul letto col piccolo Tuture, se ne ritornarono quatti quatti alle loro abitazioni.
Nel mentre donna Filomena scopriva il suo seno per allattare il piccolo Tuture… cadendo immantinente in un sonno dolcissimo e profondo.
La mattina successiva sulla farina sparsa per terra si vedeva una lunga e continua striscia a zigzag… il serpente succhialatte aveva colpito ancora… e quella ne era la prova evidente.
Inutile dire che sarebbe stata l’ultima volta: scoperto il foro da cui si immetteva nella stanza e chiuso lo stesso con qualche pietra ed un po’ di calce… al malcapitato non restava che cercare un’altra madre in fase di allattamento ed un altro bimbo da ammaliare con la propria coda.
Per quanto riguarda donna Filomena ed il piccolo Tuture, un po’ di brodo ottenuto con qualche piccolo colombo avrebbe risolto il tutto.
*     *     *
La storia è vera? … le mie informatrici sono pronte a metterci la mano sul fuoco… personalmente no! … in un periodo così segnato dalla fame, infatti, la farina serviva a ben altro che a spargerla sul pavimento per avere la certezza che il serpente succhialatte facesse visita alla nostra povera compaesana.
Ma anche questa favola fa parte del patrimonio folcloristico culturale della nostra stupenda (?) comunità. La Comunità Sanfilese.
… ed è giusto che io lo riportassi… affinché il ricordo non muoia.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

domenica 16 ottobre 2011

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passato a miglior vita, a Toronto (Canada), il nostro compaesano Vittorio Tenuta.
... aveva 86 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
* * *
... a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace.

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passata a miglior vita, a Toronto (Canada), la nostra compaesana Giulia Ciancio vedova Passarelli.
... aveva 90 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
* * *
... a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace.

venerdì 14 ottobre 2011

Anche questo mese (ottobre 2011) siamo riusciti, noi dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis", a realizzare il nostro bollettino.

... proprio così, anche questo mese (ottobre 2011) noi dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis" di San Fili (ovvero l'Associazione dei Sanfilesi nel Mondo), siamo riusciti a realizzare il nostro bollettino mensile, il... "Notiziario Sanfilese".
Otto pagine di storia, cultura ed attualità relative alla stupenda cittadina di San Fili e all'altrettanto stupenda comunità da essa ospitata.
Chi volesse ricevere il nostro Notiziario non ha che da diventare socio (anche non effettivo ma semplicemente simpatizzante) dalla nostra Associazione. Si può diventare soci partendo da un contributo di appena 5,00 (cinque) euro, a seconda se si vuole essere soci simpatizzanti (5,00 euro), soci ordinari (25,00 euro) e soci onorari (da 25,00 euro in su).
Per ritornare al "Notiziario Sanfilese" di questo mese (di cui viene riprodotto il frontespizio a sinistra), comunque, riporto di seguito l'indice delle pagine:
*     *     *
Pag. 1
- San Fili agosto 2011. Di Nuccia Giglio-Carlise.
Pag. 2
- Serpenti succhialatte e dintorni. (1) Di Pietro Perri.
- Comunicazione ai soci.
- Ci hanno lasciato.
Pag. 3
- Le scritte storiche e la bellezza della lingua italiana. Di Carmelo Serpe.
Pag. 4
- La beatificazione di suor Elena Aiello. Di Emanuela Agostino.
- I membri dell’Associazione Culturale “Universitas Sancti Felicis” e costo tessere 2011.
Pag. 5
- San Fili e suor Elena Aiello… a monaca santa.
Pag. 6
- Ricordando Giovanni Aiello… perché la guerra è stata anche questo. Di Andrea Commis.
- Piccole tempeste crescono.
Pag. 8
- “Peccati di gola” a cura di Antonella  Angotti: budino alle castagne.
- Piccolo dizionario santufilise.
- Il proverbio del mese: l’amicu de u buonu tiempu si muta cu ru vientu.
- Versi sparsi per Anna. Di Alfredo Ruffolo.
*     *     *
... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

martedì 11 ottobre 2011

U tiliu, u cervone, u cesarazz'e terra e strane presenze... che si aggirano per San Fili.

