A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzate il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).

domenica 29 maggio 2011

Tempo di crisi? … sarà! ... ma una certa cassiera dell'Iperspar di Rende (CS) ha sempre ragione.

… in tempo di crisi, si sa (o quantomeno si dovrebbe sapere), avere un lavoro “garantito” dovrebbe essere considerato un dono venutoci dal Signore e di cui dovremmo essere grati al Signore.
Purtroppo per tutti non è così… alcuni (e pure “alcune”) meritano la “crisi” e meriterebbero di morire di fame anche quando pane sulla tavola ce n’è in abbondanza.
… sabato 28 maggio 2011 mi sono recato, accompagnato dalla mia dolce metà, per fare un po’ di spesa, al centro commerciale “Metropolis” di Rende (CS).
… la spesa era prettamente a base alimentare e quindi la cosa più logica era entrare nell’area gestita dalla società (?) Iperspar.
Non è la prima volta che faccio la spesa all’Iperspar del centro commerciale “Metropolis” di Rende (CS) e raramente (ma sicuramente “non mai”), come in quest’occasione, nel camminare nella zona ortofrutta ho “subito” quel nauseante odore di frutta o verdura andata a male.
Altre volte ho visto pioverci sopra… ma questa è un’altra storia. Così come un’altra storia è quella che voglio raccontarvi in quest’occasione.
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Finito di riempire il carrello (di ben poco, se si considera che per tre quarti la capienza dello stesso era stata occupata da bottiglie di acqua minerale… ben sei casse), finalmente siamo arrivati al fatidico punto della fila alle casse. Decidemmo per la cassa n. 7… sembrava la più allettante (chi c’era prima di noi aveva pochissima roba da pagare e quindi il tutto si sarebbe svolto nel giro di pochissimi minuti).
Quindi (lo dico con la speranza che qualche amministratore dell’Iperspar del centro commerciale “Metropolis” di Rende - CS - sciaguratamente s’imbattesse in questo mio scritto): sabato 28 maggio 2011, ore 19 e 59, scontrino n. 231, cassiera… sicuramente deficiente (o è deficiente semplicemente chi le ha impartito determinate istruzioni?).
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Dietro di me e mia moglie, a fare la fila, c’era un anziano signore con due o tre buste di frutta (tra l’altro di frutta certamente non a buon mercato, a vederne in trasparenza, nelle buste, la natura) in mano. Mi venne, educatamente e civilmente, logico farlo passare avanti, visto che ancora l’inserviente (mi sembra decisamente sprecato qualificarla “cassiera”) seduta alla cassa ancora non aveva iniziato a conteggiare la roba che io e mia moglie ci si apprestava a pagare.
… non l’avessi mai fatto… e non perché quell’anziano signore non meritasse di passare avanti… ma semplicemente perché quell’anziano signore non meritava di scontrarsi con la scorbutiche ria di quell’inserviente seduta alla cassa.
Finito di pagare la roba, quel signore si trovò a chiedere alla cassiera (?) se gentilmente poteva dargli una busta in cui riporre parte della roba acquistata…
nun si fuassi mai permessu! … una busta? … dover fare uno scontrino per una busta (del costo di 10 centesimi)? … ma stiamo scherzando? … l’inserviente aveva avuto istruzioni chiare dall’amministrazione dell’Iperspar: le buste di plastica non andavano sprecate ed andavano contabilizzate dalla prima all’ultima.
… quell’anziano signore, sicuramente più incavolato che mortificato, prese la sua roba senza neanche salutare (eppure anche le bestie, uscendo da una stalla, meritano un saluto… ma quell’inserviente presumibilmente era meno che una bestia) e lasciò l’Iperspar senza neanche dar confidenza ulteriore alla sua interlocutrice… che mossa forse da un sentimento a lei poco consono aveva preso una busta e gliela aveva offerta… a tal punto (spero) gratis.
Inutile dire che personalmente credo che difficilmente quell’anziano signore, per una questione di principio (10 centesimi… valgono “una questione di principio”) almeno per un bel po’ di tempo eviterà di fare la spesa all’Iperspar del centro commerciale “Metropolis” di Rende (CS).
Alla fine quei 10 centesimi, credo, costeranno tantissimo non solo all’amministrazione di tale azienda ma anche e soprattutto ai dipendenti di tale azienda: meno soldi in entrata… più rischio di licenziamenti tra il personale.
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… è finita così? … magari!
… venne il turno di mia moglie e di me.
… messa quasi tutta la roba nelle buste e pagato il conto (… non l’avessi mai fatto!) ci apprendemmo lasciare la cassa quando, il diavolo ci mette sempre e comunque lo zampino, una di quelle stupide e fragili buste si strappò lateralmente facendo cadere, per fortuna sulla cassa, la merce in essa contenuta.
Inutile dire che chiedemmo una busta a quella sottospecie di bestia d’inserviente che subito la stessa, malgrado ci dette la busta (… tremate, gente… gratis!) in sostituzione di quella rotta, non ci pensò due volte a richiamare mia moglie sul come avesse stupidamente… eccessivamente e maldestramente riempito la busta precedente.
… domanda: ma sta cassiera… cc’eni o cce fani?
Possibile che nessuno le abbia mai spiegato che se il cliente decide di cambiare supermercato (specie oggi che nella provincia di Cosenza supermercati ce ne sono ad ogni angolo di strada) lei ha finito di far pagare 10 centesimi una busta ai clienti dell’Iperspar del centro commerciale di Rende (CS)?
… il cliente nel momento in cui acquista qualcosa in un determinato punto vendita… fa un piacere a quel determinato punto vendita e non il contrario. Non è il punto vendita a fare il piacere al cliente.
… qualcuno lo dica a quell’inserviente… che una busta… si può anche “gentilmente” regalare (dopotutto quella busta - quei 10 centesimi - il cliente l’ha già strapagata facendo la spesa).
… con la speranza che l’Iperspar del centro commerciale “Metropolis” di Rende (CS) non diventi quanto prima come l’AIDS: chi lo conosce… lo evita. Anche perché in tale supermercato, oltre a quell’inserviente, lavorano tantissime bravissime cassiere che non meritano di rischiare, per una scema, il proprio posto di lavoro.
Quindi (lo ripeto con la speranza che qualche amministratore dell’Iperspar del centro commerciale “Metropolis” di Rende - CS - sciaguratamente s’imbattesse in questo mio scritto): sabato 28 maggio 2011, ore 19 e 59, scontrino n. 231, cassiera… sicuramente deficiente (o è deficiente semplicemente chi le ha impartito determinate istruzioni?).
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… un caro abbraccio dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

