A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

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giovedì 25 novembre 2010

Dalla grotta del Romito (Papasidero - Cosenza) alle grotte di Pertosa (Salerno). (2)

Pecore in bilico sull'area soprastante
la grotta del romito.
Un luogo, dicevo, quello delle grotte del Romito (Papasidero in provincia di Cosenza), che vale la pena di visitare (malgrado come sito, dal punto di vista turistico, sia ancora da perfezionare).
Vale la pena di visitare sia per l’interesse storico che rappresenta tale luogo e sia per come è stata attrezzata l’area interessata da tale luogo.
Dal punto di vista storico culturale c’è da dire che: “La Grotta del Romito, presso Papasidero, rappresenta uno dei siti in grotta più interessanti del Paleolitico italiano grazie anche agli scavi condotti da Paolo Graziosi, che hanno messo in luce alcune figure incise a carattere naturalistico (figure di bovidi) e astratto (segni lineari) nonché alcune sepolture plurime.
La presenza all'interno di uno strato riferibile all'età Neolitica di grosse quantità di ossidiana ha fatto supporre che la grotta in quest'epoca venisse sfruttata come base intermedia per il commercio dell'ossidiana tra Tirreno e Ionio” (notizia ripresa dall’indirizzo internet http://www.iias.it/grotta_del_romito.html).
Ovviamente sul web notizie in merito alla grotta del Romito di Papasidero, per chi vuole affrontare meglio il discorso, se ne trovano a iosa… a testimonianza di quanto ho detto sopra.
Per quel che mi riguarda, non essendo io né uno speleologo né un esperto in materia ma solo un misero mortale (turista?) che sa apprezzare determinate cose, mi limiterò a parlare della mia ennesima avventura in giro per il mondo.
Albero di... cucuzze, sulla
strada del ritorno.
In un mondo che spesso, sottovalutandoci, abbiamo sotto il naso e siccome i nostri sensi vanno sempre al di là del nostro naso (quando abbiamo qualcosa da perdere)… non riusciamo a capacitarcene.
Premetto che da San Fili (luogo in cui ovviamente abito) a Papasidero (luogo dove si trova la grotta del Romito) ci sono circa 115 chilometri di distanza… di cui 90 percorrendo strade a scorrimento veloce. Il resto? … un’impresa! … ma ne vale la pena.
L’area circostante la grotta del Romito, recintata, è stupenda, recuperata in modo egregio (non sembra, ve l’assicuro, Calabria né tantomeno Cosenza) e in un edificio nei pressi dell’area recintata c’è una struttura ricettiva con un piccolo museo all’interno fornito… di bagni (alias “pipistop”).
Della gentilezza delle custodi ho già parlato nella prima parte di questo racconto quindi eviterò di ritornare su tali passi. Dirò solo che finito il giro “turistico-culturale” del luogo (intorno alle 12 e 30) e ritornati nel luogo in cui ci sarebbe venuti a prelevare il pullmino del Comune di Papasidero, intorno alle quattordici, per riportarci al nostro pullman (a circa quattro chilometri, quasi tutti in massacrante salita, di distanza)… invitati dal nostro capobranco (capogruppo?) cercammo di metterci d’accordo se aspettare o incamminarci a piedi verso, tra l’altro, il nostro meritato pranzo… a sacco.
Interno della grotta del Romito.
Meritato per chi se l’era preparato la sera precedente e se l’era portato dietro.
Il pranzo, inutile dirlo, si trovava nel nostro pullman a… quattro affamati chilometri di distanza.
Da parte mia, di mia moglie e di una parte del gruppo, chiesto informazioni alla guida, ci dirigemmo verso un ristorantino nei pressi del sito archeologico.
La guida (una delle custodi del museo e dell’area archeologica) venne con noi fino all’entrata di un ristorante che si trovava a pochi passi da lì. Le papille gustative iniziavano a mettersi in movimento, in veloce movimento… senza aver fatto i conti con l’oste (o l’ostessa che dir si voglia).
Il ristorante era chiuso. All’entrata c’era persino un numero di cellulare (per urgenze o eventuali evenienze, recitava una scritta sotto tale numero). La custode, utilizzando il suo telefonino, fece il magico numero… giusto per sapere che quel giorno saremmo restati a bocca asciutta se non fossimo riusciti a trovare un’alternativa a tale ristorantino.
Motivo? … un ricovero urgente in ospedale da parte di uno dei titolari del ristorante.
La stupenda incisione preistorica.
L’alternativa si trovava (e per fortuna si è trovata) a circa un chilometro e mezzo di distanza… sulla strada verso la nostra disiata metà… ed aveva l’odore, l’accoglienza e la genuina (nel vero senso della parola) disponibilità di un agriturismo.
Ci fermammo in quattro a mangiare in quell’agriturismo (decisamente stupendo come luogo… da passarci qualche giorno d’estate in santa pace e lontano dagli stress e dalla frenesia della vita quotidiana che offre la città): io, mia moglie e due colleghi.
Finito di pranzare (un antipasto, una braciola di maiale, un’insalata, un buon bicchiere di vino, un bel caffè ed un bel grappino… quindici euro a testa) chiedemmo alla proprietaria se poteva farci il piacere di accompagnarci con la macchina fino al nostro pullman.
Non se lo fece chiedere la seconda volta: nel giro di dieci minuti ci eravamo ricollegati al gruppo dei colleghi di lavoro e d’avventura… tutti indaffarati ad azzannare i loro succulenti (?) panini.
Qualcuno di loro ci raccontò, nel frattempo, i mezzi di fortuna trovati per raggiungere il luogo d’incontro. Nel corso del tragitto, infatti, chi era stato soccorso da un trattore, chi da un furgoncino dei gelati, chi da un carro bestiame chi… tutti, comunque, sempre gentili e disponibili.
Gente di Papasidero e dintorni? … brava gente.
Viale all'interno della recin-
zione dell'area della grotta.
Tale luogo, in ogni caso, vale la pena di essere visitato. Specie dalle nostre scolaresche e quindi dai futuri calabresi.
E se ve lo dico io potete crederci… perché io credo in ciò che dico!
Alle due e trenta circa eravamo tutti sul pullman che da Papasidero (zona grotta del Romito) ci avrebbe portati in un albergo nei pressi delle grotte di Pertosa (in provincia di Salerno) dove quella sera stessa avremmo assistito ad uno spettacolo naturale/teatrale che per l’ennesima (rara) volta mi ha certificato il fatto che se vogliamo… anche nel Meridione d’Italia possiamo essere diversi ed incantare, onestamente, il turista.
… ma di questo ed altro parlerò in un prossimo post.
*     *     *
… un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
… /pace!

1 commento:

alofred ha detto...

Caro Pietro, hai proprio ragione, conosciamo il mondo ma non la nostra bella regione, la sua storia e tutte le potenzialità turistiche, archeologiche e di costume nonché logistiche e gastronomiche. Molto interessante l'articolo e, sempre più mi rendo conto che devo tornare! ciao Alfredo