Qualche tempo fa, non meno di una diecina di anni addietro, scrissi il pezzo “u tiliu”, pezzo che ripropongo di seguito.
Ma perché riproporre proprio in quest’occasione (oltretutto siamo da molto tempo entrati nel terzo millennio) questo pezzo? … perché, che ci crediate o no, sembra che “u tiliu” del citato pezzo, o qualche suo vicinissimo parente, abbia fatto poche decine di giorni addietro, e dopo un’assenza di oltre un trentennio, la sua scenografica ricomparsa… sui Cozzi.
A vederlo (stranamente?) sono state delle persone adulte che subito si sono rivolti a degli amministratori comunali per segnalare l’accaduto. “U tiliu” o, repetita iuvant (n.d’a.: ripetere giova, per i non latinisti come lo scrivente), qualche suo vicinissimo parente sembra sia stato visto aggirarsi intono ad un cassonetto della spazzatura, ovviamente in località Cozzi, presumibilmente in cerca di cibo.
… ne avrà trovato? … sicuramente… visto che finora, cosi come nelle sue precedenti apparizioni, non ha mangiato alcun bambino… anche se… qualcuno afferma che è da un po’ di tempo che non circolano più cani da quelle parti.
Forse, più che la cucina mediterranea… ama la cucina cinese.
Ma vediamo cosa scrivevo qualche anno addietro.
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Come se non bastasse la nutrita schiera di streghe, fate, esseri sovrannaturali, monachieddri, orchi, fantasmi, spiriti maligni e/o giocherelloni che governavano il fantastico mondo sanfilese...a creare grossi problemi esistenziali ai fanciulli (e non solo) del nostro stupendo paesino si ci metteva di mezzo (ai bei tempi che furono) anche un terribile rettile, dalle forme gigantesche, che girava, vergognosamente impunito, nel territorio dei Cozzi.
Tremate gente, tremate quando v'incamminate solinghi per i Cozzi, magari in cerca di funghi... magari semplicemente per una salubre passeggiata: “u tiliu” è in agguato e forse sta aspettando proprio voi.
Ascoltiamo comunque dalla viva voce di due nostri bambini, sanfilesi veraci, la raccapricciante spiegazione di questa ennesima minaccia che pende sul capo degli stessi. Garantendo la privacy sugli stessi (dopotutto è una conversazione intercettata illegalmente) chiameremo gli stessi… Pietro e Giuseppe.
*     *     *
Pietro: "U tiliu? ... e chi d'eni u tiliu?"
Giuseppe: "... è nu serpente gigante?"
Pietro: "E quantu è granne?"
Giuseppe: "... tantu... e forse puru cchiu'!" (facendo una apposito gesto con le braccia divaricate al massimo).
Pietro: "E tu l'ha vistu?"
Giuseppe: "... iu nun l’aju vistu... ma l'hannu vistu in tanti! ... e spieru d'unnu vide mai! ... ca u patre de Francuzzu a cimminera, pe ru vide na decina d'anni fa... dici c'ancora sta fujiannu da paura e addruve passa si sente puzza de mmerda."
Pietro: "Chi culure tene?"
Giuseppe: "... giallu, 'ncunu dice che puru virde!"
 Pietro: "E ci la fa' a si mangia' ad unu de nui?"
Giuseppe: "... si! ... si mangia a na vacca 'nta nu vuccune, pensa a mie e a tie misi ‘nsiemi... mancu ppe si cce sporc’a vucca!"
Pietro: "E cumu cc'eni venutu supra i Cuozzi?"
Giuseppe: "... dicenu ch'eni fujutu a nu circu e nun l'hannu potutu trovare cchiu!"
Pietro: "E unnu ponnu ammazza?"
Giuseppe: "... si riescissinu aru trovare. Ma iddru eni furbu, mica eni fissa: de juornu s'ammuccia 'nta tana ed esce sulu quannu adde mangiare. E pue camina sempre 'nti filici e 'nte frasche, mai aru scupiertu. Chine l'ha vistu, l'ha vistu ppe sbagliu!"
Pietro: "E fin'a mmo’ s'ani mangiatu a 'ncunu?"