martedì 24 maggio 2011

Anche questo mese (Maggio 2011) siamo riusciti, noi dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis", a realizzare il nostro bollettino.

... proprio così, anche questo mese (Maggio 2011) noi dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis" di San Fili (ovvero l'Associazione dei Sanfilesi nel Mondo), siamo riusciti a realizzare il nostro bollettino mensile, il... "Notiziario Sanfilese".
Otto pagine di storia, cultura ed attualità relative alla stupenda cittadina di San Fili e all'altrettanto stupenda comunità da essa ospitata.
La Comunità Sanfilese.
Chi volesse ricevere il nostro Notiziario non ha che da diventare socio dalla nostra Associazione. Si può diventare soci partendo da un contributo di appena 5,00 (cinque) euro, a seconda se si vuole essere soci simpatizzanti, soci ordinari e via dicendo.
Per ritornare al "Notiziario Sanfilese" di questo mese (di cui viene riprodotto il frontespizio a sinistra), comunque, riporto di seguito l'indice delle pagine:
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Pag. 1

- San Fili: quando le scritte sui muri fissano la storia d’una comunità. Di Pietro Perri.
Pag. 2
- Comunicazione ai soci.
- Ci hanno lasciato.
Pag. 3
- Ricordando Santo Rende… mastro Franchino ‘i mostazzo. Di Gaetano De Lorenzo.
Pag. 4
- Il sale e la saliva nella tradizione popolare calabrese. Di Francesco Iantorno,
Pag. 5
- Vincenzo Miceli, giurista. Da una nota ripresa dall’Enciclopedia multimediale Treccani.
- La saliva miracolosa nella tradizione sanfilese.
Pag. 6
- Quando la simpatia vince. Di Nuccia Giglio-Carlise.
- Il proverbio del mese: si truavi a porta spalancata… trase de traviersu.
- I membri dell’Associazione Culturale “Universitas Sancti Felicis” e costo tessere 2010/2011.
Pag. 7
- La staffila maestra di vita (6). Di Pietro Perri.
Pag. 8
- “Peccati di gola” a cura di Antonella  Angotti: frittelle di fiori d’acacia.
- L’angolo della poesia: Santu Fili. Di Oscar Bruno.
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

domenica 8 maggio 2011

Don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce! (3)

