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venerdì 6 novembre 2009

Emigrante? ... no, turista! ... forse che il calabrese (magari santufilise) non può fare il turista?


"Emigrante? ... no, turista! ... forse che il calabrese (magari santufilise) non può fare il turista?".
Diciamo la verità, questa frase non è mia o quantomeno non è proprio mia, l'ho ripresa da un celebre scambio di battute presente nel film "Ricomincio da tre" del mitico, compianto, attore napoletano Massimo Troisi.
"Emigrante?", gli chiede la nordista (in quanto, in base ad un luogo comune, un meridionale in alta Italia non può che essere un emigrante), e lui risponde: "No, ccà pare ca 'o napulitano", leggasi meridionale e/o santufilise, "nun pò viaggià, pò sulamente emigrà, perciò uno esce, nun pò ffà 'nu viaggio...'o napulitano", si continui a leggere meridionale e/o santufilise, "invece viaggia!!".
Nella sua stupenda acutezza comunque Troisi alla fine si rivela, nel film, il classico "emigrante meridionale". La sua frase, comunque ci evidenzia una tragica realtà: effettivamente quando viaggia anche per una semplicissima vacanza di piacere il meridionale si trova a far fronte a tutta una serie di problemi tecnici che di fatto lo fanno sentire imprigionato nel classico luogo comune che questi non può viaggiare se non per emigrare.
E' un po' di anni che rinunciando ai miei consueti giorni estivi al mare, concentro spese e tempo (accompagnato dalla mia dolce metà) per fare un viaggetto di piacere in qualche nazione del mediterraneo o in qualche regione d'Italia... ogni volta mi sento emigrante... se non per necessità di lavoro o di un migliore tenore di vita (mi sta bene quello che c'ho)... sicuramente per necessità culturale.
Mi sento emigrante (vogliono, coloro che tirano le fila del sistema Italia o Italia Meridionale, che mi senti tale) quando tramite internet o a qualche agenzia di viaggi organizzati provo a prenotare un qualsiasi tour organizzato o una stanza in un qualsiasi hotel fuori regione. Gli interlocutori mi fanno sentire decisamente calabrese, neanche africano del nord.
Mi sento emigrante quando salgo su uno dei treni della rete ferroviaria meridionale (quella che va da Roma in giù): treni ultramoderni (si fa per dire) da anni dismessi dalle reti ferroviarie del resto d'Italia. Il meridione deve contentarsi sempre duna "seconda mano" anche nei trasporti. Dopotutto il meridionale viaggia in cerca di lavoro, non per piacere, e chi ha necessità di viaggiare può farlo anche tappandosi il naso sugli odori circostanti o chiudendo un occhio sull'igiene dei sedili o sull'ambiente di viaggio.
La tariffa del biglietto stranamente però quando non è uguale al resto d'Italia (a parità di distanza)... è superiore.
Verso la fine di ottobre 2009 ho fatto una crociera sul Mediterraneo, partendo da Civitavecchia e toccando i porti di Genova, Marsiglia, Barcellona, Tunisi, Malta e Messina... stupenda. Inutile dire che malgrado abbia chiesto a varie agenzie di trovarmi una cabina con partenza da Messina, l'impresa si dimostrò fin dall'inizio decisamente ardua.
Il meridionale se vuole fare un viaggio di piacere deve innanzitutto dimostrare di non essere un meridionale... magari partendo da una città posta geograficamente da Napoli in su. Strano a dirsi ma ogni volta che ho fatto un tour organizzato mi è andata bene se ho dovuto collegarmi al gruppo a Napoli, diversamente partenza obbligatoria da Roma.
Ciò ovviamente comporta un biglietto d'andata e ritorno verso il luogo d'incontro dei vacanzieri, una notte o due in albergo (per essere puntuali al luogo d'incontro), almeno tre pasti fuori programma... il tutto moltiplicato due, considerato che viaggio con mia moglie.
In poche parole un qualsiasi viaggio di piacere ad un meridionale finisce per costare almeno quattro o cinquecento euro in più di quello che costa ad un italiano del centro nord.
... per non parlare, se uno abita in un paesino tipo San Fili (CS), della difficoltà di raggiungere una qualsiasi stazione ferroviaria o un aeroporto. Altro che Africa, devi sempre e comunque ringraziare qualcuno che ti dia uno strappo... e quindi qualcuno dovrà sempre e comunque sapere dove vai a sciacquarti le *****.
Un esempio? ... volete partire con la vostra macchina per raggiungere la stazione di Paola (CS) o di Castiglione cosentino? ... provate a cercare un parcheggio coperto (e quindi garantito) in loco (nei pressi della stazione) dove lasciare la vostra autovettura per sette o otto giorni. Io non ci sono riuscito. Da Napoli in su ne avrei trovato diecimila.
In altri tempi (l'anno scorso) sono salito alla stazione di Paola (CS) su un treno della serie Eurostar. Ero diretto a Napoli dove avevo una notte prenotata in un hotel nei pressi della stazione centrale. Giunti a Sapri... il treno si rompe. Dovevamo coprire il tratto in poco più di due ore e mezza. Ce ne mettemmo quasi cinque!
Trenitalia ci rimborso il 40 per cento dell'importo del biglietto... con un buono da utilizzare entro sei mesi dall'emissione.
Che presa per i fondelli: Trenitalia non sa che il 99 per cento dei meridionali quando può farlo, può fare appena un solo viaggio di piacere all'anno?
... buono? ... perso! ... mi auguro vivamente che gli alti dirigenti della società se li prendano in medicine i miei soldi.
... dimenticavo, anche Trenitalia (visto i mezzi che ci mette a disposizione per viaggiare) è sicura che il meridionale quando viaggia, viaggia per emigrare ed un emigrante un paio di viaggi all'anno, lo sa benissimo la dirigenza di Trenitalia, un paio di viaggi all'anno li fa sicuramente.
Quindi, emigrante? ... si! ... perché sono un meridionale (anche se santufilise de Cusenza) e come tale non posso essere, quando viaggio, che un emigrante! ... un emigrante della cultura!
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace!

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