Giuseppe: "... a storia unne cunta, ma si tieni curaggiu... va ti fa na caminata de sulu si Cuozzi Cuozzi... magari 'ntri perrupi de Timpe Russe... ca si si fortunatu, mi cunti tu veramente cumu è fattu... u tiliu de Santu Fili!"
* * *
Forse la storia de "u tiliu" è la meno vera di quelle che si raccontavano fino a qualche decennio addietro a San Fili, ma, seppure in tono minore, meritava di essere citata. Questo strano essere (un grande serpente molto più grande di circonferenza di un boa, un pitone ed una anaconda messi assieme... non parliamo poi della lunghezza!) infatti rientrava a far parte a pieno titolo delle nostre paure infantili.
Quando si seguiva i nostri genitori per i Cozzi in cerca di funghi, bastava un minimo rumore per farci saltare il cuore in gola... "u tiliu" poteva essere in agguato e magari aspettava proprio noi per farsi un piccolo provvidenziale spuntino.
Oggi nessuno parla più (n.d’a.: mi correggo… fino al mese di agosto del 2011) "du tiliu" a San Fili, così come non si parla da tempo di tanti altri fantastici mostri o esseri sovrannaturali del nostro più o meno recente passato. Forse "u tiliu" è morto (n.d’a.: andiamolo a raccontare a chi l’ha visto in questi ultimi giorni) e forse proprio per questo ha cessato di far parlare di sé con le sue periodiche apparizioni... o forse i mostri non sono più quelli di una volta, che seppure avevano aspetti per niente umani (lupi mannari ecc.) ... erano certamente meno mostri dei mostri di adesso (pedofili e company).
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Così la raccontavo fino a qualche decina d’anni addietro (quando ho scritto questo pezzo tra l’altro leggibile, così come gran parte dei miei scritti, sul sito internet “San Fili by Pietro Perri” all’indirizzo http://www.sanfili.net). Oggi, onestamente, ho grosse difficoltà a credere che “u tiliu” esista veramente. Il problema comunque è che veramente alcuni abitanti dei Cozzi sembra abbiano visto un tale stupendo essere… e sono anche soggetti degni di fede.
… vuoi vedere che “u tiliu” di San Fili esiste veramente? … nel dubbio, magari anche solo per qualche annetto, meglio evitare tale zona.
Mi chiederete comunque: “… e chi in quella zona ha costruito la propria abitazione? … chi vi ha acquistato un lotto edificabile? … chi si ci è trasferito?
La risposta la lascio dare a Giuseppe, il più informato in merito “aru tiliu de Santu Fili”: “… ma prima de cumprare o prima de si nne jire ad abitare supra i Cuozzi… avianu chiestu a ‘ncunu si cc’era ‘ncunu problema? … si cc’era… ‘ncunu tiliu gigante? … ma su propriu (omissis) chissi cca’!”
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Scherzi a parte (in effetti “u tiliu” nell’immaginario collettivo sanfilese altro non è se non un’enorme biscia, ovvero una innocua serpe, per niente velenosa, d’acqua dolce… quindi uno spauracchio per bambini) la possibilità che sui Cozzi, a San Fili, possa veramente vivere qualche rettile d’una certa dimensione non è del tutto remota.
Parlando con dei boscaioli, infatti, più d’uno m’hanno confermato la presenza di qualche cervone (‘mpasturavacche) in tale zona. Rettili di grandi dimensioni, appunto, ma null’altro che bisce. Rettili che si nutrono di topi ed animali di piccole dimensioni vari… quindi ottimi amici dell’uomo.
Sarà vero? … non li ho visti e quindi non ci credo… ma chi li ha visti (fossero anche solo dei “cesarazz’e terra”)… scappa ancora dalla paura.
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… pace!