Ed eccoci giunti alla terza parte della mia disavventura sanitaria all’ASP di Cosenza capitatami all’inizio di questo mese di maggio. La prima parte scritta e pubblicata su questo blog giorno quattro maggio 2011, la seconda giorno 7 maggio 2011 e la terza… il tutto per la serie:
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Don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce!
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Finalmente mercoledì quattro maggio alle ore 8 e 10 circa raggiunsi (ovviamente in netto anticipo) il poliambulatorio dell’ASP di Cosenza che si trova all’inizio di via Popilia… lato centro commerciale “I due fiumi”.
Strano ma vero… era già aperto, anche se non operativo.
Vedendo un altro “cliente” chiedere informazioni su dove doveva recarsi (a quale piano) per passare una determinata visita ad una dottoressa che si trovava, camice bianco indosso, nell’atrio… decisi di fare anch’io la stessa cosa.
“Mi scusi…”, le dissi, “… potrei sapere dove devo andare per passare una ecografia al fegato?”
“Un’ecografia al fegato?”, mi fa la dottoressa che contemporaneamente ha preso in mano sia la lizetta medica che la copia della prenotazione rilasciatami giorno primo dicembre 2010, “… guardi che non si passano qui le ecografie ed eventuali radiografie. Tale servizio è rimasto dov’era prima del nostro trasferimento… ossia in via Tocci, nei pressi di via Milelli, … proprio nel seminterrato del palazzo ex INAM!”
“… nel palazzo ex INAM’”, pensai tra me e me, “… è allora che cazzo hanno capito di ciò che stavo chiedendo io sia il cortese centralinista del palazzo ex INAM che l’impiegata del Centro Unico di Prenotazioni del poliambulatorio di via Popilia?”
A priori giustifico il centralinista che mi ha risposto dal palazzo dell’ex INAM. A lui, infatti, avevo chiesto solo a chi potevo rivolgermi per avere conferma sullo spostamento di un appuntamento per una ecografia al fegato… non dove si facevano tali ecografie. La signora che mi ha risposto invece dal CUP succitato comunque sapeva cosa dovevo fare e dove dovevo farlo… diversamente come poteva darmi conferma dell’avvenuto effettivo spostamento di data?
Ok, facciamo finta di niente! … a che vale infatti incavolarsi per una quisquiglia di questo genere?
… prendo la macchina e raggiungo via Tocci (palazzo ex INAM), raggiungo lo studio medico dove si fanno le ecografie (l’appuntamento era col dottor Lupini), do l’impegnativa all’infermiera di turno e aspetto… ASPetto… ASP… di Cosenza! … dopotutto quell’infermiera mi aveva detto di accomodarmi in sala d’attesa e ASPettare.
… alle nove circa (nel frattempo eravamo diventati una diecina) ritorna l’infermiera e mi fa…: “… ma lei non era prenotato per oggi!”
“… un attimo…”, le dico, “… guardi che proprio per evitare ciò, qualche giorno addietro ho telefonato al Centro Unico di Prenotazioni di via Popilia per chiedere conferma della data odierna (conferma che comunque mi è stata gentilmente - ? - data)… e non le nego che la questione, per come mi si stava facendo incavolare, stava per finire direttamente in Procura…”
L’infermiera, se di infermiera si trattava, senza perdere ulteriore tempo né provare a contraddirmi su alcunché, mi disse che comunque non c’era problema e ritorno sui suoi passi.
Alla visita, così com’era giusto che succedesse, fui chiamato prima di tutti gli altri… dopotutto ero stato il primo ad arrivare in quello studio medico quella mattina.
Finita l’ecografia, fattami dal dottor Lupini in presenza di quell’infermiera, uscito il dottor Lupini dalla stanza… mi sento dire dall’infermiera che nel frattempo aveva preparato un bigliettino (spillato all’impegnativa rilasciatami dal medico di famiglia e alla ricevuta di prenotazione visita ecografica) per il sottoscritto: “… signor Perri, dovrebbe andare con queste carte al poliambulatorio di via Popilia - Centro Prenotazione Unico - e farsi rilasciare un’accettazione, per visita già passata, in data odierna. Non appena mi porterà tale accettazione… le darò il referto della presente visità!”
