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venerdì 26 novembre 2010

Dalla grotta del Romito (Papasidero - Cosenza) alle grotte di Pertosa (Salerno). (3)

Dante Alighieri... alle grotte di
Pertosa.
Giungemmo all’hotel poco dopo le sedici e trenta o poco prima delle diciassette di sabato 30 ottobre 2010.
L’hotel era proprio come ci era stato descritto dal presidente del circolo che ha organizzato la gita: un piccolo scorcio di Montecarlo… peccato che non si trovasse a Montecarlo ma in un punto leggermente isolato.
Si trattava dell’Acteon Palace (quattro stelle per tanti versi meritate) di Atena Lucana (SA). Stupendo edificio (anche se in via di completamento) dove si mangia bene e dove la gentilezza del personale nei confronti degli avventori sembra (poco tempo per metterci la mano sul fuoco) non essere centellinata.
Avevamo a disposizione un po’ di tempo per farci una buona “sciacquata” e riposarci un pochino prima di ritrovarci, intorno alle diciannove / diciannove e trenta circa, di nuovo sul pullman diretti alle grotte di Pertosa.
Alle venti e trenta avevamo l’appuntamento con il nostro Dante (perché di Dante in quella zona sembra ce ne fosse più di uno in circolazione) per fare una breve passeggiata… all’inferno all’uopo organizzato all’interno di questo stupendo monumento della natura che sono, appunto, le grotte di Pertosa.
Nella zona antistante l’accesso… all’inferno, c’era un organizzato servizio d’accoglienza dei turisti (biglietteria, zona depliantes e informazioni,  porticato “zona attesa” ecc.), un piccolo parco in fase di costruzione o di ristrutturazione, un bar/pizzeria e dei bagni pubblici che oltre ad essere del tutto gratuiti e strapuliti… non mostravano, accedendo agli stessi, il classico cestino con le classiche monetine poste all’interno a dare ad intendere agli avventori che un’offerta per i custodi non avrebbe fatto schifo a nessuno… tantomeno ai custodi.
Virgilio alle grotte di Pertosa.
A proposito: avete fatto caso a come vi guardano brutto i “custodi dei cessi pubblici” (non credo sia un titolo onorifico questo che o messo tra virgolette) se non mettete la classica monetina (possibilmente non inferiore ai venti centesimi… meglio se di cinquanta… pisciare costa) nel famigerato cestino?
Personalmente se mi trovo sprovvisto di monetine… uscendo dalla porta d’accesso alla toilette (“pipistop”) mi premunisco immediatamente di toccare ferro o, in assenza del ferro, qualcosa di meno duro e più carnoso.
Facemmo conoscenza del nostro Dante intorno alle ore ventuno meno qualcosa. Nel frattempo qualcuno di noi, rimembrando qualche passaggio scolastico della Divina Commedia, iniziava a chiedersi sul perché ad accompagnarci in tale viaggio (all’inferno) non fosse stata una guida più esperta tipo… Virgilio.
Il nostro Dante non era eccessivamente alto, aveva la barba e portava il classico berretto dantesco che, come scoprimmo più tardi) serviva più a nascondere una eccessiva “zazzera” che a creare ulteriore scenografia. In ogni caso era decisamente preparato (ottime le spiegazioni delle “scene” che di volta in volta ci faceva vivere) e bravo nella recitazione di alcuni pezzi delle… sue cantiche.
Dante nel nostro comune viaggio ci fece conoscere diversi personaggi della Divina Commedia tutti, con esclusione di Beatrice, debitamente collocati all’interno dell’inferno: Virgilio, Beatrice, Caronte, Francesca, Ulisse e via dicendo. Attori, ballerini, cantanti (lirici e non) si passavano il testimone nel nostro cauto incedere verso le più profonde gole dell’inferno… dulcis in fundo? … noi, l’Umanità… (Hitler e company, il Capitalismo) alias Lucifero.
Ne è valsa la pena? … vale la pena fare un salto alle grotte di Pertosa? … si! … anche questo è, cosa strana, un Sud che non fa parte del Sud, un Sud che dimostra abbondantemente che se vogliamo… possiamo essere anche noi Nord.
Beatrice incontra Dante.
Non è difficile, basta un po’ di onestà (prima di tutti con noi stessi) e di buona volontà.
Il richiamo di rito? … sul depliant che spiegava lo spettacolo erano riportate delle scene che nella pratica non ci è stato dato il piacere di vedere, ad esempio quella del mangiafuoco. Ma nel complesso è stato comunque un ottimo spettacolo con protagonisti e comparse che hanno meritato pienamente non solo il nostro applauso ed i nostri ringraziamenti ma l’intero costo del biglietto.
Peccato che all’interno delle grotte, per ovvi motivi più che condivisibili, era vietato usare macchine fotografiche e cineprese.
Alle ventidue eravamo di nuovo in hotel (all’Acteon Palace di Atena Lucana)… seduti a tavola a goderci la meritata cena… ottima ed abbondante.
A fine cena… tutti a letto con un piccolo compito culturale da svolgere durante la notte: cercare di capire chi o cosa era Acteon (ovvero ciò che dava o chi dava il nome all’hotel).
La mattina appena fatta colazione e lasciate libere le stanze, ci dirigemmo verso il pullman… destinazione Certosa di Padula. Sul pullman, tra l’altro, decidemmo che, tempo permettendo, nel pomeriggio, dopo aver consumato il pranzo in hotel, avremmo fatto un salto all’Ikea di Salerno… la mitica Ikea di Salerno… mitica (nel mio modo di pensare) almeno finché non ebbi la scalogna di entrarci dentro e vedere (toccando per mano) che tutto era tranne ciò che finora mi si è voluto far credere.
Credetemi… meglio l’Emmezeta di Taverna di Montalto Uffugo.
Ma l’Ikea, si sa, è l’Ikea… e spesso da San Fili e non solo da San Fili si organizzano pullman per andare a fare shopping in tale centro commerciale a trecento chilometri di distanza per comprare… ciò che allo stesso prezzo (o con pochissimo in più) possiamo trovare a pochi chilometri di distanza.
San Bruno fondatore dei cer-
tosini. Statua sulla facciata
principale della Certosa.
Alla Certosa di Padula (è la seconda volta che ci andavo) ho potuto ammirare la famosa ed inimitabile scala senza perno centrale… un vero miracolo dell’architettura del passato… un’architettura che purtroppo non siamo più in grado ripetere… i suoi segreti (i segreti dei grandi maestri) si sono persi per sempre con la morte degli ideatori.
Finita la visita alla Certosa di Padula (vale anche questa la pena d’essere visitata) e all’Ikea di Salerno (se potete… evitate… nun vi perditi nente!)… di nuovo sul pullman e questa volta per ritornare finalmente a casa… alla nostra Cosenza… alla mia amata/odiata San Fili.
Arrivammo intorno alle ventidue… alle ventitré di domenica 31 ottobre 2010 ero finalmente di nuovo nel mio caro lettuccio (appunto in quel di San Fili) assieme a mia moglie.
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… un voto per questa breve gita? … sei e mezzo / sette meno meno! … comunque è valsa la pena farla… consigliabilissima.
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

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