Fatemi capire un po’: stamane sono andato per sbaglio (e non per colpa mia) al Centro Unico di Prenotazioni di via Popilia da cui mi hanno mandato in via Tocci palazzo ex INAM da cui mi stanno rimandando al Centro Unico di Prenotazioni di via Popilia e da cui dovrei ritornare in via Tocci palazzo ex INAM? … ok, dimenticavo di trovarmi a Cosenza e di avere a che fare con l’Azienda Sanitaria di tale città.
Incavolarmi di brutto? … decisamente non ne avevo voglia.
Raggiunto nuovamente il Centro Unico di Prenotazione del poliambulatorio di via Popilia (mezzo inzuppato in quanto come se non bastasse quella era una giornata particolarmente piovosa) vidi con piacere che la fila agli sportelli ticket era decisamente esigua (solo due persone prima di me)… dopotutto la giornata non era così brutta (si fa per dire) così come stavo iniziando a credere.
Un signore dall’altra parte dello sportello ha anche la brillante idea di fare una battuta sul fatto che gli stavo dando dei documenti (quelli succitati) mezzi inzuppati: “Niente ombrello”, mi dice, “vero?”
… risposi con un’altra battuta: “… più che di un ombrello oggi ci sarebbe bisogno di un ombrellone!”
… niente da dire: piove sul bagnato, quindi perché incavolarsi più di tanto?
Mezzora dopo ero di nuovo in via Tocci, nei pressi di via Milelli, nel seminterrato del palazzo ex INAM intento a ritirare il referto della mia visita.
Il referto mi viene consegnato in una busta chiusa. Inutile dire che non ho avuto il coraggio di aprire tale busta se non dopo aver raggiunto casa a San Fili. Ero troppo incavolato (?) per poter apprendere leggere qualche brutta notizia in merito alla situazione dei miei organi interni (fegato, reni ecc.).
Dopotutto in quella disastrosa giornata non potevo aspettarmi ormai alcunché di buono.
A casa comunque, lo dico per quanti mi vogliono male, aprendo la busta (… la 1?... la 2? … o la 3) e leggendo il referto nella stessa contenuto… venni a sapere che dopotutto non stato così male come mi ero preventivato… anzi! … speriamo che non mi abbiano dato il referto del signore che ha passato la visita dopo di me!
La giornata era finita? … per niente!
Nel percorso che da Cosenza mi riportava a San Fili, notando un po’ di sole far capolino nel cielo… abbassai di un centimetro… massimo un centimetro e mezzo… il finestrino dell’automobile.
Rientrato a casa pranzai, raccontando, ripetendomi all’infinito, la strana avventura accorsami a mia moglie, e quindi mi feci una bella e meritata pennichella.
Nel frattempo un terribile acquazzone s’abbatte, per fortuna durato pochi minuti, su San Fili e zone limitrofe… secondo voi mi sarei potuto ricordare d’aver lasciato il finestrino della macchina leggermente aperto? … secondo me, no! … e così fu!
… scoprii di com’era finita quella terribile giornata solo nel tardo pomeriggio quando entrai in macchina per dirigermi verso la casa di cura villa Igea a trovare mia madre (da qualche tempo ricoverata in tale struttura).
“… speriamo”, dissi tra me e me, “che non pensino che me la sia fatta addosso”, … sentendo l’umido dei pantaloni una volta che presi posto sul sedile della macchina.
Il tutto per la serie… don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce!
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Inutile dire che quanto da me raccontato è… tragicamente vero. Non è frutto di fantasia (magari avessi una tale fantasia). E al di là della tragicomica avventura non posso non tremare al pensiero di ciò che può capitare a tanti sventurati che hanno a che fare con il sistema burocratico del Servizio Sanitario Pubblico della provincia di Cosenza.
Tale avventura è capitata a me… avevo una macchina a disposizione e per giunta non ero su una sedia a rotelle né avevo (né tanto meno ho) difficoltà psicomotorie con le quali convivere. Tremo, e dico tremo, a pensare a tanta povera gente che può vivere una tale avventura, in situazioni diverse, per quattro scemi - a questo punto anche disonestamente pagati (permettetemi di dire) - che pensano che i malati o chi si rivolge a tali strutture siano dei poveri deficienti o delle misere bestie da soma.
… ah Scopelli’! … ma vide de jire a f*****o! … tu e chine ha mannatu a dirige l’ASP de Cusenze!
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

sabato 7 maggio 2011

Don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce! (2)

Come vi dicevo (o quanto meno come ho cercato di farvi capire) nella prima parte di questo racconto di malasanità tutta cosentina… visto che a Cosenza la malasanità non è un problema solo… sanitario (che poi non è così male come lo si dipinge, sotto quest’aspetto) ma  è anche e soprattutto un problema “burocraticamente -amministrativamente - sanitario”.
… riprendiamo comunque il racconto dagli ultimi due periodi (grammaticalmente parlando) in cui l’avevamo lasciato mercoledì quattro maggio c.a. (corrente anno, per chi non ricorda le sigle della vecchia letteratura). Ossia da…
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Sapendo come vanno certe cose dalle nostre parti e, per l’appunto, nella gestione del Servizio Sanitario calabrese, lunedì 2 maggio 2011, dicevo, verso le 9 di mattina mi sono deciso a prendere il cellulare e ho provato a chiamare il numero (… ma quale numero? … visto che sulla ricevuta della prenotazione fatta mercoledì 1 dicembre 2010 non era riportato nessun recapito telefonico?) avrei dovuto chiamare?
Voi direte… “Semplice: provato a chiamare al Centro Diagnostico per Immagini di via Tocci a Cosenza (palazzo EX INAM) tel. 0984 893400 e 0984 893403?” … ed io vi risponderei “Ad averceli quei numeri.
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Si erano appena fatte le 8 e 30 quando mi decisi a prendere la cornetta del telefono dopo aver consultato i numeri telefonici più o meno attinenti al mio caso che mi metteva a disposizione internet.
Parole chiavi proposte al motore di ricerca Google? … “ASP Cosenza”, ossia “Azienda Sanitaria Provinciale”, appunto, “di Cosenza”.
Inutile dire che mi sentiti alquanto gasato nel trovare il numero di telefono del Poliambulatorio di via Milelli (ovviamente a Cosenza ed a pochi passi da dove sarei dovuto recarmi io… forse nella stessa struttura)… peccato che a tale numero non rispondesse nessuno e peccato ancor di più l’aver appreso, dopo qualche minuto, che tale Poliambulatorio era da qualche mese chiuso e che l’intera struttura (quindi anche la radiologia del dottor Lupini?) all’inizio di via Popilia entrando dal lato del Centro Commerciale “I due fiumi”.
A rendermi edotto su tale status di cose è stato un centralinista della struttura “Ex INAM” (struttura che guarda caso rientra nel concetto di ASP di Cosenza).
“Scusatemi”, dissi a questo gentile centralinista, “siccome vorrei una conferma su una visita per (omissis)… non è che potrebbe darmi il numero di telefono dei colleghi di vai Milelli?”.
“Il numero non glielo do’”, mi rispose il gentile centralinista, “anche perché il Poliambulatorio di via Milelli si è trasferito da qualche mese a via Popilia. Le passo comunque un interno della struttura che sicuramente le dirà quanto le serve sapere.”
“Tu-tu, tu-tu, tu-tu…”, continuava a dirmi da oltre due o tre minuti quel numero di telefono passatomi da quel gentile centralinista dell’ex INAM (via Alimena, Cosenza)… tanto che scocciatomi dell’inutile attesa… mi decisi a poggiare la cornetta del telefono e prendere altre strade… telefoniche.
Cosa può darmi internet in questo caso? … innanzitutto può il numero dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza: tel. (+39) 0984 893220 e  (+39) 0984 893247… coordinatrice la dottoressa Isabella Polillo (via Medaglie d'Oro, 12 - 87100 Cosenza).
Inutile dire che al succitato numero qualcuno (qualcuna per la precisione) rispose quasi immediatamente e con apprezzabile gentilezza mi diede il numero di telefono del Centro Prenotazione di via Popilia (ossia di quel particolare e utilissima struttura amministrativa dell’ASP di Cosenza che prima si trovava all’interno del Poliambulatorio di via Milelli).
Feci il numero (non chiedetemi però qual è questo preziosissimo numero) ed altrettanto immediatamente come mi era capitato con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza… una signora rispose alla mia chiamata. Ciò che non fu per niente apprezzabile come nel precedente caso… fu la gentilezza e la disponibilità di tale nuova signora.
“Mi scusi…”, le dissi, “… mi chiamo Pietro Perri e vorrei la conferma su una visita radiologica che dovrei passare giorno quattro di questo mese”.
“Si tratta di una notizia riservata…”, mi disse la mia per niente gentile interlocutrice, “… che come tale non possiamo dare, per il discorso della privacy, per telefono”.
… a questo punto il sangue inizio a salirmi al cervello (quando e troppo e troppo) e così, cosa che non è nel mio ordinario modo di fare, iniziai a dirgliene quattro o cinque sul funzionamento del sistema burocratico - amministrativo - sanitario cosentino e conseguentemente ad elencarle le mie giuste minacce.
“Egregia signora… agli inizi di febbraio qualcuno mi ha telefonato dicendomi che il mio appuntamento, fissato per la metà di quel mese, era stato spostato agli inizi del mese di maggio. Questo qualcuno non si è premurato neanche di dirmi che comunque la struttura dove avrei dovuto passare la visita era stata spostata da via Milelli a via Popilia rischiando comunque di farmi perdere il nuovo appuntamento e lei oggi mi vuole dire che solo per avere conferma della nuova data io dovrei perdere un giorno delle mie ferie per recarmi ai vostri sportelli? … ma io domani stesso vi sputtano su tutti i giornali della provincia e vi denuncio presso i competenti uffici per l’ennesimo caso della malasanità nella città di Cosenza…”.
Parole magiche. La signora mi chiede di attendere un attimo (non dopo avermi comunque edotto sul fatto che la struttura era stata trasferita verso la metà del mese di dicembre 2010 e che di tale trasferimento erano stati dati opportuni avvisi pubblici tramite i giornali e le TV locali)… giusto il tempo di poter chiedere al suo responsabile se poteva o meno darmi l’informazione richiesta.
Passano poco meno di due minuti e succede il miracolo.
“Allora…”, mi dice la gentile signora, “ come si chiama? … quando ha fatto la richiesta? ... si, è confermata per giorno quattro maggio alle ore nove. Mi capisca comunque, siamo dipendenti pubblici e siamo costretti a sottostare a determinate regole previste dalla legge”.
“Lo so, signora, dopotutto anch’io lavoro in un ufficio pubblico…”, le dico dove, “…e so la normativa sulla privacy ma… si metta nei miei panni!”.
Il nome dell’ufficio pubblico in cui lavoro suonò quasi come il magico comando di “apriti sesamo” tra me e questa ormai codiale signora.
… avevamo persino delle amiche in comune.
… le chiesi dove si trovava esattamente il Poliambulatorio di via Popilia, ossia dove mi sarei dovuto trovare da lì a tre giorni per passare la programmata ecografia al mio avvelenato fegato.
… me lo disse senza indugio. Ciò che non mi disse… è che la visita non dovevo passarla al Poliambulatorio di via Popilia ma esattamente in via Tocci nei pressi di via Milelli (in quanto lo studio radiologico non si era spostato).
… ma questo è argomento della terza ed ultima parte di questa mia ennesima… fantozziade.
Un consiglio… non perdete la terza parte di questa assurda ennesima fantozziade di cui sono stato vittima in questi ultimi giorni.
Il tutto per la serie… don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce!
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passata a miglior vita la nostra compaesana Angela (Lina) Muto in Cesario.
... aveva 59 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
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... a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace.

mercoledì 4 maggio 2011

Don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce! (1)

Mercoledì 1 dicembre 2010 finalmente riuscii ad andare a passare la visita di controllo per il piccolo problema di glicemia ed affini che mi riporto dietro ormai da quattro o cinque anni… al poliambulatorio di Quattromiglia di Rende.
Tutto ciò dopo aver quasi mandato verbalmente (nella mia testa l’ho fatto abbondantemente) a quel paese una diabetologa in servizio presso il poliambulatorio di Castrolibero. Brava (questa)? … certamente si! … ma dai modi prospettarsi al prossimo (utente / paziente) tanto sconci che farebbero invidia al peggiore frequentatore di bettole d’infimo ordine. E purtroppo il malato (magari immaginario) ha necessità anche di avere a che fare con medici che oltre a conoscere la propria materia conoscano anche il modo di comportarsi con i propri assistiti.
La dottoressa che mi ha in cura attualmente in quel di Quattromiglia di Rende sembra leggermente diversa (ovviamente mi riferisco ai modi di comportarsi, non entro in merito sulla preparazione della stessa)… malgrado ciò che mi hanno riferito alcuni compagni (sanfilesi e non) di sventura nella patologia che ci accomuna.
Mercoledì 1 dicembre 2010, dicevo, questa dottoressa dopo avermi visitato (facendomi una serie di domande di rito) e prima di redigermi la “lizetta” per le “striscette” per il controllo della glicemia, mi ha prescritto una visita di controllo (ecografia) per il fegato e le altre parti interne  (reni ecc.) collegate a possibili danni derivanti dal diabete.
A visita conclusa, scendo al piano inferiore del poliambulatorio di Quattromiglia di Rende e mi reco allo sportello ticket (CUP - Centro Unico di Prenotazioni) per prenotare la visita prescrittami dalla diabetologa.
La prima data utile era giorno 8 febbraio 2011 presso il Centro Diagnostico per Immagini di via Tocci a Cosenza (palazzo EX INAM) tel. 0984 893400 e 0984 893403… vi consiglio di trascriverli tali numeri e custodirli gelosamente… potrebbero (toccando gli eventuali benedetti, anche servirvi… a me sarebbero serviti tantissimo… in questi giorni!). Il Medico (M maiuscola?) Radiologo (R maiuscola?) programmato era (così come alla fine è stato) Lupini DR (abbreviazione di doctor?) Alberto.
Qualche giorno prima dell’8 febbraio 2011 una gentile signora (… dottoressa? … infermiera? … semplice funzionaria? … inserviente?) di qualche ufficio o semplicemente di qualche telefono collegato a tale Centro Diagnostico per Immagini di via Tocci a Cosenza (palazzo EX INAM) tel. 0984 893400 e 0984 893403… vi consiglio di trascriverli tali numeri e custodirli gelosamente… potrebbero (toccando gli eventuali benedetti, anche servirvi… a me sarebbero serviti tantissimo… in questi giorni!)… telefona a casa mia (risponde mia moglie) comunicando che per problemi sopraggiunti l’appuntamento (mi piace, in questi casi, il termine “appuntamento”… mi fa quasi pensare a qualche stupenda infermiera o dottoressa in minigonna e decisamente a disposizione… ma sono cose che si vedono solo nei film… non illudetevi) previsto per martedì 8 febbraio 2011 è rinviato a mercoledì 4 maggio… per fortuna stesso anno dell’8 febbraio. Regolare, dopotutto abbiamo a che fare con il Servizio Sanitario calabrese dove… il buongiorno si vede dal mattino (ossia da come ci trattano alcuni medici di famiglia e da come vengono gestiti i vari sportelli ticket… alias CUP, ovvero Centri Unici di Prenotazione).
E siamo così giunti a lunedì 2 maggio 2011. Ite missa est? … per niente, ve l’ho già detto… non stiamo guardando un film e la storia che vi sto raccontando è tutto tranne che frutto della mia bacata e galoppante fantasia.
Sapendo come vanno certe cose dalle nostre parti e, per l’appunto, nella gestione del Servizio Sanitario calabrese, lunedì 2 maggio 2011, dicevo, verso le 9 di mattina mi sono deciso a prendere il cellulare e ho provato a chiamare il numero (… ma quale numero? … visto che sulla ricevuta della prenotazione fatta mercoledì 1 dicembre 2010 non era riportato nessun recapito telefonico?) avrei dovuto chiamare?
Voi direte… “Semplice: provato a chiamare al Centro Diagnostico per Immagini di via Tocci a Cosenza (palazzo EX INAM) tel. 0984 893400 e 0984 893403?” … ed io vi risponderei “Ad averceli quei numeri. Ecco perché vi consiglio di trascriverli tali numeri e custodirli gelosamente… potrebbero (toccando gli eventuali benedetti, anche servirvi… a me sarebbero serviti tantissimo… in questi giorni!)”.
Perché la storia non finisce qui, ve l’assicuro. Perché questa è solo la prima di tre parti (ma forse ce ne sarà solo un’altra, staremo a vedere) del tragicomico racconto che sto per propinarvi. Un consiglio… non perdete la seconda parte di questa assurda ennesima fantozziade di cui sono stato vittima in questi ultimi giorni.
Il tutto per la serie… don Peppino ScoPPelliTTi… ma cce si o u fa? … ppecchì si nun ce sini tu… sicuramente cce su i calavrisi! … viva il Servizio Sanitario Calabrese e chi lo gestisce!
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… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace.